martedì 18 dicembre 2007

Alitalia: la storia si ripete

Come per le precedenti privatizzazioni, o svendite (poi quando gli ardori si placheranno si definiranno meglio), anche per l'Alitalia è venuto il momento di passare in mano privata solo che questa, peralto come le altre che l'hanno preceduta, suona come una svendita: capisco anche le facce di sorpresa. E' un'azienda falllita si dirà; non è così al contrario è stata fatta fallire e la colpa è sia dei mangement che vi si sono succeduti nel tempo che hanno pensato a tutto tranne che a rendere efficiente la società che della politica di cui quei mangement sono espressione. E' diverso e lo sappiamo tutti se davvero si fosse seguito il criterio di economicità e efficienza a questo punto non ci si sarebbe mai arrivato. Si sa il sistema rende avidi e quando ci si trova fra le mani un'azienda pubblica la tentazione di arricchircisi è forte (anche perchè si ha quasi la certezza della impunità sia per protezione di chi ti ci mette lì sia perchè causa indulto, leggi ipergarantiste e salvapolitici la si fa franca) mentre il reso affonda. Ed è quello accaduto finora ed Alitalia non ne è stata esente: la cosa triste è che a pagare saranno i meno colpevoli (nell'ottica del principio di moda che i lavoratori seguono le sorti dell'azienda) che vedranno 2000 loro coleghi mandati, in qualche modo, a casa. Ma volendo anche accettare la triste sorte, lo Stato si vuole, o no, rifare sulle precedenti gestioni? vogliamo rientrare dei soldi persi o spesi male?

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