mercoledì 20 febbraio 2008

Fidel lascia: Cuba in bilico fra democrazia e continuismo

Fidel Castro ha passato i poteri al fratello Raoul per Cuba si aprono scenari nuovi indeterminabili al momento data la situazione in cui si trova il regime attualmente perchè potrebbe esserci il passaggio ad un sistema demcratico e si spera indolore ma anche il tentativo di mantenere l'attuale regime che a quel punto, perso il padre che lofondo, non avrebbe più giustificazione e potrebbe sfociare in violenze e repressioni tali da non essere dissimile dai regimi fascisti che l'America Latina ha negli scorsi decenni conosciuto. Ma perchè Castro è stato tanto combattutto nei passati 50 anni? Perchè semplicemente inviso agli americanio che avevano posto a Cuba un dittatore Batista che aveva reso l'isola una colonia di quel paese facendola diventare il paradiso per mafiosi italoamericani e un vero bordello a cielo aperto dove in pratica tutto era permesso e i cubani erano poco meno che una colonia degli yankee. Castro invece mise al posto di Batista un'altro dittatore: se stesso. Ma si sganciò dagli USA quando capì cosa volevano da lui: la continuazione dell'opera "meritoria" fatta dal suo predecessore. Invece in mete aveva ben altro: essenso appartenente alla intellighencia cubana formatosi alla scuola del bolivarismo egli propendeva per una autonomia del continente dal potere del norte e auspicava il distacco dei paesi latino americani dall'influenza infausta e sfruttatrice degli USA. Fu proprio il dissidio su questo punto nodale e l'avversione degli USA che si videro portare via il "giocattolo" da sotto il naso e la messa in pericolo della cosiddetta "dottrina Monroe (il considerare l'intero continente latino americano come il giardino di casa in cui farci quello che si vuole)" che portò Castro nelle braccia dell'URSS trasformando il regime da bolivariano a paracomunista. Fra embarghi e tentativi di uccisioni per 50 anni questa piccola isola ha resistito all'assalto difendendo strenuamente la propria autonomia e mentre nel resto del sub continente i regimi fascisti prosperavano (complici sempre gli americani) lì invece fra mille difficoltà e problemi il regime è riuscito ad assicurare molte cose che negli stessi USA sono pure chimere: sanità gratuita; scuola idem; università che accoglie non solo cubani ma anche ragazzi di altri paesi, compresi americani, dandogli una preparazione pari a quella dei paesi di provenienza. C'è povertà in quel paese è vero ma è anche vero che lì si vive più a lungo della media occidentale e i ritmi di vita e di lavoro sono rimasti umani. Come ha dimostrato Moore lì è possibile curarsi e vivere senza pagare lo scotto del progresso che arricchisce pochi ed esclude i molti. Se a Cuba il regime si avvia sulla strada socialdemocratica ha qualche speranza di sopravvivere mantenendo le conquiste fatte se invece si sceglie la via del liberismo e dell'apertura delle frontiere allora il sogno coloniale americano sarà finalmente attuato e tempi bui aspettano quest'isola che ricadrà nel baratro da cui Fidel l'aveva tolta.
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