giovedì 20 dicembre 2007

Clima: le speranze di Kyoto; il fallimento di Bali

Sono lontani nel tempo e nello spazio i bei propositi di Kyoto quando sembrava che finalmente i Governi volessero dare ascolto ai cittadini più che alle sirene lobbystiche e corporative e si posero le basi per una politica finalmente attenta alle sfide globali che l'ambiente poneva. Anni sono trascorsi; Governi sono cambiati; il mondo è un posto meno sicuro grazie ai Volenterosi di Bush più attento alle esigenze delle industrie inquinanti che ai bisogni dei propri cittadini; ma anche perchè la situazione ambientale si è, nel frattempo, aggravata ancora di più: ora i ghiacci si stanno sciogliendo sul serio e, colpa nostra o no, ci si sarebbe aspettati un cosiddetto "ravvedimento operoso": invece................. NO, miei cari. A Bali è accaduto esattamente l'opposto! Un compromesso al ribasso che non risolve anzi li aggrava i problemi: niente limiti ufficialmente, e universalmente, riconosciuti; note a margine che sarebbero dovute far parte del documento ufficiale che non sono altro che il segno del CHIARO FALLIMENTO del sogno ambientalista di lasciare alle future generazioni un pianeta, non dico maggiormente pulito, ma almeno avviato sulla strada del risanamento. Invece si è scelto, stavolta scientemente, di decidere di farsi del male perchè al di là delle parole cerimoniali ufficiali il fallimento è evidente anche a chi si rifiuta di aprire gli occhi. Nulla delle premesse di partenza è passato e nulla è stato lasciato alla immaginazione: tutto è scritto e tutto lascia poco spazio alle illusioni. Solo quando saranno sotto la pressione delle catastrofi ambientali e climatiche sarà affrontato il prblema del clima e delle conseguenze che porterà nella vita di ogni singolo essere vivente sul pianeta. Per ora quello che conta è il liberismo e la sua folle corsa verso il .............. niente della distruzione della vita in un'orgia economicistica che ha solo l'obiettivo di massimizzare i profitti a scapito delle collettività e dell'ambiente in cui vivono perpetrando, finchè sarà possibile o finchè ci saranno risorse, lo sfruttamento di una infima minoranza sulla stragrande maggioranza di disgraziati che hanno avuto la sfiga di nascere in questi anni. Troppo pessimista? Leggete al link il risultato della Conferenza climatica e qualcuno che ancora voglia di sostenere che non è così dica a se stesso se vuole le ragioni di questo convincimento in maniera oggettiva e se davvero è intenzionato a lasciare ai propri eredi un tale sfregio del pianeta che lo ospita!! E, tanto per cambiare, dulcis in fundo cos'hanno inventato le lobby in attesa del prossimo esaurirsi delle risorse fossili? Una bella rispolveratura del nucleare come panacea dei mali: non è così dato che per quanto possano essere sicuri gli impianti la fissione nucleare è un'animale cui non piace stare in gabbia; e nulla si dice delle scorie radioattive.............. ma quello che manca, salvo rarissime eccezioni, è la progettualità, reale e finanziata, delle fonti alternative (a partire dall'idrogeno) e l'indivisuazione di appositi strumenti, anche fiscali (non si parla più della Tobin tax), che facendo pagare alle industrie inquinanti il costo dei danni che causano spinga le stesse e le nascenti industrie meno inquinanti a riciclarsi in altre produzioni più attente a quanto c'è intorno: con Kyoto è stata persa un'occasione irripetibile; con Bali è stato confermato che finchè il liberismo sarà il sistema principe su cui si basano le economie nulla potrà mai seriamente essere pensato e creato per cambiare la direzione, o almeno frenare, il treno "climatico" impazzito...
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