giovedì 5 aprile 2012

e c'é anche la stangata....... nella stangata

art. 2 della riforma del mercato del lavoro: la stangata. Notavo proprio oggi sui media una cosa: l'affannarsi ad abbattere i toni su un aspetto particolare, la stangata, definitiva, sugli statali. Mi son chiesto: ma cosa dice quest 'articolo che tutti, dal governo ai media ai giornali ai sindacati, s'affannano a mettere in seconndo piano? Ebbene me lo sono andato a leggere e ....... ecco cosa dice:


1."Le disposizioni della presente legge, per quanto da esse non espressamente previsto, costituiscono principi e criteri per la regolazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni, in coerenza con quanto disposto dall’articolo 2, comma 2 del medesimo decreto legislativo. Restano ferme le previsioni di cui all’articolo 3 del medesimo decreto legislativo.

2. A tal fine il Ministro per la Pubblica Amministrazione e per la semplificazione, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendenti delle Amministrazioni pubbliche, individua e definisce, anche mediante iniziative normative, gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle Amministrazioni pubbliche."



Mi é sorta una domanda: vuoi vedere che tutta la mossa fatta da Monti e co. ha come obiettivo secondario il pubblico impiego? Una prova della cosa é l'alzata di scudi da parte dei privati che hanno ben compreso la reale natura del bluff messo in atto dal Gvoerno? Già perché in realtà, pur con mille distinzioni, il nuovo art.18 ha spostato poco nella fattualità del mondo del lavoro, almeno nell'ottica dei padroni e padroncini italiani, una prova sono le durissime critiche che arrivano da Confindustria e Confecommercio. E allora qui prodest direttamente? Se ci si riflette almeno a me pare chiaro: "l'azienda Italia" é in crisi; ha 2000 mld di euro di debito; un rapporto deficit/pil da urli; un inflazione in ascesa; una propensione al risparmio al minimo storico; un pil negativo; ecc. ecc. con una situazione del genere l'azienda di cui sopra può licenziare sapendo benissimo che nessun giudice si arrischierebbe a contraddire la richiesta perché qualunque opposizione da parte dei dipendenti sarebbe inutile dato che é lapallissiana la condizione economica disastrata della stessa, qualunque causa fosse fatta sarebbe perdente in partenza e visto che il mettere ulteriori tasse suona come impossibile da fare l'unica scelta, per giunta strutturale, é il ridurre drasticamente il numero dei dipendenti ..... per un privato alterntativa non c'é immaginiamoci per il pubblico.

C'é un ma: se si licenziano una buona fetta dei suindicati dipendenti chi le paga le tasse?



Le banche che sono appena uscite intonse dalle cosiddette liberalizzazioni?



I partiti e i sindacati che rimangono onnivori e non pagano dazio?



I parlamentari?



Gli evasori?



I corrotti?



I corruttori?



I concussi?



I commercianti?



Gli industriali?



I gruppi finanziari?



...... mi dicano lor signori



chi?



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