lunedì 27 giugno 2011

Ieri i precari, oggi la Val Susa ... domani? e intanto arriva la finanziaria ...

C'ho preso, o quasi, sulla (folle perché depressiva) manovra (in un precedente post avevo fatto l'elenco della spesa e, a quanto pare, avevo detto tutto nel giusto modo): hanno, solo, deciso di anticipare la ennesima riforma sulle pensioni al 2013 nel senso che l'età per andare in pensione sarà decisa ...... dalle donne e dallo loro speranza di vita di gran lunga maggiore rispetto ai maschi (che si fa in proposito?); per il resto tutto confermato: un punto percentuale in più sull'iva; tre aliquote (20, 30, 40% una fregatura perché non redistribuisce il peso della crisi in maniera equa perché una cosa è, in termini assoluti, pagare il 40% di un miliardo e un altro e pagarne di centomila...... per non parlare dell'evasione che cresce esponenzialmente); l'accentuazione dello Stato biscazziere (si potrà giocare anche nei supermarket con tanto di divisione a tre fra i partecipanti allo scippo dei soldi); un contributo di "solidarietà (verso chi?)" a chi guadagna più di 50 mila euro all'anno; stop ad adeguamenti all'inflazione superiori ai 4 mila euro (poverini... immagino già di vederli la mattina anch'essi fuori dai mercati a raccogliere gli avanzi come i tantissimi altri pensionati che da anni lo fanno e, soprattutto, lo faranno, me compreso quando e se ci andrò in pensione) per le pensioni superiori ad un certo limite; aumento al 33% dei contributi a carico dei co.co.co e simili; blocco del turn over; tagli agli enti locali e introduzione del costo standard per la sanità; tagli alla politica, non si sa dove e quando, e qui non ci credo..; e, dulcis in fundo, tassa, leggera, sulle rendite finanziarie. Una bella manovra depressiva che ci avvicina, non allontana, alla Grecia e agli altri paesi in crisi perché i mercati, che sono speculazione pura, se vedono cedimenti chiederanno sempre di più per poter aumentare i propri profitti infischiandosene del fatto che dietro quei numeri ci sono decine di milioni di persone che si ritroveranno più povere da un giorno all'altro solo per accontentarli: e ciò non è giusto non foss'altro perché un paese non può essere distrutto per far arricchire pochi eletti.

Stasera però non volevo parlare di questo (anche se é cosa importante) ma di quello che sta accadendo in val di susa; lì c'è una comunità in lotta contro una cosiddetta "grande opera" del tutto inutile e costosissima voluta dai governi, tutti, precedenti e ora in via di attuazione: non si è tenuto conto di nulla e nessuno e si sta andando avanti ...... con i blindati e la cariche delle forze dell'ordine. Cosa può una comunità contro uno Stato che fa scudo a interessi privati? E' vero che di precedenti ce ne sono (a partire da Davide contro Golia) però se ne esce, anche se vittoriosi, con le ossa rotte, anche fisicamente, e una ulteriore perdita di credibilità dello Stato nei confronti dei cittadini. Ma, almeno, servirà a qualcosa? No, e a detta di tutti sarà solo una ennesimo spreco di denaro che non porterà né economia di scala alla Valle né al paese se non agli interessi di chi la vuole costruire a tutti i costi. Fanno bene a protestare i valligiani fanno bene a difendere il loro territorio: sono loro che ne pagheranno le conseguenze delle scelte politiche fatte altrove. A loro va la mia solidarietà e, spero, di tutti quelli che comprendono che un abuso, anche se accade a centinaia di km di distanza, rimane tale perché prima o poi ne faranno un altro vicino a te e allora come puoi chiedere aiuto se prima te ne sei fregato da buon italiano opportunista? Se questi son tempi duri è anche perché in passato abbiamo delegato tutto a pochi speculatori politici che ci hanno promesso tante cose che puntualmente non sono state mantenute e anzi ci hanno messo da parte perseguendo i loro scopi e non certo i nostri: negli ultimi tempi, però, la società ha dato segnali di risveglio importanti in alcuni settori in sofferenza gravissima, a causa di quella scellerata delega data in bianco, che hanno trovato riscontri importantissimi nel resto della società e questo è importante perché segnala che l'indifferenza, che pur c'è, non ha ancora ucciso la solidarietà sociale definitivamente. In Val di Susa si sta combattendo una battaglia importantissima perché lì si sta affermando un principio: è lo Stato al servizio del cittadino e non il contrario, se li si fallisce tutto quello che c'è stato finora è come se non fosse mai accaduto.......

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