si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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sabato 22 gennaio 2011
laureato e censurato: mai requie per Saviano
Già mentre da un lato riceva la laurea ad honorem a Genova in Giurisprudenza, più che meritata, dedicandola, oltre alla propria madre, ai PM milanesi impegnati nelle indagini sull'amato Capo e sulle "signorine" che attorno a lui orbitano e, parassitandolo, vivono a sue spese (provocando l'orrore della figlia del Capo a sua volta capo di mondadori); in veneto i suoi libri sono censurati nelle biblioteche pubbliche insieme a quelli di altri scrittori rei di aver "appoggiato" Battisti: un chiaro pretesto da parte leghista e pdellina per fare i "conti" con gli scomodi controcanti. Il significato della laurea a un cittadino come Saviano é chiaro: si manda un messaggio alla società ligure, prima, e italiana, poi, di legalità ed é un messaggio forte che realmente fa da controcanto alla diffusa illegalità italiana oltreché alla penertazione malavitosa nel paese. La censura veneta é un pessimo segnale: si qualifica con un solo termine, ossia intolleranza per l'altro che non fa onore a una regione dove da sempre i valori civili e morali ne sono una delle bandiere che l'hanno sempre contraddistinta: non per nulla lì il volontariato ha una delle sue colonne più forti. Che strano paese é questo: capace di grandi gesti e passioni e di piccolezze degne di una repubblica delle banane e della peggiore specie per giunta...
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mercoledì 17 novembre 2010
pandora.... e i vasi comunicanti
Non credo che Saviano abbia voluto attaccare "un" partito politico, non é da lui, ma un "sistema"; ha voluto mettere un punto fermo: far aprire gli occhi ai tanti che, a nord di Roma, si illudono, o si bevono le panzane illudendosi, che sono cose che accadono solo in "terronia". Balla colossale. Basterebbe ricordare l'operazione chiamata "crimine" che ha messo in luce le interazioni fra le mafie e il potere economico e politico in Lombardia; e se proprio non ci si ricorda di ciò oggi c'é un allarme, ossia é stato presentato il rapporto della Direzione Investigativa Antimafia che mette, nel giorno delle polemiche e delle querele, il dito nella piaga proprio la dove i tanti illusi chiudono gli occhi, ossia il malaffare al nord fa gli affari: non potrebbe essere altrimenti perchè é lì che i soldi sono investiti e riciclati; ovviamente non tutti sono corrotti ma il cancro si sta diffondendo a velocità enorme. Il malaffare della mafie, con tutta la ragnatela di "contatti" che é capace di costruire per coprirsi le spalle, é una realtà e tocca tutti, proprio tutti: imprenditori, politici, ecc. Allora dov'é la pietra dello scandalo? Peché i nervi a fior di pelle? E quale recondito motivo danno luogo a reazioni così scomposte? Al punto di querelarlo? Cosa pensano di dimostrare se le stesse indagini provano questi "contatti"? Questo paese si trova avviluppato in un intreccio di malaffare, casta politica conservatrice del proprio status e del ceto che lì ce l'ha portata, dai tanti scheletri che ci sono negli armadi; un viluppo tale che forse questo nodo gordiano non può essere sciolto ma solo tranciato: e per farlo non c'é nessuno all'orizzonte con l'autorevolezza e il background tale per farlo; quindi dovrà toccare ai cittadini che sono il vero obiettivo di Saviano; é a loro che parla ed é a loro che si rivolge il giornalista libero e indipendente armato solo di penna, carta e calamaio nel descrivergli quanto emerge dalle indagini della Magistratura e che non sempre vengono "riprese e lanciate" dai media ufficiali correttamente ma sono usate solo per evidenziare quanto il potere del momento fa (omettendo che non é per leggi fatte che vengono alla luce le "interazioni" ma per le indagini che le forze di sicurezza e la Magistratura, spesso certosine, che danno risultati) dando una patente spesso per nulla meritata.
"un uomo con la penna contro un uomo con la pistola ....... quello con la pistola é un uomo morto ....."
"un uomo con la penna contro un uomo con la pistola ....... quello con la pistola é un uomo morto ....."
martedì 16 novembre 2010
Aprire gli occhi alla luce fa sempre male....
Ieri sera c'é stata un altra dimostrazione di come si debba fare la tv: non solo dal punto di vista tecnico ma giornalistico; mi é venuto in mente che la riserva indiana in cui é stata rinchiusa la Rai, dal potere, non ne ha ucciso né le professionalità né la voglia di uscirne e i dati auditel gli danno anche ragione visti il 30% e rotti di share fatti con vieni via con me. Immagino i travasi bile e il surriscaldarsi dei telefoni nel mentre la trasmissione proseguiva e si dipanava il suo filo conduttore; immagino anche che tutti quelli che l'hanno guardata (accecati dalla propaganda ufficiale che continua a presentarci un paese che non esiste che somiglia, negli intenti, a quello di Alice ma che poi si dimostra molto più simile all'Inghilterra di V per Vendetta) un moto di indignazione non possono non averlo sentito nascere e crescere: sono anni che dalle indagini vien fuori che si é vero che la radice della mala pianta malavitosa é nel Sud del paese ma é anche vero che le sue propaggini, i suoi rami, per continuare con la metafora arboricola, si sono estesi in tutto il paese riproducendo lo schema vincente, o ritenuto tale, che ne ha fatto la fortuna .... in primis il ricercare un contatto con la politica, in particolare con quei partiti "infiltrabili", per ricavarne protezione e affari. E' chiaro che non ci si deve scandalizzare della tal cosa dato che in un paese corrotto come il nostro il motto "pecunia non olet" é diventato parte integrante della costituzione materiale italiana e quindi credo che prima di indignarsi ognuno dovrebbe guardare in casa prorpia e avere il coraggio di fare pulizia in maniera trasparente davanti ai propri elettori in primis e ai cittadini tutti in secundis e poi, solo poi, indignarsi per le accuse che gli vengono rivolte dai giornalisti indipendenti e liberi che non fanno altro che raccogliere le informazioni che vengono fuori da indagini e processi che null'altro dimostrano se non che i centri di potere finanziari e politici sono permeabili alla infiltrazione malavitosa.
giovedì 24 giugno 2010
Morto Saviano: cattivo gusto o solo provocazione?
Il caso del giorno? Non la manovra che riduce il pil; non la continua emorragia di posti di lavoro precario e non; non la crescente (è l'unica cosa, insieme ad evasione ed elusione, che cresca in questo paese) arroganza dei padroni delle ferriere; niente di tutto questo. Il caso del giorno é ....... la foto di Saviano su Max.

Non faccio il discorso qualunquista genere "i problemi sono altri", ma sinceramente fare una polemica su questo serve solo a far vendere più copie. Saviano è uno dei cittadini che si è assunto una responsabilità enorme, pagandone le conseguenze, che altri non si sognano nemmeno di notte e per questo lo rispetto e ne difendo l'immagine e il background, ma da qui a indignarsi ce ne dovrebbe correre dato che è chiaramente una provocazione e di cattivo gusto per giunta: provocazione che ha centrato perfettamente l'obiettivo visto come su facebook e altrove si sono levate voci di protesta. Sacralizzare Saviano significa farne un bersaglio più di quanto lo sia ià e, in parte, a porlo fra i santini che tutti portano con sè: ne vale la pena far diventare un totem una persona che in un paese normale sarebbe uno fra tanti, perchè tutti sarebbero pronti ad assumersi le proprie responsabilità?
martedì 11 maggio 2010
Dimenticare Saviano?
Perchè secondo voi è importante sostenere Roberto Saviano? Solo perchè temi di cui tutti sanno ma dei quali solo pochi, di questi tempi, hanno il coraggio di dirlo a voce alta? O, forse, sosteniamo Saviano perché é un simbolo di quell' Italia che non si limita a "parlare" ma ha agito, a suo modo, conrto i poteri malavitosi? A me la risposta appare chiara come il sole d'estate a mezzogiorno, e a voi? Roberto Saviano, a mio parere, è un baluardo di speranza (l'ultimo forse) rispetto a chi ha tutto l'interesse a massificare tutto: fenomeni criminali compresi. I poteri malavitosi hanno tutto da guadagnarci se persone come Saviano cadono nel dimenticatoio perché in questo modo possono agire nell'ombra e tornare a fare quegli affari con tutti (politica compresa) che é per loro linfa vitale e motivo di arricchimento e potere, quello vero. Non mi stupisce che lo si attacchi; non mi stupisce nemmeno che lo si cerchi di isolare; però quello che mi da veramente fastidio è instillare il dubbio in quella parte della società nostrana che non chiede altro che di chiudere gli occhi anche di fronte all'evidenza dei fatti (e di fatti ce ne sono a iosa se sappiamo guardare la realtà) che si hanno intorno: se si ignora si vive tranquilli finché ...... finché, naturalmente, la tegola non cade addosso e allora gli strilli sono altissimi e la tranquillità rotta: a questo punto allora ecco i tuttologi che subito intervengono a dire la loro e tutto annega in un fiume di parole e tutto torna sullo sfondo. Esattamente quello che vogliono i poteri occulti. Ecco perchè persone come Saviano sono necessarie ed ecco perchè puntualmente a ogni pié sospinto chi vive di immagine lo teme e cerca di sminuirlo se non infangarlo perchè solo così può continuare a vivere di riflesso della propria immagine vuota.
lunedì 10 novembre 2008
Miriam Makeba: una voce e una vita contro il razzismo
Dopo il concerto di CastelVolturno (dove pare che prima che il concerto si tenesse si fossero presentati dei picciotti a pretendere il pizzo; ciò fa capire quale sia il livello di potere e forza che i can hanno in quella zona nonostante i proclami di sicurezza e migliori condizioni di vita di questo e dei governi che l'hanno preceduto i quali dovrebebro anzichè mandar i soldati a presidiare vie creare l'unica reale condizione affinchè potessero essere sconfitte le cosche ossia lo sviluppo e gli investimenti facendo piazza pulita di tutte le connivenze che ancora persistono) Miriam Makeba ha avuto un malore ed è morta poco dopo. Era lì per cantare contro il razzismo, la camorra e per riaffermare il diritto di tutti a vivere la propria vita in sicurezza e dignità. E' una delle figure storiche della lotta all'apatheid e insieme a Mandela ne rappresenta il momento più alto di quella lotta che ha portato alla fine del regime razzista sudafricano. Una vera pasionaria dell'idea che tutti gli uomini sono uguali al di là del colore, della cosiddetta razza, del credo religioso e politico. Non mi pare un caso che questa magnifica figura sia morta proprio dopo un concerto che aveva come parole d'ordine proprio quelle contro le quali aveva lottato per un'intera vita.Qui invece si preferisce ricordarla per uno dei pezzi musicali, magari meno "impegnati", che l'hanno resa famosa all'estero ed esprimevano la gioia di un'intero popolo per troppi secoli tenuto sull'orlo della fame e della miseria dall'occidente che ne ha depredato risorse, cultura, terre, ricchezze e del diritto a vivere la propria vita degnamente. http://it.youtube.com/watch?v=kCc61z9IFu4&feature=related
giovedì 16 ottobre 2008
Saviano, non va lasciato solo........
L'autore di Gomorra ha dichiarato che forse lascerà il paese in seguito alle rivelazioni di un pentito casalese sulla preparazione di un'attentato in stile mafioso (un pezzo di autostrada che viene fatto saltare come accadde per Falcone) per levarlo di mezzo e mandare un segnale sia allo Stato (di non provarci nemmeno a cercare di debellare le cosche casalesi) e a coloro che sono i referenti politici (che evidentemente non obbediscono ai diktat che gli arrivano), in puro stile terroristico. Naturalmente sono apprezzabili gli attestati di solidarietà che sono pervenuti allo scrittore ma a mio parere ha ragione Fava quando dice che se davvero si vuol mandare un segnale ai camorristi non basta la solidarietà ma si devono denunciare la carriere "politiche" fatte grazie alle cosche (non solo campane) e che ora, pur dichiarando solidarietà "pelosetta", vengono richiamate all'ordine dai burattinai. Saviano è un simbolo, L'ULTIMO SIMBOLO, dell'Italia che crede nella onestà e nella costruzione del proprio futuro fuori dalle logiche di scambio, della corruzione e del malaffare. Se dovesse essere davvero l'obiettivo di un'attentato o lasciare il paese (il risultato dal punto di vista dell'italiano onesto non cambia) si potrebbe dire addio realmente alla sola speranza di veder cambiare qualcosa in questo paese: davvero si potrebbe parlare della mancanza di "un" futuro per noi e le prossime generazioni; e non solo ma la cosa realmente negativa che si dovrebbe prendere atto ufficialmente che un bel pezzo di paese (non solo il Sud) è "proprietà del malaffare": al sud c'è la manovalanza e nel resto del paese si fanno gli "affari" e si riciclano i soldi. Ha ragione chi dice che realmente stiamo derivando verso le repubbliche fantoccio degli anni scorsi cosiddette delle banane dove tutto era aleatorio e lasciato alla "libera" iniziativa individuale: anche la criminalità. Sindacalisti uccisi; politici se onesti uccisi se corrotti che fanno carriera ecc..... cosa ricorda? Sicuramente "quelle" repubbliche ma anche una parte della nostra storia. Si può tornare indietro? Certo, servirebbe un sussulto di dignità che non vedo in giro, sarà la crisi ma non credo, come servirebbe che la classe dirigente si faccia una bella pulizia al proprio interno: anche se personalmente non ho mai visto nessuno che si autodenuncia se non ha da guadagnarci sopra e personalmente!! A Saviano dico che se sceglie di rimanere sappia che qui la memoria è cortissima e prima o poi anche lui si troverà solo come gli altri che l'hanno preceduto e che sono diventati "eroi" della patria ma sono morti e quindi non potevano più danneggiare coloro contro cui combattevano e che anzi oggimad anni di distanza, se ne fanno scudo............ se invece Saviano decide di lasciare il paese trova la mia solidarietà nel farlo e soprattutto rafforza la convinzione, non solo mai, che questo paese non merita questi "figli" e che è meglio essi lo lascino e badino al proprio di futuro andando in un paese civile che sa sfruttare le potenzialità e non le comprime e le massifica.......
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