domenica 30 dicembre 2007

Ragionevoli le critiche a Grillo?

C'è online (<- qui a sinistra il link) chi fa le bucce al blogger più famoso d'Italia. Da un lato si sa chi ha fama viene messo sotto la lente d'ingrandimento e gli si guarda tutto: dalle amicizie ai rapporti professionali, soprattutto se è un personaggio pubblico. Anche in questo caso la questione dipende da come si guardano e giudicano le cose. In tanti sono quelli che criticano Grillo per i vari aspetti del suo modo di fare; per il messaggio dirompente e, ritenuto, potenzialmente pericoloso per il regime democratico. Ma altrettanti, se non di più, sono quelli che in qualche modo lo sostengono e ne condividono scopi e obiettivi sia per convinzione che per opportunismo o semplicemente voglia di cambiare e contribuire a cambiare. Personalmente credo che Grillo sia proprio immerso nella attuale crisi sociale e ne sia anch'esso espressione non ultima perchè, come dice stesso lui, se un comico fa politica c'è davvero qualcosa che non va: e non è colpa sua anzi è la politica ad essere così squalificata a lotta fra lobby, senza ideali, che perfino un comico può farla. E' un fenomeno della società ma ne è anche un prodotto. E se la società li produce non "il" Grillo di turno il problema ma la società stessa che non avendo punti di riferimento sicuri e credibili si aggrappa a tutto quello che capita per far sentire la propria voce ed a paortata di tiro: in certi casi, come questo, li produce. Da canto suo la politica, feudale come quella italiana, perso il paravento ideologico ha bisogno di essere presente in tutti gli aspetti, anche non essenziali, della vita sociale italiana, e si vede dato che tutto ne è pervaso e insieme ai media del manistream si trova nella condizione di dover far passare il proprio messaggio a scapito della bidirezionalità dello stesso come dovrebbe essere in una società democratica: quindi, sempre a mio parere, il punto non è se Grillo o suoi avversari hanno torto o ragione, ma semmai è se siamo ancora una società democratica o non invece siamo transitati, e senza nemmeno chiederne a noi cittadini il consenso, in una società oligarchica (leggasi liberale) dove conta chi ha soldi per comprarsi la libertà (ed il resto) e gli altri sono semplicemente a ruota e vi arrancano.................... io la risposta me la sono data!! Quanti l'hanno realmente fatto?
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