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mercoledì 17 luglio 2019

Cambiamenti climatici, è giusto fare figli con questa minaccia?

Fonte: Il Fatto Quotidiano Ambiente & Veleni | 16 Luglio 2019 

Mentre l’Istat certifica la débacle demografica del nostro paese, cui solo l’immigrazione in parte dà risposta, per le giovani donne italiane c’è un altro dubbio che si pone nella scelta, già difficile, di fare o meno un figlio. Come se non bastasse il lavoro precario e sottopagato, come se non bastassero la carenza di asili e l’instabilità dei rapporti, molte di loro ora hanno una nuova, grandissima paura: mettere al mondo un figlio in un mondo dal clima devastato, che sarà sempre più caldo, sempre più arido, dove ci saranno massicce migrazioni e dove la vita sarà certamente più dura. O come minimo, più complessa.
Ammetto che questa paura da qualche tempo, cioè da quando ho iniziato a studiare con colpevole ritardo il tema del cambiamento climatico, ha preso piede nella mia vita. E ha avuto conseguenze molto concrete: non solo ha spazzato via la possibilità di un terzo figlio, ma mi ha anche creato angosce prima sconosciute nei confronti dell’esistenza dei mie due piccoli figli. Da un po’ di tempo ho cominciato a provare grande compassione verso i bambini, anche i più fortunati. Mi si stringe il cuore a pensare che probabilmente dovranno lottare, e tanto, per una vita accettabile, e che tutto quel futuro di prosperità e benessere che gli avevamo prospettato forse si rivelerà falso. Così mi ritrovo anche a dare consigli alle amiche che sono incerte se fare un altro figlio e sono consigli in senso negativo, quando fino a non troppo tempo fa incoraggiavo tutte e lanciarsi nella meravigliosa esperienza della maternità. Ma non sono sola, visto che è nato anche un movimento di giovani donne – #BirthStrike, letteralmente sciopero delle nascite – che si rifiutano di mettere al mondo bambini, visti il futuro che ci prospettano report e istituzioni scientifiche di studio sul clima.
Certo, i figli si sono fatti anche durante la seconda guerra mondiale, e pure tantissimi. E certo, non è evitando di mettere al mondo bambini, almeno non nei paesi demograficamente impoveriti come il nostro, che si risolveranno i nostri problemi. È vero anche che rispetto al surriscaldamento globale la risposta non può essere solo il panico, la depressione, l’annullamento, perché altrimenti, come hanno notato in molti, si smette di fare qualsiasi cosa. L’angoscia climatica porta all’estremo alla fine della speranza, ma la fine della speranza è la fine di tutto. E tuttavia: mentre fino a qualche anno fa potevano dire di non sapere, oggi abbiamo moltissime informazioni e questo ci obbliga ad agire col massimo senso della responsabilità, così come ci obbliga a porci il problema della eventuale sofferenza dei futuri bambini. Non è facile, anzi è triste, fa rabbia, è anche ingiusto – in fondo i nostri padri hanno avuto la possibilità di lavorare, avere pensioni, mettere al mondo figli senza pensare al clima –ma così è.
E dunque, fare o no un figlio ai tempi del riscaldamento globale? Io questo mi sentirei di dire ai futuri genitori. Fate un figlio, ma fatelo con una nuova mentalità. Sapendo, ad esempio, che dovrà affrontare sfide complesse, educatelo in maniera diversa e nuova, senza iper-proteggerlo, senza affogarlo di consumismo, e rendendolo presto sensibile ai temi ambientali. Volendo fare di più, io cercherei anche di capire cosa succederà, a livello climatico, nella mia regione e nel mio paese, prendendo per quanto possibile contromisure. Ad esempio valutando la possibilità di andare a lavorare altrove, dove il clima è più benevolo – e chi se ne importa dell’inverno demografico italiano, il problema non è vostro, ma strutturale – oppure magari cercare di capire se ci sono risorse alternative in famiglia (una casa in montagna o in collina), dove magari passare le estati torride. In ogni caso, l’importante è mantenere un atteggiamento accorto rispetto al tema del riscaldamento globale, restando informati, seguendo gli eventi per non farsi trovare impreparati.
Tutto questo non è per niente facile. Avere un figlio significa abbandonarsi, non pensare troppo, lasciare la ragione per un attimo dando spazio alle emozioni del corpo. Il tema del cambiamento climatico invece produce emozioni negative, di angoscia, il contrario appunto di quanto ci servirebbe per partorire ed essere sereni coi nostri bambini. Insomma è una sfida difficile, anzi difficilissima. Trovare un equilibrio psicologico tra realtà e passione, tra desiderio e concretezza dei dati. Cercare di guardare le cose come stanno, ma senza scoraggiarsi e cadere in depressione. Essere vigili, ma al tempo stesso non perdere la possibilità di inseguire i propri sogni.
Come comporre questo puzzle io non lo so per niente, anche io ogni giorno provo a risolverlo con fatica. So solo però che oggi, alle giovani donne e ai giovani uomini, è richiesto un doppio coraggio. Forse, confrontarsi su questo tema, non restare isolati, parlare con altre persone nella stessa condizione aiuta. Anche, magari, a trovare soluzioni condivise, che potrebbero diventare nuovi modi di vivere insieme, più sostenibili, meno individualisti, meno consumisti, più “poveri”, ma non necessariamente meno felici. Anche per gli stessi bambini.
Ambiente & Veleni | 16 Luglio 2019

domenica 22 marzo 2015

Parto e smagliature, il progetto che ritrae le neomamme. I commenti: “Foto disgustose”

di | 22 marzo 2015 dal Fatto Quotidiano
Ehi ma siete proprio bravi!!!! questo era facile è vero ma ho preso solo un particolare. Complimenti a Swala e tutti gli altri.
Ora veniamo allo scandalo del giorno.
Guardate questa foto

vi .... scandalizza? Vi disgusta? Ne siete scandalizzati? Su facebook è il caso del momento perchè è un attacco continuo a chi queste foto le ha fatte: donne con bambini e .. con smagliature ecc. altre ne trovate qui. Ma qual'è il problema? Che sono nude? che hanno in braccio bambini? O che mettono in mostra orgogliosamente smagliature e altro? Perchè il problema sembra essere proprio questo.... la gente, uomini e donne a pari merito, sta piantando un vero casino a causa loro. Queste foto fanno parte del "beautiful body project". In tempi di olgettine, e vari tipi umani che ne mostrano tutte le miserie queste, che ritengo BELLISSIME, fanno scalpore ovunque: è proprio vero che viviamo nella notte della ragione....
Ecco l'articolo dove i lin sono gli stessi che ho segnalato
Non bastavano gli utenti che da mesi stanno denunciando le sue foto a Facebook come “inappropriate”. Ora sotto i suoi scatti gli utenti dei social network scrivono: “Togli quelle immagini disgustose”. Soggetti delle fotografie, donne nude mentre stanno allattando o che mostrano come il loro corpo sia cambiato dopo il parto. Foto che ricevono insulti e segnalazioni sul social network, tanto da costringere la fotografa americana Jade Beall – ideatrice di A Beautiful Body Project – ad autocensurarsi pixelando i seni e da qualche settimana a rimuovere giudizi offensivi sul corpo delle neo mamme.
Difficile dire se le offese arrivino più da uomini o donne, certo è che “le critiche provengono da chi non crede che la bellezza si possa trovare in cicatrici, rughe, smagliature, macchie della pelle, grasso, acne, o qualsiasi altra imperfezione fisica”, racconta a ilfattoquotidiano.it Kristen Watts, moderatrice della pagina Facebook della fotografa dell’Arizona. Mamme con bimbi al seno o donne nude con i segni del parto sulla pelle insultate perché secondo una parte degli utenti online “non sono degni di essere chiamati belli o di essere visualizzati su internet – continua Watts – Mentre se un corpo viene reso perfetto con l’uso di photoshop, allora la nudità è ben accetta da tutti”.
Il progetto nasce nel 2012, quando Beall è ingrassata 22 chili durante la gravidanza. “Dopo la nascita di mio figlio stavo entrando in depressione perché mi sentivo orribile e confusa – racconta la fotografa 35enne sul suo sito internet – Mi sono trascinata nel mio studio e ho iniziato a fotografare il mio corpo ormai cambiato”. Postate queste fotografie sul web, Beall è stata inondata da email di neo mamme desiderose di mettersi in posa per lei. “In tante – continua la fotografa – credevano di avere un corpo poco attraente e rovinato”. Da qui la scelta di ritrarsi affaticate dalla gravidanza, con cicatrici e smagliature, proprio accanto ai loro figli, “per mostrarle in tutta la loro reale bellezza”.
Gli scatti, raccolti nel 2014 grazie ad una piattaforma di crowdfunding nel volume “The bodies of mothers”, sono stati solo l’inizio. Secondo passo, infatti, è stata la nascita di una piattaforma online dove Beall collabora con altre fotografe per ritrarre donne da ogni parte del mondo, “nude dopo il parto, prima di partorire, mentre il corpo invecchia, è malato, grasso, magro, liscio, peloso”, racconta Watts. Sul sito “A beautiful body project” si possono proporre storie o servizi fotografici, oppure inviare autoscatti.
Lanciato su Facebook, è stato proprio questo progetto ad attirare i commenti “disgustati” di alcuni utenti. “Abbiamo deciso di non rispondere alle provocazioni – continua Watts – Ogni giorno lottiamo contro il fatto che sui social network le nostre immagini sono cancellate perché ritenute offensive. Alcuni non capiscono il perché del nostro lavoro, non possiamo farci nulla”. Secondo Watts è molto più comune di quanto si pensi che una donna si vergogni del proprio corpo dopo aver partorito. “Commenti come quelli che stiamo ricevendo non aiutano certo le neo mamme a celebrare la loro bellezza – conclude Watts – mentre i nostri scatti vogliono proprio far capire la grandezza del corpo femminile”.
p.s.
ehm....  spero che nessuno abbia da ridire perchè è pregato fin d'ora a levarsi dai gioielli di famiglia

lunedì 3 dicembre 2012

.. e per rimanere in materia nemmeno le famiglie stanno meglio

Ieri ho riflettuto sulla condizione del "fare figli" oggi, dopo aver letto un articolo sul fatto quotidiano del lunedì sulle differenza fra i paesi scandinavi (dove la natalità é in crescita a differenza della nostra) e .... stavolta il resto d'europa: per scoprire che una volta tanto siamo proprio europei, quindi in buona compagnia... almeno così c'illudiamo un pochino. Nei primi padri e mamme hanno pari diritti e sono spinti a curarsi dei figli, per periodi lunghissimi, in media 400 giorni, e retribuiti fino al 80% nel resto d'europa no ma la punta estrema indovinate un pò chi é? Noi naturalmente: perché la Riforma Fornero ha previsto, art.4 comma 24, che in via sperimentale "e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per gli anni 2013-2015 il padre lavoratore dipendente ha l'obbligo di astenersi per un periodo ..... di .... TADA!!!!! .... 1 (leggasi uno) giorno"; entro naturalmente i primi 5 mesi di vita del figlio dando preavviso di almeno 15 gg al datore di lavoro (costo per lo Stato stimato in 78 mln di euro; mi chiedo se il padre si mette in malattia quanto costerà allo Stato.. secondo me il gioco non vale la candela, ma si sa che la nostra signora del Lavoro questi calcoli non li fa...); incidentalmente ce ne sono altri due ma in sostituzione della madre, null'altro... una full immersion in cui condensare tutti i primi anni di vita del figlio. Lascio stare il resto, leggetevi l'articolo perché illuminante di quale distanza ci sia fra le parole ufficiali e la realtà effettiva: ma in questo il governo attuale non é diverso da quelli precedenti... dall'ulivo alla destra berlusconiana: tutti a lanciare parole d'ordine come natalità, famiglia, stato sociale ecc. mentre sottotraccia si taglia e ritaglia, in nome della competitività e dell'ideale società del migliore dei mondi possibili e tutte le menate con prendono in giro tutti.
Ripeto la domanda:
Avete voglia di fare, e di consigliare di fare, figli?

mercoledì 23 febbraio 2011

se non ci fossero le iene.....

Visto le iene del 23/2/2011? In Italia la fecondazione eterologa é vietata, grazie alla legge 40; era voluta dalla Chiesa e dai pavidi politici che fanno i moralisti preoccupati:
dei valori della famiglia tradizionale (malgrado siano per lo più pluridivorziati, pluriseparati, pluri puttanieri, ecc. ecc.);
della difesa della vita (é di oggi la notizia che ci sia stato un incontro "segreto" fra l'amato Capo e Bertone che ha chiesto garanzie sul testamento biologico e soldi - soldi? - alle scuole cattoliche .... magari a scapito di quelle pubbliche di cui non frega niente a nessuno men che meno a questi politici che sono lì per fare quello che vogliono quando vogliono e come vogliono e pretendono anche di essere capiti, difesi e soprattutto creduti e che sono puritani in queste materie ma iper libertini se qualcuno di loro..... sapete chi diceva che una bugia dev'essere ripetuta milioni di volte finché a crederci é la stessa persona che la dice che ci crede? Goebbels!! chiaro?);
dei valori occidentali da esportare anche con le armi (dovunque ...... tranne che in Libia) perché rappresentano la base del sistema democratico e liberale.
..... ma non sono minimamente preoccupati di difenderli quando sono loro a essere presi con le mani nella marmellata. Orbene le iene hanno dimostrato che, rispetto a quando la fecondazione era permessa (quindi gratuita e passata dallo Stato) i benpensanti (di professione e quelli che sinceramente ci credono e sono plagiati dalla propaganda ufficiale) inorridivano al solo pensiero che una donna, magari un pò avanti con l'età, che non poteva avere figli, vedeva aprirsi lo spiraglio di una gravidanza inattesa magari grazie a una donazione di una donna anonima. Ricordate le discussioni e gli scenari che ne venivano fuori? Com'é andata a finire (prendo a prestito la frase da Report con molta modestia)? Che ora pagando 2500 euro qui in Italia, e 20 mila in Spagna (ma anche in Turchia, Svizzera, ecc. in alcuni casi con grave rischio per la paziente), un professorone ti fa figliare .... anche se hai un fibroma e sei in menopausa da anni. Era questo che si voleva? Il mercato del bambino per corrispondenza? Lo spermatozoo via corriere espresso? Altro che mercato delle vacche (che pur esiste) qui siamo allo squallore voluto da chi é incapace di guardare oltre la metà del proprio naso (e forse ci gudagna anche su.... forse quel professorone che disdegnosamente rifiutava di parlare di soldi con la signora va in chiesa ogni domenica ed é anche obiettore di coscienza) per puri motivi ideologici e religiosi ha letteralmente aperto le porte sia al turismo neonatale (e già qui ci sarebbe da discutere perché solo chi ha soldi se lo può permettere, e gli altri?) sia alla speculazione sulle donne (l'ennesima) che desiderano avere figli e non vogliono, o non possono, sottoporsi alle torture dell'inseminamento multiplo in una sola somministrazione. Allora? Mi sa che anche qui, come per l'aborto, alla base c'é ipocrisia e malafede: se tutti sanno; e se molti ci mangiano sopra; e se dietro la rispettabilità fideistica magari si nasconde la mammana o lo speculatore del turismo neonatale e se con molti "altri" se i difensori della vita hanno comunque fatto "lobby" per creare pressione affinché fosse approvata una legge medievale e oscurantista, perché lo hanno fatto se si richiamano a valori quali la difesa della vita e della dignità riconosciuta anche ai feti? Ma per motivi ideologici, naturalmente: ma hanno realmente valutato l'impatto di una siffatta legge? O l'hanno fatto apposta per mettere un punto su una materia imponendosi a una maggioranza, contando sui veti incrociati della casta e sul loro immobilismo perché capaci solo di fare contabilità elettorale oltre che delle proprie tasche, facendo una crociata sui principi astratti mentre la realtà va in tutt'altra direzione? Qui si deve capire che il proibizionismo ha sempre fatto nascere un sottobosco di speculatori e "facilitatori" che prosperano grazie ad esso: proprio dalle crociate avremmo dovuto imparare la lezione e invece ....

lunedì 28 gennaio 2008

uteri in affitto: ultima frontiera per aggirare la legge 40

infatti è anche questo che accade nel nostro folle paese: fatta una legge restrittiva trovato l'inganno di aggirarla soprattutto se ci sono le possibilità economiche e la voglia di maternità a tutti i costi. Non bastasse i viaggi, semiclandestini, della speranza ora c'è la possibilità (cacciando da un minimo di 10000 euro ad un massimo di 100000 euro a seconda del paese cui ci si rivolge e del grado di sicurezza per mettersi al riparo da noie legali e quant'altro) di procedere all'affitto dell'utero (<--qui il link) altrui per avere quel figlio negato per un qualunque motivo dalla natura. L'affitto degli uteri in Italia è illegale, naturalmente, e i nostri concittadini si "organizzano" per l'estero infatti esistono agenzie specializzate che forniscono kit e assistenza di tutti i tipi (da quella legale a quella sanitaria) in pratica un pacchetto completo per rispondere alla domanda delle mamme mancate nostrane e favorire l'iter sanitario e legale per far si che oltre a coronare il loro sogno evitare che si pongano domande imbarazzanti alle frontiere evitando anche le pratiche noiose alla ambasciate.. Naturalmente anche le coppie gay e lesbo ne usufruiscono moltissimo non solo fuori Italia ma anche qui: nbasta avere i soldi. Insomma quello che si chiama servizio completo dal produttore al consumatore come una filiera di produzione. Non critico sia chiaro la scelta delle famiglie di avre un figlio e trovo legittimo il loro desiderio di maternità ma mi pongo la seguente domanda: perchè vietare nel nostro paese qualcosa che, come sappiamo benissimo in un pianeta globalizzato, si può ottenere semplicemente salendo su un'areo e varcando la frontiera? Non sarebbe meglio affidare alla mano pubblica quella che si può rivelare come una truffa o, peggio ancora, una violenza a carico di persone che si possono trovare in difficoltà? E perchè lasciare tutto in mano ai privati che stabiliscono il prezzo per qualcosa che si potrebbe avere anche qui? Qui prodest? Ed è proprio giusto vietare anzichè regolamentare? Ed a proposito di legge 40 viste le tre sentenze di tre diversi tribunali (ultimo l'importantissima senteza del TAR del Lazio per eccesso di potere che ha mandato tutto alla Corte Costituzionale con il rischio per gli integralisti di vedersi per via giudiziaria quello che avevano imposto per via giuridica giocando sui numeri in parlamento e giocando, per quanto riguarda il referendum sulla ignoranza e il qualunquismo italiano) ci sono migliaia di persone e famiglie che stanno seriamente valutando la possibilità di dare il via a ricorsi e distruggere l'intero impianto di questa legge retriva e reazionaria (anche con il prossimo cambio di maggioranza e la pavidità dei nostri politici maggiormente "illuminati" rischiamo di ritrovarci riveduta e corretta) completamente riaprendo i giochi e le speranze, giuste, dei cittadini.............

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