venerdì 19 ottobre 2007

Il far west in tribunale

Quanto accaduto in Tribunale a Reggio Emilia si può considerare un caso isolato oppure l'ennesimo segnale che la società è inceppata e la giustizia è morta e che ormai siamo abbandonati a noi stessi? In Italia la Magistratura in questi anni è sempre stata nell'occhio del ciclone: per le indagini riguardanti la corruzione nel sistema partitocratico; nella collusione mafia/politica; è un'ordine autonomo dal potere politico per Costituzione (e anche grazie alla triparzione di Montesquieu), e per questo motivo spesso, per mancanza di inziative politica, si è dovuta sostituire ad essa creando giurisprudenza e precedente giuridico in vari campi d'interesse generale e, piaccia o meno, ha messo in luce i mali della nostra società; e soprattutto quando la politica si è dimostrata debole o assente la Magistratura, che spesso è stata chiamata a giudicare i casi della realtà, ha dovuto sopperire nell'unico modo che isituzionalmente le è riconosciuto: emettere sentenze. Così è stato per: il diritto del lavoro; i diritti civili ecc. L'attenzione ai problemi sociali del mondo politico è sempre stata scarsa: una prova sono le morti bianche e le grida manzoniane (le leggi) che promettono sulla carta pene severe ma in realtà sono solo pannicelli caldi (le morti degli incidenti stradali ne sono una prova dopo un pò i responsabili sono di nuovo fuori per tutta una serie di cavilli presenti nei dettagli delle stesse leggi). Ma come lavorano i Magistrati? Essi devono applicare le leggi (che sono fatte dal legislativo). Ma come bloccare un potere che, autonomo, ti si potrebe rivoltare contro e indagare su di te? Per l'unica via possibile: i tagli e le condizioni giuridiche. I tagli, imposti per motivi di bilancio un pò alla volta stanno portando l'apparato amministrativo della giustizia all'eutanasia, le cosiddette condizioni giuridiche che hanno letteralmente messo i bastoni fra le ruote ai Giudici: prescrizioni abbreviate; abbassamento delle pene per i cosiddetti reati considerati minori che ingolfano le aule e distolgono giudici dalla attività ordinaria; la fallita riforma del processo civilistico; l'uso spregiudicato di amnistie e indulti che dispiegano i loro effetti nel corso di anni; la poltiica deflattiva nelle carceri (non se ne costruiscono di nuovi) che, in mancanza di pene alternative, sono solo dei "parcheggi" di diseredati perchè chi può, pur avendo commesso un reato grave, lì non ci va. Si è parlato in questi anni di TOGHE: ROSSE, SPORCHE, ecc..... ma credo da questi in anni in poi si dovrà parlare di TOGHE ROTTE!!
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