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domenica 19 giugno 2016

"Mein Kampf", il Libro Proibito

.. in attesa degli esiti..
un pò di storia; per non aver paura del passato e nemmno del futuro!

... mostruosità che solo gli esseri umani son capaci di fare
NON ABBIATE PAURA

domenica 12 giugno 2016

Mia è la vendetta.....

per par condicio ... si potrebbe dire 'quel che è fatto gli è reso', ma...  a pagarne lo scotto maggiore fu la popolazione civile che, pur se silenzionsamente, connivente fu la vittima principale della 'vendetta' perpetrata alla fine della guerra.... e anche quando furono fermati, in nome della guerra fredda e della cortina di ferro, nulla fu fatto per far risaltare l'evidente tragico aspetto che spesso negli stessi campi di concentramento in cui erano stati deportati ci finirono donne e bambini tedeschi: i gerarchi e gli scienziati erano lontani, aiutati dagli alleati e dal vaticano a filarsela, con chi prendersela?

venerdì 10 giugno 2016

Quel che non si sa .. o non si vuol sapere

Vediamo.. sapete quanti erano gli ebrei, a qualunque livello di comando, presenti nell'esercito tedesco, e non solo ma pure nelle SS e nel partito nazista (addirittura un paio di essi erano ai massimi livelli di questo partito e furono dichiarati per decreto 'ariani'... uno di essi fu l'ideatore dei campi di sterminio e della soluzione finale), dal momento dell'ascesa al potere di A.H. (mi rifiuto di scriverne il nome)? 150 mila..... sapevatelo.
Eccovi un interessantissimo documento, trasmesso in questo caso da Raitre, che vi racconta questa storia che non so quanti conoscono davvero........

attenzione alcune scene potrebbero urtare qualche sensibilità; sono 4 filmati di una decina di minuti ciascuno da vedersi tutto d'un fiato per poi correre, per chi volesse farlo naturalmente, a leggere il libro sottostante.. scritto da Bryan Mark Rigg 'I soldati ebrei di Hitler' Newton & Compton

buona lettura e buon weekend
sempre con l'avvertenza che non sempre, anzi direi quasi mai, la storia scritta è sempre quella vera: c'è n'è un altra, oscura e misconosciuta, nascosta, incofessabile cui non vi si può sempre accedere se non a prezzo di vler vedere crollare le proprie certezze....

lunedì 2 maggio 2016

‘Lui è tornato’, e se Hitler riapparisse oggi?

di | 2 maggio 2016 dal Fatto Quotidiano

E se una mattina qualunque del 2014 a Berlino, Lui tornasse? Se mentre i bimbi giocano indisturbati in un giardino pubblico, nei pressi di quello che un tempo fu il bunker nel quale si tolse la vita insieme alla neo moglie Eva Braun, Lui riapparisse avvolto da una nuvola di fumo, in alta uniforme? A questi curiosi interrogativi prova a dare una risposta il giornalista Timur Vernes nel suo best-seller Lui è tornato, nel quale immagina, con sagace ironia e grande lucidità di pensiero, il ritorno di Hitler nella Berlino dei giorni nostri. Un successo editoriale sorprendente, con oltre 2 milioni di copie vendute solo in Germania, tradotto in 41 Paesi. Dal libro è stato tratto l’omonimo film, per la regia di David Wnendt che, neanche a dirlo, in Germania ha sbancato il botteghino, ma che purtroppo in Italia ha avuto solo tre giorni di programmazione, 26, 27 e 28 aprile; sarà tutta via disponibile su Netflix. Io sono riuscita a vederlo in extremis giusto l’ultima sera e ne sono felice, perché il film è davvero straordinario.
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Siamo nel 2014, Adolf Hitler viene catapultato nel futuro e si risveglia a Berlino nello stesso punto in cui il 30 aprile del 1945 si tolse la vita. Come fosse letteralmente risorto dalle ceneri, vaga per la città con la sua uniforme logora e strappata, una città decisamente diversa da quella che ha lasciato. Confuso e disorientato cerca di scoprire in quale epoca storica si trovi e quale sia l’attuale situazione politico-sociale: non appena scopre in che modo è cambiata la sua Germania, rimane sgomento e si rende conto di essere mancato per troppo tempo. Ben presto capisce che nulla di ciò che negli anni ha faticosamente costruito, esiste più: la Germania moderna è multietnica e globalizzata, guidata da una donna (la Merkel) che egli stesso definisce “una donna tozza che infonde lo stesso ottimismo di un salice piangente”; manca una guida dunque, un punto di riferimento per un paese destrutturato e impaurito dallo straniero.
E qui il film raggiunge il suo scopo: siamo davvero sicuri che i tempi siano così cambiati rispetto al 1933, quando il neo cancelliere Hitler salì al potere della Germania nazista? Più ci si addentra nella storia, più matura questa agghiacciante considerazione; tra l’altro il film è un interessante mix tra linguaggio cinematografico e documentaristico: con l’aiuto di uno sprovveduto cameraman Hitler fa il giro della Germania per sondare i pareri della gente, molte delle interviste sono reali e raccolgono le reazioni spontanee della gente alla vista del redivivo Hitler: i risultati sono a tratti sconcertanti. Alcuni degli intervistati affermano che “se fosse il vero Hitler, la seguirei”, inoltre molti dei discorsi di Hitler sull’immigrazione e sulla necessità di ricostituire dei lager, trovano in alcuni casi consensi e acclamazione.
Nel film si crea ad un certo punto una pericolosa commistione tra cinema e realtà che appassiona e spaventa allo stesso tempo. Il tono è tendenzialmente quello della commedia, ma, alla pungente ironia delle battute, si aggiunge l’inquietante consapevolezza di alcune affermazioni di Hitler: “Lei si è mai chiesto perché il popolo mi segue? Perché in fondo siete tutti come me…abbiamo gli stessi valori…”. Non appena scopre il potere che i nuovi media e internet hanno sulla gente, come se la storia si ripetesse tragicamente, li sfrutta in maniera arguta per raccogliere consensi e per cercare di carpire informazioni utili al suo scopo: si, ma qual è lo scopo del risorto Hitler? Lo stesso di sempre: riempire il vuoto ideologico di una società moderna alla deriva e affondare gli artigli nella sua debole carne.
Attraverso il suo carisma e la grande capacità comunicativa che trascende le epoche storiche, si impone come personaggio di punta in televisione – che definisce “uno straordinario strumento di propaganda” – si presta ad interviste, ospitate, selfie e simpatici siparietti, diventa una star del web. Per tutti questo Hitler non è altro che un buffone, un matto che si traveste da führer, ma che gli somiglia in maniera sorprendente (grazie al lavoro straordinario dell’attore Oliver Masucci); questo genera una sorta di macabra ammirazione per la figura storica, una morbosa curiosità tipica del nostro tempo di reality show e di fanatismo malato. Tutti sembrano ubriacarsi di questa novità, fino a perdere piano piano coscienza della realtà. Tutti tranne una vecchia signora ebrea affetta da demenza senile che, vedendosi piombare Hitler in casa, non lo scambia per un attore come tutti gli altri, ma lo riconosce e comincia ad urlare in preda al panico “Sei tale e quale ad allora e dici le stesse cose di allora. Anche all’epoca, all’inizio, ridevano di te. Io so bene chi sei, non l’ho dimenticato!”.
Dopo queste parole, il silenzio in sala si è fatto gelido, insopportabile. Il viaggio nel futuro di Hitler, ha riportato noi in un passato buio e angosciante e mentre le immagini scorrevano sullo schermo, mi sentivo pervasa da una sensazione di ansia e di paura. Il film (e prima ancora il libro) offre uno spunto di riflessione prezioso sul valore della memoria storica, sulla reale capacità degli esseri umani di imparare dai propri errori e un quadro tristemente chiaro dell’attuale situazione politica, sociale e culturale dell’Europa e del mondo. Verso il finale, quando l’intorpidimento delle coscienze sta dando i suoi frutti e tutti ormai lo considerano una star, il suo fidato cameraman, l’uomo che lo ha “scoperto”e portato alla ribalta, capisce di avere a che fare col vero Adolf Hitler, terrorizzato e sconvolto tenta di ucciderlo. Ma Hitler non muore e l’inquietante messaggio finale è affidato alle sue parole: “Non puoi uccidermi, perché una parte di me è in tutti voi”. Lui è tornato o forse non è mai andato via?
di | 2 maggio 2016

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.. a proposito del ricordare.

e se non bastasse nelle scuole, o almeno in alcune di esse in Baviera, si sta studiando l'ipotesi, con la benedizione di tutti (Verdi compresi), di far leggere il Mein Kampf dell'austriaco che indusse i tedeschi a credere di essere una razza superiore e che potevano far tutti: forni crematori compresi!!!! D'altronde sono stati proprio gli alleati (..) a non condannare l'intera struttura di potere nazista, anzi i quadri e livelli intermedi del nazismo sono rimasti tutti al loro posto contribuendo a far diventare la Germania una potenza economica di livello planetario e per tacere degli scienziati nazisti che russi e emaericani hanno "adottato" per sfruttare tutte le loro scoperte .. dalla medicina (le torure e gli esprimenti nei campi di concentramento hanno fatto scuola nel trattamento di alcune patologie mediche) allo spazio; dalla comunicazione e dal controllo delle masse (anche in questo campo le tecniche naziste hanno fatto scuola... basta pensare alle tecniche di comunicazione commericale e politica) all'ideologismo del mercato in salsa tedesca dove la Germania, come l'inghilterra, sta introducendo leggi che discrimanano i lavoratori non solo extracomunitari ma pure comunitari... altro che ostalgia, vero?

sabato 8 dicembre 2012

.. a proposito di shock

questo breve, una volta tanto non perderete tempo, spiega cosa é la dottrina dello shock: dalla medicina, il primo ad applicarla fu ewan cameron (finanziato dalla cia e dal governo canadese fece esperimenti sui bambini delle tribù indiane del canada e sulle persone che avevano anche lievi disturbi della personalità .. trovo una strana assonanza con i medici nazisti che nei campi di concentramento facevano le stesse cose, da nausea...), alle società complesse il principio é lo stesso ossia provocare uno shock tramortizza gli individui e li rende malleabili ai voleri di chi li provoca per ottenere i propri scopi. Tutto qui... ora provate a collegare il tutto a partire dal 1989 e valutateli sotto questa prospettiva (provate a immaginare di essere al posto degli iracheni torturati nelle priogini dagli americani oppure degli afghani e ora oltiplicate il tutto per centinaia miioni di persone, da brividi)... il resto dovrebbe esservi chiaro anche la crisi ultima vista così ha radici finanziarie , ma pure obiettivi che vanno oltre: come distruggere il welfare che si può fare solo se .. la gente é terrorizzata
come sempre
BUONA E FREDDA DOMENICA

martedì 2 giugno 2009

dopo la guardia nazionale padana ora c'è anche la guardia nazionale italiana.....

Me l'ha segnalato, per correttezza lo cito Devils_124 e ci ha fatto anche un post. Cosa? Naturalmente la guardia nazionale italiana che, cito testualmente, "è un Ente non governativo di volontariato il quale a differenza della Guardia Nazionale Padana (braccio operativo della Lega Nord, che nasce ed opera in chiave secessionista e quindi contro la Costituzione della Repubblica, l'ordine costituito, la sicurezza pubblica e lo Stato); si adopera al fine della salvaguardia dell'integrità Nazionale e per la Sicurezza dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano". Più chiaro di così. Ora non essendo il sottoscritto leghista che questi, non "governativi", ne siano l'opposto non può importare di meno anzi se gli fanno concorrenza, essendo in libero mercato, va anche bene: forse qualche meridionale "settentrionalizzato" riapre gli occhi e si accorge dell'errore che fa. Poi ho visitato il sito, il loro sito, e bè ho notato cose estremamente interessanti: innanzitutto il nome G.N.I. (ricorda, dico ricorda, G.N.L. indovinate cosa significa l'acronimo?). Poi gli scopi: puramente da organizzazione di volontariato che si occupa di tutto: dall'anticendio alla sicurezza dei cittadini, proprio tutto (basta andare a leggerli sul link dell'organizzazione che è indicato più su in questo post). C'è una ma dato che fra i tanti simboli che i loro aderenti devono portare c'è la ruota solare: cosa è la ruota solare? Wikipedia ci dà una descrizione chiarissima che lascio a voi leggere e trarne le conclusioni: troverete qui una foto della ruota solare e di dove la si può reperire una sua versione "storica" nel castello di Wewelsburg e qui ci rimetto due belle foto. E le divise? Il loro sito ha molte foto che vi invito a visionare qui. Dopo il giretto, e mi scuso se sono "lungo" in questo post, che vi invito a fare mi chiedo: l'ennesima organizzazione di estrema destra o è altro? Sono sicuro che di questi tempi tutto è ammesso (a meno che non disturbi il "manovratore" a Roma) e tutto fa brodo non ci si stupisce di nulla; ma il problema secondo me è un'altro: con la legge sulla sicurezza questa organizzazione ce la troviamo per le strade a "proteggerci"? Come le camice brune proteggevano i tedeschi dagli ebrei, gli operai che scioperavano, ecc.? Posso capire tutto, dovute anche al periodo di confusione che stiamo vivendo, ma il simbolismo e le divise mi riportano alla mente altro che tutti condannano, ufficialmente, e tutti si ritiene abbandonato nella discarica della storia come qualcosa di mostruoso ma sotto la spazzatura deposta ci dev'essere stata una perdita che è durata fino ad oggi dal 1945: spesso usata dal potere per contrastare il "pericolo" rosso, anche con le bombe nelle banche e sui treni, e ora sdoganata per far fare numero a chi vince le elezioni. Quando si fa della paura un'arma essa a volte si rivolta contro chi lo produce ma molto spesso produce mostri e terrore: siamo a questo punto ormai? Altro che festa del 2 giugno, qui siamo alla notte dei cristalli e oltre, molto oltre, il sonno della ragione che genera mostri . La lotta partigiana non significa nulla per i nostri concittadini? E parole come Olocausto e Shoah? Una volta, nemmeno molti anni fa, tutto ciò sarebbe stato criticato e condannato (se non chiuso a furor di popolo) oggi invece, giocando sulla mancanza di valori, è tollerato e entra a far parte dell'immaginario collettivo come qualcosa di nuovo che fa vibrare i cuori: peccato che spesso quel vibrare non porta molto lontano.

venerdì 24 aprile 2009

25 aprile

25 Aprile 2009. Come ogni anno dal 1945 si metteranno corone di fiori e si faranno discorsi. Ci saranno cortei e commemorazioni nelle città variamente liberate e si farà la solita polemica sulla necessità di festeggiare e ci saranno i soliti noti che cercheranno per la ennesima volta di far passare il discorso della equiparazione dei combattenti in nome della riappacificazione nazionale così come ci sarà chi, l'ha già fatto, dirà che gli unici liberatori sono stati gli americani (che per poter sbarcare in Sicilia si sono fatti aiutare dai mafiosi italo-americani radendo al suolo con i bombardamenti indiscriminati a tappeto le città italiane) mentre nel nord-italia da un lato i partiti antifascisti si riorganizzarono nel CLN e dall'altro i cittadini appartenenti a varie formazioni politiche (e non) facevano scelte laceranti scegliendo di imbracciare le armi per liberarsi aggregandosi nelle formazioni partigiane di vario colore politico dal giogo nazifascista dando vita a quella che chiamiamo Resistenza. Dall'altra parte dela barricata c'erano infatti non solo nazisti tedeschi ma anche italiani appartenenti alle formazioni fasciste (X° MAS e Brigate nere per fare due nomi tristemente note) che avevano scelto di aderire alla RSI (uno Stato insurrezionale di fatto retto e sorretto dai tedeschi) dopo la "liberazione" di Mussolini da parte dei tedeschi chi dice per un malinteso senso dell'onore e chi perchè non gli andava di passare per voltaggabana dopo l'8 settembre 1943 giorno in cui la maggioranza degli italiani (al pari della Casa Regnante prima responsabile dell'ascesa del fascismo nel nostro paese) riempì i tombini delle fogne dei gagliardetti del regime; ci furono anche "altri" italiani (circa 15.000 circa) che invece fecero una scelta ancora più radicale: aderirono alle SS!! Si signori nelle SS c'era una brigata italiana che si macchiò, al pari degli altri fascisti, delle stragi efferate documentate dalle cronache (per non parlare della oggettiva connivenza per l'Olocausto ebraico da cui nessuno è escluso in verità a partire dalla Chiesa cattolica) e dalla Storia. Nella I° Repubblica l'errore principale fu quello di rendere questa ricorrenza "un rituale" facendogli perdere la caratteristica principale: gli italiani per la prima volta alzavano la testa e eliminavano l'orrore fascista mostrando, una volta tanto, di avere schiena dritta. Nelle "successive" Repubbliche, sparita o quasi "la sinistra" (che ha rinnegato la propria storia), il 25 aprile ha prima perso il suo vero significato e poi, dopo polemiche ampie e inutili, sta diventando quella che la destra fascista ha sempre sperato che fosse: una Festa di tutti per tutto. Personalmente penso che non sia così ma so di appartenere ad una razza che crede ancora nella necessità di conoscere le proprie radici politiche, sociali e storiche che hanno portato alla nascita della Repubblica italiana basata sulla lotta partigiana antifascista e sulla democrazia nella quale il popolo è "il" sovrano e padrone del proprio destino: destino che ora, e proprio per colpa dello stesso popolo, che altri gli hanno strappato. Ha ragione il Capo dello Stato nel richiamare i valori base su cui è nata la nostra democrazia difendendo la Costituzione, di cui è garante, e affermando che non è un rottame da donare alla Storia e alla "critica roditrice dei topi" e hanno ragione quelli che ogni anno sentono questa "ricorrenza" non come tale ma come un'occasione di "memoria" storica del nostro paese: memoria che stiamo perdendo e che molti vorrebbero volentieri dimenticare e, soprattuto, farci dimenticare per poi denigrarla. Nessuno dice che furono rose e fiori ma, seppur quelle speranze che furono alla base della lotta partigiana di liberazione furono tradite e svicolate in nome della "politica e della divisione del mond in due blocchi", nonostante tutto fu forse l'unico momento (dopo l'Impero romano) che i nostri padri e nonni poterono camminare a testa alta nella storia, perchè quella storia l'avevano fatta.
BUON 25 APRILE E GODETEVI IL BRANO!

mercoledì 4 marzo 2009

Il nostro paese sempre di più a velocità diverse

E' uno strano paese il nostro. Vanta di essere fra le 8 potenze mondiali ma mostra sempre di più le crepe di queste certezze: infatti al suo interno ha differenziazioni sempre più evidenziate da divide vari. E' un paese ricco (una ricchezza ostentata a tutti i costi ma nascosta al fisco in modo da evitare che altri ne possano beneficiare) ma ha sacche di povertà enormi e che si allargano sempre di più a strati finora mai toccati della società. si fa vanto di proteggere la famiglia ma poi non fa nulla per tutelarla; ha nella sua Costituzione la parità e altri diritti fondamentali ma non crea le condizioni affinchè possano essere tali nella realtà delle cose: anzi sembra quasi che se ne faccia beffe quando ci sono pochissimi che ne fanno uso e moltissimi che per ovvie ragioni (povertà, ignoranza, ecc.) ne sono fuori. E si potrebbe continuare all'infinito. Ma la cosa più odiosa è la Sanità o meglio l'health divide. Il divario crescente fra zone del paese nell'accedere al diritto alla salute (costituzionalmente garantito a tutti e senza costi) e alle cure. Il nostro paese sempre di più rassomiglia all'incubo americano e sempre meno all'idea che ne avevano i Padri sottoscrittori della Carta Costituzionale. Ci sono ormai interi ceti che non vi possono materialmente accedere o che quando lo fanno non hanno le stesse prestazioni che hanno chi se li può permettere (e non solo nelle zone depresse ma anche in zone insospettabili ormai) magari pagando; per non parlare di chi si finge esente per non pagare nememno il ticket e magari è plurimilionario!! Un paese strano e pericoloso il nostro dove non c'è interesse per il bisogno altrui e molto per quello proprio e dove non ci si preoccupa molto se il proprio vicino stupra o violenta in casa propria ma urla e strepita nel chiedere sicurezza perchè se quello che fa le stese cose è un'extracomunitario: un paese così in preda allo smarrimento è facile preda di pochi decisi figuri che lo possono rivoltare come un calzino senza che nessuno batta ciglio se ci sono rigurgiti neonazisti ma dove si insulta il vicino definindolo "comunista". Tempi duri per chi crede nella democrazia................

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