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sabato 22 gennaio 2011

laureato e censurato: mai requie per Saviano

Già mentre da un lato riceva la laurea ad honorem a Genova in Giurisprudenza, più che meritata, dedicandola, oltre alla propria madre, ai PM milanesi impegnati nelle indagini sull'amato Capo e sulle "signorine" che attorno a lui orbitano e, parassitandolo, vivono a sue spese (provocando l'orrore della figlia del Capo a sua volta capo di mondadori); in veneto i suoi libri sono censurati nelle biblioteche pubbliche insieme a quelli di altri scrittori rei di aver "appoggiato" Battisti: un chiaro pretesto da parte leghista e pdellina per fare i "conti" con gli scomodi controcanti. Il significato della laurea a un cittadino come Saviano é chiaro: si manda un messaggio alla società ligure, prima, e italiana, poi, di legalità ed é un messaggio forte che realmente fa da controcanto alla diffusa illegalità italiana oltreché alla penertazione malavitosa nel paese. La censura veneta é un pessimo segnale: si qualifica con un solo termine, ossia intolleranza per l'altro che non fa onore a una regione dove da sempre i valori civili e morali ne sono una delle bandiere che l'hanno sempre contraddistinta: non per nulla lì il volontariato ha una delle sue colonne più forti. Che strano paese é questo: capace di grandi gesti e passioni e di piccolezze degne di una repubblica delle banane e della peggiore specie per giunta...

martedì 16 novembre 2010

Aprire gli occhi alla luce fa sempre male....

Ieri sera c'é stata un altra dimostrazione di come si debba fare la tv: non solo dal punto di vista tecnico ma giornalistico; mi é venuto in mente che la riserva indiana in cui é stata rinchiusa la Rai, dal potere, non ne ha ucciso né le professionalità né la voglia di uscirne e i dati auditel gli danno anche ragione visti il 30% e rotti di share fatti con vieni via con me. Immagino i travasi bile e il surriscaldarsi dei telefoni nel mentre la trasmissione proseguiva e si dipanava il suo filo conduttore; immagino anche che tutti quelli che l'hanno guardata (accecati dalla propaganda ufficiale che continua a presentarci un paese che non esiste che somiglia, negli intenti, a quello di Alice ma che poi si dimostra molto più simile all'Inghilterra di V per Vendetta) un moto di indignazione non possono non averlo sentito nascere e crescere: sono anni che dalle indagini vien fuori che si é vero che la radice della mala pianta malavitosa é nel Sud del paese ma é anche vero che le sue propaggini, i suoi rami, per continuare con la metafora arboricola, si sono estesi in tutto il paese riproducendo lo schema vincente, o ritenuto tale, che ne ha fatto la fortuna .... in primis il ricercare un contatto con la politica, in particolare con quei partiti "infiltrabili", per ricavarne protezione e affari. E' chiaro che non ci si deve scandalizzare della tal cosa dato che in un paese corrotto come il nostro il motto "pecunia non olet" é diventato parte integrante della costituzione materiale italiana e quindi credo che prima di indignarsi ognuno dovrebbe guardare in casa prorpia e avere il coraggio di fare pulizia in maniera trasparente davanti ai propri elettori in primis e ai cittadini tutti in secundis e poi, solo poi, indignarsi per le accuse che gli vengono rivolte dai giornalisti indipendenti e liberi che non fanno altro che raccogliere le informazioni che vengono fuori da indagini e processi che null'altro dimostrano se non che i centri di potere finanziari e politici sono permeabili alla infiltrazione malavitosa.

giovedì 24 giugno 2010

Morto Saviano: cattivo gusto o solo provocazione?

Il caso del giorno? Non la manovra che riduce il pil; non la continua emorragia di posti di lavoro precario e non; non la crescente (è l'unica cosa, insieme ad evasione ed elusione, che cresca in questo paese) arroganza dei padroni delle ferriere; niente di tutto questo. Il caso del giorno é ....... la foto di Saviano su Max.


Non faccio il discorso qualunquista genere "i problemi sono altri", ma sinceramente fare una polemica su questo serve solo a far vendere più copie. Saviano è uno dei cittadini che si è assunto una responsabilità enorme, pagandone le conseguenze, che altri non si sognano nemmeno di notte e per questo lo rispetto e ne difendo l'immagine e il background, ma da qui a indignarsi ce ne dovrebbe correre dato che è chiaramente una provocazione e di cattivo gusto per giunta: provocazione che ha centrato perfettamente l'obiettivo visto come su facebook e altrove si sono levate voci di protesta. Sacralizzare Saviano significa farne un bersaglio più di quanto lo sia ià e, in parte, a porlo fra i santini che tutti portano con sè: ne vale la pena far diventare un totem una persona che in un paese normale sarebbe uno fra tanti, perchè tutti sarebbero pronti ad assumersi le proprie responsabilità?

lunedì 21 giugno 2010

Il sistema..

A detta di Roberto Saviano nelle zone di camorra il malaffare va sotto il nome di "sistema". Ma siamo sicuri che sia una cosa esistente solo in quelle zone? Non solo Saviano lo dice ma anche altri che ormai il malaffare è stato esportato dovunque nel paese: anzi i colletti bianchi nel centro e nel nord del paese sono insospettabili persone e non hanno nulla, quindi, a che vedere con l'iconografia classica del malavitoso. L'intera economia ne risentirebbe se costoro dovessero passare all'incasso dei titoli in loro possesso, pare. E queste sono cose che tutti sanno, nel loro intimo (e tranne che sui giornali coraggiosi non c'è traccia sui media ufficiali, chissà perché ....) però da noi non si può parlare dell'aspetto legale della criminalità, come mai? E perchè siamo l'unico paese dove non c'è quasi tassazione sulle transazioni, e anche sulle rendite, finanziarie? E perchè? E' così stretto, forse, l'intreccio d'interessi fra economia legale e illegale che se ci si mette il dito si salta tutti? E' vero che ce l'abbiamo di vizio l'evadere, anche nel piccolo, e quindi moralmente non possiamo eccepire ma è anche vero che una piccola, ormai sparuta, minoranza ancora resiste e pretende fattura, anche senza poterla scaricare, ma fa parte, tutti lo sanno, degli utili idioti (e mi scuso per il termine ma ne faccio parte anch'io) che sono necessari perchè il "sistema" regga nel suo complesso: ecco perchè non mi meraviglio (a differenza di altri) che abbiamo posto il veto sull'introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie (e pare che la UE stia sterzando su una, meno pesante, imposizione sulle banche) e non mi meraviglia nemmeno che Francia e Germania sia "sorprese" dalla presa di posizione del governo italiano: se avessero sottomano la nostra situazione interna probabilmente nemmeno loro se ne meraviglierebbero perché è nettamente preminente il "fai da te" rispetto all'interessa generale; da loro c'è il malaffare, sia chiaro (e spesso è nostra esportazione), ma non è diffuso e quindi riescono a governare i fenomeni e decidere sul da farsi. Qui non abbiamo questa fortuna e infatti i risultati si vedono a tutti i livelli: soprattutto a pagare devono essere sempre gli stessi e i manovratori non devono essere disturbati in nessuna maniera; ecco perchè c'é l'urgenza di "riforme" e, soprattutto, ecco perchè queste riforme devono essere costruite a partire dalla Costituzione...... il paese morale è in coma: peccato che è vietata l'eutanasia sennò ....

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