lunedì 28 gennaio 2008

Politica, democrazia, marketing: la democrazia coriandolata

La politica spettacolo e la pruderie dei media stanno distruggendo il tessuto democratico rendendo spettacolo quello che dovrebbe essere nella vita di uno Stato una prassi di partecipazione della società; ormai è il mezzo di comunicazione che stabilisce i "tempi" e i "modi" per non dire l'agenda della politica. Accade da noi che siamo un paese stanco, depresso, invecchiato male da cui si pretende che faccia "scatti di reni" per impossibili recuperi mentre in realtà chi ha il potere davvero ci sta levando anche la sedia su cui secerci in nome del liberismo redistribuendo a chi ha già ricchezza che spetterebbe ai meno fortunati. A maggior ragione se questo accade nello Stato più potente, sulla carta, del pianeta: gli Usa. In quel paese sembra davvero che tutto faccia spettacolo financo le primarie che si tengono dentro i casinò di las vegas e nelle chiese. E i candidati non sono da meno dato che farebbero di tutto pur di catturare il singolo voto del singolo villaggio nel posto maggiormente sperduto in cima alla montagna. Non è solo una questione di soldi o di scelta del migliore a disposizione sulla piazza ma solo di come "l'uomo di plastica di turno" riesce a far accendere su di sè i riflettori dei media assicurandosi, come nelle trasmissioni che fanno le televendite, maggiori spazi se ha il volto fotogenico e sponsor potenti. In teoria in un paese liberale come l'America proprio la scelta lasciata ai cittadini prima e ai grandi elettori poi presuppone sia fatta sulla base di considerazioni di capacità e competenza e non sui soldi messi a disposizione dalle corporation e sodali che non sono certo pervasi da spirito altruistico nonchè le sofisticatissime tecniche di marketing politico ci rendiamo conto di come sia svuotata di valori reali la parola stessa democrazia dimostrando coem avessero ragione Horkheimer e altri che il regime democratico ha in se il germe che lo seppellisce e che gli individui non lottano per i propri diritti anzi sono pronti a barattarli per essere sicuri e avere una minima speranza di un futuro migliore che non arriverà mai. E' un filo che si assottiglia sempre di più mano a mano che passano le varie elezioni nel anni e che la politica perde sempre di più laporpria capacità di rappresentare gli interessi generali per rispondere solo a quelli paricolari:soprattutto di chi caccia i soldi. Da tempo si parla di autoritarismo democratico per indicare la tendenza che in Occidente si sta affermando secondo cui proprio gli individui in cambio di poco rinunciano a molto pur mantenendo la possibilità di esprimere il proprio voto per indicare quale dei candidati (e teoricamente quale dei programmi) scegliere mentre guarda l'avvitarsi del paese su se stesso verso un forma di elitismo accentuato, leggasi liberalismo censuario, nel quale l'elettore conta sempre di meno e proporzionalmente aumenta il peso degli interessi di bottega che comunemente sono definiti profitti. A qualcuno richiama alla mente il passagio dalla Repubblica all'Impero sotto Cesare, a qualcun'altro fa dire che battutto il comunismo e finito il keynesianesimo siamo alla fine delal storia (salvo poi pentirsene dato che l'unica fine cui stiamo assistendo è quella del sistema democratico prima e di quello occidentale poi) ma non è questa l'unica analogia che noto mentre osservo che nessuno però sottolinea il fatto che allegramente stiamo andando a sbattere con tutto il treno e non sembra che ciò ci preoccupi più di tanto. Non è più solo una questione di scelta democratica che ha funzionato egregiamente laddove la società era forte e presente e aprtecipava ma, ora, anche di sopravvivenza di un sistema che della democrazia ha parassitato metodi e forme sostituendola con "altro" e che ormai è alle corde e però non vuole sparire dalla storia e dai ricordi non sempre felici che ha contribuito a creare; finchè rimarremo in questo limbo non ci sarà possibilità di rimediare ai danni fatti soprattutto finchè ci continiuamo a fidare di persone che ci usano per i loro scopi.......
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