venerdì 1 agosto 2008

Italia/UE, una volta tanto pari fra loro: inflazione al 4%

Azz meglio di così non si poteva prospettare la situazione: dall'area euro e nel nostro paese l'inflazione galoppa oltre i limiti tollerabili e l'unica preoccupazione è quella di fermare i salari: non i prezzi ma i salari, se questa non è equità ditelo voi. Una musica già scritta e più volte suonata negli ultimi 20 anni. Vero che c'è il mercato; verissimo che da qualche parte si dovrà pure operare per fermarla, ma perchè si inizia sempre di salari? E mai dai profitti, dalle rendite finanziarie (spesso parassitarie)? E come mai la ricetta non cambia visto che non ha funzionato finora? Il libedrismo è romai dimostrato che ha fallito: si cambi strada e si attuino altre politiche maggiormente interventistiche nel campo economico: solo difendendo il potere d'acquisto e calmierando i prezzi, anche con provvedimenti eccezionali si può, forse e se non è già troppo tardi, ottenere il doppio risultato di difendere l'uno e fermare la corsa degli altri. Si dirà ma le materie prime costano: vero! Si dirà ancora che i prezzi risentono anche della speculazione: altrettanto vero. E, infine si dirà: ci sono i mercati, vero anche questo. Ma proprio essi, perchè non regolamentati efficacemente, sono il problema: si smetta di considerarli il "feticcio" e si guardi a loro solo per quello che sono realmente, un luogo di scambio di merci, beni e servizi. Si pensi al primo dovere che hanno le classi dirigente: assicurare il benessere dei popoli amminsitrati e da cui sono eletti; si badi meno all'interesse delle corporazioni. Ingenuo pensarlo, dirlo e attuarlo? no perchè alcuni paesi l'hanno messo in pratica e senza problemi rilevanti: alcuni di essi dopo che si sono scottati con l'onta del fallimento ed ella bancarotta attratti dalle sirene del liberismo; altri per propria mentalità etica e per la grande attenzione dei cittadini riescono a superare crisi anche molto gravi. Perchè da noi no? Siamo preda delle corporazioni e siamo preda dei privilegi della classe dirigente: in questa tenaglia i cittadini sono stretti senza via di uscita e ne rimangono prigionieri. Ecco allora i tecnici baloccarsi nell'inventare definizioni astruse come "l'inflazione percepita" oppure "programmata" oppure ancora "importata": mqa tutte in realtà nascondono un mostro: l'inflazione, punto e basta, e se non s'interviene efficacemente non ci sarà più il problema della "terza settimana" ma bensì della prima se non addirittura una situazione weimariana dove i salari non valevano la carta su cui erano stampate le banconote. I riccastri e i privilegiati temono più di tutto questa situazione per un semplice motivo: potrebbe sorgere, o rinascere, idee pericolose, per loro soprattutto, che potrebbero far crollare il castello di carte (...) che si sono costruiti intorno a nostro danno e a loro interesse. Una cosa è certa: sempre di più questa crisi assomiglia al 1929, e sempre di più ne assume i contorni drammatici per le persone comuni che vivono di lavoro; l'unico problema e che non c'è un JKeynes a salvare capre e cavoli. E questo è un problema per tutti!!
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