domenica 8 maggio 2011

Ecco come falliremo.....

Sentivo a rainews24 un inchiesta sulla "debitocrazia": il male del capitalismo che sta portando al fallimento interi stati e alla fame le rispettive popolazioni. C'è chi lo definisce il cancro della democrazia; altri lo chiamano il fallimento dell'alleana fra libertà e capitalismo; altri ancora lo chiamano "sistema occidentale" ecc. ecc. ma in realtà come moltissimi (Rifkin, LeGoff, Klein, Tarpley, Krugman, e tanti altri) dal 1970 ad oggi hanno messo in guardia da questo problema delle società complesse, perché poteva, come sta difatti accadendo, minare le fondamenta delle società occidentali uscite vincenti dal confronto con l'URSS nella guerra fredda. E invece sordi a tutto ciò ci siamo imemrsi felici in questa pseudo ricchezza che ora si è rivelata per quella che é: una truffa. Un sistema basato sul debito non può reggere a lungo: infatti i primi piloni dell'edificio stanno cadendo (Paesi africani, Islanda, Spagna, Grecia, ecc) e gli altri mostrano crepe profonde. In esso però vi é un altra costruzione: il vero edificio che viene sorretto dalla pareti esterne. Questo eidificio è composto da pochi "appartamenti" appartenenti a pochi, si fa per dire (circa 0,9% della popolazione mondiale), privilegiati che per evitare di dover prendere l'ascensore sociale stanno isolandosi in una fortezza sorvegliatissima per evitare si che vi enrtino ma che soprattutto nessuno esca: e hanno gli stati a proteggerli. Sentivo sempre in questa inchiesta che alcuni hanno deciso di trovare una strada per uscirne: l'Equador ha ristruttturato il proprio debito e detto chiaramente che non pagherà oltre una certa percentuale (perchè dopo una valutazione di esperti è venuta alla luce che la base del debito equadoregno è illegale); l'Islanda con ben due referendum (mica bau bau micio micio come da noi dove ci beviamo le storielle sui giudici comunisti.... lì i politici e i banchieri che hanno causato il fall out o sono scappati via o sono in galera) ha detto "non vi paghiamo", e basta; e ciò per fare due esempi. Ma come uscirne? Quale medico ha una ricetta generale? Ad ora nessuno in veirtà ma i rimedi non mancano: fermare la crescita del debito é una; un altra fare una legislazione che impedisca alle istituzioni finanziarie di speculare sulla pelle delle persone (il motivo dell'attuale crisi è che sono le banche e i politici che l'hanno causata ma sono i cittadini a pagare, mentre le prime hanno ricominciato a giocare in borsa e i politici a guardare da un altra parte) menrte la politica fa il suo dovere: vigilare che non ci siano appropriazioni di ricchezza pubblica per fini privati (in Italia è la normalità ormai con questi che ci sono ora, ma altrove non è così) ma redistribuire la ricchezza prodotta; adottando ad esempio anziché il metro del PIL quello del PNL o del RNL perchè tutti sanno che se fossero ora impiegati per fotografare ora la situazione verrebbe fuori che siamo talmente poveri in tanti e talmente ricchi in pochi che le rivolte arabe e quelle greche impallidirebbero rispetto a quelle che potrebbero scoppiare anche qui in Europa che è diventata un intera colonia sotto la guida anglo/franco/tedesca sia dal punto di vista politico che, soprattutto, finanziario. Il federalismo? Si può essere una soluzione se costruito sul modello tedesco; non certo quello americano e nemmeno quello in costruzione da noi: anzi da noi si aggiungeranno ben tre livelli di tassazione a quelli attuali che peseranno sui cittadini mentre per i politici non cambierà molto, anzi avranno da spartirsi tre livelli di posti al sole che noi paghiamo: quelli che le tasse le pagano naturalmente. IL punto vero é che ci vorrebbe un salto culturale: come nel V° secolo a.c. dove il seme gettato dalle civiltà di allora consentì di costruire un modello sociale e politico che ancora oggi, malgrado tutto, regge. Ecco cosa ci vorrebbe: ne abbiamo la forza e la maturità: ne dubito almeno finché anche chi ci guadagna anche un solo cent vuol continuare a farlo..... come falliremo? Quando il debito delle famiglie equiparerà quello pubblico e quindi nessuno sarà più in grado di pagare gli oneri che ne derivano accadrà un copione già scritto come in Grecia ad esempio dove si è fatta vera e propria macelleria sociale (provate a fare un giro per Atene oggi e raffrontatela con quella di qualche anno fa e fate le differenze......) o come nei paesi del maghreb dove ci si rivolta sia a causa della forte pressione dei giovani dispoccupati sia soprattutto per i continui rincari di tutto senza che ci sia dalla parte della domanda un aumento conseguenziale: strana cosa il mercato vero? Mentre lascia campo libero all'offerta comprime la domanda che a quell'offerta dovrebbe corrispondere e regolarla....... salari bassi la gente non compra e le fabbriche chiudono o vanno altrove per essere concorrenziali fra loro e far fronte alla bassa domanda e in questo modo con meno soldi e meno gente che ha da spendere la domanda si abbassa ancora in un circolo vizioso cui si fa fronte non con un potenziamento delle fonti di reddito ma con la droga del debito a basso costo, si fa per dire, erodendo il margine già ristrettissimo: quanto pensate che possa durare? Poco, molto poco: é già un miracolo che possa essere durato per oltre 80 anni.......
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