Bè oltre l'ennesimo attentato a Parigi la Francia fa registrare un
record: una percentuale bulgara alle legislative che da al neo
presidente della repubblica la maggiroanza assoluta in parlamento.
Spariscono i socialisti; la Lepen (cui Macron dovrebbe erigere un
monumento per essere diventata la sua competitor.... non poteva esserci
migliore avversario per il giovane presidente, vero? Sembra fatto
apposta) ai minimi storici, ecc. ma qual'è la realtà? Che a votare ci
sono andati in pochissimi: in pratica poco più del 30% degli aventi
diritto il che significa che il partito di Macron governa avendo preso
poco del 17% dei voti degli aventi diritto.. un porzione, piccola
porzione che si appresta a governare in nome di tutti e per conto di
tutti. E fin qui nulla di nuovo perchè se non partecipi non ti puoi
lamentare: andavi a votare era meglio. Ma il punto è la parola
minoranza: nei sistemi liberal-democratici la competizione elettorale è
una 'guerra' di minoranz, quella più forte governa l'altra va
all'opposizione e prepara le condizioni per un ricambio se ne è capace e
la votano, ma ... ma qui è diverso: è una minoranza nella minoranza
ossia fra primo e secondo turno non avrebbe raggiunto, in tempi normali,
il 20%, un inezia. Come può Macron governare con numeri da 0, ecc.? Lo
farà per un semplice motivo: ha il mandato elettorale ricevuto secondo
le regole e, cosa più importante, ha alle spalle i Rotschild per cui ha
lavorato e dove si è formato... mica bau bau micio micio e potete
scometterci che se davvero ci son loro alle spalle prima che i francesi
si possano riappropriare della democrazia ne passerà di tempo e ne
sborseranno di soldi.. ci sono da fare le 'riforme' le stesse che hanno
fatto qui: solo che lì i numeri ci sono eccome e, secondo le elezioni,
anche il consenso popolare (ipse dixit). Ma, come sempre, il diavolo è
nei dettagli; manca una cosa: chi farà 'l'opposizione' o meglio chi farà
finta di farla? ci saranno utili idioti al soldo che si sacrificheranno
allo scopo? Si hanno davvero esagerato e non hanno pensato a questo
aspetto non secondario se non vogliono ammettere che in Francia di tutto
si potrà parlare tranne che di democrazia parlamentare visto che hanno
messo un parlamento di tipo 'sovietico' dove c'è 'il partito' e una
serie di satelliti di facciata e nient'altro. Troppo poco, anche per chi
è di palato non ricercato come l'Italia dove parlano male dei 5 stelle
ma, ora che sono anche loro addomesticati, che nei reconditi recessi dei
pensieri dei grigi detentori della, vera, borsa della spesa gli
farebbero un monumento.... senza di loro saremmo anche noi con un
partito unico.
La domanda che ci si dovrebbe porre è la seguente:
ma senza opposizione parlamentare le 'riforme' passeranno fra la gente o
la si costringerà a ingoiarle loro malgrado (mica son italiani che
pigliano tutto quel che passa il convento e alcuni ne sono anche felici
perchè pensano hanno beccato quei fessi e non me, per ora in realtà) e
anche se non sono d'accordo sono stato eletto e comando? Il problema non
è da poco.. non essendo italiani e avendo inventato la ghigliotttina
fossi in Macron un pensierino ce lo farei.. ma per mia fortuna non lo
sono e quindi mi limito ad osservare la cosa aspettandomi una 'vigorosa
protesta e poco di più..
p.s.
da notare un piccolo
particolare, ma vi avverto entriamo nel campo complottista quindi siamo
in zona grigia...., ossia: avete notato la serie di attentati? Non è che
questi attentati sono filodiretti? Ossia per tenermi buoni gli
eventuali oppositori ho creato che so un gruppo o ho finanziato un
gruppo di disperati facendogli credere di fare il jihad che mi fa da
utile idiota in senso karamazoviano? Si? No? A leggere da questa
prospettiva in senso storico la cosa non mi parrebbe così peregrina,
soprattutto se pensiamo a quanto venuto fuori con wikileaks e i suoi
file? I paesi occidentali non sono nuovi a false flag del genere: ad
esempio la Francia fu accusata, e mai venne smentito anzi credo che non
ci fu nemmeno un inchiesta giudiziaria, di aver fatto affondare la nave
di greenpeace con un azione in false flag dei servizi segreti
francesi... naturalmente complotti e maldicenze ma sapete com'è no?
Diceva Andreotti 'a pensar male magari ...'
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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lunedì 19 giugno 2017
Francia: fra bombe e Macron
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giovedì 16 aprile 2015
Francesco, gli armeni e la politica a due velocità
Fonte: Il Fatto Quotidiano a firma di Antonio Padellaro del 16 aprile 2015
In udienza da Papa Francesco (e in generale con qualsiasi papa) i politici italiani tendono a mostrarsi in estasi, tanto che le loro foto ufficiali in Vaticano sembrano immaginette sacre e si resta impressionati da tanta devozione. Ogniqualvolta poi che il Parlamento italiano osa affrontare i cosiddetti temi sensibili – dalle coppie di fatto alla fecondazione eterologa, alle norme sul fine vita –, subito schiere di reverendi onorevoli si mobilitano nel nome di Santa Romana Chiesa per impedire l’adozione di elementari diritti civili e manca poco che dicano:
Gesù piange. Davanti a tanto fervore, meraviglia non poco il silenzio con cui questi crociati alle vongole hanno accolto le minacciose parole del presidente turco Erdogan (“non ripeta più l’errore”) contro il Pontefice che ha giustamente definito il genocidio degli armeni per mano turca “come una delle grandi tragedie insieme a nazismo e stalinismo”. Ora, immaginiamo cosa sarebbe successo nel mondo islamico, con relativi anatemi e moti di piazza, se un qualsiasi premier occidentale avesse osato attaccare con analoga violenza il Gran Muftì. Qui da noi, invece, il ministro degli Esteri Gentiloni ha espettorato timide rimostranze (“attacchi ingiustificati”: caspiterina!), mentre Renzi non ha proferito verbo.
Una frase, infine, del sottosegretario Gozi, secondo cui a giudicare sullo scontro Francesco-Erdogan saranno “gli storici e non i governi”, spiega perché i jihadisti sono così convinti di farci la pelle.
Da ‘Stoccata e Fuga’, il Fatto Quotidiano 16 aprile 2015
p.s.
anche stavolta Papa Francesco è da solo... cominciano a essere un pò troppe non è vero? Sarà questo il motivo che ha portato questo Papa, che definire "inconsueto" rispetto alla tradizione è dir poco, ha dichiarato che mollerà presto anche lui il soglio di pietro?
Ai politici italiani dedico questo: "Abbiamo due tipi di morale fianco a fianco: una che predichiamo, ma non pratichiamo, e un’altra che pratichiamo, ma di rado predichiamo."
(Bertrand Russell).
In udienza da Papa Francesco (e in generale con qualsiasi papa) i politici italiani tendono a mostrarsi in estasi, tanto che le loro foto ufficiali in Vaticano sembrano immaginette sacre e si resta impressionati da tanta devozione. Ogniqualvolta poi che il Parlamento italiano osa affrontare i cosiddetti temi sensibili – dalle coppie di fatto alla fecondazione eterologa, alle norme sul fine vita –, subito schiere di reverendi onorevoli si mobilitano nel nome di Santa Romana Chiesa per impedire l’adozione di elementari diritti civili e manca poco che dicano:
Gesù piange. Davanti a tanto fervore, meraviglia non poco il silenzio con cui questi crociati alle vongole hanno accolto le minacciose parole del presidente turco Erdogan (“non ripeta più l’errore”) contro il Pontefice che ha giustamente definito il genocidio degli armeni per mano turca “come una delle grandi tragedie insieme a nazismo e stalinismo”. Ora, immaginiamo cosa sarebbe successo nel mondo islamico, con relativi anatemi e moti di piazza, se un qualsiasi premier occidentale avesse osato attaccare con analoga violenza il Gran Muftì. Qui da noi, invece, il ministro degli Esteri Gentiloni ha espettorato timide rimostranze (“attacchi ingiustificati”: caspiterina!), mentre Renzi non ha proferito verbo.
Una frase, infine, del sottosegretario Gozi, secondo cui a giudicare sullo scontro Francesco-Erdogan saranno “gli storici e non i governi”, spiega perché i jihadisti sono così convinti di farci la pelle.
Da ‘Stoccata e Fuga’, il Fatto Quotidiano 16 aprile 2015
p.s.
anche stavolta Papa Francesco è da solo... cominciano a essere un pò troppe non è vero? Sarà questo il motivo che ha portato questo Papa, che definire "inconsueto" rispetto alla tradizione è dir poco, ha dichiarato che mollerà presto anche lui il soglio di pietro?
Ai politici italiani dedico questo: "Abbiamo due tipi di morale fianco a fianco: una che predichiamo, ma non pratichiamo, e un’altra che pratichiamo, ma di rado predichiamo."
(Bertrand Russell).
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lunedì 6 ottobre 2014
Volevano un nemico? Se lo sono costruito...
Come fai a sviare l'attenzione dalle tasche, e prossimamente anche le
pance, e (contemporaneamente) come accaparrarsi un altra fetta di
risorse energetiche per meglio far fare profitti agli sponsor del ceto
politico-affaristico che attualmente s'è appropriato del potere in
occidente ammantandosi del vessillo della democrazia e della libertà?
Crei il mostro.... lo schema è sempre lo stesso:
Chi ha pensato, perchè qualcuno non solo l'ha pensato ma anche teorizzato anni fa, una cosa del genere? Samuel P. Huntington, volevate un nome? Eccolo.... il cocktail è pronto per essere servito; eccovi un esempio: "secondo l'articolo e il libro, i conflitti successivi alla Guerra Fredda si verificherebbero con maggiore frequenza e violenza lungo le linee di divisione culturale e non più politico-ideologiche, come accadeva nel XX secolo. Huntington crede che la divisione del mondo in Stati sia riduttiva, e che questo vada invece suddiviso a seconda delle civiltà, quindi ne enumera nove: Occidentale, Latinoamericana, Africana, Islamica, Sinica, Indù, Ortodossa, Buddista e Giapponese". Altri furono più equilibrati, Toynbee ad esempio, quando sosteneva che "la storia di una civiltà si presenta nei termini di sfide e risposte. Le civiltà si formano in risposta a una serie di sfide difficili, nelle quali "minoranze creative" escogitano soluzioni che riorientano l'intera società. Sfide e risposte possono essere di natura fisica, come quando i Sumeri riuscirono a sfruttare le paludi irriducibili del sud dell'Iraq organizzando gli abitanti neolitici in una società capace di grandi progetti di irrigazione. Possono essere anche di natura sociale, come quando la Chiesa cattolica risolse il caos dell'Europa post-romana inscrivendo i nuovi reami germanici in una singola comunità religiosa. Quando le civiltà rispondono alle sfide, esse si sviluppano. Le civiltà declinano quando i loro leader smettono di rispondere creativamente, e le civiltà sprofondano a causa del nazionalismo, del militarismo e della tirannia di minoranze dispotiche. Toynbee riteneva che "le civiltà muoiono per suicidio, non per assassinio." ed in particolare, prendendo spunto dall'elite confuciana cresciuta durante il regime degli Han occidentali ed orientali, in Cina, anche per l'eccessivo interesse privato in atti pubblici (Mankind and Mother Earth, 1976, Oxford). Le civiltà non sono macchine inalterabili e intangibili, bensì reti di relazioni sociali entro i propri confini e sono quindi soggette alle decisioni, buone o cattive, che esse assumono".
Il punto é: è possibile un altra strada? Si, naturalmente perchè NON SI SAREBBE DOVUTO DAR CREDITO AI TEORICI DELLO SCOTNRO DI CIVILTA' e ai loro esponenti, in primis: non dovevamo dar credito, per esempio, a Bush che volle distruggere l'iraq e l'afghanistan solo per dare in pasto il cattivo ai suoi cittadini mentre poco dopo l'attentato alle torri gemelle la famiglia Bin laden veniva aiutata a filarsela dagli usa ... gli affari son sempre affari e questa famiglia aveva molti affari in corso con i Bush!
Come si sente il giovane, di prima e di seconda generazione, musulmano che da un lato è di fatto escluso da tutto nel suo paese di adozione e dall'altro si sente criminalizzato? Come può sentirsi questo giovane che cresce con una rabbia dentro perchè non è cittadino del paese che gli da la cittadinanza e nemmeno parte del paese di origine dei suoi genitori?
Nel frattempo....

con il beneplacito della turchia islamizzata che ringrazia sentitamente per l'eliminazione di un suo problema ultracentenario, i curdi........
- provochi l'incidente (Golfo del Tonchino) o la morte dell'innocente (le persone sgozzate o le torri gemelle) o, se ce l'hai bell'è pronto come nel caso dell'urss, demonizzi l'avversario fino al parossismo;
- spingi i media a far filtrare solo contenuti che ti tornano comodo...... metti il tappo, ad esempio, sulle stragi di gaza ma fai vedere il dito rotto dell'altro che correva a nascondersi....
- finanzi, di nascosto e via qualche fondazione araba compiacente (ce ne sono diversi esempi ad esempio i talebani finanziati fdagli americani contro i sovietici o l'isis finanziato perchè "combatteva" contro il satrapo siriano .. peccato non abbiano letto i fratelli karamazov), qualche gruppuscolo di esaltati e crei le condizioni affinchè possano farsi pubblicità e proseliti (e ci si fa fotografare con i suoi capi com'è capitato con J. Mccain) in occidente...
Chi ha pensato, perchè qualcuno non solo l'ha pensato ma anche teorizzato anni fa, una cosa del genere? Samuel P. Huntington, volevate un nome? Eccolo.... il cocktail è pronto per essere servito; eccovi un esempio: "secondo l'articolo e il libro, i conflitti successivi alla Guerra Fredda si verificherebbero con maggiore frequenza e violenza lungo le linee di divisione culturale e non più politico-ideologiche, come accadeva nel XX secolo. Huntington crede che la divisione del mondo in Stati sia riduttiva, e che questo vada invece suddiviso a seconda delle civiltà, quindi ne enumera nove: Occidentale, Latinoamericana, Africana, Islamica, Sinica, Indù, Ortodossa, Buddista e Giapponese". Altri furono più equilibrati, Toynbee ad esempio, quando sosteneva che "la storia di una civiltà si presenta nei termini di sfide e risposte. Le civiltà si formano in risposta a una serie di sfide difficili, nelle quali "minoranze creative" escogitano soluzioni che riorientano l'intera società. Sfide e risposte possono essere di natura fisica, come quando i Sumeri riuscirono a sfruttare le paludi irriducibili del sud dell'Iraq organizzando gli abitanti neolitici in una società capace di grandi progetti di irrigazione. Possono essere anche di natura sociale, come quando la Chiesa cattolica risolse il caos dell'Europa post-romana inscrivendo i nuovi reami germanici in una singola comunità religiosa. Quando le civiltà rispondono alle sfide, esse si sviluppano. Le civiltà declinano quando i loro leader smettono di rispondere creativamente, e le civiltà sprofondano a causa del nazionalismo, del militarismo e della tirannia di minoranze dispotiche. Toynbee riteneva che "le civiltà muoiono per suicidio, non per assassinio." ed in particolare, prendendo spunto dall'elite confuciana cresciuta durante il regime degli Han occidentali ed orientali, in Cina, anche per l'eccessivo interesse privato in atti pubblici (Mankind and Mother Earth, 1976, Oxford). Le civiltà non sono macchine inalterabili e intangibili, bensì reti di relazioni sociali entro i propri confini e sono quindi soggette alle decisioni, buone o cattive, che esse assumono".
Il punto é: è possibile un altra strada? Si, naturalmente perchè NON SI SAREBBE DOVUTO DAR CREDITO AI TEORICI DELLO SCOTNRO DI CIVILTA' e ai loro esponenti, in primis: non dovevamo dar credito, per esempio, a Bush che volle distruggere l'iraq e l'afghanistan solo per dare in pasto il cattivo ai suoi cittadini mentre poco dopo l'attentato alle torri gemelle la famiglia Bin laden veniva aiutata a filarsela dagli usa ... gli affari son sempre affari e questa famiglia aveva molti affari in corso con i Bush!
Come si sente il giovane, di prima e di seconda generazione, musulmano che da un lato è di fatto escluso da tutto nel suo paese di adozione e dall'altro si sente criminalizzato? Come può sentirsi questo giovane che cresce con una rabbia dentro perchè non è cittadino del paese che gli da la cittadinanza e nemmeno parte del paese di origine dei suoi genitori?
Nel frattempo....

con il beneplacito della turchia islamizzata che ringrazia sentitamente per l'eliminazione di un suo problema ultracentenario, i curdi........
lunedì 23 giugno 2014
Il nodo Iracheno e che fa paura all'Occidente di Massimo Fini
questo post l'ho preso dal blog di Beppe Grillo
Il Passaparola di Massimo Fini, giornalista e scrittore.
Quello che sta accadendo in Iraq, con questa avanzata irresistibile dell’Isis, alias Stato islamico dell’Iraq e del Levante, è un fenomeno che può cambiare la storia non solo di quella regione, ma anche dell’Occidente, nel senso che qui non siamo più a una guerra interna irachena tra Sunniti e Sciiti di cui non fregava niente a nessuno perché se la vedevano tra di loro. Questi dell’Isis, in realtà, sono una specie di internazionale del radicalismo islamico. Ci sono i Sunniti (la parte orientale dell’Iraq), ma a questi si sono uniti gli islamici di altri Paesi, dalla Siria alla Somalia. E tra l’altro ci sono anche volontari europei. Ci sono 500 britannici, 300 francesi… Quindi l’obiettivo dell’Isis non è semplicemente quello di conquistare parte dell’Iraq, ma di muovere una guerra totale al mondo occidentale. Non è più una questione interna all’Iraq.
Questa situazione è paradossale: che cosa avevano fatto gli americani? Avevano creato questo governo fantoccio, come hanno fatto in Afghanistan, e avevano finanziato un esercito (a sua volta fantoccio). Infatti, di fronte all’avanzata dell’Isis si è immediatamente liquefatto, non opponendo alcuna resistenza. L’unica resistenza, adesso, la può fare l’Iran, mandando le sue truppe. Si creerebbe, così, questa alleanza curiosa tra Stati Uniti e l’odiato nemico di sempre, il pericolo numero uno, uno dei Paesi dell’asse del male: l’Iran. Gli Stati Uniti, dunque, hanno ottenuto un bel risultato… Ora si devono alleare con l’Iran, ma non è detto che ce la facciano a respingere l’Isis, perché questi sono infinitamente più motivati e poi, ripeto, stiamo parlando di una internazionale del radicalismo. Ci sono più o meno tutti. Manca la Turchia. La Turchia sta quieta e cauta, perché in questa avanzata l’Isis ha lasciato perdere i curdi, con cui non hanno contrasto, e infatti avanzano verso Baghdad, verso il centro l’Iraq. E la Turchia ha una enorme paura (da sempre) che i Curdi iracheni possano unirsi in una guerriglia con i curdi turchi, che sono 12 milioni di persone. E se si scatenano i curdi turchi la Turchia è fottuta. Per questo motivo gli americani per tanto tempo hanno massacrato i curdi, per interposta persona. Proprio per impedire che l’indipendentismo curdo si espandesse anche in Turchia. C’è da tenere presente che i Curdi sono gli unici, veri, che avrebbero diritto a avere uno Stato, perché tutta quella zona lì si chiama Kurdistan (c’è dentro Iraq, Turchia, Azerbaijan, Iran).
Il fatto, ripeto, è che l’Isis non incontra una resistenza da parte del esercito regolare, quello di al-Maliki. Perché i soldati non vogliono combattere e quando succede questo è l’inizio della fine. Un po’ come la Rivoluzione d’ottobre, dove lo Zar continuava a mandare eserciti contro i rivoluzionari, che erano 4 gatti, e gli eserciti si liquefacevano durante il percorso. E’ quello che sta accadendo. Non c’è un vero esercito che difende, in questo momento, l’Iraq creato dagli americani, l’Iraq di al-Maliki.
Gli americani spostano navi, spostano droni, ma questa gente tu la puoi fermare solo con battaglie di terra e gli americani non sono in grado di fare battaglie di terra, perché non hanno le palle per fare le battaglie di terra. Possono essere equipaggiati come vogliono. Ecco perché è necessario un intervento iraniano, perché loro a fare la guerra come si deve sono abituati, l’hanno fatta per 10 anni contro Saddam Hussein. Pensare di poter fare la guerra solo con i droni e con l’intelligence o con gli aerei, non è pensabile in una situazione di questo genere. E poi gli americani non possono permettersi altri morti dopo l’impressionante numero di vittime in Afganistan (anche se i numeri occultati).
Tutto, insomma, dipenderà dallo scontro, da chi vincerà lo scontro tra Isis e Iran. L’Iran è un Paese molto strutturato, però non è una brigata internazionale, quindi difficilmente controllabile e non facilmente battibile. E poi continua ad appropriarsi delle armi che altri lasciano, quindi continua a rafforzarsi.
Bisognerebbe chiedersi perché si è arrivati a questa situazione. L’Iraq è un paese creato cervelloticamente dagli inglesi nel 1930, che hanno messo insieme queste tre comunità che non c’entravano niente l’una con l’altra, e solo un dittatore feroce poteva tenerle insieme, cioè Saddam Hussein. Lungi da me difendere Saddam, ma avere eliminato lui ha creato prima la guerra civile tra Sunniti e Sciiti, e oggi questa (che è assolutamente nuova) di queste brigate internazionali che qualcuno definirebbe del terrore. Sono radicalisti islamici che hanno le palle piene dell’occidente, oltre che degli Sciiti, perché sono Sunniti.
La mia idea è sempre stata che la guerra ha una sua ecologia, se vai a metterci il dito crei sempre sconquassi peggiori di quelli che volevi evitare. Certe situazioni hanno un loro senso, penso alla Libia, tu hai ucciso Gheddafi, con cui avevi fornicato fino al giorno prima e la Libia oggi è una terra totalmente ingovernata e ingovernabile, che diventa un pericolo per i francesi e per gli occidentali in generale, che l’hanno aggredita.
p.s.
Massimo Fini mi piace, dice, racconta sarebbe più esatto dire, cose e storie che mai sentiamo nei media e nemmeno in rete perchè parte da un punto di vista molto particolare.. ossia usa un metro, scomodo per molti, che l'ha sempre contraddistinto in tutte le sue pubblicazioni, che parte dalla domanda perchè e arriva al come... e a molti sta cosa fa terriblmente inkazzare: lo stimo per questo ed è per questo che spesso mi ci riconosco nelle sue prese di posizione.
Il Passaparola di Massimo Fini, giornalista e scrittore.
Quello che sta accadendo in Iraq, con questa avanzata irresistibile dell’Isis, alias Stato islamico dell’Iraq e del Levante, è un fenomeno che può cambiare la storia non solo di quella regione, ma anche dell’Occidente, nel senso che qui non siamo più a una guerra interna irachena tra Sunniti e Sciiti di cui non fregava niente a nessuno perché se la vedevano tra di loro. Questi dell’Isis, in realtà, sono una specie di internazionale del radicalismo islamico. Ci sono i Sunniti (la parte orientale dell’Iraq), ma a questi si sono uniti gli islamici di altri Paesi, dalla Siria alla Somalia. E tra l’altro ci sono anche volontari europei. Ci sono 500 britannici, 300 francesi… Quindi l’obiettivo dell’Isis non è semplicemente quello di conquistare parte dell’Iraq, ma di muovere una guerra totale al mondo occidentale. Non è più una questione interna all’Iraq.
Questa situazione è paradossale: che cosa avevano fatto gli americani? Avevano creato questo governo fantoccio, come hanno fatto in Afghanistan, e avevano finanziato un esercito (a sua volta fantoccio). Infatti, di fronte all’avanzata dell’Isis si è immediatamente liquefatto, non opponendo alcuna resistenza. L’unica resistenza, adesso, la può fare l’Iran, mandando le sue truppe. Si creerebbe, così, questa alleanza curiosa tra Stati Uniti e l’odiato nemico di sempre, il pericolo numero uno, uno dei Paesi dell’asse del male: l’Iran. Gli Stati Uniti, dunque, hanno ottenuto un bel risultato… Ora si devono alleare con l’Iran, ma non è detto che ce la facciano a respingere l’Isis, perché questi sono infinitamente più motivati e poi, ripeto, stiamo parlando di una internazionale del radicalismo. Ci sono più o meno tutti. Manca la Turchia. La Turchia sta quieta e cauta, perché in questa avanzata l’Isis ha lasciato perdere i curdi, con cui non hanno contrasto, e infatti avanzano verso Baghdad, verso il centro l’Iraq. E la Turchia ha una enorme paura (da sempre) che i Curdi iracheni possano unirsi in una guerriglia con i curdi turchi, che sono 12 milioni di persone. E se si scatenano i curdi turchi la Turchia è fottuta. Per questo motivo gli americani per tanto tempo hanno massacrato i curdi, per interposta persona. Proprio per impedire che l’indipendentismo curdo si espandesse anche in Turchia. C’è da tenere presente che i Curdi sono gli unici, veri, che avrebbero diritto a avere uno Stato, perché tutta quella zona lì si chiama Kurdistan (c’è dentro Iraq, Turchia, Azerbaijan, Iran).
Il fatto, ripeto, è che l’Isis non incontra una resistenza da parte del esercito regolare, quello di al-Maliki. Perché i soldati non vogliono combattere e quando succede questo è l’inizio della fine. Un po’ come la Rivoluzione d’ottobre, dove lo Zar continuava a mandare eserciti contro i rivoluzionari, che erano 4 gatti, e gli eserciti si liquefacevano durante il percorso. E’ quello che sta accadendo. Non c’è un vero esercito che difende, in questo momento, l’Iraq creato dagli americani, l’Iraq di al-Maliki.
Gli americani spostano navi, spostano droni, ma questa gente tu la puoi fermare solo con battaglie di terra e gli americani non sono in grado di fare battaglie di terra, perché non hanno le palle per fare le battaglie di terra. Possono essere equipaggiati come vogliono. Ecco perché è necessario un intervento iraniano, perché loro a fare la guerra come si deve sono abituati, l’hanno fatta per 10 anni contro Saddam Hussein. Pensare di poter fare la guerra solo con i droni e con l’intelligence o con gli aerei, non è pensabile in una situazione di questo genere. E poi gli americani non possono permettersi altri morti dopo l’impressionante numero di vittime in Afganistan (anche se i numeri occultati).
Tutto, insomma, dipenderà dallo scontro, da chi vincerà lo scontro tra Isis e Iran. L’Iran è un Paese molto strutturato, però non è una brigata internazionale, quindi difficilmente controllabile e non facilmente battibile. E poi continua ad appropriarsi delle armi che altri lasciano, quindi continua a rafforzarsi.
Bisognerebbe chiedersi perché si è arrivati a questa situazione. L’Iraq è un paese creato cervelloticamente dagli inglesi nel 1930, che hanno messo insieme queste tre comunità che non c’entravano niente l’una con l’altra, e solo un dittatore feroce poteva tenerle insieme, cioè Saddam Hussein. Lungi da me difendere Saddam, ma avere eliminato lui ha creato prima la guerra civile tra Sunniti e Sciiti, e oggi questa (che è assolutamente nuova) di queste brigate internazionali che qualcuno definirebbe del terrore. Sono radicalisti islamici che hanno le palle piene dell’occidente, oltre che degli Sciiti, perché sono Sunniti.
La mia idea è sempre stata che la guerra ha una sua ecologia, se vai a metterci il dito crei sempre sconquassi peggiori di quelli che volevi evitare. Certe situazioni hanno un loro senso, penso alla Libia, tu hai ucciso Gheddafi, con cui avevi fornicato fino al giorno prima e la Libia oggi è una terra totalmente ingovernata e ingovernabile, che diventa un pericolo per i francesi e per gli occidentali in generale, che l’hanno aggredita.
p.s.
Massimo Fini mi piace, dice, racconta sarebbe più esatto dire, cose e storie che mai sentiamo nei media e nemmeno in rete perchè parte da un punto di vista molto particolare.. ossia usa un metro, scomodo per molti, che l'ha sempre contraddistinto in tutte le sue pubblicazioni, che parte dalla domanda perchè e arriva al come... e a molti sta cosa fa terriblmente inkazzare: lo stimo per questo ed è per questo che spesso mi ci riconosco nelle sue prese di posizione.
domenica 24 luglio 2011
Alziamo il velo sul fondamentalismo?
Chi era il mostro che ha fatto la strage in Norvegia? E' un caso isolato oppure é frutto di un cancro che sta crescendo dentro la società occidentale? E da noi? Il mostro ha tra i propri interessi: il body-building; la massoneria; l’odio per la società multiculturale e multirazziale; aveva letto il filosofo inglese John Stuart Mill (del quale amava ricordare la massima: "Una persona con una fede ha la forza di 100 mila che hanno solo interessi"). La sua ideologia è decisamente varia: membro di terzo livello (su dieci) della loggia massonica norvegese di San Giovanni Olaus il cui motto è "e tenebris ad lucem" (dalle tenebre alla luce); dal punto di vista politico é iscritto tra il 1999 e il 2006 alla sezione giovanile del Partito del Progresso (Frp), formazione nata nel 1973 come movimento di rivolta fiscale che, sebbene di chiari orientamenti conservatori, non può essere considerata estremista, ma piuttosto una sorta di Tea Party alla scandinava: è il secondo partito nel Parlamento, con 41 seggi. Sia chiaro che non credo ci sia un diretto coinvolgimento di questa formazione nell'attentato ma qui il problema non è la versione "istituzionale" ma il substrato culturale e ideologico che spingono una mente distorta come questa prima a dare sfogo in rete il suo malcontento e poi a passare ai fatti: con le conseguenze che tutti abbiamo sotto gli occhi; e non è nemmeno il primo caso perché l'attentato a Oklahoma city ha le sue radici sullo stesso substrato e reprimere non basta perché qui bisogna affrontare il problema alla radice, senza solamente reprimerlo perchè fa di questi pazzi dei martiri, ma combatterlo seriamente dal punto di vista culturale e ideologico: e se in un paese come la Norvegia (come in Svezia e, per altri motivi, in Finlandia) non ci sono riusciti come pensiamo di superarlo qui in un paese come l'Italia dove è tutto lasciato alle forze di polizia, quindi repressione, e nulla si fa dal punto di vista culturale (anzi la scuola pubblica, unico baluardo di laicità, da noi è affossata e viene dato spazio a scuole private segnatamente religiose dove sicuramente insegnano tolleranza e multiculturalismo ma dove si possono anche correre rischi di creare crociati e non cittadini consapevoli)? Ho letto che un politico del partito cui era iscritto il "nostro" terrorista cristiano ha dichiarato che "incontrare Breivik era come incontrare Hitler alla vigilia della Seconda guerra mondiale". Perché è questo il problema: sta nascendo, nel cuore delle correnti cristiane, il terrorismo di ritorno prima contro valori laici ed etici (come non ricordare che le cliniche statunitensi dove sono praticati le interruzioni di gravidanza devono essere vigilate da guardia armate e i medici che le praticano sono stati spesso uccisi da fondamentalisti cristiani) e poi contro la politica, anche quella di destra, che non sa rispondere a queste spinte. Il passo è breve: prima la martellante propaganda prepara il campo; poi si spinge sull'acceleratore sui valori fondamentalisti omettendo naturalmente la parte "evoluta" del cristianesimo richiamandone le origini (spesso in maniera non oggettiva, anzi decisamente distorta) e infine si arriva alla fidelizzazione dei seguaci con parole d'ordine che hanno più della crociata che della religione. E' noto negli USA che il Tea Party è sola punta dell'iceberg che vede alla base movimenti religiosi e destra neonazista fare proseliti fra ceti meno abbienti e facilmente raggiungibili della società americana; è anche noto che negli USA sempre questi movimenti hanno scalato qualla s.p.a. che è il coservative Party e hanno ora la maggioranza nel Parlamento americano (stanno dando filo da torcere a Obama opponendosi al piano di rientro del deficit dello Stato americano che colpisca i ricchi .... fino al punto di far fallire lo stesso Stato americano; molti di questi movimenti sono fermamente convinti che siamo prossimi all'armageddon e che il mondo sta per finire e quindi scientemente, termine poco appropriato per pazzi così, ne stanno creando le condizioni affinché avvenga ... una pura follia) e da lì condizionano tutta la società, tutta: non è un disegno, molto poco intelligente ma funziona, o un complotto ma semplicemente un disegno di conquista e rimodulazione di una società a propria immagine somiglianza che guarda al futuro e che vede gli USA come un baluardo di uno Stato etico che imponganla propria visione all'intero pianeta dimenticando che questo paese è figlio, degenere, dell'europa e della sua immigrazione e che hanno trucidato i popoli indigeni di un intero continente (si parla di un olocausto di oltre 200 milioni di persone, una cosa molto poco cristiana a ben pensarci) per stanziarvisi. E in Europa non siamo molto lontani: molti movimenti "crociati" sono al governo in molti paesi, il nostro paese compreso, e spingono fortemente per far passare idee eugenetiche e di suprematiste di stampo malthusiano che fanno impallidire il nazifascismo e gettano il seme dell'odio per future guerre di conquista dell'occidente; anche in Italia siamo nel pieno di correnti di questo genere: sia fra l'incudine della gerarchia cattolica che vuole fare del nostro paese l'ultima ridotta contro il laicismo e il martello di movimenti razzisti e xenofobi che hanno fatto presa in zone del nostro paese e creatosi spazio culturale e politico crescendo a tal punto da condizionare la linea politica dell'intera nazione: il tutto condito da una politica chiusa nel suo castello di cartas più occupata dai propri problemi che da quelli della sottostante società! Altro che internazionale jihadista; qui la jihad ce la stiamo costruendo in casa in versione occidentale... mentre nei paesi cui viene imputata invece sta avvenendo esattamente l'opposto: le società che ci hanno messo di fronte come "integraliste" si stanno svegliando e i giovani spingono proprio per conquistarsi quei valori, qui acquisiti o almeno così ci dicono che sia (ma nutro dubbi), che non hanno conosciuto perché governati da satrapi e dittatori (che qui definivamo "moderati" perché corrotti da noi e dai nostri soldi) cui ormai stanno stretti......
testi e fonti di riflessione:
- Il libro che nessun papa ti farebbe mai leggere, di T. C. Leedom e M. Churchville; Edizioni Newton e Compton
- Il libro che la tua Chiesa non ti farebbe mai leggere (stessi autori e stesso editore))
- Il libro nero del Cristianesimo di Jacopo Fo, Sergio Tomat e Laura Malucelli, edizioni Nuovi mondi
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