mercoledì 28 maggio 2008

Gli scontri di Roma all'Università: qui prodest?

Come nel 1968 e nel 1977, o ora è diverso? Quello che è accaduto ieri all'Università di Roma è il prodromo di un nuovo movimento studentesco che prende le caratteristiche di scontro come nei due precedenti citati o è "solo" un fatto occasionale? Da quando ha vinto la destra populista episodi di violenza ce ne sono stati (imbrattata qualche lapide, il ragazzo ammazzato di botte a Verona ecc.) ma il "partito" del minimizziamo, bipartisan, l'ha avuta vinta, ma ieri invece è stato diverso: un'aggressione squadristica con risposta uguae e contraria; un copione già visto da chi come me ha qualche anno e che sperava di non rivedere in questi termini. L'elemento scatenante era l'attaccare qualche manifesto da un lato l'aver indetto, ma il Rettore l'aveva vietato, un convegno sulle foibe dall'altro. Poi la violenza e le reazioni: non stupisce quelal dei giornali di destra tutti "giustificazionisti" e pronti a difendere (un'altro parallelo con il passato); stupisce la reazione di quelli della destra economica, pd e soci, che pur condannando non spiegano entrambi sembrano avvalorare la teoria degli opposti estremismi: un'altro residuato bellico dei precedenti movimenti, che ha fatto più danni e vittime dei movimenti stesi aizzando più che cercare di calmare gli animi, ma soprattutto gisutificando la risposta dura dello Stato. Il Sindaco di Roma ha giustamente invitato a non aizzare, memore dei movimenti che lui ha vissuto in prima persona dalla parte della barricata di destra, e a non creare una spirale di tensione da cui non si uscirebbe facilmente e che potrebbe anche portare al "morto", cosa questa che nessuno vuole, spero. Che la destra fascista stia rialzando la testa è indubbio l'unica speranza è che stavolta nella cosiddetta sinistra si sappiano tenere i nervi saldi e non si risponda con il classico colpo su colpo come in precedenza: è proprio quello che cercano i partiti delle destre per spostare l'attenzione dai problemi reali del paese a cui non sanno dare risposta efficace e si aggrappano a tutto, ivi compresi questi fatti, pur di evitare di dover rendere conto sulla inazione e inefficacia delle loro politiche. Mi auguro di non dover rivedere spranghe e altro nelle strade, ma soprattutto mi auguro che fascisti e sinistra sappiano capire che rischiano di dare carne da macello, divendone strumento inconsapevole o meno, ai interessi altrui e che nulla hanno a che vedere con il far uscire il paese dal liberismo in cui giace e a cui entrambe si oppongono almeno a parole.
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