buona visione e riflettete sempre
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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martedì 21 ottobre 2014
Discorso alla nazione
Stasera niente parole, un video di Ascanio Celestini che fa parte di
una piece dal titolo "Discorsi alla nazione" di cui questa clip è la
parte centrale...
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lunedì 6 maggio 2013
Addio ad Agnese Borsellino
Dovrei, potrei, parlare della dipartita del "Divo"
ma fiumi elegiaci di inchiostro saranno sprecati in questi giorni al
suo riguardo.. nessuno che dirà quel che pensa e pochi ne faranno la
controstoria: il personaggio politico impersonificazione della prima
repubblica del patto atlantico e della conventio ad excludendum
(passando per tutti gli intrighi e le trame di cui la repubblica si è
macchiata: dalle trame nere alle connivenze Stato-mafia da cui fu
assolto per il periodo dopo il 1980 e prescritto prima, prescritto sia
chiaro... non che ci fosse sempre il suo zampino ma di sicuro "sapeva" e
annotava). Di una persona così si è scritto tutto e il suo contrario,
ma mai una parola sicura anche perchè bisognerebbe accedere al suo
archivio personale, cosa impossibile e non solo per ora ma anche fra
anni: piuttosto quelle carte spariranno in chissà quale forziere, ma se
dovessero uscire altro che fare luce, tremerebbero i pilastri della
terra per quello che potrebbe esservi scritto da lui raccontando "una
storia del paese da un angolo particolare.... quello del potere per il
potere ossia quell'esercizio volto a far del bene anche facendo del
male.....
Ma di una persona così NON voglio scrivere: non m'interessa. Voglio invece porre la mia riflessione su altra persona, una cittadina, una grande italiana ..... moglie di un altro grande italiano, Paolo Borsellino. Agnese Piraino Leto, in Borsellino, è deceduta.
Una donna di grande coraggio, moglie di UOMO coraggioso altrettanto quanto lei, ha sempre saputo tenere dritta la barra durante i tanti anni di lavoro del marito sia dopo ... quando Paolo se n'era andato ucciso dalla mafia con la probabile "conoscenza/connivenza" di apparati deviati dello Stato che stavano già trattando la vendita, nemmeno il tirar giù, delle braghe alla ricerca non solo di una sorta di immunità per il ceto politico ma anche una ricerca di futura connivenza/convivenza con il potere mafioso.
Agnese Borsellino quegli anni li ha vissuti, ha perso il proprio compagno e marito Paolo e ha protetto la famiglia ma anche mantenuto un contegno personale ammirabile basato soprattutto su una incrollabile fiducia nelle istituzioni dello Stato: fiducia venuta meno quando emerse, nel corso delle indagini sulla trattativa Stato-mafia le ormai distrutte intercettazioni, penalmente irrilevanti (ma per le quali l'intero mondo mediatico, la stessa ANM, il CSM, e il Capo dello Stato hanno fatto, oltre al ricorso alla Corte Costituzionale che gli ha anche dato ragione allargando le prerogative dello stesso Presidente facendolo diventare un "monarca" repubblicano) sia chiaro, fra un privato cittadino, ex politico di primaria importanza, e lo staff del Capo dello Stato ... intercettazioni rese pubbliche da alcuni settimanali e quotidiani.
Significativo fu il messaggio lettera che inviò a Servizio Pubblico in seguito alla vicenda di cui sopra e con esso chiudo il post: non voglio cadere nella retorica nè nel buonismo..... nulla è cambiato se non che ora, come sostiene con amare parole, sa chi gli ha ucciso Paolo
nulla da aggiungere.
Se mai questo paese avrà un futuro lo deve a cittadini come Paolo, Giovanni, Agnese e i tanti altri Servitori dello Stato, e non (un ricordo va a Peppino Impastato) che dal 1948 a oggi sono morti....... si fa presto a dimenticarli come si fa presto, quand'erano in vita, a denigrarli e offenderli salvo poi fare lacrime da coccodrillo quando venivano uccisi.
E' vero che il sonno della ragione genera mostri, ma in Italia quel sonno fu indotto fin dalla sua riunificazione, oltre 150 anni e chiunque prova a svegliare il paese: ha un triste destino e una grama vita.. l'Italia è matrigna quando si va oltre "certi" livelli cui non si deve mai arrivare: pensate solo che gli americani per sbarcare in sicilia si fecero aiutare da lucky luciano.... che futuro può avere un paese così? A voi la risposta.. altro che far diventare "eroe" quello che ha sparato ai CC a Roma: è un alienato come alienati sono coloro che non vedono alcun futuro coloro che si suicidano e quelli che, secondo l'ultima moda, lanciano acido addosso...... ma di cosa è frutto l'alienazione? Di una società che non da alcun supporto alla disperazione dei singoli che non ce la fanno a reggere i ritmi imposti dall'incertezza del lavoro e delle prospettive proprie e dei propri figli.... di una società che ha abdicato alla propria funzione primaria, di essere comunità così come il ceto politico sua espressione teso solo all'autoreferenzialità e all'arricchimento di se e dei propri sodali, per tacere dello Stato biscazziere e armiere... ecco perchè non mi meraviglio che un giorno s'impicca o prende un treno a iniziare la caccia a... roma.
Addio Signora Borsellino... questo paese PERSONE COME LEI NON LE MERITA
Ma di una persona così NON voglio scrivere: non m'interessa. Voglio invece porre la mia riflessione su altra persona, una cittadina, una grande italiana ..... moglie di un altro grande italiano, Paolo Borsellino. Agnese Piraino Leto, in Borsellino, è deceduta.
Una donna di grande coraggio, moglie di UOMO coraggioso altrettanto quanto lei, ha sempre saputo tenere dritta la barra durante i tanti anni di lavoro del marito sia dopo ... quando Paolo se n'era andato ucciso dalla mafia con la probabile "conoscenza/connivenza" di apparati deviati dello Stato che stavano già trattando la vendita, nemmeno il tirar giù, delle braghe alla ricerca non solo di una sorta di immunità per il ceto politico ma anche una ricerca di futura connivenza/convivenza con il potere mafioso.
Agnese Borsellino quegli anni li ha vissuti, ha perso il proprio compagno e marito Paolo e ha protetto la famiglia ma anche mantenuto un contegno personale ammirabile basato soprattutto su una incrollabile fiducia nelle istituzioni dello Stato: fiducia venuta meno quando emerse, nel corso delle indagini sulla trattativa Stato-mafia le ormai distrutte intercettazioni, penalmente irrilevanti (ma per le quali l'intero mondo mediatico, la stessa ANM, il CSM, e il Capo dello Stato hanno fatto, oltre al ricorso alla Corte Costituzionale che gli ha anche dato ragione allargando le prerogative dello stesso Presidente facendolo diventare un "monarca" repubblicano) sia chiaro, fra un privato cittadino, ex politico di primaria importanza, e lo staff del Capo dello Stato ... intercettazioni rese pubbliche da alcuni settimanali e quotidiani.
Significativo fu il messaggio lettera che inviò a Servizio Pubblico in seguito alla vicenda di cui sopra e con esso chiudo il post: non voglio cadere nella retorica nè nel buonismo..... nulla è cambiato se non che ora, come sostiene con amare parole, sa chi gli ha ucciso Paolo
nulla da aggiungere.
Se mai questo paese avrà un futuro lo deve a cittadini come Paolo, Giovanni, Agnese e i tanti altri Servitori dello Stato, e non (un ricordo va a Peppino Impastato) che dal 1948 a oggi sono morti....... si fa presto a dimenticarli come si fa presto, quand'erano in vita, a denigrarli e offenderli salvo poi fare lacrime da coccodrillo quando venivano uccisi.
E' vero che il sonno della ragione genera mostri, ma in Italia quel sonno fu indotto fin dalla sua riunificazione, oltre 150 anni e chiunque prova a svegliare il paese: ha un triste destino e una grama vita.. l'Italia è matrigna quando si va oltre "certi" livelli cui non si deve mai arrivare: pensate solo che gli americani per sbarcare in sicilia si fecero aiutare da lucky luciano.... che futuro può avere un paese così? A voi la risposta.. altro che far diventare "eroe" quello che ha sparato ai CC a Roma: è un alienato come alienati sono coloro che non vedono alcun futuro coloro che si suicidano e quelli che, secondo l'ultima moda, lanciano acido addosso...... ma di cosa è frutto l'alienazione? Di una società che non da alcun supporto alla disperazione dei singoli che non ce la fanno a reggere i ritmi imposti dall'incertezza del lavoro e delle prospettive proprie e dei propri figli.... di una società che ha abdicato alla propria funzione primaria, di essere comunità così come il ceto politico sua espressione teso solo all'autoreferenzialità e all'arricchimento di se e dei propri sodali, per tacere dello Stato biscazziere e armiere... ecco perchè non mi meraviglio che un giorno s'impicca o prende un treno a iniziare la caccia a... roma.
Addio Signora Borsellino... questo paese PERSONE COME LEI NON LE MERITA
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venerdì 4 dicembre 2009
E ora che dite? Sempre violenza è ....
Ogni tanto capita che le parti si invertano nel rapporto di coppia ..... anche sul terreno della violenza. E' successo ora e succederà ancora e non solo dal punto di vista della fisicità ma anche dal punto di vista sessuale (filmografia e news ne sono piene di donne che "violentano" maschi). Un caso? No. Perchè semplicemente non è il genere che la commette ma l'atto in sè che è significativo. Uno dei tanti sintomi della caduta dei tabù sociali di convivenza e tolleranza non solo fra estranei ma anche dentro le mura domestiche a cui ormai non sfugge nessuno e che in certe condizioni provoca situazioni estreme come questa. Sia chiaro che la violenza in sé è da aborrire e combattere a maggior ragione se avviene su soggetti deboli: non necessariamente per deboli si possono intendere donne e bambini (che vi sono maggiormente esposti); ormai colpisce tutti e tutto: questo fenomeno, secondo molti, è figlio diretto dell'atomizzazione sociale tipico delle società basate sulla concorrenzialità e sul liberismo che non vedono di buon occhio la comunità ma prevedono e agognano solo singoli e famiglie che altro non sono che parte, debole, del consumismo dove tutto é monetizzabile e scambiabile ..... anche l'umanità
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sabato 16 maggio 2009
velocità, società, politica, uomini, macchine. Dalla in nuvolari e Reggio in Koyaanisqatsi
E' una canzone su Nuvolari, quella di Lucio Dalla, ma a volerla leggere in un'altro modo è un'inno alla velocità e agli anni folli che stiamo vivendo dove gli uomini hanno inventato le macchine per sollevarli da lavori duri e ne sono rimasti schiavi in nome del profitto, dell'arricchimento, del benessere di pochi a scapito di molti. Veoce sempre più veloce è il ritmo. L'uomo può reggerlo, senza dare segnali di follia e alienazione singola e collettiva, e può reggerne l'anomia? E' in grado di staccare la spina e fermarsi a guardare le stelle? Oppure la spina, nell'era tecnologica e digitale, viene staccata all'essere umano che da senziente diventa ausilio alla macchina che compie il lavoro più celermente e meglio? L'industrialismo (basato sul taylorismo che tanto piace ai leninisti bolscevichi e non solo a loro ma anche ai loro nipotini "degeneri o meno") e l'era digitale che cosa sono se non quello che preventivano chi fin dall'inizio ne intravedeva effetti, distorsioni e impazzimento del rapporto fra produttore e prodotto? Provate a sentire la canzone di Dalla e poi associatela e al filmato (che è un frammento di un film che si chiama Koyaanisqatsi (la parola proviene dalla lingua Hopi che è una tribà nativa americana) che fa parte di una trilogia che è un vero affresco sulla società moderna di G. Reggio alla fine del post, dove tutto è accelerato e poco spazio rimane per "chi" ha creato tutto ciò: un'ingranaggio che una volta messo in moto non ha bisogno del creatore, anzi lo stritola e lo riduce a parte dello stesso meccanismo. Osservateli e riflettete.
venerdì 1 agosto 2008
nuove generazioni: meriterebbero molto di più!
C'è sul focus del corsera una interessantissima indagine sugli adolescenti che vi invito a leggere con attenzione perchè da un quadro dei giovani italiani diverso da quello che il luogo comune ci dice di solito: questi ragazzi sono cambiati, sono diversi quasi alieni rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare vista la situazione della società risentono dei miti televisivi, ma molto meno; si vedono come veline, tronisti, calciatori ma in misura minore; guardano meno tv e questo è un bene per loro. Qualche dato: il 26% vuole essere se stesso. Si pongono come obiettivo "amore e lavoro" e credono nel talento che li aiuta; hanno i loro miti (Che Guevara, Gandhi ecc.) e, soprattutto, le femmine credono nel lavoro come autorealizzazione: potrei citarne altri ma non vi rovino la sorpresa leggete e fate le vostre considerazioni, qui vi offro le mie.Partendo dal presupposto che indagini del genere, come anche i sondaggi, fotografano un'immagine "passata" e stampata nel tempo credo che l'atavico individualismo italico (confusionario ma geniale in certi casi) non sia morto, anzi, e stia rispuntando fuori riveduto e corretto. Mi chiedo ma ragazzi così meritano davvero la società che gli stiamo costruendo addosso? Meritano una scuola pubblica fatiscente che non ha più nulla di quello che comunemente si definirebbe "scuola"? E una università ridotta all'osso dai tagli che non può avere i mezzi per prepararli al mondo del lavoro, la meritano? Una società precarizzata? Una impossibilità di autorealizzarsi, se non fuori dal paese, la meritano? Insomma è colpa loro se tanta voglia di emergere è spesso compressa in un conformismo volto a impedire che potessero nascere competitors dei figli delle caste? Che senso ha mettere al mondo dei ragazzi che hanno davanti a se due prospettive: o una vita da precario o un'emigrazione dell'anima e del corpo verso l'alienazione del conformismo? Oppure verso, per chi ne ha il coraggio, verso l'emigrazione verso altri paesi meno conformisti e che apprezzano quanto da essi offerto a nostra perenne vergogna? Sarà l'ora tarda ma questi dubbi nel leggere lo studio mi hanno assalito e mi portano a dire che forse è meglio per loro partire tagliando i ponti con l'italia con un bell'esodo di massa di quelli biblici che non ci porterà lusrto ma almeno salverà tante vite dall'alienazione perpetua, non credete?
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