venerdì 4 gennaio 2008

Emergenza rifiuti: vi siamo tutti coinvolti

La Campania esplode per i rifiuti, in particolare la città di Napoli ne è letteralmente sommersa, i roghi della spazzatura nelle strade delle città sono ormai un fatto quotidiano e la gente protesta giustamente perchè anch'essa, come il resto dei loro concittadini, non vuole nulla nel giardino di casa e spera che "qualcuno faccia qualcosa" non a proprio scapito: una cosa tipica che ormai è una caratteristica di quella strana amalgama di egoismo, superficialità, menefreghismo che è la società italiana oggi. Fa un errore, un grave errore, chi pensa, non solo nei profondi reconditi della propria mente, che sono affari "loro": invece riguarda tutti noi fino all'estremo nord dell'Italia; perchè per anni Regioni, ed altri Enti locali del centronord, hanno mandato al Sud (in Campania in particolare) i loro rifiuti bypassando quelli che erano i costi di smaltimento alti, mantenendo la pace sociale nel loro territorio, e infischiandosene che altri loro concittadini vivessero letteralmente su montagne di spazzatura. E se poi pensiamo che per le ecomafie la "munnezza" è diventata un business estremamente redditizio allora il quadro è chiarissimo: la domanda che fare è ovvia? No, perchè servirebbe una classe dirigente, anche di livello nazionale, adeguata alla sfida ma soprattutto una società, civile o meno, altrettanto attenta e capace di guardare un metro (non di più) al di là del proprio naso e capire che le toppe servono a poco e finalmente realizzare politiche serie in materia. In Campania da quindici anni il centro(sinistra?) governa e non ha risolto il problema aggiungendolo alla collezione di problemi che già l'intero Sud ha ma ora la situazione è tale che perfino l'Europa (che pure ha stanziato dei fondi) ha acceso i fari per capirci meglio: e si sa che l'europa non è l'Italia dato che lì quando si tratta di cacciare soldi poi alla fine vogliono sapere dove sono andati a finire. Si deve comprendere che servono i termovalorizzatori e sia la società, civile o meno, sia la politica se ne dvono fare carico. E' chiaro che dovranno essere date delle garanzie ma alla fine a quello si dev'arrivare vincendo sia le resistenze di politica e società. Non è nemmeno pensabile poter continuare così come accade in questi giorni: lo scempio di una delle città più belle del mondo. O cominciamo a capire che siamo europei o ci rassegnamo a fare il nord di noi stessi: non c'è alternativa nè ci sono scuse dato che il tempo a disposizione è scaduto e i segnali non sono incoraggianti; e si deve anche capire che è ora di smettere di spedire i rifiuti di tutta l'Italia in quelle zone che non sono la nostra pattumiera ma cominciare a smaltirle qui da noi, come hanno fatto a Venezia dove proprio dal termovalorizzatore è arrivata nuova ricchezza alla città; che ci sia o meno accordo da parte di tutte le componenti sociali e politiche una scelta va fatta e in fretta...................... mi rendo conto però che qui siamo ancora al decidere se scegliere o meno!!
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