venerdì 22 febbraio 2008

L'Italia ai tempi del colera.......

L'emergenza rifiuti, forse pochi sanno perchè pochi ricordano, risale a oltre 30 anni ai tempi del colera quando le basi dell'attuale rovina erano appena state gettate dall'allora malgoverno: fu solo grazie a vere e proprie rivolte popolari che vi si fece fronte con pannicelli caldi mentre scoppiò l'epidemia di colera che buttò benzinza sul fuoco e costrinse i politici a intervenire per tamponare. Da allora cosa è cambiato? Nulla. Si passa da emergenza in emergenza da discarica a discarica continuando a rovinare una terra bellissima e prodiga con i suoi figli che ha sempre attirato, nel corso della storia umana, popoli a sè. Anche stavolta si rischia, nonostante gli sforzi di De Gennaro, di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano dato che la classe dirigente, non solo locale, è trasversalmente indifferente ai reali bisogni della gente e intrecciata con il malaffarea tal punto da creare una struttura nella quale il copioso fiume di denaro riversatosi in questi anni in quelle zone si è perso in mille rivoli. L'impressione è che l'emergenza sia voluto: sia necessaria per spillare soldi non solo al contribuente italiano ma a anche a quello europeo: e a nulla valgono inchieste giornalistiche, e non, che portano alla luce le complicità e le malversazioni perchè alla fine della giostra tutto torna esattamente come prima. La cosa che maggiormente dispiace è l'indifferenza del resto del paese: dimenticco che Napoli è "Italia" e sua immagine e somiglianza dato che lì sversano rifiuti dal resto del paese illegalmente e lì sono stati, e continuano con grande faccia tosta, in tanti a mangiarci sopra e a specularci miserevolmente alle spalle dei locali cittadini che, però, sono quelli a pagare lo scotto sia dal punto di vista sanitario che come qualità della vita (malattie, tumori e chissà cos'altro imperversano e fanno strage di persone): la Campania è dvientata l'immodezzaio del paese. Una volta era il mercato finale e coloniale dello sviluppo del Nord; poi è stata fra i maggiori serbatoi di manodopera del paese, ora ne è la fogna a cielo aperto rimarcando, se ancora era necessario rimarcarlo, come siamo cittadini di un paese che ha fatto del malaffare e della politica pro domo sua la bandiera e lo stemma più vicini al quarto mondo che al primo in termini di libertà e diritti. La vera vergogna nazionale non è però questa: la cosa che maggiormente irrita è che della questione se ne fa un dramma quando scoppia la rabbia della gente mentre ci si straccia le vesti e ci si cosparge il capo di cenere quando si è presi con le mani nel sacco. Tutto molto "italiano" direi se non fosse per il piccolo particolare che lì in quella regione c'è un'enorme specchio nel quale tutti riflettiamo la nostra anima sempre più nera..............
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