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domenica 2 giugno 2013

per la serie le buone notizie ...

......ci vorrà più di mezzo secolo per far tornare il livello di occupazione agli standard pre-crisi (2007): 40% di giovani senza lavoro, poco meno del 20% della intera popolazione abile italiana. Più o meno come all’inizio degli anni ’70. Il Governatore Visco, uno non propriamente escluso dalle stanze dei bottoni o dai salotti che contano, ha parlato, riferendosi soprattutto a imprenditori e classe politica, di ritardo pluridecennale; 30 anni di riforme mancate, incomprensione dei cambiamenti locali e mondiali, chiusura a riccio sulle rispettive rendite di posizione, pantomime e tirate a campare il cui epilogo lo stiamo pagando con gli interessi. Liberalizzazioni senza troppa strategia ed europeizzazione un po’ a casaccio (moneta unica ma politica e finanza da legge della giungla) a condire una situazione di “stabilità sociale a rischio”...... pensateci: oltre 50 anni per ritornare come prima: altro che ripresina, vero?
Ciò naturalmente partendo dal fatto accertato che: i presupposti teorici, storici, econometrici è stato ampiamente dimostrato che sono ERRATI, sbagliati, presuntuosamente venduti come buoni! Ora:
  1. nell'attesa dei 50 anni della ripresa;
  2. nell'attesa che la tav fra 50 sarà produttiva;
  3. nell'attesa del mondo migliore....
godetevi questa conferenza di Naomi Klein che, in questa conferenza con sottotitoli in italiano, faceva il quadro di quello che sarebbe accaduto.... buona visione

... se a qualcuno risultasse troppo lungo, dico: che problema c'è? Abbiamo ... 50 anni per rifletterci.

giovedì 4 aprile 2013

Forza Renzi...

ehh si pare proprio che sia arrivato il momento per il sindaco di Firenze: ormai cotto e decotto Bersani non resta che lui per risollevare le sorti magnifiche del sistema italia; l'ultima spiaggia prima della seconda onda dello tsunami.. quella del riflusso verso il mare dopo che si è spinta molto all'interno del territorio; è quella più distruttiva ma non la si può evitare perché è parte del fenomeno: nella natura è ineluttabile in politica e negli affari umani ...... non sempre; lo dovrebbe essere se, come nelle previsioni  dei sondaggisti che ci pigliano sempre com'è notorio, fra un 6 mesi al massimo un anno si tornerà a votare e 5S si sostiene crollerà e quindi il riflusso verrebbe evitato nella sua distruttività.. è su questo scenario che Renzi scommette, perché:
  1. con il pd bersaniano annichilito la parte liberal può flirtare sia con Monti che con il pdl realizzando il sogno dell'alto colle e del suo attuale inquilino;
  2. può depotenziare sia 5S che mr.B perché ... piace sia a destra che, dice, fra i penta stellati... sicuramente l'incubo è maggiore per mr B. che non a caso quando, prima delle elezioni, si ventilava una sia discesa in campo dichiarò che non si sarebbe presentato... sicuramente lo diceva per esorcizzare l'arcoriano del pd ma comprendeva, da politico pratico qual'è, che era un nemico difficile da sconfiggere;
  3. Firenze gli sta stretta ormai. Un pò perchè cominciano a venire al pettine alcuni nodi storici sia perché qualche problemuccio con la Corte dei conti c'è eccome e quindi meglio muoversi al parlamento che come sindaco...
... solo così il sistema tenuto con gli spilli per 20 anni si potrà salvare, altrimenti saranno problemi perchè il prossimo governo, se rimane dell'alveo dei diktat europei (europa preda come spero tutti sappiamo di questo capitalismo autoritario da shock economy che così bene veniva descritto da Naomi Klein in un saggio così chiamato), e confermerà tutti gli impegni presi (tav, F35, ecc.) dovrà innanzitutto fare una manovra urgente di tagli e ritagli ma poi dovrà decidere su problemi spinosissimi come trasporti, disoccupazione, giovani ecc. una vera fatica di sisifo che in pochi hanno forza, autorevolezza, capacità non di risolvere ma almeno di affrontare...soprattutto se si pensa a cosa è stato capace questo governo di tecnici baciati dall'Alto Colle che ha fatto pià disoccupati ed esodati di quelli di prima e ora sta tentando di far pagare ai lavoratori e ai pensionati i debiti contratti con le imprese e ha appena fatto un bel regalo alle assicurazioni, come se ne avessero bisogno, tagliando del 50% i premi assicurativi del livello massimo, quelli che danno invalidità massime agli individui coinvolti in incidenti e simili.... regalone vero e proprio nel silenzio dei partiti, tutti...... ma....
c'è un ma, però:
  1. son così sicuri che 5S perderà anzi crollerà per intero?
  2. è davvero realistico sperare vedere in Renzi il salvatore della patria che scompiglierà le fila di partiti e movimenti?
  3. sono così sicuri che gli elettori del pd siano contentissimi di fare il governissimo e fregare i pentastellati?
  4. sono certi di saper affrontare le sfide che aspettano il futuro governo solo partendo dall'idea che il mondo corre e noi stiamo fermi e perdiamo tempo (senza chiedersi dove sta correndo, naturalmente...... se lo facessero e se lo chiedessero dovrebbero anche rispondersi e rispondere alla gente dicendo la verità, ossia che alla fine della corsa non c'è sempre quel mondo migliore da tutti disegnato e fatto agognare a noi comuni mortali ma un  ..... muro di cemento armato dietro il quale si nasconde chi finora ci ha gudagnato miliardi su miliardi e non vuole certo farlo sapere in giro che vive sulla povertà degli altri, tanti altri)?
Pensateci perché in una società estremamente volatile e liquida come questa nella quale siamo immersi nulla è certo e quello che può sembrare un riflusso può essere un secondo tsunami e quello che può sembrare un neo messia rivelarsi il solito noto e basta....

lunedì 11 marzo 2013

La casta dei vinti

cito sempre dal saggio di loretta napoleoni "democrazia vendesi" (pagg. 11 e successive), una vera miniera d'informazioni per chi vuol capirci qualcosa....... ammesso che voglia aprire gli occhi.
"negli anni '70 l'antropologo francese J.C. Galey fece una scoperta sconvolgente: sulle montagne dell'Himalaya orientale s'imbatté in una forma di feudalesimo accentrata sul debito perenne, che usava il corpo delle donne quale pegno e pagamento.
[....]
" letteralmente schiavi del debito sono i cosiddetti "vinti", la casta più povera dei contadini. Questi moderni servi della gleba orientali vivono da secoli in una situaizone d'ndebitamento perpetuo, che si tramanda di padre in figlio, dal momento che nessuno dei loro antenati è mai stato in grado di ripagarlo. Senza terra, né possibilità di vndere la propria forza lavoro su un libero mercato, i "vinti" sopravvivono contraendo ulteriori debiti con il signore-usuraio di turno. In cambio del lavoro ricevono abbastanza per sfamarsi, vestirsi e ripararsi dalla intemperie. Mentre l'indebitamento perenne é legato alla natura del prestito e cioé allo strozzinaggio ..... la logica economica di questa schiavitù scaturisce dalla scomparsa del risparmio, non solo come categoria finanziaria, ma anche come attività esistenziale..... hanno metabolizzato a tal punto il debito da accettarlo quasi come una componente biologica della loro esistenza... cosa usano per pagare? naturalmente il corpo delle donne, le loro donne."
Bene fatte le dovute proporzioni ora rapportiamo quella "situazione" di schiavitù feudale a quella che oggi si è venuta a creare con l'euro e l'integrazione forzata dei paesi europei.
Mentre i padri (fra cui Spinelli, Albertini, Monnet ecc.) idealizzavano una europa nata dai popoli che VOLONTARIAMENTE si univano sotto una sola bandiera il mostro venuto fuori é altro: una specializzazione continentale che riproduce esattamente quella situazione succitata; da un lato popoli indebitati fino al collo, e oltre, che si trovano nella impossibilità di ripagare il proprio debito e incapaci anche solo di risparmiare un cent e dall'altra i vincitori ... i signori, feudali o meno decidetelo voi, che vivono di una rendita di posizione che possono contare per le loro produzioni e iniziative sia su manodopera a basso costo, poco acculturata e soprattutto facile da licenziare che vive nei paesi del sud del continente e che viene mantenuta in bilico solo perché é contemporaneamente mercato coloniale nel quale sversare i prodotti e il surplus manifatturiero (e di cui comprare tutto, anche l'aria dove respirano...) e dall'altra su una rendita di posizione finanziaria perché quei popoli sono talmente indebitati che al solo sotrmir di foglia rischiano di perdere anche la vita perché sono affamati... per giunta essendo per essi diventata la democrazia un lusso che non si possono permettere, costa troppo e si corre il rischio che si ribellino, si vedono mutate le loro (ex)costituzioni in "altro" dove diventa imperativo non le libertà liberali ma il ... fiscal compact, il six pack, il two pack, ecc. e si ritrovano con il fiato sul collo della burocrazia europea, non eletta, che dietro a sigle incomprensibili (quali troika, bce, fmi,efsf, esm, abe, ela, ecc. ecc.), che a proprio giudizio chiude il rubinetto e il popolo che non obbedisce ai propri "governatori (i politici locali)" si ritrova in un secondo nel .... medio evo: é esattamente quello che sta accadendo in Grecia e domani, se non ci si ribella, italia, spagna, portogallo ... e forse la francia.
Provate a valutare queste due frasi sotto quest'ottica traetene voi le conclusioni se sia o no il caso di restare in una trappola per topi costruitaci su misura che ci sta lentamente uccidendo,
  1. prima frase attribuita a Draghi (Corriere della sera 28/10/2012): "molti governi non hanno ancora capito di aver perso la loro sovranità nazionale da molto tempo perché si sono pesantemente indebitati e sono alle mercé dei mercati finanziari"; dico: ce lo dicono solo ora?
  2. seconda frase attribuita a Monti (prima ancora di esser nominato Presidente del Consiglio ): "l'Italia doveva cedere parti di sovranità nazionale per uscire dalla sua crisi strutturale e di sistema". 
  3.  Sempre Monti lo dichiarò a Romaunita tv il 22/2/2011 suggerendo che "al paese "serviva" una crisi economica "indotta", che la introducesse in un gioco internazionale di politica economica ..... destinato a sottrarle i diritti democratici? Insomma manna dal cielo per chi vuol fare finanza... indotta? Stiamo forse parlando della, benissimo spiegata dalla Klein in un suo saggio dallo stesso titolo, famosa "shock economy" con cui far ingoiare alle persone tutto e di tutto? Insomma: per quanto mi riguarda la somma che tiro é che fra qualche decennio non saremmo in europa ma in .....louisiana, dopo katrina?
p.s.
leggevo oggi il fatto a proposito degli integralisti cristiani: una di queste sette prevede che i rapporti sessuali devono avvenire "non per provare piacere ma per figliare" quindi si mette un lenzuolo con un .... buco "lì" attraverso cui copulare; ho provato a proporlo alla moglie e....... mi ha mandato a ca...... uhm diciamo a spigare e che se proprio dovessi averne voglia il lenzuolo lo potevo mettere....lasciamo stare

mercoledì 14 novembre 2012

Ancora sul clima e sul capitalisti dei disastri

Come dicevo ieri che il clima sia cambiato lo sappiamo, é sotto gli occhi di tutti; é innegabile: ha voglia la politica a dire che in fondo si sa che lo sviluppo ha dei costi, questa che vediamo oggi é, solo, la prima rata altro ancora c'é da venire. Faccio presente che non appartengo alla categoria dei catastrofisti ma degli scettici in materia: scettico nel senso che é vero che il clima é cambiato, e cambierà ancora, ma é vero che le conseguenze potrebbero essere minori se cittadini e politici facessero, ognuno per sé, la loro parte ... in questo senso sono scettico, sia chiaro. Stasera voglio puntare, invece, l'attenzione su i .... gufi o meglio su quelle persone e studiosi che da anni ne parlano in vario modo e a vario titolo nei vari campi di cui si occupano: é vero che con la cultura non si mangia ma é anche con la cultura che si può combattere la, voluta, ignoranza che sul clima, e su altro, porta prima all'indifferenza e poi alla passività prima e alla rassegnazione, poi, del "io che ci posso fare" che é sinonimo di fallimento della democrazia occidentale, o meglio il suo epitaffio da scrivere sulla pietra tombale.
Partiamo dal testo base di chi ha sollevato il coperchio del vaso di pandora sull'economia dei disastri: il saggio di
Naomi Klein
"shock economy (fra l'altro che segnalai su questo blog come "da leggere" qualche tempo fa..)"

.... [saggio] che fa il punto dello stato dell'arte in materia da un lato riassumendo le ricerche dall'altro rapportando le ricerche e i loro risultati di cui sopra con quanto realmente avvenuto nella realtà quando c'era un disastro e i corollari economici di stampo liberista che ne giustificavano l'azione.
ma c'é un illustrissimo precedente sul quale si basano le successive indagini su questo tipo di economia (e politica):
Hannah Arendt ne "le origini del capitalismo": "i campi di concentramento e le camere a gas» – senza dubbio la soluzione più sbrigativa del problema della sovrappolazione, della superfluità economica e dello sradicamento sociale – lungi dal costituire un monito possano, al contrario, rappresentare anche per le società democratiche un esempio, una tentazione, cioè, destinata a riproporsi quando appaia impossibile alleviare la miseria politica, sociale o economica in maniera degna dell’uomo"; bé, più chiaro di così.... tutte le successive indagini sono, come dicevo, partite da questo assunto: compreso il saggio della Klein che ne da un immagine che definire cinica é usare un puro eufemismo visto che l'autrice ne ripercorre l'ascesa fin dai primi esperimenti in america latina al 2004 tutte situazioni che in comune hanno il tipo di risposte dato; tutte, guarda caso, ispirate dalle teorie di Milton Friedman e della scuola di Chicago che hanno scorto nelle catastrofi non tanto problemi da risolvere, quanto opportunità di un rapido arricchimento a favore di un’esigua minoranza raccolta nel patto scellerato tra una classe politica corrotta e le grandi imprese multinazionali e non che son chiamate a intervenire anche laddove c'è presenza dello Stato.
Secondo, infatti, il "fondamentalismo" capitalistico di Friedman e dei suoi allievi – alcuni dei quali insediati ai vertici dei più importanti organismi finanziari, altri, invece, direttamente impegnati come consiglieri dei governi, altri ancora suoi ammiratori entusiasti e infine banchieri e altro materiale umano che anche in Italia vediamo in azione inorganismi finanziari e governi – il verificarsi di una grande crisi o di un grande shock consente di "sfruttare le risorse dello stato per ottenere un guadagno personale mentre gli abitanti sono ancora disorientati"; per meglio dirla: "il prodursi di eventi traumatici diventa, allora, l’occasione per poter rimodellare la società, applicando misure radicali di ingegneria sociale ed economica". Tutto ciò non vale solo per i paesi autoritari ma anche, e soprattutto, per le democrazie e ciò é triste: basti pensare al falimento statale di Katrina e agli incassi fatti dai privati per lo stesso uragano: naturalmente i privati, finché paga lo Stato o i riccastri, determinano e agiscono senza problemi ma se il primo non può coprire tutti i costi e i secondi sono soddisfatti, indovinate un pò chi rimane fuori, come ancora oggi accade in louisiana, dalla ricostruzione? I meno abbienti, i quali, sempre in louisiana, ancora oggi non vedono ricostruite le loro case.... qui un esempio del genere ce lo abbiamo in Abruzzo dove il "fatto" é nemmeno la metà di quanto resta da fare: ma senza soldi si sa ... perché qui non sfuggiamo a questa regola del capitalismo dei disastri: se lo Stato ha soldi i privati ci mettono i mezzi altrimenti tutto resta così com'é.
Se a quanto sopra aggiungiamo la corruzione politica, il clientelismo, il malaffare mafioso che ci mette il naso per accaparrarsi gli appalti, ecc. ecc. allora credo che il quadro che ci si para davanti é chiarissimo: siamo nel pieno boom, anche qui, di tal tipo di capitalismo: liberista nei profitti ma statalista quando si tratta di pompare nelle propie casse i soldi dello Stato ossia di tutti noi...

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