domenica 1 luglio 2012

RFID: l'ultima frontiera ... del consumo

..... viviamo nella società del consumo: il profitto é il dio e il mercato il suo messia; ma questo lo sappiamo, spero.




Viviamo in una società globalizzata che é riuscita a dividere l'idea dalla sua realizzazione: si progettano ad esempio scarpe in un luogo e in un altro punto del pianeta le si producono.



Viviamo in una società talmente liquida che le persone letteralmente sono immerse in un mare di comunicazione, un flusso continuo che tiene, lo provano serissimi studi fatti in merito, in continua eccitazione la corteccia cerebrale delle persone: si sa che in uno stato tale si perde spesso di vista il punto di equilibrio individuale e collettivo; si é confusi e divisi, insomma prede dei lupi del multitasking commerciale e, soprattutto politico.



sono queste le dimensioni, a grandi linee, che abbiamo di fronte.



L'RFID non é una tecnologia nuova, anzi, e nemmeno sconosciuta ai più: simili ne abbiamo con il telepass dell'autostrade o il gps, il principio é lo stesso. La stessa internet ha una sub struttura che ne imita i principi, si chiama internet delle cose, che non vediamo ma di cui ci accorgiamo quando vediamo popup pubblicitari o cookie: quando visitiamo un sito, qualunque sia, sul nostro pc si installano cookie che dicono a qualche società che cosa abbiamo fatto ..... questa particolare internet da un immagine virtuale dei nostri comportamenti in rete.



E quando si va per negozi... ci registrano come consumatori che fanno shopping e registrano le nostre preferenze in fatto di acquisti e come son fatti (contanti, carta di credito, bancomat ecc.), i nostri orientamenti sono tracciati e diventano statistiche e strategie commerciali: avete fatto caso che in un supermercato alcuni prodotti sono messi all'altezza degli occhi e altri no? Bene ciò avviene in seguito alla scelta dei prodotti, in pratica si da un voto al prodotto e alla strategia che c'è dietro. Ecco perché se si vuol davvero colpire una società e un sistema, anche politico, basta, é assurdo detto così lo so, non acquistare "quel" prodotto: in un colpo solo abbiamo raggiunto uno scopo scegliendone uno anziché un altro; anche nel voto politico avviene la stessa cosa: meditatizzata la politica essa ormai é un bene di consumo come gli altri.. e addio alla democrazia e a tutto il resto, non serve più.



L'internet delle cose fa un passo avanti a quanto sopra: "riproduce la realtà fedelmente virtualizzandola" .... una mappa, insomma, del mondo reale: una matrix simile a quella del film cult di qualche anno fa dei fratelli Wachowski.



Ora il punto é: come la si usa questa tecnologia? Ha delle conseguenze per tutti noi? Nel progetto RFID c'é di tutto: dagli Stati, e le loro esigenze, alle grosse aziende nazionali e multinazionali (con la loro continua ricerca del profitto con il minimo di costi); sono affari, profitti, e ... il controllo. Essendo cresciuti fino alla saturazione i mercati delle merci, e quelli finanziari non sono da meno, al limite é chiaro che, per fare altri profitti, le aziende "devono" entrare nello specifico dei consumatori e conoscerne tutto (famoso é il caso di famiglie che vivono in villaggi "sponsorizzati" da ditte che in cambio ne chiedono la completa rinuncia alla privacy): Barber in "consumati" ne faceva un ritratto impietoso benissimo spiegato nel sottotitolo "da cittadini a consumatori" (..). La parola d'ordine é "segmentare" da 0 anni fino a ..... quando hanno soldi da spendere sono soggetti da fidelizzare e spinti a consumare (anche andando contro regole sociali, ad esempio figli contro genitori e viceversa, e comportamenti... ecco perché in molti vi si ribellano, per non essere uniformati né uniformarsi). Bene l'RFID é l'arma finale: perché si sta facendo largo, in nome della sicurezza propria e della società, l'idea di ... impiantarli sugli esseri umani. Ragionando per assurdo: finché si tratta solo di pagare a qualcuno potrebbe anche esser d'accordo; così come se servisse allo Stato per tracciare comportamenti evasivi ed elusivi pericolosi di alcuni si potrebbero trovare persone che se lo fanno impiantare ma .... qui si parla di farli impiantare in massa su tutti: c'é un ma ... il brevetto non é "pubblico" ma privato e ciò significa che a gestire la tecnologia é un privato e quindi la domanda sorge spontanea: cosa impedisce al privato di approfittarne per spiare i portatori del chip sottocutaneo? E cosa impedisce a uno Stato che, di fronte che a sommovimenti sociali, decide di "spegnere" quei chip rendendo in pratica invisibili una fetta di cittadini (niente soldi, sanità, pensioni, acquisti, ecc.)? Roba da fantascienza vero? Invece no: la tecnologia esiste: negli usa, qualcuno la impianta e qualcun'altro accetta di farselo impiantare (su youtube ci sono milioni di filmati in merito) ... si dirà che é parte di un complotto globale (e forse sarà anche così) ma, soprattutto, si tratta di affari: miliardi di dollari di profitti, tutto qui... in barba ai diritti umani, alle democrazie, e a tutto il resto. Nel testo qui sotto ci sono anche i nomi delle aziende che hanno in progamma di usarlo: farete scoperte interessanti perché par di capire che per ora lo vogliono innestare sui prodotti ... poi .... su di noi? Ecco perché ci sono le regole: perché laddove le regole che vengono allentate subito arrivano queste tecniche (di controllo) commerciali e, poi, gli strumenti conseguenti ... come l' RFID.



vi suggerisco questo libro



matrix é qui intorno a noi....
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