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lunedì 12 dicembre 2011

snoq, viola, ecc.: ma perché non federarli?

...mi ha colpito molto un commento, quello di swala simba (sempre lei) al post precedente, dove diceva che durante la partecipazione, e dopo, alla giornata snoq c'era come un qualcosa che non andasse, il "fare".... e ha ragione. Troppi anni son passati delegando e troppi son passati nei quali ognuno si è rinchiuso nel suo "piccolo quadrato di carta igienica (citato liberamente dal film V per Vendetta)" dove rimuginare su quello che poteva essere e non essere, ecc. ecc. intanto la realtà ha preso una brutta piega sorprendendoci tutti: ecco come ci siamo ritrovati; più in là con gli anni troppo giovani per andare in pensione e lasciare ai nostri figli il futuro e troppo vecchi per avere la voglia, e in alcuni casi, la forza per rimettere in sesto il paese. Un Governo di "nominati (laddove la politica partitocratica ha alzato bandiera bianca incapace com'é di decidere)", di professori che possono decidere del bello e del brutto proprio per l'immobilismo della società reale - quella politica lasciamola stare perché ormai tira solo a campare e a mungere il più possbile la vacca....... basta leggere su qualunque quotidiano odierno le "dichiarazioni" di qualche "onorevole" che anziché preoccuparsi del paese afferma candidamente che ha la figlia "disoccupata" e lui tiene famiglia ecc. ecc..... e io aggiungo CHISSENEFREGA! mica gliel'ha ordinato il medico di fare il deputato - consci che, afronte del gioco delle parti che é inevitabile, nessuno realmente vi si oppone. Questo Governo, ha ragione il Professor Zagrebelsky nel contestare le rimostranze sulla sua legittimità perché mai come ora il Capo dello Stato ha fatto tutto secondo i canoni costituzionali.. nessuna violazione, ha praticamente mano libera per fare e disfare tutto e su tutto intervenire senza che ci sia la benché minima opposizione: tranne gli interessi diretti che hanno i capibastone e le lobby che hanno dietro, tutto il resto (un intera prateria) può essere tranquillamente rivoltato come un calzino dal Governatore..... cosa manca in tutto ciò? Zorro... zorro? bé non lui proprio ma il valore dietro la maschera, il simbolo.... in questo paese il fiume carsico dei movimenti scorre impetuoso: snoq, studenti, associazioni di base, quelle di genere e non, gruppi e gruppetti (puri simulacri dei bei tempi che furono del PCI che ancora resistono, purtroppo), ong, sindacati di base, grillini (quello in maggior ascesa) consumatori e..... tanto ancora che, sulla carta, rappresentano milioni di persone e che oggi viaggiano divisi e non allineati e, per giunta, ognuno chiuso nel suo spazietto al sole schierato a difesa del suo particolare ambito più che a difesa dei diritti generali e tutti.... perfettamente in linea ai desiderata del pensiero liberista, ammantato di buon senso, basato proprio sulla specificità di genere, appartenenza, ecc. purché deboli e ininfluenti e sopratutto deboli .... quando un moloch si para davanti, in pratica nella stretta delle decisioni contano come il due di picche, e in certi casi nemmeno... e allora, direte? Da vecchio (è il caso di dirlo per quanto mi riguarda) osservatore ed ex partecipante delle magnifiche sorti politiche e sindacali (da cui sono scappato a gambe levate per non avere perenni nausee..) della società lancio una proposta: perché non spingere per federarli fra loro su un base comune di valori e idee e, nel caso che i capibastone si rifiutino temendo di perdere il loro posto al sole, perché (ferma restando la base comune di idee e valori) non svuoltarli di partecipanti per creare una sola grande area democratica e del dissenso che emergendo si erga a difesa di quanto ancora di buono ci sia e faccia da opposizione a questo moloch? Guardate a prima vista la cosa sembrerebbe improba e superiore alle proprie forze.. ma non è così: serve solo spirito di intrapresa e determinazione.... e ognuno nel proprio ambito che si rimbocca le maniche; se basato su basi solide, e su un lavoro decentrato al massimo, i frutti li danno velocemente. Altrimenti? Ricordate il popolo viola? tre anni ed è praticamente sparito.... ieri le snoq, a fronte del milione di donne portate in piazza a febbraio, ieri (tutto compreso) erano poco più di centomila..... il che significa che fra tre anni anche per le snoq, ciao ciao...... quanta energia, fantasia, capacità, voglia di esserci e partecipare sprecata, vero? ora invece pensate: tutta questa energia non potrebbe essere diretta verso una nuova area costruita dal basso e dal basso diretta e provate, anche, a immaginare la spinta verso le istituzioni........bé, ve la sentite? Ho molti dubbi in proposito: sia per l'opportunismo cinico dei sudditi dell'impero franco-germanico sia per la, naturale, diffidenza dei tanti uomini, donne, giovani che in questi anni hanno dato e hanno ricevuto solo calci sui denti e basta.. ho molti dubbi che ciò vada in porto ma ho fatto questa proposta perché anch'io come swala ho un pezzo, un qualcosa, che mi manca e come Lei non sapevo dargli un nome.. ora però, come Lei, ne ho individuato la causa... si chiama libertà nella partecipazione.
..... oppure vogliamo continuare a vedere morire lavoratori, a 5 euro l'ora, come oggi al palatrieste? o rivoltarsi i detenuti? O... bé leggete i giornali, no?

mercoledì 5 ottobre 2011

al solo schioccar delle dita...... sagunto continua a bruciare.

Visto che accelerazione? Velocissimi. Non vi preoccupate, non stiamo parlando della crisi da default che incombe anche su di noi; nemmeno della crescente disoccupaione giovanile; tantomeno delle morti bianche; men che meno dei morti pugliesi sotto le macerie per 4 euro all'ora per 14 ore giornaliere.... e NEMMENO LA MITICA LISTA FALCIANI e migliaia di evasori, più o meno totali, possono tirare un sospiro di sollievo perché é stata dichiarata illegale da un giudice perchè, violando la privacy dei "poveri" cittadini acquisita non con le procedure previste dal nostro codice, inutile dire che i pm non sono d'accordo. Nulla di tutto ciò: non sono emergenze. Tutto previsto, nessun problema perché il mercato, prima o poi, ritroverà il suo "naturale" equilibrio (quale livello di equilibrio poi è ancora un altra storia...) e il migliore dei mondi possibili riprenderà a correrci incontro pronto a essere abbracciato felicemente da tutti noi. No le vere emergenze sono:

  1. il ddl antintercettazioni: galera per i giornalisti; multe sonore per gli editori; obbligo di rettifica entro 48 ore solo (per ora perché prima di essere definitivo ci vuole ancora un pò e quindi é necessario tenere alta la guardia) per le testate online ... per ora;
  2. processo breve/lungo: altra emergenza cui sopperire ... sennò come si fa?

Mi viene in mente il motto: mentre Roma discute, Sagunto brucia". E noi che ci stiamo ad angustiare su temi quali quelli sopra indicati.... sarà forse per questo che ci sono i politici, no?

martedì 18 novembre 2008

Thyssen: omicidio volontario plurimo con dolo eventuale.

nel nostro paese una novità arriva dalla Magistratura di Torino. Al processo per la Thyssen c'è stata una vera e propria novità: per la prima volta nella storia della Republica italiana ad un processo per le morti bianche c'è stato un rinvio a giudizio, davanti al GUP, per omicidio volontario: si proprio omicidio volontario plurimo con dolo eventuale perchè "sapevano" che le condizioni erano tali da far prevedere che un disastro potesse accadere e perchè una volta tanto la responsabilità non è solo e sempre dovuta a "fatalità" o altro ma precise responsabilità di chi è preposto a dirigere. Naturalmente nessuno s'illude ed è molto probabile che al processo molto sarà ridimensionato e rientrerà nella "normalità" italiana dell'omicidio colposo ecc. e di solito tutto finisce nella transazionalità dei risarcimenti danni con pene basse che non verranno mai realmente scontate dai presunti colpevoli. E non è tutto: sta emergendo una precisa responsabilità anche delle istituzioni responsabili del controllo e della prevenzione degli infortuni, è emerso infatti che i responsabili erano avvertiti dagli enti preposti, come hanno affermato i giudici e come risulta anche dalle news, che avrebbero fatto delle ispezioni e di mettere tutto a posto; ce n'è abbastanza per una Thyssen 2 che valuterà le responsabilità degli enti pubblici che avrebbero dovuto controllare e non lo hanno fatto. Quello che stanno emergendo sono davvero preoccupanti: la dirigenza che, a detta del pm, sapevano e non hanno fatto nulla per evitare il disastro perchè sapevano che la fabbrica sarebbe stata chiusa; gli enti pubblici preposti al controllo che preavvisavano le loro ispezioni; i lavoratori nel mezzo che lavoravano vicino ad attrezzature che erano pericolose. insoma uno spaccato in piccolo di questa Italia di inizio millennio che ha dimenticato le sue radici; che ha dimenticato la propria storia; che sta distruggendo le conqiste sociali; che ha messo in soffitta la classe operaia e quello che ha significato per questo paese facendolo diventare grande e facendo le fortune degli imprenditori e dei manager nonchè del paese assicurandogli grossi profitti. Un paese che sta avanzando verso la miseria dei tanti e la oscena ricchezza dei pochi, con una classe politica che è talmente lontana dalla realtà da non accorgersi che è diventata una delle promotrici della decadenza.

martedì 28 ottobre 2008

Processo Thyssen: la difesa ci prova........

Al processo per i morti della Thyssen va in scena la difesa che prova a ribaltare l'accusa e rimescolare le carte così coem sono uscite dalle indagini, infatti in alcune frasì cone le quali si può riassumere l'intero discorso del difensore dell'A.D. della Thyssen: "non c'è stata nessuna forma di dolo”, e che “le condotte contestate dai Pm non sono assolutamente dimostrate"e infine “lo sviluppo dell'incidente è collocabile in un tempo ristretto di 17 minuti. Bisognerà scoprire, in quei 17 minuti, chi ha fatto cosa". Insomma gli operai morti rischiano di diventare assassini di se stessi!! O, in alternativa, correi come se "avessero" in quei 17 minuti compiuto atti tali da mettere in pericolo se stessi e gli altri mentre invece le responsabilità della Thyssen non fossero tali da aver creato le condizioni di base che hanno creato la tragedia. E se a ciò aggiungiamo i vari sconti di pena, condoni, prescrizioni (e quant'altro la legge italiana mette a disposizione di chi vuole scamparla) ecc. il rischio è quello che i familiari si rotrovino al minimo con un pugno di mosche in mano e nel peggiore dei casi a dover resistere a richieste di accordi in cambio di mancate controquerele e quant'altro: danno e beffa tragica per chi ha perso il proprio caro non mentre "bighellonava" ma faceva il proprio duro lavoro sudandosi i quattro soldi a fine mese!!

giovedì 12 giugno 2008

Altri morti bianche, proposta: eliminiamo le sanzioni! Geniale.

Ieri altra giornata tragica per il nostro paese: 6 morti in Sicilia e altri in giro per l'Italia. Al di là delle parole di circostanza la montqagna ha partorito un topolino "avvelenato": eliminare le sanzioni per le aziende perchè presuppongono troppe formalità e poca sicurezza, una cosa geniale. Una delle poche cose buone che aveva fatto il precedente Governo era stata proprio quello di introdurre "formalità" e sanzioni per le aziende che non attuavano sicurezza e formazione per i lavoratori; questo Governo cosa pensa di fare? Eliminare le fropmalità e ridurre, o disapplicare o addirittura eliminare, le sanzioni: d'altronde in tempi di liberismo spinto non potrebbe essere altrimenti dato che il manovratore non vuole essere disturbato e se ha tempo in più può pensare di formare e istruire i suoi lavoratori, ma se ha in tempo in più; ed anche l'Europa liberista (A PROPOSITO IL SOTTOSCRITTO TIFA PER GLI IRLANDESI CON LA SPERANZA CHE BOCCINO LA "NUOVA COSTITUZIONE" PERCHE' E' UN VERO MOSTRO EGOISTICO E LIBERISTA, I PADRI DELL'EUROPA SI RIVOLTEREBEBRO NELLA TOMBA A SAPERE COME HANNO STRAVOLTO LA LORO IDEA DI EUROPA) ci si mette emanando direttive che aumentano le ore di lavoro settimanali e che certo non aiutano i lavoratori ad essere meno stressati dai ritmi folli di lavoro che si stanno affermando oggi. Credo che il punto vero sia: la scelta liberista non presuppone riguardi verso i lavoratori ma solo salvaguardia del profitto e quindi se da un lato si comprende che le aziende spingano per restringere gli ambiti che imbrigliano "lo spirito selvaggio", dall'altro ci dovrebbero essere istituzioni pubbliche che facciano da contrappeso ad esse e introducano degli elementi di correzione e freno al suindicato "spirito selvaggio", non è così oggi semmai le parti camminano affiancate e sembrano fare a gara fra loro a togliere lacci e lacciuoli ai "corollari" del lavoro, naturalmente facendo lacrime di coccodrillo quando c'è il fattaccio come ieri, e quindi chi è davvero la spina dorsale del paese, gli stessi lavoratori, ne paga le conseguenze. Qui prodest? Tutti quelli che hanno a cuore i profitti e l'abbassamento dello standard internazionale sul lavoro naturalmente ma anche le corporazioni e perchè il sindacato sempre più avvinghiato nell'abbraccio "riformista" (leggi liberista) e quindi a fare da freno negiziando e facendo testimonianza anzichè promotore e motore di forti iniziative a difesa, meno "istituzionale" e più fattuale, di quelle persone che gli pagano ogni mese la "retta": un'esempio, dalla riforma della contrattazione qualcuno pensa davvero che ci saranno "benefici" per i lavoratori? E senza forze realmente di sinistra sociale qualcuno pensa davvero che la strage "bianca" si fermerà?

giovedì 13 marzo 2008

Operaio della thyssen suicida: storia di una disperazione

"Ho perso il lavoro e con quello la dignità. Scusami" Ecco come muore un'operaio cui non è stato rinnovato il contratto a termine. Si potrebbe dire, e si dirà, che è un gesto estremo; si potrà dire che c'è sempre un'alternativa al suicidio; qualcuno ha detto che si è suicidato perchè credeva (ma sia da fonte sindacale che aziendale si smentisce con forza e non c'è ragione di dubitare che sia così sia chiaro) che non gli veniva rinnovato il contratto causa trasferimento dei rimanenti operai dello stesso gruppo dopo la tragedia di Torino; si potranno dire molte cose ma l'unica verità è che un'uomo, per giunta padre di due figli, di 39 anni per arrivare a fare un gesto del genere deve proprio aver raggiunto il limite umano della sopportabilità e della disperazione per la mancanza di prospettive future per sè e per i suoi cari. Si può vivere così, mi chiedo? Possiamo noi cittadini che aderiamo a quel contratto sociale che è alla base della Costituzione, di qualunque costituzione, che vede lo Stato come garante del benessere dei propri cittadini, dicevo possiamo noi cittadini essere messi in un'angolo perchè qualcuno in una altra parte del pianeta decide che deve risparmiare sul quel contratto di lavoro per un margine di profitto che di anno in anno deve crescere sempre per ingrassare gli azionisti e i CEO delle multinazionali? Non sto a dire che è necessario che ci si faccia carico, come prima, delle crisi aziendali assumendo chissà come e dove ma semplicemente che anzichè parlare di tesoretto e altre chimere contabili il nostro paese deve indicare la politica sociale che vuole seguire: o si attua per intero il sistema liberista e allora è una guerra fra poveri però almeno si hanno le idee chiare o si mettono in atto le indicazione e le politiche che si fanno nei paesi civili europei dove dopo un mese, al massimo due, c'è già un'altro lavoro a disposizione e nel mentre dell'attesa c'è un salario sociale che auita. Ma i cittadini non devono essere lasicati soli con la propria disperazione perchè poi accadono queste tragedie. Mi imagino già le lacrime di coccodrillo di sindacati e politici ma in realtà, come per altre cose, non gli importa nulla di tutto ciò perchè sono e rimangono chiusi nei palazzi distanti anni luce dalla realtà quotidiana che noi cittadini viviamo ogni giorno sulla nostra pelle. Sanno solo aprire bocca quando si parla di massimi sistemi e grandi numeri e così fanno bella figura, mentre poi quando si rapportano al mondo reale non sanno far altro che, assertivamente, dire che "bisogna fare qualcosa" oppure che in cassa non ci sono soldi ecc. mentre poi sbucano, i soldi, fuori per le missioni militari o per dare il cuneo fiscale alle imprese oppure ancora per fornire aiuti a pioggia per clientele locali o infine per finanziare consulenze senza esaltare le professionalità interne alla pubblica amministrazione. Intanto in un modo o in un'altro la gente, gli operai ecc. continuano a morire.......

sabato 8 marzo 2008

Sinistra anti industriale? Ma dove e quando?

Mostra segni di nervosismo Confindustria quando si tratta di regole: qualcuno ricorda quando negli anni socrsi (e fino a tempi recenti) da questa orgqanizzazione venivano alte voci sulla necessità di regole e simili perchè essi avevano bisogno di certezze per poter lavorare "per il bene dell'Italia"? Era anche la stessa organizzazione che negli anni 80 dello scorso decolo chiedeva maggiore libertà del mercato e meno vincoli al lavoro. Ma quando cominciarono a essere messe nero su bianco iniziò il pianto antico: l'integrazione europea innanzitutto che comportava per il nostro paese l'introduzione di "regole" che vincolavano tutti (industriali compresi) al rispetto di esse pena multe salatissime; oppure l'impossibilità di giocare (complici governi amici) con la svalutazione della moneta (che li aiutava ma inguaiava il paese e oggi se ne vedono ancora gli effetti) permettendogli di drogare l'economia; oppure ancora in anni recenti sgravi e cunei fiscali che avrebbero dovuto aiutare il paese e che in realtà rinpimguavano le loro tasche già strapiene di profitti degli anni precedenti: insomma ogni volta chiedevano ma quando ottenevano c'erqa sempre qualcosa che non andava ivi compresa la stessa europa dove essi non sono altro che una categoria e non influenzavano più di tanto il paese. Qui no, al contrario qui condizionano eccome: qui si applica il modello americano (quasi l'unico paese europeo ad averlo adottato e gli effetti si vedono con i cittadini sempre più divisi fra pochi obbriobbiosamente ricchi e molti scandalosamente poveri) dove non sono previste regole (se non generali e generalissime) e dove si fa tutti parte del parco buoi. Dove la politica è quasi diretta espressione di lobby e poco pesa la massa dei cittadini. Ed è qui che si ottiene molto: indovinate da chi? Dal cosiddetto centro(sinistra?): proprio a partire dalla sicurezza sul lavoro. Infatti la mitica 626/94 aveva recepito (annacquata un pò) la direttiva europea; poi venne la 242 di due anni dopo che eliminò quasi del tutto la parte penale per gli industriali (tanto che essi ancora oggi preferiscono pagare multe che investire in sicurezza tanto di ispezioni ce ne sono pochissime per i tagli draconiani delle spese statali); mentre per i lavoratori la parte delle responsabilità è piuttosto accentuata (niente rispetto alla legislazione originale valida in altri paesi europei). Ora, dopo lo stillicidio di morti, il governo neocentrista (ex unione ed ex centro sinistra) si è finalmente deciso a varare qualcosa di più in materia prevedendo non solo ammende ma anche arresti, rafforzamenti deegli enti di controlli e formazione (a partire dalle scuole e dalle università, con quali soldi mi chiedo visto che si stanno eliminando spese correnti nonostante i tesoretti vari) che dovrebbero portare ad un cambio del sistema in un ragionevole arco di tempo (semprechè conferenza Stato-regioni, commissioni parlamentarie chissà cos'altro non annacquino di nuovo il tutto) evitando la strage. Ma la cosa più "particolare" è l'accusa lanciata alla cosiddetta sinistra da ambienti confindustriali: di essere "anti industriale". Una cosa fuori dal tempo perchè è proprio da quella parrocchia che sono venuti i maggiori input alla modernizzazione pro domo sua della lobby in questione e non sto ad elencare tutto sennò qui ci vorrebbe un'intero blog solo per fare l'elenco (non ultimo ma importante lo smantellamento della industria pubblica "donata" ai privati e che ora sotto gli occhi di tutti sta svanendo come neve al sole in seguito alle vicisitudini delle varie razze padrone succedutisi nel tempo, Telecom docet...............). E questa cosiddetta sinsitra sarebbe cosa? Come direbbe Totò: ma mi faccia il piacere!!

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