sabato 10 novembre 2007

Tagli alla politica... dalla prossima legislatura

Il segnale è chiaro il tempo è diluito. La politica si autoriforma rimandando i tempi alla successiva legislatura dopo naturalmente qualche contorsione dell'udeur che prima annuncia il no e poi dopo ampia trattative (il tutto sotto le telecamere e davanti agli occhi dell'opposizione) la vota. Ma cosa hanno deciso? Si prevede massimo 12 Ministri e fino a un tetto complessivo di 60 di componenti del Governo; ma non solo anche riduzioni sono previste per le Comunità montane (ed era anche l'ora), per i Comuni e le Province. Tagli sono previsti anche per i Commissari Straordinari e altre figure pubbliche: ma il grosso non è stato per ora toccato dato che si è prevista una qualche riduzione per le indennità parlamentare (e a cascata per gli enti locali) ma è una questione che emerge e riaffonda a ogni stormir di foglia e quindi nulla di preciso al'orizzonte se non idee e progetti ma come si può capire le resistenze sono fortissime. In tempi normali si potrebbe giudicare anche inmaniera positiva ma dato che non siamo nè in tempi normali nè in un paese normale è solo una goccia nell'oceano e gli effetti saranno minimi. Se a ciò aggiugiamo i contatti fra le forze politiche per superare il "porcellum" e le (ritenute) riforme necessarie allora il quadro comincia a delinearsi: c'è un'enorme puzzle che deve comporre e comporta equilibrismi degni della migliore tradizione politica italiana da Giolitti in poi. Il Governo resterà finchè non verranno risolti i vari nodi e quindi ci sta (a parte gli ex dc e Dini che possono creare problemi) che duri anche l'intera legislatura. In mezzo ci siamo noi cittadini normali che ci aspetteremmo dai Governi soluzioni per le problematiche quotidiane (dalla casa ai mutui; dai prezzi in costante crescita ai redditi più bassi di Europa; e si potrebbe continuare all'infinito) e non autoreferenzialità spinta e strategie finalizzate solo al perpetuamento della politica. E' vero che nella società liberista la politica (che è sussidiaria del mercato senza regole) conti relativamente poco perchè altri sono le sedi decisionali (alcune estere addirittura) soprattutto nel campo che oggi conta davvero ossia l'economia, ma è anche vero che laddove ha autonomia, visto che la politica è espressione dei cittadini, decisionale attui misure che affrontino le emergenze reali e non i polveroni alzati ad arte o i propri interessi di casta. Non servono nuovi partiti e schieramenti ma idee e linee che rendano meno dura la scoietà che essi hanno contribuito a creare: le cosiddette ricette non mancano basta applicarle........................
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