martedì 27 maggio 2008

Un vero programma politico: quello della CEI

Devo chiedere scusa: io laico chiedo scusa. Non sono nè ammattito nè sono stato folgorato sulla via di damasco, semplicemente ho capito che nel nostro paese l'unica che sa fare politica sul serio e sa scrivere un serio programma politico è la CEI: d'altronde non poteva essere altrimenti con duemila e rotti anni di storia se non la sanno fare loro chi altri? Ieri è stata dettata l'agenda della politica italiana ed è stato fatto nel modo giusto per giunta: modi e tempi ineccepibili, cose da un'altro pianeta a cui credo i miei concittadini da decenni non vi erano più abituati, alta scuola della Politica (con la "P" maiuscola) Aristotele e soci andrebbero orgogliosi. Non si potrà mai più parlare di "ingerenza" della gerarchia ecclesiastica nella società italiana, sarà la società italiana, nel suo segmento politico, che si ingerisce degli affari interni della società vaticana: e forse è meglio così, perchè a parte il piccolo particolare che diventeremmo l'IRAN dell'Occidente (chissà se reintrodurranno la Santa Inquisizione) con annessi e connessi, saremmo sicuramente gestiti meglio della classe dirigente uscita da tangentopoli. Poche cose chiare e precise, nessuna battuta da incantatore di serpenti, percorsi sociali ed economici definiti e personale politico di prima qualità: cosa vogliamo di più? Non ne sono contento ma da pragmatico prendo atto che fra le due caste quella religiosa prepara meglio il proprio personale e ha le idee chiare, non ha bisogno di rincorrere la folla oppressa dai sondaggi e dai media, e soprattutto ha dalla sua la FEDE che gli da quella forza morale e personale per fare quello che si propongono di fare, che ai laici ora manca completamente e che una volta era data dalle ideologie, e che invece l'attuale classe dirigente non potrebbe mai avere perchè è tutta orientata al profitto proprio e delle lobby che li sostengono e di cui spesso come classe sociale fanno parte: questo lo dico come cittadino che si sente prigioniero in casa sua, libero solo sulla carta ma in realtà legato mani e piedi alle decisioni altrui che non lo riguardano per nulla e che nn vede all'orizzonte un diverso andazzo delel cose, semmai un peggioramento anche, come qualità stessa del personale politico, e vista la sua provenienza anche dal mondo dello spettacolo, della prorpia qualità della vita e del futuro dei propri e altrui figli. Se ne sono accorti persino i pochi osservatori che non si sono accodati al pensiero ora dominante debole e ondeggiante (toh, ho fatto una rima ) e ne sono allarmati: io sostengo invece di non allarmarsi eccessivamente perchè lor signori sanno fare il loro mestiere bene e, a parte un certo integralismo su alcune cose, mi pare che se potessero esercitare in prima persona staremmo sicuramente meglio di come stiamo ora vista la fine che abbiamo fatto dopo decenni di II° Repubblica. Davanti anoi abbiamo due scelte: o tenerci l'attuale personale politico che pro froma votiamo ma che è relametne nominato dalle segreterie di partito, oppure fare uno sforzo di fantasia e, Montanelli sarà d'accordo spero, "turarci il naso" e nominare la "nuova" DC, emersa ieri, a governarci nei prossimi anni con il VERO programma sociale e politico con il quale i laici, ormai liberi dalle pastoie plutocratiche dei partiti, possono liberamente confrontarsi.
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