mercoledì 7 novembre 2007

Il disastro liberista ed il nostro futuro

Mentre in Occidente la battaglia liberista continua per privatizzare completamente lo Stato, anzi no scusate per esternalizzare (si chiama Outsourcing) lo Stato (tant'è che nel nostro paese non produciamo più nulla e siamo fuori da Informatica, Chimica, Mettallurgia, ecc.) altri in altre parti nel mondo comprendendo il potenziale economico e finanziario delle risorse e del loro controllo e uso come mezzo di pressione politica stanno facendo esattamente il contrario. Prendiamo il caso del petrolio. Le quattro sorelle (Exxon-Mobil, Chevron Texaco, Royal Dutch Shell tanto per fare alcuni nomi) che nei decenni passati facevano il bello ed il cattivo tempo, e se pur strettamente imparentate con i rispettivi governi attraverso finanziamenti e altro, erano e sono "indipendenti " (almeno formalmente) ora vengono soppiantate da altre aziende tutte appartenenti a paesi cosiddetti emergenti che hanno preso loro il controllo del mercato mondiale dell'oro nero. Infatti se i colossi occidentali hanno visto ridursi il loro peso ad 1/10 degli idrocarburi e un 3% appena delle riserve: ed il resto? E' in mano a queste aziende che hanno un piccola particolarità: sono tutte STATALI: Saudi Aramco, Petronas, Petrochina, Nioc, PDVSA, Petrobras e dulcis in fundo Gazprom. Nessuna è privata ed in mano hanno il quasi completo controllo del mercato dell'oro nero (e di conseguenza anche del gas laddove c'è). Anche un bambino capisce che in questo modo i destini dell'economia occidentale dipende interamente da costoro e se quindi facciamo i "good boys" va tutto bene se però rialziamo la testa allora il rubinetto si chiude e il sistema crolla all'istante: il che potrebbe essere il sogno dei rivoluzionari ma è sicuramente la certezza della fame e del freddo per milioni di persone. E' accettabile una cosa del genere? Per un fondamentalista del mercato sarebbe per noi inimmagnabile una contromossa protesa alla rinazionalizzazione a nostra volta ma il permanere di un tale squilibrio è sicuramente fonte di tensione internazionale ma soprattutto di ricatto degli ex poveri rispetto ai cosiddetti "ricchi". Non sto improvvisamente e repentinamente passando nel campo liberista ma segnalo questa situazione come possibile fattori (insieme ad altri quali la speculazione finanziaria) dell'ascesa "stellare" del prezzo del petrolio; ma anche la accresciuta aggressività militare degli americani governati dai pertolieri texani che si fanno affari d'oro con i loro amici ma anche cominciano a rendersi conto dell'importanza del controllo e della gestione diretta dell'oro nero. Iraq e pipeline afghane; contratti in Asia centrale e ceracre un qualunque motivo per aggredire l'Iran sono espressioni dello stesso volere: accaparrarsi quante più risorse possibile in vista dello scontro globale sulle risorse. Secondo varie analisi l'economia mondiale si avvia, grazie al liberismo da un lato e al rampantismo dei paesi produttori dall'altro, verso una fase di notevole instabilità che prima o poi potrebbe sfociare in un confronto generalizzato prima economico e finanziario ma poi sicuramente militare con tutto quello che questo significa in termini di sofferenze per le popolazioni civili da una e dall'altra parte. Lo volete davvero un mondo così? Davvero sperate di potervi consolare del fatto che, per ora, è solo fantascienza? Il riarmo americano, russo e cinese a cosa pensate che servisse, solo a far guadagnare le industrie belliche? Si usano sistemi diversi è ovvio pe controllare lo scacchiere geopolitico mondiale: gli americani aggrediscono Iraq, Afghanistan e Iran e portano con sè la debole Europa costruend il loro impero che vede in Israele la punta di diamante in quelle zone; i cinesi penetrano in Africa e i Sud America con contratti apparentemente vataggiosisimi per i paesi ospitanti ma nei fatti diventano i gestori delel economie di quei paesi, e la Russia attraverso la politica del gas e delle forniture mira a riprendere il controllo dell'ex impero sovietico e di parte dell'Europa. Un modi diviso in tre zone d'influenza magari in perenne guerra "fredda" (qualche volta calda in alcune e marginali zone) e con le armi sempre puntate si sugli avversari ma ache sui propri cittadini nel timore che una loro ribellione possa avvantaggiare gli avversari: cosa vi ricorda tutto ciò?
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