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lunedì 5 giugno 2017

Gruppo Bilderberg riunito in Virginia, rompere il silenzio intorno a questa cupola

di | 3 giugno 2017  dal Fatto Quotidiano

Nel totale occultamento dei mass media nostrani è cominciato a Chantilly, in Virginia, l’incontro annuale del gruppo Bilderberg. Fino al 4 giugno questa cupola composta da banchieri, manager, politici, militari e giornalisti discuteranno su come perseverare con quel sistema neoliberista che permette a 8 persone di possedere una ricchezza pari a 426 miliardi di dollari, una somma equivalente a quella che hanno 3,6 miliardi di persone.
Il gruppo Bilderberg, annualmente raduna, in lussuosi alberghi a porte chiuse, il gotha della plutocrazia mondiale. Il nome del club deriva dal nome dell’hotel de Bilderberg a Oosterbeek, nei Paesi Bassi dove si tenne nel 1954 la prima riunione.
Tra i 130 partecipanti di Chantilly saranno presenti il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, David Cohen ex vicedirettore della Cia, José Manuel Barroso presidente della Goldman Sachs e Christine Lagarde direttore del Fondo Monetario Internazionale. In nostra “rappresentanza” oltre al solito John Elkann ci saranno Lilli Gruber e Beppe Severgnini. Ovviamente nulla potranno riferire perché, proprio come accade con la Mafia e la Massoneria, è vietatissimo far uscire notizie; viene da domandarsi cosa ci vadano a fare dei giornalisti se poi non possono svolgere quello che dovrebbe essere il loro compito e cioè informare i cittadini. Perché i maggiori organi di “informazione” non reputano sia importante dare la notizia che gli uomini più potenti del mondo si incontreranno per alcuni giorni tutti insieme e a porte chiuse?
L'intero articolo sul Fatto Quotidiano
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.. finiti i tempi dei complotti, vero? Ora anche nei media ufficiali Bilderberg è sinonimo di potere oscuro e transnazionale.

mercoledì 13 luglio 2016

Ue, ex numero uno della Commissione Barroso va a Goldman Sachs. Funzionari Ue: “Problema etico, rinunci a pensione”

di | 12 luglio 2016dal Fatto Quotidiano


Critiche bipartisan e la richiesta di rinunciare all‘assegno da 15mila euro che riceve ogni mese in qualità di ex presidente della Commissione Ue. Josè Manuel Barroso è nel mirino dopo che, venerdì scorso, la filiale europea della banca d’affari Goldman Sachs ha annunciato la sua nomina a presidente non esecutivo e advisor del gruppo. Il sindacato dei dipendenti delle istituzioni europee, Union for Unity (U4U), in una lettera aperta ha chiesto agli attuali commissari “una dichiarazione forte e decisioni appropriate” sulla questione: formalmente l’ex primo ministro portoghese è libero di passare al settore privato, perché sono passati più di 18 mesi dalla fine del suo mandato, ma da clamore il fatto che continui a percepire una somma mensile pari al 60% di quello che è stato il suo stipendio tra il 2004 e il 2014.
Secondo i firmatari “non si tratta di un banale conflitto di interesse“, ma di “un fatto che rischia di rendere ancora più impopolare la costruzione europea e screditare la nostra istituzione”, alimentando “la propaganda eurofoba”. Inoltre suscita “domande di ordine etico” perché Barroso ha presieduto l’esecutivo Ue “durante la crisi dei mutui subprime, di fatto una crisi bancaria in cui Goldman Sachs ha svolto un ruolo importante”.
Intanto, via Twitter, piovono attacchi da tutte le parti politiche: da Parigi la presidente del Front National Marine le Pen ha scritto che “non è una sorpresa per chi sa che la Ue serve alla grande finanza, non alla gente”, e il segretario di Stato francese per il Commercio estero Mathias Fekl (socialista) ha definito Barroso “rappresentante indecente di una vecchia Europa che la nostra generazione cambierà”. Secondo gli eurosocialisti francesi, che hanno diffuso una nota di commento, l’obiettivo dell’operazione “è chiaramente quello di evitare o aggirare la perdita del ‘passaporto europeo’, in seguito alla Brexit, per le banche basate nel Regno Unito”. Infatti Goldman Sachs International è basata a Londra e, stando alla stampa britannica, conta su Barroso per gestire le conseguenze del divorzio dall’Unione.
Secondo Gianni Pittella, presidente del gruppo dei socialisti e democratici all’Europarlamento, la scelta di Barroso è “deplorevole dal punto di vista politico e morale” e “dopo dieci anni di un governo mediocre dell’Ue, ora l’ex presidente sarà al servizio di quelli che puntano a minare le nostre regole e i nostri valori”. Transparency International ricorda che nel 2010 a Goldman Sachs fu attribuito dall’osservatorio Corporate Europe observatory il premio per il “peggior lobbista della Ue”. Hashtag: #revolvingdoors, cioè “porte girevoli”.
Ufficialmente la Commissione europea, attraverso il portavoce Margaritis Schinas, si è limitata a prendere atto della decisione di Barroso osservando che le “rigide regole” del codice di condotta fissato per i componenti dell’esecutivo europeo per le loro attività post-incarico “non sono state violate”. L’ex presidente ha chiamato Jean Claude Juncker “per comunicargli la sua decisione – ha aggiunto Schinas – e il presidente della Commissione non intende né fare commenti né dare giudizi” sulla decisione del suo predecessore.
di | 12 luglio 2016


 

Ue, ex numero uno della Commissione Barroso va a Goldman Sachs. Funzionari Ue: “Problema etico, rinunci a pensione”

di | 12 luglio 2016dal Fatto Quotidiano


Critiche bipartisan e la richiesta di rinunciare all‘assegno da 15mila euro che riceve ogni mese in qualità di ex presidente della Commissione Ue. Josè Manuel Barroso è nel mirino dopo che, venerdì scorso, la filiale europea della banca d’affari Goldman Sachs ha annunciato la sua nomina a presidente non esecutivo e advisor del gruppo. Il sindacato dei dipendenti delle istituzioni europee, Union for Unity (U4U), in una lettera aperta ha chiesto agli attuali commissari “una dichiarazione forte e decisioni appropriate” sulla questione: formalmente l’ex primo ministro portoghese è libero di passare al settore privato, perché sono passati più di 18 mesi dalla fine del suo mandato, ma da clamore il fatto che continui a percepire una somma mensile pari al 60% di quello che è stato il suo stipendio tra il 2004 e il 2014.
Secondo i firmatari “non si tratta di un banale conflitto di interesse“, ma di “un fatto che rischia di rendere ancora più impopolare la costruzione europea e screditare la nostra istituzione”, alimentando “la propaganda eurofoba”. Inoltre suscita “domande di ordine etico” perché Barroso ha presieduto l’esecutivo Ue “durante la crisi dei mutui subprime, di fatto una crisi bancaria in cui Goldman Sachs ha svolto un ruolo importante”.
Intanto, via Twitter, piovono attacchi da tutte le parti politiche: da Parigi la presidente del Front National Marine le Pen ha scritto che “non è una sorpresa per chi sa che la Ue serve alla grande finanza, non alla gente”, e il segretario di Stato francese per il Commercio estero Mathias Fekl (socialista) ha definito Barroso “rappresentante indecente di una vecchia Europa che la nostra generazione cambierà”. Secondo gli eurosocialisti francesi, che hanno diffuso una nota di commento, l’obiettivo dell’operazione “è chiaramente quello di evitare o aggirare la perdita del ‘passaporto europeo’, in seguito alla Brexit, per le banche basate nel Regno Unito”. Infatti Goldman Sachs International è basata a Londra e, stando alla stampa britannica, conta su Barroso per gestire le conseguenze del divorzio dall’Unione.
Secondo Gianni Pittella, presidente del gruppo dei socialisti e democratici all’Europarlamento, la scelta di Barroso è “deplorevole dal punto di vista politico e morale” e “dopo dieci anni di un governo mediocre dell’Ue, ora l’ex presidente sarà al servizio di quelli che puntano a minare le nostre regole e i nostri valori”. Transparency International ricorda che nel 2010 a Goldman Sachs fu attribuito dall’osservatorio Corporate Europe observatory il premio per il “peggior lobbista della Ue”. Hashtag: #revolvingdoors, cioè “porte girevoli”.
Ufficialmente la Commissione europea, attraverso il portavoce Margaritis Schinas, si è limitata a prendere atto della decisione di Barroso osservando che le “rigide regole” del codice di condotta fissato per i componenti dell’esecutivo europeo per le loro attività post-incarico “non sono state violate”. L’ex presidente ha chiamato Jean Claude Juncker “per comunicargli la sua decisione – ha aggiunto Schinas – e il presidente della Commissione non intende né fare commenti né dare giudizi” sulla decisione del suo predecessore.
di | 12 luglio 2016


 

mercoledì 13 novembre 2013

si chiama dumping....

La procedura d'infrazione per eccesso di avanzi commerciali che la UE ha aperto nei confronti della Germania, per chi ha studiato non sui libri universitari degli ultimi 10 anni ma prima dell'epoca d'oro del liberismo, ha un nome ben preciso: DUMPING, ossia mettere in campo delle iniziative al fine di favorire i propri prodotti vendendoli sottocosto o a costi ribassati allo scopo di danneggiare i concorrenti.... nel caso delle germania ha approfittato delle "regole (che per prima ha violato nel periodo 2000-2005)" che ha la UE per vendere i propri prodotti al prezzo migliore mentre gli altri erano presi dal dover pagare i propri debiti alle banche tedesche, e non solo, che si erano rimpinzate di titoli pubblici italiani, spagoli, irlandesi, greci ecc.. Il tutto alla faccia della solidarietà europea e del reciproco aiuto e del fatto, molto romantico per i creduloni che ci credono, che siamo paesi fratelli nel comune ideale europeo: una balla cui solo gli italiani potevano credere, o nel caso dei politici e non solo, o far finta di credervi per opportunismo: il surplus è di ben 70 mld di euro.. una cifra colossale cui abbiamo contribuito non poco non solo facendo del nostro paese terra di conquista per tedeschi e soci ma anche perchè c'era il problema, nascosto, di dover uniformare il sociale italiano, per quanto clientelare fosse sempre sociale e welfare era, a quello desiderato dai grandi interessi finanziari transnazionali di cui si è fatto protatore mr. goldamn sachs quando definì le costituzioni europee troppo sbilanciate e furi tempo e che non favorivano il mercato, ricordate? Bene... questo era il problema vero.. il resto era una crisi del debito privato che hanno fatto pagare agli stati per timore che crollasse tutto: di tutto ciò la Germania (ma pure Cina, USA, Gran Bretagna, S&P, goldman scachs ecc.) ne ha approfittato per tenersi il proprio welfare più o meno così com'era e aiutare la propria produzione manifatturiera a crescere.. non c'era più concorrenza ed ha trovato terreno facile nel farlo!
Ora i punti son due:
  1. se avessimo un governo non banche orientato il gioco nel chiedere i danni, attraverso l'unico vero tribunale internazionale del commercio che oggi gli Stati temono, sarebbe facile come sparare sulla Croce Rossa... ossia denunciare la Germania alla WTO e farsi pagare i danni al libero mercato che i tedeschi hanno commesso .. come direbbe l'amica nina, che spesso mi dice che sono un sognatore (forse ha ragione), è pura ipotesi teorica perchè i nostri governanti non sono altro che servitori del potere "euro-finanziario" e sono più inclini ad autoattribuirsi prebende che a pensare davvero a governare e a farci bere balle su balle come l'ultima della "crescita" che .... s'avvicina mentre tutti gli indicatori dicono l'esatto opposto ossia che ci stiamo avviando in una spirale deflazione/disinflazione che farà danni tali da far impallidire le misure prese da monti e co......
  2. se volessimo avere un movente per denunciare il perverso meccanismo, dovuto alla strana alleanza fra paesi del nord e la finanza internazionale, che si è messo in moto dal 2007, e che ha protato italia, grecia, spagna irlanda ecc. sull'orlo del fallimento, ora ... ce l'avremmo; ne potremmo trarne delle conseguenze finali denunciando il trattato ue e mandando a quel paese l'hydra eurotecnocratica unione. Invece subiamo e non solo: dobbiamo, per giunta, non solo stornare ingenti somme dalle nostre tasse al debito detenuto dalle banche; come non solo siamo alla fame ma dobbiamo anche mendicare, in caso di bisogno (e ci sarà il prossimo anno l'occasione dato che il paese si troverà sull'orlo del default perchè, nonostante l'impennata, le nostre tasse, tutte, sono in calo non solo percentualmente ma anche in valori assoluti), i soldi che accantoniamo nel ESM che servono .. per i momenti bui.
ora perchè il fronte euro-tedesco si sta sfaldando? Come mai la euro-tecnocrazia si rivolta contro la Germania? A mio parere il motivo è estremamente semplice: hanno capito che l'aria che tira per il vecchio mondo non è più la stessa; la gente, gran parte degli italiani esclusi, comincia a riprendersi dallo choc subito e a guardarsi intorno e cominciano a capire che è avvenuta una rapina a loro danno e quindi cominciano a muoversi e agitarsi ed essendoci fra breve  le elezioni europee c'è il grande rischio di ritrovarsi con un parlamento europeo fortemente..... anti-europeo o lameno fortemente contrario all'attuale assetto di questa europa e questo è un vero problema per questi papaveri che finora hanno vissuto il loro sogno liberista al riparo dei grandi partiti, ampiamente infiltrati da esponenti liberisti rappresentanti dei grandi interessi della finanza internazionale, sia di destra che di sinistra, si fa per dire, e ciò può essere pericoloso per questi sepolcri imbiancati. E' quindi una mossa elettoralistica? In buona parte si, ma non si può nemmeno escludere che sia un ammonimento all'amico tedesco a non essere troppo vorace e ingordo nei confronti dei propri "fratelli" perchè gli si potrebbe ritorcere contro...... non tutti gli stati son capaci di proporre, e d'introdurre nel proprio ordinamento, reati penali come il divieto di "parlar male della UE" come hanno proposto in grecia o d'introddurre un capestro come nella nostra costituzione: non tutti son così fessi e, prima o poi, anche i fessi si svegliano... e se non bastasse prima o poi quando sei all'angolo qualunque bestia, anche la pecora, si ribella e reagisce!

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