lunedì 28 luglio 2008

Norvegia - Italia 5 a 0

Non parlerò di una partita di calcio ma di differenze, e profonde per giunta, fra due paesi che non sono in teoria così lontani fra loro visto che aappena dopo la II° guerra mondiale per motivi diversi uscivano poverissimi da essa e dovevano ricostruirsi. Loro ci sono riusciti benissimo noi siamo al fondo del fondo del barile. C'er un'interessante articolo sul magazine de la Repubblica, a firma di curzio maltese, su quel paese che ne evidenziava la forza e le qualità di quel paese che se si confrontano con il nosrto ci fanno sembrare il primo paese del terzo mondo e non l'ultimo del primo. Reddito pro capite doppio del nostro (32 mila euro il loro 16 e rotti il nostro); boom delle nascite con famiglie che hanno almeno tre bambini e noi che fatichiamo a farne uno anche perchè poi non solo lo si deve mantenere, ed è il minimo, ma soprattutto assicurargli un futuro che non c'è nemmeno per gli adulti italiani. Lì hanno il petrolio è vero ma qui lo avremmo anche noi un petrolio, il turismo e i beni culturali, ma lo buttiamo nella spazzatura per incapacità e strafottenza. Lì i diritti delle donne sono tali che non solo le aziende che non rispettino le quote rosa chiudono ma essendosi accorti che i maschietti sono ora indietro alle femminucce si cerca di riequilibrare la situazione sbilanciata, da noi bè che dire si fa prima a dire che siamo al medioevo impernate. Lì ci si sposa al di là dei genri di appartenenza e tutte le famiglie hanno tutti i diritti, qui solo la cosiddetta famiglia tradizionale ha qualche diritto le altre zero. Lì la produttività è incentivata e si ragiunge con innovazione, ricerca e formazione qui ..... con gli straordinari detassati, fate voi. Lì sono ai primi posti per qualità della scuola, delal sanità, della formazione di base, della univeristà ecc. qui è sotto gli occhi di tutti il degrado soprattutto dovuto ai tagli fatti negli ultimi 20 anni ........ lì si abbattono per legge i mostri di cemento, compresi quelli dei ricchi norvegesi, qui basta fare un giro in Sardegna e dare un'occhiata alle ville del Capo e si capisce tutto. Lì fanno a cazzotti per andarci, qui vengono presi a calci nel sedere e sfruttati e condannati per clandestinità. Lì le famiglie, tutte, fanno figli perchè lo Stato interviene e consente alle donne di stare tre anni a casa per badare i figli, qui? Lì c'è corruzione eccome ma accade che un'assessore di un Comune sia costretto a dimettersi per avere usato fuori dall'orario di lavoro operai del comune per farsi aggiustare il tetto. QUI, C'E' QUALCUNO CHE SI MAI DIMESSO? Quando leggevo l'articolo ne parlavo con persone, sia in treno che al lavoro, che avevano alla ferale notizia di un paese del genere avevano varie reazioni: chi sosteneva che era un paese "comunista" (senza realmente crederci); chi ti faceva la faccia rasegnata; chi faceva finta di non capire per non prendere atto del proprio fallimento nello scegliere il cavallo politico. Di italiani in Norvegia ne conosco diversi: tutti hanno grande nostalgia del paese; tutti guai a parlarne male; NESSUNO (che io conosca) CHE VUOLE TORNARE: ci sarà un motivo? E sono io il catastrofista?
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