domenica 25 maggio 2008

Governo: lo Stato non può cedere. vale per tutti?

Il problema dei rifiuti oggi è all'attenzione dei media, ma il problema è antico e non è ristretto alla "munnezza". Dalle indagini della magistratura e dalle denunce di cittadini coraggiosi, troppo spesso lasciati soli, (come l'autore di Gomorra che con il suo libro ha scoperchiato un vero e proprio vaso di pandora) risulta che è un problema nazionale: tutta Italia ha scaricato il proprio pattume in Campania, proprio tutti. E ora che è emerso il connubio della politica, anche del nord, con il malaffare ed è venuta a galla anche la grave responsabilità che l'intero paese ha verso quella regione: e non è una storia di ora, enemmeno una mia scoperta, il fatto che il sud dell'Italia è sempre stato lo sfogo coloniale del resto del paese, ora ne è anche diventato il pattume. Ci sono delle responsabilità locali è chiaro manca una cultura della legalità e tutto il resto, ma chi la doveva creare? Lo Stato; invece per cosa è identificato lì lo Stato? Forza di scurezza, politici, e poc'altro. Manca tutto il resto. Non voglio fare il solito discorso trito e ritrito sulla memoria che non abbiamo ma dobbiamo tenere presente questo dato per capire la responsabilità che l'intero paese ha nei confronti del sud Italia. Quando sento dire che lo Stato "non può arretrare" mi viene la pelle d'oca se penso alla storia repubblicana del nostro paese: scandali politici e finanziari, servizi segreti deviati beccati più volte non a proteggere i cittadini ma a lavorare contro di essi in nome di alleanze e interessi stranieri con cui la nostra classe dirigente di allora (in parte è ancora presente) ha preferito mantenere rapporti poco trasparenti a dir poco; lobby che determinano la politica nazionale e locale in nome del proprio interesse; e la politica che è stata in molte sue parti sia collusa sia parte in causa con il malaffare e la corruzione (il termine partitocrazia fu coniato da Maranini, preside di scienze politiche a firenze negli anni 60, in tempi non sospetti), ed è stata essa stessa un modello alternativo alla legalità: troppe volte si è autoassolta per essere un'esempio per cittadini. E proprio quando sento tutto ciò mi viene alla mente all'attuale classe dirigente che proprio fatta di santi non è: da ultimo la norma salva rete 4. Come e con che faccia dicono che lo Stato deve essere fermo? Con quale credibilità verso i cittadini? E con quale forza, se non quella puramente brutale e repressiva, può fare opera di convinzione verso i cittadini, non solo del Sud? Sembra retorica vero? Non si salva nessuno naturalmente, nè i governi attuali nè la classe poltiica locale: tutti irresponsabilmente ciechi di fronte ai problemi (mica c'è solo la Campania, che è solo la punta dell'iceberg, c'è il Lazio e incomincia la stessa problematica in altre regioni come l'abruzzo dove un'indagine ha messo in luce cose che dire strane e criminali è come usare un'eufemismo) E forse lo è un pò ma dovrebebro essere cose che sappaiamo tutti ma a leggere commenti qui nella blogosfera e nei media semba che tutti siamo pronti a dimenticare e a ricominciare da zero ogni volta che siamo di fronte a un problema: ammesso che conosciamo la storia, cosa di cui dubito fortemente. Il problema c'è e va risolto sia chiaro: è inammissibile che con l'estate alle porte si possano correre rischi di epidemia fra la popolazione ma contemporaneamente non si può a forza far ingoiare alle popolazioni questo rospo di cui sono responsabili solo in parte, quindi un asoluzione va trovata ma condivisa e da tutti senza precondizionamenti e integralismi di maniera ma senza nemmeno il manganello che a poco serve e non risolve nulla.
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