lunedì 11 febbraio 2008

Elezioni: inizia la corsa....

Si è aperta la campagna elettorale ed è partita la mazurka di dichiarazioni, comizi e tutto il circo che in questi casi vienew messo su per colpire con suoni e colori l'immaginario collettivo. Essendo la nostra società nelll'era mediatica non contano i programmi (cosa noiosa che nessuno legge) si va per slogan e parole d'ordine cone le caratteristiche tipiche del marketing commerciale: spot brevi e discorsi che al di là della pomposità dicono poco o nulla in merito al dopo. Si dice tutto ed il contrario di tutto; si fanno salti mortali (un'esempio è lo scannatoio che si era aperto a Destra fra i ras salvo riappacificazone perentoria quando il Governo è caduto, è un vero pecato che gli italiani siano smemorati...............) carpiati; chi rimane fuori è preso dal panico chi è dentro si fa i conti in tasca e pensa al dopo elezioni quando in Parlamento ci si conterà e a come può ricattare il capobranco. Non è cambiato nulla: nè da un lato nè dall'altro. Il ParDem non è una novità nè tantomeno lo è il PdL: entrambi sono guidati da uomini che hanno alle spalle molte (troppe?) stagioni - sia politiche che di età - per essere credibili e se non fosse che quello italiano è un popolo immaturo e avulso dai processi democratici che, pure con difficoltà, si sono affermati in altri paesi (tranne gli USA dove sono in una situazione simile alla nostra) potremmo quasi dire che, stante la legge elettorale, la necessità del voto è minimale, ormai sono riusciti a non farlo contare tanto chiunque vinca attuerà la stessa linea politica ed economica: liberismo a gò gò e rafforzamento dei ceti che già hanno a scapito di quelli che hanno poco e che avranno sempre meno. E' quedsta le vera novità: nel nostro paese stra per concludersi la parabola della macelleria sociale che è inziata nel 1990 ed è un paese cambiato quello che ci ritroveremo davanti nei prossimi anni, dove lo Stato conterà sempre meno e sarà più ostaggio delle consorterie economiche che condizionano la politica mentre i reali problemi della gente saranno sempre più pressanti ma nei discorsi della casta vi appariranno solo come messaggio per attrarre creduloni mentre non verranno messe sul tavolo mai risoluzioni di queste problematiche perchè facendolo si dovrebbe cambiare completamente registro e linea e questo comporterebbe il riconoscere che si è fallito e si è preso in giro la gente. Non meraviglia che il Governo Prodi sia stato fatto cadere proprio dai centristi e dal suo partito: quello che so voleva colpire non era il Governo in sè ma il patto di ferro fra esso e la sinistra (?) cosiddetta radicale sulla redistribuzione verso il basso dei tesoretti nonchè le leggi che avrebbero danneggiato chi vuole la regolamentazione del mercato del lavoro e una maggiore giustizia sociale: questo minava il far west che c'è ora e di conseguenza la crescita dei profitti as capito di chi lavora che continua a farlo senza sicurezza e senza aspettative per il futuro non solo per sè ma anched per i propri figli e nipoti. La, oramai, mitica teoria del 20 / 80 (base del liberismo) è una realtà acclarata e mentre negli USA ci sono sia pur vaghe speranze di un timido cambio di strada e mentrenell'america latina il Brasile su voto popolare si rifuta di sottoscrivere gli accordi truffa del WTO da noi siamo ancora allo stadio dell'affermazione definitiva della parabola liberista che sta usando il nostro paese come un laboratorio e noi come animali da cavia sui quali si fanno esperrimenti senza alcun interesse per le sorti di quelli che non sono numeri ma persone. Strano paese il nostro: provincia estrema dell'impero americano da un lato ma crocevia fondamentale per chi (come la Chiesa da un lato che lo vede come ultima ridotta per non perdere peso o dall'altro come la religione liberista che sconfitto duramente in altri da noi vede possibilità di rivincita) ha preso dure lezioni dalla storia e dalle nazioni e non si vuole ancora arrendere all'ineluttabile sconfitta. E' solo questione di tempo ma l'attuale configurazione dell'Occidente nel suo complesso è destinata a cadere miseramente: il problema è solo capire quando e quante macerie lascerà alle sue spalle.
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