giovedì 13 marzo 2008

Operaio della thyssen suicida: storia di una disperazione

"Ho perso il lavoro e con quello la dignità. Scusami" Ecco come muore un'operaio cui non è stato rinnovato il contratto a termine. Si potrebbe dire, e si dirà, che è un gesto estremo; si potrà dire che c'è sempre un'alternativa al suicidio; qualcuno ha detto che si è suicidato perchè credeva (ma sia da fonte sindacale che aziendale si smentisce con forza e non c'è ragione di dubitare che sia così sia chiaro) che non gli veniva rinnovato il contratto causa trasferimento dei rimanenti operai dello stesso gruppo dopo la tragedia di Torino; si potranno dire molte cose ma l'unica verità è che un'uomo, per giunta padre di due figli, di 39 anni per arrivare a fare un gesto del genere deve proprio aver raggiunto il limite umano della sopportabilità e della disperazione per la mancanza di prospettive future per sè e per i suoi cari. Si può vivere così, mi chiedo? Possiamo noi cittadini che aderiamo a quel contratto sociale che è alla base della Costituzione, di qualunque costituzione, che vede lo Stato come garante del benessere dei propri cittadini, dicevo possiamo noi cittadini essere messi in un'angolo perchè qualcuno in una altra parte del pianeta decide che deve risparmiare sul quel contratto di lavoro per un margine di profitto che di anno in anno deve crescere sempre per ingrassare gli azionisti e i CEO delle multinazionali? Non sto a dire che è necessario che ci si faccia carico, come prima, delle crisi aziendali assumendo chissà come e dove ma semplicemente che anzichè parlare di tesoretto e altre chimere contabili il nostro paese deve indicare la politica sociale che vuole seguire: o si attua per intero il sistema liberista e allora è una guerra fra poveri però almeno si hanno le idee chiare o si mettono in atto le indicazione e le politiche che si fanno nei paesi civili europei dove dopo un mese, al massimo due, c'è già un'altro lavoro a disposizione e nel mentre dell'attesa c'è un salario sociale che auita. Ma i cittadini non devono essere lasicati soli con la propria disperazione perchè poi accadono queste tragedie. Mi imagino già le lacrime di coccodrillo di sindacati e politici ma in realtà, come per altre cose, non gli importa nulla di tutto ciò perchè sono e rimangono chiusi nei palazzi distanti anni luce dalla realtà quotidiana che noi cittadini viviamo ogni giorno sulla nostra pelle. Sanno solo aprire bocca quando si parla di massimi sistemi e grandi numeri e così fanno bella figura, mentre poi quando si rapportano al mondo reale non sanno far altro che, assertivamente, dire che "bisogna fare qualcosa" oppure che in cassa non ci sono soldi ecc. mentre poi sbucano, i soldi, fuori per le missioni militari o per dare il cuneo fiscale alle imprese oppure ancora per fornire aiuti a pioggia per clientele locali o infine per finanziare consulenze senza esaltare le professionalità interne alla pubblica amministrazione. Intanto in un modo o in un'altro la gente, gli operai ecc. continuano a morire.......
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