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giovedì 25 luglio 2019

Un personale addio

Ho visto cose che voi umani.... questa frase ha fatto epoca, è diventata un motto culturale segnando, insieme al film nel quale viene pronunciata, Blade Runner, un epoca e segnando il destino non solo degli spettatori ma puer della cinematografia, almeno quella di quailtà.... Rutger Hauer se n'è andato così, semplicemente. Un signor attore, di quelli che hanno una propria personalità e un proprio carattere non solo sul set... lui era impegnato socialmente e non me ne meraviglio visto la sua storia e le sue scelte artistiche!!!

giovedì 16 giugno 2016

Brexit, come sarebbe l’Europa del 2026

di | 16 giugno 2016 dal Fatto Quotidiano
Cosa sarà dell’Europa se vince la Brexit? Le differenze culturali, politiche ed economiche tra i diversi paesi membri potrebbero accentuarsi ancora di più, fino ad arrivare al dissolvimento dell’Unione e alla formazione di due blocchi in contrasto fra loro. Uno scenario immaginario, ma non troppo.
di Gianni De Fraja * (fonte: lavoce.info)
23 giugno 2026
Ieri, 23 giugno 2026, era il decimo anniversario della vittoria a sorpresa del referendum per l’uscita dall’Unione Europea di quello che allora si chiamava Regno Unito. È quindi di profondo valore simbolico la data scelta dal primo ministro del Resto del Regno Unito, Boris Johnson, fiancheggiato dal suo ministro degli esteri Nigel Farage, per la firma dell’accordo per l’ingresso del Ruk nell’Associazione dell’Europa Baltica, presieduta da Angela Merkel. Il referendum confermativo dell’accordo, programmato per il mese prossimo, sarà una pura formalità: i sondaggi indicano una maggioranza a favore addirittura superiore a quel 68 per cento che in marzo portò la Scozia nell’Aeb.
Due Europe
Si chiude così in modo definitivo la scissione dell’Europa in due blocchi economicamente e culturalmente separati. Nonostante entrambi i blocchi avessero alacremente corteggiato l’Inghilterra, l’interesse dimostrato da Johnson per l’Unione del Mediterraneo del Nord si è rivelato spudoratamente tattico, volto a ottenere le migliori condizioni possibili nelle negoziazioni con Merkel. Da ieri, i due blocchi hanno esattamente lo stesso numero di membri e ciascuno la metà esatta dei 28 membri della vecchia Ue, che raggiunse la massima dimensione storica dopo l’adesione della Croazia nel 2013. Simbolico anche il fatto che ognuno dei due blocchi contiene tre dei sei membri fondatori dell’originale comunità del carbone e dell’acciaio; la simmetria è mantenuta anche dalle scelte delle quattro nazioni formatisi in seguito a secessioni da paesi membri, una tra le molte conseguenze dell’inaspettato voto del 2016.
La firma dell’accordo mette fine a un periodo della storia europea iniziato con le conversazioni, in tedesco, tra Robert Schuman, Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, che dettero il via all’unificazione l’Europa dopo i traumi delle guerre della prima metà del secolo scorso. Prima del referendum di dieci anni fa, c’erano stati segni premonitori, eventi che, con il senno del poi, erano chiari segnali che la fine del periodo di unità era un rischio presente e reale. La vecchia Unione si dimostrò infatti incapace di creare un piano coerente per gestire l’emergenza determinata dai profughi delle guerre civili nel medio oriente e nel corno d’Africa, il cui numero complessivo, pur grande in assoluto, era meno di un minuscolo 0,5 per cento della popolazione europea.
Prima ancora, l’Unione si era dimostrata incapace di proporre soluzioni sensate alla crisi economica della Grecia. Dopo la Brexit, la vecchia Unione Europea smise di attrarre nuovi membri, tutti si bloccarono in un gioco di attesa, nel sospetto, poi confermato dai fatti, che il continente si sarebbe diviso: i potenziali entranti attendevano la spaccatura, per decidere poi in quale blocco entrare, mentre ciascuno dei 28 membri aspettava che qualcun altro facesse la prima mossa. La morte dell’Ue fu davvero annunciata quando si rifiutò di appoggiare la feroce guerra all’Isis condotta da Hillary Clinton.
E ancor più due anni dopo, quando i suoi leader, intenti solo ad arruolare nel loro blocco i membri non ancora schierati, chiamarono “cassandre” i pochi che avevano intuito le intenzioni di Vladimir Putin e poi osservarono paralizzati l’esercito di Mosca annettere indisturbato le otto regioni orientali “dell’Ucraina russa”. L’inerzia fu un mortale dilemma del prigioniero, in cui la soluzione migliore per l’Europa era troppo costosa per ciascuno dei due blocchi preso a sé, nonostante fosse ovvio a tutti che le promesse dell’inesperta neo-presidente Sarah Palin di opporsi con fermezza al bullismo russo valessero meno di quelle di un marinaio ubriaco.
Davvero così separati?
Gli storici del futuro continueranno a immaginare scenari diversi, in cui il drammatico fallito attentato al principe Carlo due giorni prima del referendum non avviene, o in cui almeno 7.451 elettori non cambiano idea in conseguenza, e la Brexit è respinta. Per parte loro, i complottisti continueranno a insistere che qualcuno nei servizi segreti abbia scelto di non prevenire l’attentato nonostante le informazioni raccolte dagli infiltrati nel gruppo terrorista.
Certo, le differenze tra due visioni del mondo prevalenti nella popolazione e nelle élite politiche, culturali ed economiche delle nazioni d’Europa hanno sempre reso difficile formare politiche che accontentassero tutti, e le scelte radicalmente diverse fatte dai due blocchi in campi disparati, quali l’adesione al Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), l’atteggiamento verso i vaccini, il diritto di adottare per coppie gay e lesbiche, il commercio di cibi ogm, il peso relativo dei diritti individuali di fronte ai poteri statali, suggeriscono che una divisione della vecchia Ue sarebbe forse avvenuta comunque. Ma, è altrettanto possibile che un deciso voto britannico a favore dell’Ue avrebbe dimostrato al resto dell’Europa, e del mondo, che anche la nazione più euroscettica valutava i benefici di lungo periodo decisamente superiori ai costi e avrebbe riacceso l’entusiasmo nel resto del continente e cambiato così il corso della storia del XXI secolo.
*Ha conseguito il dottorato a Siena nel 1987 e il DPhil a Oxford nel 1990; è attualmente professore ordinario di Economia a tempo parziale presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e presso l’University of Nottingham ed è Research Fellow al Cepr. In passato è stato professore ordinario a York e a Leicester, e visiting scholar a Tokyo, Bonn, e Barcellona. La sua recente ricerca si è soffermata sulle aree dell’economia dell’istruzione, economia del lavoro, economia industriale, coprendo sia aspetti teorici, sia applicazioni empiriche. La sua attività di ricerca si è concentrata sulla pubblicazione di articoli accademici in riviste internazionali. È stato direttore di dipartimento a Leicester, e co-ordinatore del dottorato a York, Leicester e Nottingham, e membro del GEV13 per la VQR 2016.

di | 16 giugno 2016
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personalmente trovo che sageri un pò ma con il futuro ignoto non si può mai dire... ma il punto rimane ed è dirompente: è meglio un'europa centrata sulla moneta o è meglio mandarla a farsi benedire e provare a fare altro?

sabato 28 giugno 2014

Cig in deroga, stretta di Poletti: “Non più di 8 mesi”. Sindacati: “Crisi sociale”


(la vignetta l'ho trovata su facebook)
un nuovo genere di fantascienza.. la politica italiana
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 27 giugno 2014

E’ allarme sulla cassa integrazione in deroga. Cioè l’ammortizzatore sociale destinato a chi non ha diritto alla cassa ordinaria: lavoratori di piccole imprese e aziende artigiane, dei servizi e con contratti atipici. Ma anche dipendenti delle grandi imprese, una volta esaurite le 52 settimane di assegno Inps. Il problema è che a finanziarla non sono i contributi ma la fiscalità generale, cioè soldi pubblici. E il governo deve ancora emanare il decreto con le nuove regole di concessione valide fino al 2016, quando – come prevede la riforma Fornero – questo strumento scomparirà. Così venerdì il ministero del Lavoro ha “invitato” le Regioni e le Province autonome a non fare accordi per la cig in deroga superiori a otto mesi per il 2014 e sei per 2015 e 2016. Secondo i sindacati si rischia la “crisi sociale”. “E’ come dire che la crisi aziendale o si supererà entro tale periodo oppure produrrà disoccupati”, ha spiegato il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy. “Il tutto senza nessuna regola o legge ancora ufficialmente emanata. Resta solo il timore che con queste indicazioni molte aziende rinuncino a “pianificare” la ripresa e decidano di avviare la fuoriuscita dal lavoro di migliaia di persone”. Di qui la richiesta al ministero di ritirare “un atto sbagliato che incide su uno strumento, la cassa in deroga, che ogni anno tutela, con varia intensità, oltre 350.000 lavoratori”.
Il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, ha definito “gravissimo ed insostenibile il ritardo nella assegnazione alle Regioni delle risorse, peraltro insufficienti, previste dalla legge di Stabilità 2014, per garantire l’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga” e ha chiesto a Poletti di sbloccare la situazione, ricordando che al momento è disponibile da assegnare un miliardo di euro. Somma che andrebbe distribuita “immediatamente e per intero per consentire di pagare le ultime mensilità del 2013, ancora scoperte in alcune regioni, e le prime mensilità del 2014, fatta salva l’esigenza di reperire i fondi necessari a coprire l’intero anno, problema che rimane purtroppo aperto”.
p.s.
buon week end .....
si fa per dire.

mercoledì 24 aprile 2013

un racconto.....

La teoria degli antichi astronauti, o teoria del paleocontatto, conosciuta anche come paleoastronautica, è l'insieme di quelle idee, sviluppate a partire dalla metà del Novecento, che ipotizzano il contatto di civiltà extraterrestri con le antiche civiltà umane quali Sumeri, Egizi, civiltà dell'India antica e civiltà precolombiane. Questo genere di teorie non sono in generale accettate a livello scientifico-accademico, con alcune eccezioni (un esempio l'astronomo e matematico Josef Allen Hynek), e sotto il nome di archeologia spaziale o archeologia ufologica vengono spesso fatte rientrare nel più vasto campo speculativo della controversa pseudo-archeologia o "archeologia misteriosa" (da wikipedia).
 C'è un problema: secondo la teoria di cui sopra, però, gli umani furono "creati" da extraterrestri attraverso esperimenti sugli ominidi (che fino a quel punto si sarebbero evoluti naturalmente sulla Terra in concordanza con la Teoria di Darwin e dunque senza nessuna apparente contraddizione) al fine di farle evolvere in tempi rapidi: adattamento evolutivo e neocreazionismo dunque sarebbero veri entrambi. Il principale argomento a sostegno di questa idea è il tempo relativamente breve impiegato dall'Homo sapiens (300.000 anni) per giungere al livello mai raggiunto da altri organismi che esistono da centinaia di milioni di anni.
Mi direte: ma che diavolo c'azzecca? C'azzecca, c'azzecca... noi italiani siamo fortunati: ce l'abbiamo un antico astronauta; all'Alto Colle ce n'è uno  che ha visto almeno tre Italie e quindi ha la conoscenza dell'antico e indirizza verso il futuro.
Se si parte da questo punto di vista essendo noi comuni mortali, creati per adempiere alcune funzioni, non abbiamo possibilità di "comprendere gli alti fini" e quindi, essendo stati creati per lavorare e basta non possiamo avere nemmeno la lontana comprensione dei fini ultimi di cui sopra.. ma sempre la teoria, di cui sopra o meglio alcuni esponenti di essi, sostiene che gli antichi astronauti non era un blocco unico e alcuni di essi, addirittura, erano convinti che quegli schiavi avevano delle grandi possibilità proprie e lavoravano per farle sviluppare altri invece non ne erano convinti: insomma erano divisi e in lotta fra loro ...... nulla di nuovo, vero?
Un magnifico racconto vero? Sembra scritto ieri ma in realtà è solo un interpretazione di una realtà pregressa, altri la pensano diversamente ma la scienza, o simil tale, è questo: stesse cose, diverse interpretazioni ... tutto qui.
Facendo le dovute differenze, intendo fra racconto e realtà, in questo paese sta accadendo esattamente questo: una minoranza che si sente "spinta" a una missione, quella di governare perchè pensa di essere della categoria "i migliori", e una moltitudine che, giacchè fatta di semi incapaci, dev'essere governata per il suo bene; ogni tanto dalal massa emergono individui o gruppi di essi che si dimostrano capaci di gestire: vengono cooptati se si adeguano o distrutti, ricacciati indietro dopo averli denigrati di fronte agli altri..... l'importante è che l'élite rimanga dov'è,a ltrimenti saranno disastri, apocalissi e quant'altro...
Forse così va meglio? Direi proprio di si... il sistema sociale nel quale viviamo non ha davvero alternative, non esistono.... per cambiarlo richiede uno sforzo comune che deve essere capace di guardare oltre la semplice generazione, molto oltre e non sempre le singole esigenze coincidono con tale prospettiva: sempre umani siamo, vero?
Sia chiaro qui non si sta parlando di complotti o simili... è solo un racconto che non è detto trovi tutti d'accordo.
E, scendendo ancora più nel reale, le ultime elezioni, che hanno portato i pentastellati in forze in parlamento, hanno anche reso evidente come nella élite parassitaria che dice di governarci non ci sia sempre unità d'intenti, anzi: sono divisi e si fanno la guerra fra loro ma pure loro devono sottostare ad altri e così via.. non è un complotto ma un sistema di potere basato su tre pilastri: l'economia liberista, la passività della massa, la politica collusa e se uno di essi cade il resto non regge e cade. E', quindi, necessario che tutto torni nell'alveo anche a costo di gettare la maschera e far vedere a tutti una parte della verità: non ci sono pd-l e pdl nè altro c'è un blocco  politico-economico coeso che ha deciso che ognuno ha un ruolo fisso e predefinito dove non sono ammessi variabili di sorta e dev'essere sempre a somma zero.
Ecco quindi, quando la vera crisi di sistema (peraltro provocata proprio da loro e dal loro senso di impunità e superiorità) porta allo scoperto il marcio, che si deve correre ai ripari: tutti insieme appassionatamente finché la bolla popolare si sgonfia e la passività frustrata si ri-manifesta e loro possono ritornare a ripristinare il sistema ricostruendolo dalle fondamenta: ogni tanto un reset di sistema serve... almeno dal loro punto di vista.
Proviamo ora a guardare sotto questa prospettiva gli ultimi due mesi: c'è una crisi del debito (gli stati, in base all'accordo preso circa 40 anni fa, hanno sganciato le loro monete dal cambio in oro ed hanno deciso di giocare in proprio sui mercati come tutti gli altri operatori) ha messo allo scoperto il cancro insito in questo sistema: sono Stati non società per azioni quindi sono composti da persone che hanno speranze, progetti, figli e lavori di conseguenza non possono agire come privati: ma non è così perchè in centinaia di anni queste entità hanno accumulato una ricchezza che alle élite fa gola perchè sono profitti messi lì a portata di mano: ecco, quindi, che facendoli agire come privati le suindicate entità, non potendo più contare sul proprio oro, sono costrette, dalla regole che hanno accettato, ha indebitarsi a un certo interesse: è chiara la conseguenza, vero? Ce l'abbiamo sotto gli occhi.. dal 2007. Sembra fantascienza ma è realtà, pura realtà... il voto penstellato è una prima reazione a un siffatto sistema; quale sarà la prossima reazione prima che il sisema venga resettato e tutto torni a un nuovo equilibrio fra i tre pilastri suindicati?
A voi la risposta....

lunedì 26 settembre 2011

Zittiscili tutti, per salvarne uno....

La misura é coma, orami ... l'amato capo, che si preoccupa per tutti noi e per la nostra privacy (e a tempo perso di tutto il resto), ha tratto il dado: in cima alla lista delle riforme c'ha messo la legge bavaglio e poi tutto il resto. Ora direte, tutto qui? E vi pare poco? In pratica, dando il l'obbligo di filtraggio agli ISP, in un colpo solo ingabbia la rete nel suo complesso: nemmeno in Iran ci sono riuciti ... qui c'è qualche possibilità perché essendo alla frutta (l'oppisizione non è da meno ... l'originario disegno di legge lo presentò uno dell'UdC con il plauso di ampi settori del pdmenoelle) non hanno nulla da perdere (anche Oltretevere li ha mollati) e quindi possono fare quello che vogliono: dallo (s)vendere il patrimonio dello Stato fino ..... a chiudere i contenuti della rete (addirittura basta una email). Guardate che non è una cosa da poco: ci provarono quelli dell'ulivo e dovettero rimangiarselo per la fortissima pressione della rete ma soprattutto grazie alla UE che ha nel frattempo ha emanato direttive in senso esattamente opposte ma quando sei in un angolo fai qualunque cosa per uscirne.... volete avere un esempio di come sarebbero i blog dopo una riforma del genere? Eccovelo:

Mi sono svegliato, fatto la doccia, vestito e preso il treno per andare a lavorare: mentre ci andavo sentivo parlare due pendolari che si lamentavano dell'alleanza uscita vittoriosa dalle ultime elezioni perché ritenevano che le promesse non fossero state mantenute. Naturalmente sono i giornali asserviti al nemico comunista ad averli messi su questa strada mentre la realtà è che va tutto bene e stanno lavorando per farci vivere nel migliore dei mondi possibili .....

Cosa vi ricorda? Ora a memoria non possono citare le pagine ma almeno a me ricorda tanto quel magnifico libro di G. Orwell, 1984, nei passi dove c'erano le adunate del partito .... e tanto per fare un esempio ....... oggi i nemici dell'eurasia sono stati sconfitti dalle preponderanti forze del partito .... e ancora ..... vigilate!!!! La propaganda di Goldstein é insidiosa e, a volte, non ve ne accorgete nemmeno ma commettete psico-crimini solo pensando, anche se in neolingua o ingsoc (che dir si voglia) che violano la forza del partito e del grande fratello ..... vigilate!!!!!

Vi basta? Notate la differenza? Datevi una mossa a far sentire la vostra voce perché qui rischiamo, io ho volutamente estremizzato per dare un colore alle parole, davvero di risvegliarci in un paese dove si vuole "ridurre lo stato di polizia" ma provate voi, che non avete una batteria di avvocati a disposzione h 24, a sgarrare; oppure parlano di libertà e privacy ma levano anche l'ultimo lembo (un lembo di carta igienica ... da V per Vendetta) di espressione libera che avete.... che mondo é?

lunedì 12 settembre 2011

L'oracolo virtuale della distruzione ...speriamo di no

Leggevo oggi sulla prima pagina culturale della Repubblica, pag. 43 del quotidiano a firma di Fabio Scuto, una notizia che mi ha prima incuriosito e poi incominciato a far scattare la molla del blogger: quella molla che, a volte, innesca un meccanismo di link, connessioni, fantasia ecc. che ti spinge a indagare laddove altri si fermano alla notizia; non essendo giornalisti, per fortuna, e nemmeno avendo padroni, altra fortuna, il blogger ha la rara fortuna, ai tempi attuali, di poter parlare di una cosa (la prima cosa che gli capita sottomano) e da essa costruirci sopra un idea e sopra essa una immagine e sopra ancora un post....... tanto se va male non lo legge nessuno e perde qualche punto nelle classifiche... se va bene ci sono commenti, discussioni, critiche, a volte inkazzature ecc. ecc. ma veniamo al punto..... il Nautilus esiste. Ma non é il sommergibile al cui comando Capitan Nemo solca i mari, troppo facile. No "questo" nautilus è un supercomputer (capace di fare trilioni di operazioni al secondo), almeno dicono, a quanto pare in grado di ...... "predire" le rivoluzioni: attraverso un modello matematico è in grado di disegnare scenari futuri di politica estera basandosi su vari parametri prestabiliti in precedenza immagazzinando nelle proprie memorie di tutto. Fin qui la notizia.. sapete che cosa mi ha fatto venire in mente? Un racconto di P. K. Dick intitolato "I labirinti della memoria" da cui hanno tratto il film Paycheck. Non so se avete visto il film o avete avuto modo di leggere il racconto, ma a me ha fatto scattare la molla di cui sopra, perché? Perché nel romanzo il protagonista, tralascio i particolari, costruisce una macchina in grado di ..... pre-vedere il futuro. Il problema era che, quando la macchina comincia a essere usata sul serio nel mondo esterno, dava una previsione essa si verificava non perché fosse stata prevista ..... ma perché (sapendo delle previsioni) governi, borse, eserciti, singole persone si comportavano di conseguenza come se nella previsione la macchina si aspettasse che, in un modo o nell'altro, quello che pre-diceva doveva accadere per la semplice convinzione degli esseri umani che "doveva accadere" perché "l'oracolo" l'aveva semplicemente detto, anzi pre-detto. Chiare le implicazioni di una realtà del genere? Cosa accaderebbe se un supercomputer del genere dovesse "pre-vedere" che so una rivoluzione negli USA, o meglio, se dovesse "pre-dire", in base ai parametri stabiliti, che gli oltre 80 milioni di americani (che sono stati danneggiati dalla crisi economica) che si sono impoveriti dovessero trovare un punto in comune e sollevarsi dando vita a una rivolta sociale di dimensioni colossali? Se un governo dovesse sapere una cosa del genere come si comporterebbe? Avrebbe un dubbio ragionando sul fatto che proprio perché sapeva prima della rivolta ne creava le condizioni affinché essa scoppiasse? Vi piacerebbe vivere in un siffatto mondo? Questo "mondo" ha tanti limiti, egoismi, perversioni, ingiustizie, ma non sappiamo come andrà a finire ..... vogliamo proprio arrivare laddove é arrivata la visionarietà di una delle più grandi penne del '900 per caso catapultato nel mondo della fantascienza? Pensateci........ che mondo da incubo avremmo di fronte se questo supercomputer realmente riuscisse a "pre-dire" le rivoluzioni (ma anche i cambiamenti e chissà cos'altro ... pensate alle implicazioni dovute allo sviluppo del computer quantistico se vi piace l'argomento) e a cosa accadrebbe se questi cambiamenti non dovessero piacere a una élite al potere; élite, proprio perché a conoscenza, crea le condizioni perché si avverino le condizioni in un circolo vizioso autodistruttivo senza fine che potrebbe portare, come nel film e nel romanzo prima ancora, all'autodistruzione del genere umano, ci pensate? Ci vivreste in una società del genere? O, forse, non cerchereste in tutti i modi il modo di staccare la spina a una macchina del genere?

lunedì 6 giugno 2011

un pò di economia....

Fermo restando che bisogna votare e far votare per i referendum: possibilmente 4 bei sì raggiungendo prima i quorum necessari per dare un calcio al liberismo nostrano ...... attenzione attenzione stanno tirando fuori dal cilindro del cappellaio matto deu ideuzze niente male:


  1. prima ideuzza. Il mini nucleare. Cos'é? Lo diceva un quotidiano oggi un quotidiano, sarebbe mini centrali sul modello americano per farci ingoiare comunque l'atomo che passi o no il referendum.

  2. seconda ideuzza. Come far rientrare dalla finestra le tariffe e la privatizzazione dell'acqua? Basandosi sull'egoismo degli italiani abbagliati dal vedersi diventare azionisti delle compagnie che gestiscono il servizio idrico che li vedono nello stesso tempo anche utenti; una genialata.

Questi, non l'avessimo ancora capito, le pensano le notti per il giorno: la guerra non é vinta ancora, anzi ..... quindi occhio alla disinformazione; e alle convulsioni del pdmenoelle, da un lato, che non vuole realmente né i referendum sull'acqua né che i cittadini possano scegliersi da soli (senza passare dalle oligarchie del partito) il candidato premier e dall'altro del pdl che non vuole il legittimo impedimento per ovvie ragioni) e il nucleare (anche questo per ovvie ragioni): quindi capite che c'é una convergenza d'interessi del sistema a fronte delle richieste giuste della società, tutto chiaro?


E a proposito di fregature, vogliamo ragionare un pò di economia? Si lo so che paxxe, é un argomento noioso. E' una cosa da lasciare ai tecnici "a quelli che hanno studiato": peccato che proprio perché diamo voce ai tecnici che ora ci ritroviamo nei guai. Sapete qual'é la ricetta che il governo, attuale e anche futuro se il pdmenoelle dovesse vincere, ha pronta per dare un colpo al cerchio (dare ossigeno ai poveracci) e una alla botte (ossia tagliare per dare un segnale ai mercati segnatamente banche tedesche e francesi nonché agenzie di rating)? Tagliare le spese e abbassare le tasse: il sogno di qualunque cittadino di qualunque paese in qualunque epoca. C'é un problema: questa é "una" ricetta per una malattia non è la cura definitiva (laddove finora applicata non ha funzionato dato che per seguire le "raccomandazioni" delle istituzioni internazionali e si sono ritrovati in una spirale peggiore del male che ha reso, e rende, milioni di cittadini più poveri e più disperati da una settimana all'altra senza alcuna garanzia di riprendere un percorso virtuoso, anzi il tasso d'impoverimento é andato alle stelle mentre i pochi ricchi si sono ulteriormente arricchiti) e non é nemmeno un palliativo: é solo una presa d'atto che c'é un sistema che preserva un blocco sociale, quello che conta non tanto politicamente quanto finanziariamente, a scapito degli altri e lo fa anche a costo di uno scontro sociale durissimo. Quale potrebbe essere una ricetta alternativa? Non ne esiste una ma milioni a seconda di ideologia, d'interessi, teoriche ecc. io ad esempio ne avrei una:



  1. Ristrutturazione del debito pubblico con rinegoziazione degli interessi sullo stesso.

  2. Adeguamento della tassazione sulle rendite finanziarie al livelo dei paesi, civili, europei, il che significa un passaggio dal 12.50% al 27%.

  3. Conflitto fra contribuenti (tirato in ballo spesso, ma mai attuato, chissà perché) dando la possibilità anche ai lavoratori dipendenti di detrarre l'iva almeno al 50%.

  4. Lotta all'evasione fiscale: incrocio delle banche dati esistenti (catasto, catasto elettrico, fatturato, ecc.) rivalutazione e potenziamento del SECIT che anche dovrebbe avere poteri ampliati in modo da creare dei focus annuali sui segmenti sociali che maggiormente evadono e rimodulazione delle pene con reintroduzione del penale e ridefinizione di reati come il falso in bilancio, false fatturazioni, ecc.

  5. Lotta al lavoro nero anche attraverso la reintroduzione dell'obbligo di comunicazione di assunzione agli uffici competenti.

  6. Redistribuzione della ricchezza attraverso una redistribuzione verso l'alto delle aliquote di tassazione.

  7. Processo fiscale: due livelli di processo fiscale con ampie garanzie e con onere a carico del contribuente.

  8. Lotta all'evasione controbutiva con redistribuzione degli oneri assistenziali sulla fiscalità generale e incrocio con le banche dati inps ecc.

  9. Liberalizzazione delle licenze delle professioni con abolizione degli ordini professionali.

  10. Lotta alle mafie, fatturano un bel pezzo di pil, e redistribuzione a fini sociali dei beni sequestrati senza intermediazioni locali.

  11. Rimodulazione degli studi di settore non più basati su presunte dichiarazioni ma sul livello economico provinciale e sul faturato medio.

  12. Obbligo di emissione degli scontrini fiscali e delle fatture e controlli a campione delle Entrate.

  13. Introduzione nel nostro paese dell'imprenditore di se stesso, come già accade in Francia, e di conseguenza cartolarizzazione delle comunicazioni da effettuare alle camere di commercio.

  14. Riforma del Welfare non più sull'assistenza ma sulla integrazione: sia in caso di inabilità che di perdita del lavoro la cui erogazione é spostata sulla fiscalità generale; basta con i falsi invalidi ma anche basta con le casse integrazioni a vita, insomma un modello nordeuropeo.

Devo continuare? Questi sono solo esempi, di come potrebbe essere a mio parere una ricetta economica per un paese che volesse riguadagnare l'attendibilità e la credibilità interna e internazionale: un sogno? Retorica? Può darsi, però sognare non costa nulla ..... nemmeno proporre tanto "io sono nessuno" come disse Ulisse a Polifemo....

sabato 27 giugno 2009

Il Capo dice: tutti zitti

un'altra puntata della vicenda che vede il Capo contro tutti, lui solo ha la visione globale e lui è dalla parte del bene e della felicità: gli altri tutti gufi. E' così mentre da un lato dice di amare la libertà dall'altra invoca il silenzio sulla realtà della crisi e sui numeri della stessa. A partire dall’opposizione e dei giornali non allineati con il Governo arrivando a dire di stare zitti bocca anche a Bankitalia, all’Istat, all’Ocse e a Confindustria, oltre che a tutti i media, colpevoli di diffondere dati reali sulla crisi economica e finanziaria. Gli italiani non devono sapere: nulla sulla moralità; nulla sul malaffare; nulla sulla crisi. Devono solo attendere le pillole che gli arrivano da Lui che sono l'unica verità asooluta e vera oggi in giro e mentre tutti noi ci avvitiamo nella spirale prestiti/debiti/prestiti lui che è al riparo da tutto ciò ci dice che non accade nulla e che andrà tutto bene e ci dobbiamo fidare ..... e se lo dice Lui che è al di sopra di tutto e tutti altissimo nei cieli c'è da crederci ...... peccato che qui sulla terra la realtà è completamente diversa e tutti i giorni ci sbattiamo il muso facendoci male e, quando perdiamo quel poco di lavoro che si ha, perdiamo anche la dignità del lavorare. Che strana idea, vero? Chi non si allinea deve essere bandito e non avere pubblicità. Chi non si allinea è un comunista che porta disfattismo. Chi non è con lui non ama il futuro. E gli italiani sono con lui al 61%. Se è un sogno non svegliateli; se è realtà allora lasciateli dove sono perchè si meritano esattamente quello che hanno...... cosa vi ricorda, se avete ancora un briciolo di memoria, tutto ciò? A me tanto quel romanzo di fantascienza di Orwell dove da una democrazia animale nacque un'oligarchia dove tutti erano uguali ma i maiali erano più uguali degli altri....... dove riportando il pensiero al mondo vero: non sevono cittadini consapevoli e ragioananti ma consumatori perchè i primi sono optional i secondi sono importanti perchè senza essi tutto crollerebbe anche Colui che è in alto nei cieli!

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