martedì 3 febbraio 2009

cattivi: per ora con i clandestini, poi si vedrà

Quello che manca in questo post è l'affondo, e il guizzo, di chi dice le cose che pensa e fa il finale ad effetto nell'esprimerlo; ma dovendo di parlare di fenomeni complessi e articolati in essere queste due caratteristiche solite dei blogger qui non ci possono essere per un semplice motivo: SIAMO AGLI INIZI E MI ASPETTO ALTRO NEL FUTURO DEL NOSTRO PAESE SEMPRE PIU' LONTANO DALL'IDEALE DI APERTURA E SOCIALITA' CHE I PADRI FONDATORI DELLA REPUBBLICA AVEVANO IN MENTE.Hanno vinto sull'onda della paura le elezioni; hanno dichiarato nei primi mesi più emergenze che fatto cose concrete; ora negano che ci sia l'emergenza razzismo (l'unica vera) nel nostro paese per non ammettere che il mostro che è stato risvegliato ora sta agendo e mostrando i frutti della malapianta che in tanti anni sono germogliati nella nostra società. Ci vorrebbe una bella dissertazione sulla fenomenologia della paura e sul suo uso da parte della politica, e delle èlite al potere, per instradare l'orientamento delle persone (complici i media per quieto vivere e più spesso per servilismo) verso un certo obiettivo, ma so già che, visto "l'elevato livello medio di cultura" sarebbe come cavare il classico sangue da una rapa; si potrebbe, per esempio, citare i saggi di Al Gore e di Naomi Klein in argomento ma anche qui, confermando quanto affermava Il Duce, "sarebbe inutile" visto la tendenza alla delega e all'evasione dalla realtà (cupa e infarcita di false verità); quindi mi limiterò a segnalare poche cose di cui ci siamo "dimenticati".Innanzitutto siamo stati, e siamo, un paese di migranti (sia interna che esterna al paese) e sappiamo bene cosa significhi lasciare il proprio paese che ha fallito la missione di badare ai suoi cittadini, e lascia che le menti e le braccia migliori se ne vadano altrove, perdendo una bella ricchezza e permettendo ad altri di usufruirne.In secondo luogo siamo un paese che non ha fatto tesoro della propria storia e dei propri lati bui nè non solo non ne ha tratto lezione storica ma ha solo saputo nascondere sotto il tappeto i propri limiti e la propria sporcizia: siamo troppo abituati alle città-stato e poco allo stato nazione per capirne la differenza; basterebbe rileggere (o leggere a seconda) i Vicerè o il Gattopardo per capire di cosa parlo.In terzo luogo, infine, siamo troppo spesso (proprio perchè non abbiamo alle spalle una lunga storia "statale") preda dei messia e dei "conducator" (più simili a Kim il Sung che a Giulio Cesare) dei vari dux ecc. e non sappiamo guardare oltre il nostro zerbino di casa per poterci definire civili e "occidentali"; ma, soprattutto, la scelta del modello sociale liberista è stata vincente per coloro che ci hanno guadagnato ma ha distrutto quel vincolo che legava i cittadini al paese e le generazioni a quelle precedenti producendo quello che oggi abbiamo sotto gli occhi.Detto questo a nostra memoria ora non ci possiamo mervagiliare o scandalizzare o, peggio ancora, "scoprire" che i nostri figli (o vicini o parenti o amici ecc.) partecipano ad un branco per stuprare oppure incendiano il primo extracomunitario che trovano a dormire in un parco e altre bestialità del genere che ci allontanano dal consesso civile: tutto ciò è frutto del seme gettato dal razzismo localistico e dal parlare alla pancia delle persone, centralizzando sulle loro fobie e sul loro egoismo i messaggi politici, agitandogli davanti agli occhi il "nemico" che cambia di volta in volta,dagli islamici agli extracomunitari e via concionando. E' chiaro (almeno a me) che il tentativo di ridurre questo fenomeno a pura criminalità comune o a "perdita di valori" è un modo di alzare le spalle e tirare dritto per la propria via. E' vero semmai il contrario: è l'emersione del sentimento diffuso in ognuno di noi che si manifesta in maniera violenta nulla di più e nulla di meno. La voluta sottovalutazione, in sè, è un tentativo di nascondere sotto il tappeto i propri errori e le proprie strategie per accaparrarsi la poltrona e i privilegi connessi ad essa; aggiungiamoci anche la scuola che è morta e la famiglia (di cui ci si lava la bocca quando conviene a qualcuno) a pezzi ed il quadro dovrebbe essere chiaro, spero.
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