martedì 12 luglio 2011

Parole in libertà .... senza freni.

Ma ci pensate? C'è ancora chi crede che siamo nel periodo bushiano sperando prima di farci credere che sotto il tappeto di casa c'è il solito terrorista pronto a fomentare chissà quali spicinii e, al minimo, a fare nuovi proseliti o a preparare chissà quali attentati mentre la storia corre e quelle che dovevano essere le fucine del terrorismo si sono dimostrate tutt'altro: ossia aneliti di libertà e democrazia pagando di persona lo scotto che si ha quando persone non armate affrontano altre persone armate. Il nostro non contento di vedere dimostrata la erroneità delle proprie previsioni o forse la conferma del proprio modo di vedere le cose allora che fa? Va alla ricerca di un nuovo modello da additare al ludibrio pubblico e al suo odio: i notav. Partendo dal presupposto che sono da assimilare a terroristi islamici, delinquenti abituali e chissà cos'altro, passando per l'antitesi che tutti i partiti (in particolare si rivolge a quella della sinistra .... si ma quale? Quella che non c'è?) condannano questo antagonismo sociale, arriva alla sintesi che contro questi "movimenti" si devono prendere le stesse misure che di solito uno Stato assume contro un reale pericolo, esterno o interno, che potrebbe sovvertire l'intero sistema democratico e quindi auspica la loro repressione attraverso una legislazione d'emergenza: azz in tre mosse ha messo fuorilegge un intera valle che ha l'unico torto di non volere un tracciato ferroviario nel proprio territorio (tracciato inutile sia perché il traffico è crollato negli ultimi anni sia perché deturpa un territorio senza nessun vantaggio reale per la comunità della val susa): e lo fa protestando. E' chiaro che ci sono frange violente ma non ne fanno parte e sono esterne al movimento stesso, nemmeno a dirlo. Ora il nostro è un fautore dei "valori occidentali (democrazia, libertà, diritti umani, ecc.)" e uno strenuo difensore di essi: come la mettiamo con queste richieste poco, ma molto poco, occidentali? dimentica che non siamo, ancora, un paese dell'altra sponda del mediterraneo, peraltro che faticosamente stanno tentando di togliersi dai piedi proprio quei satrapi che erano da decenni al potere e che tanto piacevano ai "nostri" difensori che si spingevano a definirli "moderati", ma siamo ancora capaci di assorbire crisi sociali e spinte violente, spesso segnale di disagio e mancanza di ascolto del potere costituito a volte preso dai propri problemi più che da quelli delle persone che dovrebbero rappresentare, con una certa sicurezza e senza patemi d'animo troppo forti. Se ne sarà accorto che le somiglianze non ce ne sono? O ci vorrà del tempo affinché lo capisca com'é già successo quando sventolava in faccia a noi, insiemea d altri, lo scontro di civiltà (puntualmente non verififcatosi, anzi sta accadendo piuttosto il contrario)? Come si è sbagliato con il maghreb non potrebbe sbagliare anche per l'italia e i suoi vari aspetti perché questo paese é tante cose ma non certo una fucina di rivoluzioni minoritarie e corporative fini a se stesse o meglio solo per il gusto di distruggere; troppo spesso la storia ha dimostrato che chi, la gente, lanciava l'allarme per un problema poi ha avuto ragione a dispetto dei tanti soloni che dicevano esattamente il contrario per difendere le luminose sorti di qualche élite corporativa e oscura che aveva a cuore solo il proprio profitto: qualcuno glielo faccia notare, grazie.... creano più problemi queste parole in libertà che i tanti movimenti, più o meno violenti o pacifici, che stanno percorrendo in questi anni il fiume sociale: o forse si vuole gettare ulteriore benzina sul fuoco nella speranza che i pochi testoni violenti rispondono alle, ormai, giornaliere provocazioni dandogli il destro per dire: avete visto? Ve l'avevamo detto........
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