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giovedì 9 ottobre 2014

L'agente Smith

preso dall'editoriale del giornalista Massimo Rocca di radio capital che li posta su facebook..... nella rubrica "il contropelo di radio capital".... manco a farlo apposta ieri parlavo dell'esperimento da laboratorio cui siamo stati sottoposti, lo ricordate? Bene leggete cosa scrive Massimo Rocca (forse la sola voce della radio non alineata al renzismo):
"Una delle cose che in effetti ti fanno capire che non siamo dentro Matrix è che da noi l’agente Smith spiega a tutti che loro sono la cura. Non soltanto a quelli che si sono staccati dal cavo e fanno resistenza sulla Nabucodonosor, ma anche a a quanti vivono la loro finta vita. Pietro Smith Ichino ad esempio lo scrive su twitter “ Rispondo a tutti su questo punto: applicare subito la nuova disciplina dei licenziamenti ai vecchi rapporti è sconsigliato dai motivi che seguono
  1. La fascia meno produttiva dei lavoratori protetti avrebbe rafforzato l'opposizione alla riforma.
  2.  Rischio di un picco di licenziamenti il giorno dopo l'emanazione della nuova norma, con allarme e richieste di tornare indietro.Fra 2/3 anni l'area del vecchio regime si sarà ridotta e l'estensione del nuovo sarà comunque matura sul piano politico e su quello culturale”.
Cioè è lì, nero su bianco accessibile a tutti, commentabile, come vogliono che vadano e come andranno le cose. "Evoluzione, Morpehus, Evoluzione Come per i dinosauri. Guarda dalla finestra: avete fatto il vostro tempo. Il futuro è il nostro mondo, Morpheus. Il futuro è il nostro tempo".
Bè l'analisi di Rocca è, nella sua brevità, illuminante e chiara. Ci sarebbe da aggiungere che se lo dicono ormai chiaramente è PERCHE' SONO SICURI DEL FATTO LORO SANNO CHE LE POSSIBILITA' DI FERMARE IL PROCESSO SONO ESIGUE.. talmente esigue che rientrano nelle probabilità dell'impossibile che potrebbe essere reso possibile solo, e dico solo, se una serie di fattori dovessero inanellarsi uno dietro l'altro....... come dicevo in altro post: tutto cominciò con la firma del G.A.T.T., prima, e del WTO dopo ... e con il prossimo TTIP il cerchio si chiude? Ehm qualcuno ha la pillola...?

giovedì 2 maggio 2013

dal passato al futuro..... il quantum computing

Ieri, con qualche nota personale, erano i 20 anni della nascita del WWW.. ma intanto non sono stati con le mani in mano a grattarsi e hanno dato l'indirizzo prossimo venturo che non è la realtà virtuale o l'ipad (tutti rimedi provvisori e comemrciali cui, da bravi consumatori del nulla abbocchiamo sempre) o simile ma ..... il quantum computing. Cosa é? Mica facile spiegarlo: abbraccia diverse discipline che vanno dalla fisica teorica all'informatica (passando per la matematica, la filosofia, l'astronomia, il calcolo delle probabilità e qualche altra cosina che qui non sto a dire sennò la palpebra cala, vero?) ma vanno tutte nella direzione che da anni i ricercatori sanno possibile in teoria ma nella pratica ne sono lontani perchè ancora non sanno quale sia la strada certa per arrivarci: è il loro Santo Graal e prima o poi ci arriveranno.
Ma di cosa parliamo in realtà? Bè tutto si basa sulla meccanica quantistica e sulla possibilità di applicare questa ai computer. In realtà ciò già avviene: i laser, le tac, i processori dei pc di ultima generazione già sono progettati e costruiti su questi stessi principi, no qui si va oltre molto oltre: qui si studia un intero pc, connesso alla rete, basato sui principi quantistici; provate a pensare: i dati risiedono non più su un hard disk ma nei fotoni, infatti vengono chiamati q-bit, e nell'aere dell'infinitamente piccolo, miliardi e miliardi di dati un fotone e in un quanti una delle particelle più piccole finora conosciute e immaginate quanta se ne può immagazzinare in una .... mela, o magari negli atomi dell'acqua o dell'aria, chissà .. non è fantascienza ma pura realtà perchè una volta che ci si arrivasse a un pc del genere non ci sarebbe hardware che tenga dato che i bit sarebbero per definizione tutti intorno a noi, se non dentro di noi (per la quantistica non esiste il prima o il dopo, ma solo L'ORA o il momento) .... perchè un quantum computing può essere qualunque cosa e in qualunque momento e non ci sarebbero limiti di spazio o di memoria dato che non ci sarebbe, come dire, limite... dalla borsa alle previsioni meteorologiche, passando per tutto quello che potete immaginare, non c'è confine che possa fermare una struttura software del genere ad una velocità prossima a quella della luce o per meglio dire, essendo essa infinita, in qualunque posto e in qualunque tempo. Credo che immaginare una cosa del genere sia  difficile ad oggi anche solo pensarla, vero? Ma in realtà chi avrebbe potuto immaginare solo 50 anni le velocità stratosferiche degli attuali pc così come anche solo 20 anni fa chi avrebbe mai potuto anche solo fantasticare su "una rete digitale globale immateriale dalla quale prendere, assumere o scaricare dati - come sto facendo ora che scrivo - che rimangono lì nell'ambiente digitale senza che, spegnendo il pc, vadano persi? Forse un maestro della fantascienza, appunto (che so il P. K. Dick di Minority Report o, nella cinematografia, il film Matrix), poteva arrivarci con qualche sforzo e sapendo leggere i trend possibili, ma nessuno dei comuni mortali poteva certo farlo.... ma chip e hardware di base che fine faranno? Bè un pò alla volta spariranno e al loro posto arriveranno piccole console con le quali collegarsi alla rete e da cui attingere quello che serve: a pagamento se rimane in mano ai privati tutto gratis se almeno la rete è pubblica e i servizi aggiuntivi si pagano.
E questo era lo spottone del dinosauro (...) ma c'è un lato oscuro, molto oscuro (COME SEMPRE NESSUN COMPLOTTO NON FATEVI ILLUSIONI IN QUESTO BLOG NON SI PARLA DI COMPLOTTI MA DI FATTI ...... AD ESEMPIO LA NEWS DI CUI PARLO E' STATA LETTA SUL PAGINA DI TOM'S HARWARE):
  1. le consolle come saranno? Mica la successiva generazione degli RFID, di cui parlavo in un precedente post, da impiantare (esistono già brevetti e richieste di brevetti, americani, per l'impiantologia profonda negli uomini e anche di questo ne parlai) sottocute? E se chi gestisce impazzisce o te fai il cattivo bambino o non puoi pagare, che fanno, ti spengono (se avete visto o letto minority report o  matrix forse capirete cos'intendo)?
  2. Chi avrà in mano le chiavi? Perchè che degli Stati, così come si stanno evolvendo, ci sia tanto da fidarsi .... come non pensare che ormai sono fili nelle mani di enormi interessi finanziari e politici e che coloro che quei fili li tirano non è che siano dei democratici condivisori delle loro ricchezze, vero? 
  3. E se dei malintenzionati riuscissero a crakkare la rete? E' vero che, essendo basato su una rete quantistica, i dati manomessi verrebbero subito scoperti (in fatti uno dei principi su cui si basa un pc quantistico è proprio che essi son lì ma un momento dopo averci interagito sono completamente cambiati senza ombra di dubbio e non sono mai compe prima, mai...) ma è anche vero che ormai ild anno è fatto e magari vengono cancellati dati archiviati che so della difesa o altro.
insomma i rischi sono enormi e qualunque cosa che venga fatta da un essere umano un altro lo può cambiare e distruggere: e questo non è asslitamente da sottovalure.... come anche, ma siamo nel campo della fantascienza, non si potrà non evitare la domanda: e se prendesse coscienza? Saremmo all'alba della intelligenza artificiale, l'incubo disegnato benissimo da tanti scrittori e cineasti del genere, che prima o poi ci soppianterebbe... e, paradossalmente, una intelligenza artificiale che prende coscienza di se e ci soppianta sarebbe la logica conseguenza di tutto il percorso umano ossia dell'unico essere mai vissuto su questo pianeta che ha preparato da subito le condizioni per autodistruggersi......
per chi volesse approfondire:
Tom's hardware rivista online di computing
wikipedia:
  1. meccanica quantistica
  2. computer quantistico
  3. teoria delle stringhe
Jon Erikson
l'arte dell'hacking
J. Rifkin
La terza rivoluzione industriale e, dello stesso Autore, l'era dell'accesso e il secolo biotech;
F. Ghioni
Hacker republic
K. Haber (a cura di)
Visioni da Matrix
Carlo Formenti
Cybersoviet
K. Albrecht e L. McIntyre
Spy chips

domenica 1 luglio 2012

RFID: l'ultima frontiera ... del consumo

..... viviamo nella società del consumo: il profitto é il dio e il mercato il suo messia; ma questo lo sappiamo, spero.




Viviamo in una società globalizzata che é riuscita a dividere l'idea dalla sua realizzazione: si progettano ad esempio scarpe in un luogo e in un altro punto del pianeta le si producono.



Viviamo in una società talmente liquida che le persone letteralmente sono immerse in un mare di comunicazione, un flusso continuo che tiene, lo provano serissimi studi fatti in merito, in continua eccitazione la corteccia cerebrale delle persone: si sa che in uno stato tale si perde spesso di vista il punto di equilibrio individuale e collettivo; si é confusi e divisi, insomma prede dei lupi del multitasking commerciale e, soprattutto politico.



sono queste le dimensioni, a grandi linee, che abbiamo di fronte.



L'RFID non é una tecnologia nuova, anzi, e nemmeno sconosciuta ai più: simili ne abbiamo con il telepass dell'autostrade o il gps, il principio é lo stesso. La stessa internet ha una sub struttura che ne imita i principi, si chiama internet delle cose, che non vediamo ma di cui ci accorgiamo quando vediamo popup pubblicitari o cookie: quando visitiamo un sito, qualunque sia, sul nostro pc si installano cookie che dicono a qualche società che cosa abbiamo fatto ..... questa particolare internet da un immagine virtuale dei nostri comportamenti in rete.



E quando si va per negozi... ci registrano come consumatori che fanno shopping e registrano le nostre preferenze in fatto di acquisti e come son fatti (contanti, carta di credito, bancomat ecc.), i nostri orientamenti sono tracciati e diventano statistiche e strategie commerciali: avete fatto caso che in un supermercato alcuni prodotti sono messi all'altezza degli occhi e altri no? Bene ciò avviene in seguito alla scelta dei prodotti, in pratica si da un voto al prodotto e alla strategia che c'è dietro. Ecco perché se si vuol davvero colpire una società e un sistema, anche politico, basta, é assurdo detto così lo so, non acquistare "quel" prodotto: in un colpo solo abbiamo raggiunto uno scopo scegliendone uno anziché un altro; anche nel voto politico avviene la stessa cosa: meditatizzata la politica essa ormai é un bene di consumo come gli altri.. e addio alla democrazia e a tutto il resto, non serve più.



L'internet delle cose fa un passo avanti a quanto sopra: "riproduce la realtà fedelmente virtualizzandola" .... una mappa, insomma, del mondo reale: una matrix simile a quella del film cult di qualche anno fa dei fratelli Wachowski.



Ora il punto é: come la si usa questa tecnologia? Ha delle conseguenze per tutti noi? Nel progetto RFID c'é di tutto: dagli Stati, e le loro esigenze, alle grosse aziende nazionali e multinazionali (con la loro continua ricerca del profitto con il minimo di costi); sono affari, profitti, e ... il controllo. Essendo cresciuti fino alla saturazione i mercati delle merci, e quelli finanziari non sono da meno, al limite é chiaro che, per fare altri profitti, le aziende "devono" entrare nello specifico dei consumatori e conoscerne tutto (famoso é il caso di famiglie che vivono in villaggi "sponsorizzati" da ditte che in cambio ne chiedono la completa rinuncia alla privacy): Barber in "consumati" ne faceva un ritratto impietoso benissimo spiegato nel sottotitolo "da cittadini a consumatori" (..). La parola d'ordine é "segmentare" da 0 anni fino a ..... quando hanno soldi da spendere sono soggetti da fidelizzare e spinti a consumare (anche andando contro regole sociali, ad esempio figli contro genitori e viceversa, e comportamenti... ecco perché in molti vi si ribellano, per non essere uniformati né uniformarsi). Bene l'RFID é l'arma finale: perché si sta facendo largo, in nome della sicurezza propria e della società, l'idea di ... impiantarli sugli esseri umani. Ragionando per assurdo: finché si tratta solo di pagare a qualcuno potrebbe anche esser d'accordo; così come se servisse allo Stato per tracciare comportamenti evasivi ed elusivi pericolosi di alcuni si potrebbero trovare persone che se lo fanno impiantare ma .... qui si parla di farli impiantare in massa su tutti: c'é un ma ... il brevetto non é "pubblico" ma privato e ciò significa che a gestire la tecnologia é un privato e quindi la domanda sorge spontanea: cosa impedisce al privato di approfittarne per spiare i portatori del chip sottocutaneo? E cosa impedisce a uno Stato che, di fronte che a sommovimenti sociali, decide di "spegnere" quei chip rendendo in pratica invisibili una fetta di cittadini (niente soldi, sanità, pensioni, acquisti, ecc.)? Roba da fantascienza vero? Invece no: la tecnologia esiste: negli usa, qualcuno la impianta e qualcun'altro accetta di farselo impiantare (su youtube ci sono milioni di filmati in merito) ... si dirà che é parte di un complotto globale (e forse sarà anche così) ma, soprattutto, si tratta di affari: miliardi di dollari di profitti, tutto qui... in barba ai diritti umani, alle democrazie, e a tutto il resto. Nel testo qui sotto ci sono anche i nomi delle aziende che hanno in progamma di usarlo: farete scoperte interessanti perché par di capire che per ora lo vogliono innestare sui prodotti ... poi .... su di noi? Ecco perché ci sono le regole: perché laddove le regole che vengono allentate subito arrivano queste tecniche (di controllo) commerciali e, poi, gli strumenti conseguenti ... come l' RFID.



vi suggerisco questo libro



matrix é qui intorno a noi....

giovedì 5 marzo 2009

I nuovi miti: rifarsi le tette in stile GF9.......

In una società dove i ragazzi non hanno punti di riferimento ideali e culturali, e ideologie che almeno li supportino, dove non ci sono istituzioni che possano indirizzarne gli orientamenti in maniera corretta e dargli strumenti per saper discernere fra cosa significa avere e cosa significa essere. ecco che vi sopperisce la tv trash: sembra quasi fatto apposta, vero? Se vogliamo un'esempio di come la tv possa essere una cattiva maestra, oltre che diseducativa, il GF ne è l'esempio classico: infatti pare che vadano di moda le tette maggiorate, che lì sono in bella mostra, di misura 6 e 7. E' inutile qui fare la solita prosopopea sul disorientamento giovanile e sulla loro marginalizzazione sociale (in quanto consumatori essi sono presi in considerazione solo come capacità di spesa che hanno e poco altro di più) perchè si presuppone che, almeno qui nella blogosfera, la parte meno "accalappiata" dell'utenza ne sia al corrente o almeno ne sia immune visto che usa un mezzo di enorme potenza ma che richiede anche una grande responsabilità personale e sociale per il ruolo svolto. Invece nel mondo reale sembra che il trend sia proprio il contrario: una parte dei giovani, pare anche consistente visto il livello di ascolti che la trasmissione sta avendo, ne emula non solo lo slang ma anche le forme espressive e addirittura quelle fisiche. E' vero che, pur di sviare l'attenzione dal loro futuro rubato dai politici, tutto fa brodo però che ci sia la fila dai chirurghi plastici è desolante e preoccupante per il futuro di questo paese perchè a questi lo lasceremo in eredità e se questo è il livello c'è poco da sperare per il meglio. Soprattutto la vera notizia no è nemmeno l'imitazione del modello proposto ma che nessuno se preoccupi più, al di fuori degli operatori sanitari coinvolti, del fatto che non solo li seguano ma si modifichino visivamente per somigliarli anche fisicamente. O magari non saranno loro ma altri a governare ed essi saranno il parco buoi da gestire e indirizzare a seconda delle esigenze proprie: tanto li si disturba solo per poche volte poi possono sempre tornare alla tv a guardarsi, e immaginare, la realtà virtuale che gli hanno creato; matrix, il film, l'avete visto? Bene, è quello il futuro?

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