mercoledì 12 dicembre 2007

E nella zuffa politica sbucò fuori il "biancorellum"

Sembra di stare nella favola di alice nel paese delle meraviglie..... mentre la zuffa nelle varie destre è furiosa e la lotta per non soffocare è sempre più dura sbuca fuori la proposta Bianco che, a detta di qualcuno, potrebbe essere il classico topolino partorito dalla montagna: niente maggioritario; doppio sbarramento (regionale e nazionale); collegi elettorali di media grandezza che passano da 26 a 32; nessun obbligo di apparentamento; metà dei seggi eletti con l'uninominale e metà con liste concorrenti senza preferenza; sfiducia costruttiva; quote rosa (o riserva indiana con tutto il rispetto per i nativi americani); dulci in fundo indicazione del premier. Insomma una via di mezza tra almeno due sistemi elettorali (spagnolo e tedesco) e alcune novità di contorno come la riforma dei regolamenti parlamentari. Partendo dall'idea che qualunque sistema elettorale è buono se raggiunge gli obiettivi preposti, in realtà il cittadino attento alla sostanza e non al fumus cosa dovrebbe subito notare e chiedersi di conseguenza: ma abbiamo le stese garanzie costituzionali, legislative ecc. che hanno i cittadini dei paesi dai quali prendiamo a prestito i sistemi elettorali? O meglio anche le pietre sanno per esempio che in Germania non è così facile nè creare un partito nè accedere in Parlamento: mentre da noi è facile come bere un bicchier d'acqua (laddove essa è pubblica mentre dov'è privatizzata cambia un pochetto la situazione ) e ci sono sempre opportunisti pronti a cambiar padrone pur di sedersi a tavola a mangiare. Non è il sistema elettorale in sè il problema: ma i corollari che si devono mettere su sennò, ed in questo Fini ha ragione, diventa il solito pateracchio con basato sulle mani libere dei partiti che dopo il voto fanno quello che vogliono cosa che ci fa ritornare in grande pompa alla I° Repubblica che molti degli attuali propugnatori del nuovo hanno pubblicamente abiurato in nome dela governabilità e della contrapposizione fra linee e politiche diverse: evidentemente avevano la riserva mentale che alla prima occasione ci avrebbero almeno provato a ricrearne i fasti! Traspare la voglia di Veltrusconismo da tutto ciò: nulla vieta infati che una volta fatte le elezioni i due maggiori partiti si mettano d'accordo e goernino insieme alla facia degli insulti degli anni precedenti e dei programmi più o meno "sociali" di cui alcuni si facevano propugnatori. Si verrebbe a creare un mostro, un leviatano granitico impossibile da eliminare e il cittadino si troverebbe di fronte alla scelta se aderire al nuovo regime partitocratico (e sperare che gli diano qualche mollica del lauto pasto) oppure starne fuori in una sterile e frustrante opposizione a morire di fame: scelta non da poco per gli italiani che brillano poco per senso sociale e molto per tornaconto personale. A questo punto non sarebbe meglio andare al referendum?
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