si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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domenica 16 dicembre 2007
Incantesimo romano.................
Sono tanti i segnali comtrastanti che la debole elitè politica italiana manda ai cittadini e tutti contrastanti fra loro: tanto per gradire e confondere ulteriormente i già confusi e rintronati italiani alle prese più con i problemi quotidiani reali che con le fisime asmatiche della politica che invece pone se stessa al centro dell'universo. Nel panorama mediatico (che coincide con quello politico) c'è di tutto: dagli allarmi procurati ad arte fino alle intese trasversali per farsi il regime ad hoc che chiuda defintivamente gli accessi democratici dall'esterno alla società reale e permetta di autoriprodursi, magari per via ereditaria, alla casta. Passa quasi sotto silenzio la consegna da parte di Grillo delle firme per la proposta di iniziativa popolare di un "Parlamento pulito" (pare che si sia sentito rispondere che i punti della proposta sarebbero stati diluiti in altri disegni di legge, com a dire non se ne fa nulla, in barba alla volontà politica dei firmatari che teoricamente apparterrebbero al corpo elettorale e quindi rappresenterebbero in teoria il Popolo Italiano il "vero" Sovrano) da inquisiti e plurieletti ma si dà enorme risalto alla sparata dell'ex Capo della CdL che ha lanciato l'allarme (pare del tutto ingiustificato dato che è stato smentito più volte dagli interessati) di parlamentari che volevano ribellarsi al "diktat" della maggioranza ma che sarebbero stati "intimiditi" dalle solite toghe rosse, le quali hanno ripreso in formazione da battaglia (le ha definite "armato rossa" naturalmente smentendo di aver attaccato la magistratura) l'attacco alla sua persona che si troverebbe coinvolta nelle storie venute fuori in questi giorni su connivenze fra mondo politico e tv, affermando che la magistratura non deve governare. Al governo che con gran fatica mette su una Finanziaria per il prossimo anno basata su: i soliti tagli allo stato sociale; i soliti tagli alla Pubblica Amministrazione; i soliti trasferimenti, sotto forma di sgravi e finanziamenti, a chi i soldi ce li ha già; le tante promesse (vedi bouns per le famiglie bisognose che a mio parere non sanno cosa farsene, meglio sarebbe una rimodulazione delle tasse gravandole sui ceti ricchi e sulle imprese che incamerano profitti stellari); le poche misure concrete che si risolvono nella situazione di mantenere il paese sull'orlo dell'autostrozzatura dandogli ragipone di pensare alla propria sopravvivenza e non di occuparsi di "cose che li riguardano" come i destini della società e dello Stato che invece sono in mano ai professionisti (abbiamo visto finora con quali risultati); con la politica partitocratica che si sta avvitando su stessa per cercare il modo di continuare a gestire per conto proprio lo Stato (sanno anche le pietre che il sistema elettorale non risolverà nulla e che i mali italiani sono altri e molto più nascosti) facendo accordi con chi fino a ieri era demonizzato; insomma un blob a mezza via fra il circo barnum e il reality dove a pagare siamo noi e a giocare con i destini altrui sono loro.........
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mercoledì 12 dicembre 2007
E nella zuffa politica sbucò fuori il "biancorellum"
Sembra di stare nella favola di alice nel paese delle meraviglie..... mentre la zuffa nelle varie destre è furiosa e la lotta per non soffocare è sempre più dura sbuca fuori la proposta Bianco che, a detta di qualcuno, potrebbe essere il classico topolino partorito dalla montagna: niente maggioritario; doppio sbarramento (regionale e nazionale); collegi elettorali di media grandezza che passano da 26 a 32; nessun obbligo di apparentamento; metà dei seggi eletti con l'uninominale e metà con liste concorrenti senza preferenza; sfiducia costruttiva; quote rosa (o riserva indiana con tutto il rispetto per i nativi americani); dulci in fundo indicazione del premier. Insomma una via di mezza tra almeno due sistemi elettorali (spagnolo e tedesco) e alcune novità di contorno come la riforma dei regolamenti parlamentari. Partendo dall'idea che qualunque sistema elettorale è buono se raggiunge gli obiettivi preposti, in realtà il cittadino attento alla sostanza e non al fumus cosa dovrebbe subito notare e chiedersi di conseguenza: ma abbiamo le stese garanzie costituzionali, legislative ecc. che hanno i cittadini dei paesi dai quali prendiamo a prestito i sistemi elettorali? O meglio anche le pietre sanno per esempio che in Germania non è così facile nè creare un partito nè accedere in Parlamento: mentre da noi è facile come bere un bicchier d'acqua (laddove essa è pubblica mentre dov'è privatizzata cambia un pochetto la situazione ) e ci sono sempre opportunisti pronti a cambiar padrone pur di sedersi a tavola a mangiare. Non è il sistema elettorale in sè il problema: ma i corollari che si devono mettere su sennò, ed in questo Fini ha ragione, diventa il solito pateracchio con basato sulle mani libere dei partiti che dopo il voto fanno quello che vogliono cosa che ci fa ritornare in grande pompa alla I° Repubblica che molti degli attuali propugnatori del nuovo hanno pubblicamente abiurato in nome dela governabilità e della contrapposizione fra linee e politiche diverse: evidentemente avevano la riserva mentale che alla prima occasione ci avrebbero almeno provato a ricrearne i fasti! Traspare la voglia di Veltrusconismo da tutto ciò: nulla vieta infati che una volta fatte le elezioni i due maggiori partiti si mettano d'accordo e goernino insieme alla facia degli insulti degli anni precedenti e dei programmi più o meno "sociali" di cui alcuni si facevano propugnatori. Si verrebbe a creare un mostro, un leviatano granitico impossibile da eliminare e il cittadino si troverebbe di fronte alla scelta se aderire al nuovo regime partitocratico (e sperare che gli diano qualche mollica del lauto pasto) oppure starne fuori in una sterile e frustrante opposizione a morire di fame: scelta non da poco per gli italiani che brillano poco per senso sociale e molto per tornaconto personale. A questo punto non sarebbe meglio andare al referendum?
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lunedì 3 dicembre 2007
demagogia e plebiscitarismo.................
Continuano i bagni di folla per il futuro, acclamato a furor di popolo, Capo del "Popolo delle libertà", così si chiamerà il nuovo partito, e continua la campagna acquisti di elettori e personaggi degli altri partiti ex alleati. In puro stile aziendalista l'azione è chiara e lucida (quasi pianificata a tavolino): fagocitare gli altri partiti e se proprio non ci si riesce togliergli di sotto il terreno elettorale facendoli sparire dal panorama politico. E mentre incessante è il lavorio, i bagni di folla (ora dal predellino ma domani da quale Palazzo?) continuano a ritmo serrato come una mediatica marcia di avvicinamento al potere certo e consapevole che anche dall'altra parte della (ex) barricata il lavorio è uguale e altrettanto incessante, anche se meno esposto alle folle cui sembrano diventati allergici, per creare il necessario "spazio vitale" alle legioni nuoviste e riformiste: tutti e due nella speranza che la gente non si svegli dal sonno mediatico e guardi la realtà dura e pura dei due poli, o i due partiti che si stanno costruendo, sono l'uno la fotocopia dell'altro e pochissime sono le divergenze reali fra le due oligarchie se non appunto quella di perdere o acquisire il potere. Si ci sono delle sfumature: chi si appoggia di più all'Europa liberista e chi guarda al vassallaggio verso l'impero americano; chi guarda alla Russia come astro nascente da usare come carta sui tavoli negoziali e chi aspetta sull'attenti gli ordini da oltreoceano, in ogni caso siamo sempre lì al centro dell'immobile panorama politico mentre la società va a rotoli completamente lasciata a se stessa tanto il mercato selezionerà i più forti e i meritevoli; tanto ci sono le formiche che tirano la carretta perchè le cicale possano vivere beatamente il loro sogno. E' il mercato liberista il loro ideale nella intepretazione italiana dove tutto è permesso se te lo puoi permettere e tutto è negato se non hai soldi; dove ti viene dato il minimo vitale per sopravvivere e i sindacati sono addomesticati e ingoiano tutto quello che gli viene proposto in nome della concertazione e della partecipazione alla tavola imbandita. Il sistema è morto, si potrebbe dire, da un pò ormai e noi staimo cedendo gli ultimi conati di vita quelli più pericolosi in quanto pur di restare dove sono la maschera la butteranno in un battibaleno: basti pensare alla balla del "siamo in guerra". Ogni giorno ci abituano all'idea di una guerra che loro vogliono ma che i nostri figli dovranno combattere (non i loro sia chiaro) ed i giornali si sono trasformati in bollettini di guerra che ci danno le notizie embedded così come i vari intellettuali (ricilati dal '68 in vario modo) ci spiegano come e perchè dovremmo accettare il messaggio i nome di valori che servono solo da paravento per la peggiore macchina di sfruttamento che l'uomo abbia mai inventato, il mercato appunto. Esso prima si è rivolto ai 3/4 dell'umanità e l'ha asservita politicamente ma soprattutto economicamente sfruttandola e titillandola con sogni che non esistono se non in tv e poi il mostro si è rivolto verso i paesi che ne sono propugnatori togliendo agli stessi Stati il controllo dell'economia e della società e mascherando questo processo come "modernizzazione" mentre invede è puro e semplice uso di risorse pubbliche per fini privati. L'unica speranza che rimane ai "n.i.p." è quella che alla fine il treno contro il muro ci sbatta quanto prima per evitare danni ancora maggiori a chi non ne ha colpa ma ne subirà maggiormente le conseguenze: per esempio, l'annuncio continuo di aumenti e inflazione che sale non fa altro che ridurre non le risorse generali che ci sono e abbondanti (dato che i profitti, il vero indicatore economico da tenere d'occhio, aumentano costantemente) ma scarseggeranno quelle per la collettività, come dire meno soldi per i servizi ma soldi a palate per chi investe nello Stato bancomat.
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lunedì 26 novembre 2007
La cosa? rossa? a me pare solo un'ectoplasma
Fra litigi e gelosie reciproche sta sfuggendo la possibilità per la, parte ormai residua, sinistra di avere una chance di entrare nei giochi futuri del potere e di governo del paese ma soprattutto di contare e determinarne le linee politiche. Divisa come non mai ora litigano su tutto: simbolo compreso. I ceti meno abbienti che avrebbero potuto avere una qualche speranza di rappresentatività futura in Parlamento vedono restringersi le possibilità se questi "residui" non riescono a trovare un'accordo fra loro. Si sa in Italia siamo parenti serpenti anche sulle spoglie dei morti però c'è spazio per la genesi di una forza di sinistra che avrebbe una rappresentatività, "stimata", al 20%: una bella fetta che fa gola ed è uno dei motivi per i quali questi litigano. E proprio i litigi sono il segnale che ancora per molto tempo la speranza di una sinstra socialista è lontana come poteva sembrare lontana l'America per un navigatore del XV secolo. Solo insieme costoro potranno rappresentarli: il problema è di maturità. Mancano leader; mancano strutture; manca la capacità di capire che quando viene il momento ci si deve mettere anche da parte, perchè superati, se si vuole togliere ogni ostacolo al nuovo ma se invece vogliono farsi del male ci vuol poco: basta egemonizzare ognuno dei cespugli della cosiddetta sinistra una fetta di società con propri simpatizzanti e sperare che gli altri li seguano prendendosi un pezzo della torta elettorale.
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lunedì 19 novembre 2007
......... Salviamo almeno le forme ............
Che fossero maturi i tempi per un cambio di facciata lo si era capito sia da parte centrista che nella destra dato che così come sono ora i poli sono impresentabili ed al di là del voto "contro" non si poteva andare visto che i programmi degli schieramenti, vera lista delle buone intenzione ma impossibili da realizzare, servivano solo pe rattirare indecisi e delusi. Mentre i centristi per dirla in breve "l'hanno tirata per lunghe", cioè hanno discusso, litigato e creato in proprio un porcellum fatto in casa che ha dato la parvenza di democraticità da spendere; a destra non essendo avvezzi a tal fatta di cose prima hanno messo fuori un marchio (regolamente registrato) poi nel più puro stile "aziendale" hanno annunciato l'avvento del "nuovo" in ..... piazza. Il probleme è che ora non esiste più la CdL! Si la scatola cinese s'è rotta ed anche in malo modo con tutti i suoi pezzi che vanno per conto proprio in ordine sparso di fronte al monolitismo, puramente teorico sia chiaro, del ParDem. C'era voglia di da una svolta alla situazione: o meglio di riciclare un pò di nomi e facce nell'uno e nell'altro schieramento: se ne sentiva la necessità per fare il classico anno nuovo scopa vecchia. In realtà a parte qualche pensionamento le facce sono le stesse, magari un pò invecchiate ma sempre quelle così come la necessità di sviare l'attenzione sul fatto che di nuovo nella politica italiani NON c'è nulla nè facce nè altro; anzi no una novità c'è: Grillo ma non fa testo al momento. In gioco ci sono molte cose: dalla riforma elettorale al faderalismo; dalla necessità di continuare sul cammino liberista (liberandosi del peso chi vi si oppone) al grande voglia di CENTRO che si sente in giro dato che chi occupa questo spazio ha la possibilità con il giusto sistema elettorale di gestire, nel classico sistema del pendolo, le oscillazioni dell'elettorato. Ma mentre in un caso ne hanno fatto un quasi reality dall'altra parte hanno mostrato tutta la incapacità di saper dialogare fra loro giocando a rubarsi la scena e a fare guerra al vicino: hanno incominciato in AN prima smarcandosi poi fischiando esponenti di FI; si è continuato con l'UdC, nella componente casiniana, almeno per ora, a scalciare e a guardare dall'altra parte ed ora anche la balena in versione color di FI si è messa in movimento con l'intento prima di fagocitare notabili e voti dei suoi ex alleati e poi di ergersi a unico interlocutore del ParDem. Si scioglierà FI e diventerà PPL (o qualcosa del genere, anche se Crozza ironizzava sul nome che girava affermando che se era PdP poteva sì significare Partito del Popolo ma anche Paperon dè Paperoni, il che è tutto dire) e c'è da giurare che non ci si lascerà scappare l'occasione di dare subito segnali alle controparti che ad essa hanno sempre guardato con simpatia (bontà loro). Ora il punto è: gli elettori si sorbiranno l'ennesima giravolta della casta o gli volteranno le spalle facendo salire alle stelle l'astensionismo? E la cosiddetta sinsitra sarà capace di creare un soggetto in grado di accogliere i voti in libera uscita dal Par Dem; idem anche per la destra: saranno capaci di tenere i voti o diventeranno, ancora una volta, satelliti della balena berlusconiana (che nonostante gli editti che affaermano che il personaggio è finito resteranno con un palmo di naso per la sua vitalità)?In realtà il vero problema è che "questa"politica è stravecchia è come un abito liso che si porta in tintoria per farlo ricolorare ma come sappiamo tutti non si possono fare le nozze con i fichi secchi e prima o poi il vecchio ritornerà fuori prepontemente e senza appelli. Questo paese di cosiddette stagioni ne ha vissute parecchie dal 1948 ad oggi, ognuna che si apriva con la speranza di chiudere con il passato: in realtà esse sono state tutte "estati di S. Martino": breve, intensi ma di corta durata ed il potere ha sempre ritirato fuori la vecchia faccia elitaria e verticistica.
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domenica 18 novembre 2007
La grande ammucchiata
Sembra passata la buriana della finanziaria; inziano i giochi in quella che qualcuno definisce la più grande ammucchiata della storia parlamentare italiana dal dopoguerra ad oggi: dal ParDem ad AN tutti insieme appassionatamente in nome delle riforme da introdurre per dare la spinta al paese e mettere in campo anche un nuovo sistema elettorale: il tutto tirando dentro FI voglia o non voglia il suo Leader, anche in un secondo momento. In era di tagli l'idea base è quella di tagliare le estreme e creare un "Grande Centro" che dia la spinta al paese. Prima vittima dell'accordo che si profila è il Governo Prodi che si mantiene solo perchè i cosiddetti pontieri non hanno ancora finito il lavoro e anche perchè la gente non capirebbe (e mi riferisco in particolare alla base elettorae dei DS che fino a ieri ha demonizzato la Destra e che ora invece ci si allea) e perchè, nonostante la necessità della spinta che viene dalle corporazioni, non ancora sono state cambiate le basi costituzionali del nuovo regime che si sta immaginando. Insomma dopo 20 anni rinasce il Centro in versione XXI secolo che prepara l'ennesimo choc economico-politico a cui sottoporre i cittadini per creare le condizioni dell'affermazione definitiva del liberismo (mentre in altri Stati esso viene ripudiato qui lo devono costruire e farsi male fino in fondo) escludendo un buon 20% della società dalla mensa che si sta preparando e selezionando successivamente chi dev'essere ulteriormente escluso fino a raggiungere il livello americano dove un 10% è straricco e il resto vive, quando va bene, poco al di sopra della sopravvivenza e della dignità umana. Se questo sarà o meno il nostro futuro dipenderà dai cittadini e dale loro scelte ma da come si fanno prendere dalle cosiddette "emergenze" (irreali) c'è poco da stare allegri.
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giovedì 15 novembre 2007
L'Italia al bivio? ma di cosa?
In queste settimane c'è stato di tutto: fra annunci di spallate; giochi di ruolo; partitini che si disassano e si riassemblano (Dini per esempio con Mastella?); trattative sottobanco che vengono puntualmente, e giustamente, riferite sulla stampa prefigurando le future alleanze post voto e post riforma elettorale, insomma post tutto quello che non riguarda da vicino i cittadini che hanno ben altri problemi, molto più reali, da affrontare; insomma nell'ennesimo giro di valzer in puro stile gattopardesco dove contano le occhiate più che i proclami una sola cosa è certa: che le due leadership dei poli sono profondamente in crisi delegittimate dalla vorticosa girandola che ha innescato il nuovo, per ora unico, partito di centro: il ParDem. Che di problemi ne ha molti non ultimo quello di non perdere posizioni e voti a sinistra (ammesso che esista ancora una sinistra in Italia) ma di conquistare saldamente il centro del panorama politico scalzando la CdL dalla rappresentatività dello stesso. Ed è proprio il partito di FI che sembra risentire maggiormente del contraccolpo se è vero, come sembra vero, che B. da quell'uomo di comunicazione e animale politico che è ha immediatamente capito l'antifona ed ha dato vita a circoli BMV e rimesso in auge i cosiddetti Circoli del buongoverno dando l'impressione di abbandonare al proprio destino proprio il partito-azienda di FI da un lato ma anche di voler parare il colpo degli "infidi" alleati (gli rimane la lega che è poco per uno come lui) finiani e casiniani che stanno dialogando con il "nemico". E mentre rafforza la chiusura al dialogo verso il versante opposto per bilanciare le suindicate aperture, sa benissimo che in un modo o nell'altro con questa nuova entità ci si dovrà dialogare e progettare nuove alleanze se vuole restare a galla politicamente: non vale più lo spauracchio (per le allodole) del comunismo incipiente, nè della contrapposizione dei blocchi dato che gli altri (amici e avversari) sono già oltre essi e corrono verso future riaggregazioni. Stiamo vedendo forse il suo tramonto? Mah. Una cosa è certa mentre si progetta la III° Repubblica la seconda l'abimo saltata a piè pari a scapito dei cittadini che vi avevano creduto..............
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domenica 11 novembre 2007
Lo spauracchio della I° Repubblica
E come tutte le cose (italiane) si ritorna al punto di partenza. Dal 1992, in seguito ad un referendum popolare, c'era un sistema maggioritario corretto il cosiddetto Mattarellum poi modificato nel Porcellum; ora invece cosa accade? Prorompe un grido celato: W il proporzionale!!. Dov'è stata l'evoluzione? Si va avanti a tentativi evidentemente. Si c'è il correttivo tedesco dello sbarramento del 5% (forse) ma in sostanza, come in Germania, si ritorna al sistema che ha consentito di vivacchiare alla classe politica per quasi 50 anni con un centro "barometrico" e l'intero asse politici che vi gira intorno. Le aperture di UDC, AN, PRC sono quasi d'obbligo se non vogliono essere risucchiati nel referendum però il vero sospetto è che gli obiettivi siano molteplici e variano a seconda dello schieramento. Nella destra gli argini sono rotti e UDC e AN ormai navigano verso il centro a vele spiegate, voglia o non voglia (l'ex) il Capo della CdL e la lega (che ormai sono rimasti gli unici a credere in spallate e esprimere i propri voti per un ritorno immediato alle urne nella speranza che si ricreino i poli così come sono ora); nel centro dal ParDem all'UdC ormai il percorso sembra chiaro: tenere su con gli spilli questo Governo, approvare la riforma elettorale, andare alle urne il prossimo anno e partire con un bel centrone che comprende tutti insieme appassionatamente! Quello che stupisce è il PRC che evidemente ha altri obiettivi ma non di Governo ma alla propria sinistra: elimiare in un colpo solo la foresta di partitini e fagocitare il movimento ponendosene a capo; d'altronde non hanno mai nascosto la loro "voglia di proporzionale" nel corso dei decenni e questo va a loro merito. Questo nei voti naturalmente, ma a mio parere il rischio è un'altro: essendo italiani non hanno fatto i conti con la nostra natura litigiosa e bizantina: nulla vieta che una volta eletti nascano una miriade di partitini dopo l'entrata in Parlamento e quindi punto e a capo. non è possibile? Dimenticate una cosa: quando fu approvato il referendum che faceva nascere il Mattarellum si diceva che i partiti si sarebbero cosa che invece non è stata, al contrario essi sono aumentati esponenzialmente e immagiante invece di reintrodurre un sistema come quello ora prospettato e credete davvero che i partiti si ridurranno?
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venerdì 9 novembre 2007
Spallate e artrite........
Ancora una volta "non" ci ha preso ( l'udeur ha cambiato idea all'ultimo momento... sai che inkazzatura nello spallatore ): ormai perde colpi il motore e deve ancora fare la revisione. Si sperava che si dovesse essere alla volta buona ma invece anche stavolta è andata buca........ ma come mai? Ma è ovvio gli altri due "cavalli di razza" del suo schieramento da un lato pregano per un suo ritiro dall'altro aspettano che il ParDem lanci la stagione delle cosiddette "riforme" una volta fatte le quali adio alla cosiddetta sinistra e via con le alleanze neocentriste in puro stile I° Repubblica in salsa liberista: uno shock all'economia di qua (magari chiamata riforma del mercato); un bel licenziamento in massa di là (magari annunicata come taglio dei rami secchi salvo poi accorgersi che quelli erano oops servizi essenziali come l'erogazione dell'acqua); oppure ancora lo svuotamento progressivo dello Stato fino a farlo diventare un guscio vuoto lasciando tutto in appalto ai privati; chissà.................. E mentre nel bunker si progettano offensive e contromosse con un'esercito ridotto all'osso (cosa ricorda?) i giovani leoni stanno già guardandosi in giro per pianificare il futuro per se e per i loro referenti in un'assalto al centro epocale! Si che artrite viene a forza di cercare di dare spalalte ad una porta chiusa bene ma molto bene?
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martedì 6 novembre 2007
Finanziaria 2008: inizia il calvario per gli italiani............
Mentre si cavalca l'emergenza sicurezza per navigare sull'onda dell'indignazione per l'efferato omicidio; mentre il bullismo nelle scuole aumenta e raggiunge livelli di stupidità assoluti; mentre operai di tutta Italia muoiono o rimangono feriti gravemente sul luogo di lavoro; mentre c'è chi già prepara le armi e i bagagli per fare il salto del fossato il prossimo anno sta inziando l'iter della finaziaria del Governo Prodi: è sarà un percorso estremamente difficile e tortuoso. Un pò perchè, causa sinsitra cosiddetta radicale ci dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere una maggiore attenzione alle fasce deboli (cosa questa che non rende proprio felici i liberisti e i loro elettori) ma anche perchè i maggiori sponsor, le OO. SS. confederali stanno strepitando perchè le promesse fatte per farli firmare i vari accordi (Welfare, contratti,ecc.) non vengono mantenute e quindi si assiste al classico tira e molla ma soprattuto perchè finita la gestazione del ParDem ora mirano a prendersi tutto (Governo compreso) senza, possibilmente, andare alla conta elettorale. In mezzo ci si trova il Governo costretto a navigare sottovento per evitare tempeste e mettere le toppe quando si aprono le falle. Ma i veri danneggiati sono i cittadini: in primis quelli che hanno votato per questa maggioranza e poi gli altri.
lunedì 29 ottobre 2007
ParDem/CdL: il gioco del treno...............
Si comincia a delineare il futuro della politica italiana. Dopo l'assemblea tenutasi nei giorni scorsi, con la partecipazione di Veltroni e Prodi, al Nord (come segnale alle classi e ai ceti ricchi e benestanti) assume un'assetto più stabile e delineato il percorso del neonato nuovo partito centrista che avrà un'impostazione neodem stile americano che occuperà stabilmente il centro (è bene che lo sappiate cari illusi che ancora credete ad una sinistra socialdemocratica italiana; questi sono indirizzati a spingere verso una neo DC stile americano) della politica spingendo a destra la CdL (anche qui nulla di nuovo dato che se mai nascerà il PdL esso sarà la fotocopia del Par. Conservatore con copyright USA): in linea con quanto affermò Gore Vidal che parlò di Destra Democratica e Destra estremista neocon. L'organizzazione interna sarà in stile federale e la linea economica sarà liberista, mentre quella politica vedrà le cosiddette "mani libere" presupponendo future alleanze con "chi ci sta" e non avrà nè preconcetti nè esclusioni a priori (anche perchè non hanno un punto di riferimento ideale e idelogico, anzi non sanno nemmeno più cosa è un'idelogia). Nulla di cui scandalizzarsi in verità dato che ormai erano anni che si aspettava che maturassero i "tempi" per un passo del genere sia a livello sociale che a livello politico: perchè nella cosiddetta "pubblica opinione" (giornali, tv, opinion leader, ecc. il cosiddetto mainstream) era da tempo che si mandavano input perchè ciò avvenisse e si verificasse l'avvento del nuovo messia mediatico/politico e gli auspici erano chiarissimi. E' una cosa sempre all'italiana ma nulla vieta che gettato il seme la pianta cresca vigorosa e forte con le prossime generazioni di politici. Non è un caso che il Foglio esulti e faccia capire chiaramente che benedice l'operazione e nemmeno è un caso che il Capo della CdL lanci fulmini dato che si vede, in prospettiva spodestato dal centro mediatico della politica e sappia (da uomo di comunicazione attorniato dal fior fiore del gotha degli spin doctor italiani) che ormai il suo tempo è arrivato e che ha di fronte due scelte: o lasciare ai "giovani leoni (Fini e Casini)" o resistere nel frotino assediato finchè può sperando che l'avversario faccia qualche errore grossolano che gli permetta di rinviare una cosa che comunque è inevitabile; il suo pensionamento. Sappiamo tutti che il neonato centrismo italiano non ha nulla di nuovo (sono tutti riciclati) anzi le scorie che si porta appresso lo rendono estremamente instabile al proprio interno perchè le oligarchie sono dure a morire e i vari esponenti non mollano facilmente la gallina dalle uova d'oro e rimangono lì immutabili e dritti come fusi a metà del mitico guado fra potere e politica e fra socialdemocrazia (che non sono più e che forse non sono mai stati) e liberismo. Che ne sarà della storia della sinistra? Sarà davero gettata nel cestino della storia sia perchè messa in ombra dal trend liberista sia perchè i cespugli rimasti sono troppo egoisti e divisi fra loro che preferiscono distruggersi a vicenda (campando sullo "zero virgola") coltivando il proprio orticello (come è nei voti dei neocentristi) o emergerà qualche figura leader che ne rispolverererà i fasti facendoli avvicinare (dopo averli riuniti dietro di sè e nel nuovo contenitore che si spera nasca in fretta) alle grandi socialdemocrazie? Non sono ottimista al riguardo: siamo italiani, in fondo, ed il gusto della divisione (e suddivisione nihlista) ce lo abbiamo nel DNA................. E' vero che la politica ormai a perso il suo ruolo guida, come l'aveva nel XX secolo, e quello che contano sono le "informazioni fra produttori e consumatori scambiate attraverso il meccanismo del libero mercato dei prezzi e delle merci (cito da Von Hayek)" in altre parole contano le imprese, multinazionali o meno, che determinano tutto e mal sopportano uno Stato che interviene, come elemento riequilibratore, nelle distruzioni sociali fatte da un mercato libero e senza regole generali (che lo reindirizzano) e ne mitighino "gli spiriti animali" attraverso teorie, e dottrine, sociali interventistiche. Soprattutto si dimentica che non essendo tutti lupi chi non cel fa viene letteralemente cancellato e diventa un cosiddetto "invisibile" utile in due casi: quando gli si fa l'elemosina con qualche assegno sociale, o quando vota come "utile idiota" in balia di chi gli promette la società perfetta impossibile da raggiungere. E' un gioco degli specchi: comunque si chiamino i due principali futuri partiti la linea politica sarà la stessa e il liberismo sarà lo stesso (muteranno solo le oligarchie economiche di riferimento) nell'equalizzare la scimmia antropomorfa chiamata "uomo" alla merce che si trova in vendita sul mercato libero: si sarà liberi individualmente (finchè non si diventerà un motivo di turbativa per lo stesso mercato e allora lo Stato, o quello che ne rimane, interverrà in maniera coercitiva e scritto e prescritto dai pensatori liberisti Friedman in testa) e si decideranno i propri destini ma i realtà si sarà strumenti altrui che in un foglio di costi e ricavi ne determinerà realmente i destini. In pratica saremo liberi solo sulla carta mentre nella mente, nel cuore, e nelle tasche dipenderemo completamente da mostri lontani e immanenti (veri e propri leviatani) che ci diranno e faranno dire tutto e decideranno le nostre sorti. Che libertà sarà? Quella di morire di fame, sete e malattie.Si noti che non sto profetizzando nulla ma solo registrando la realtà di quanto avviene fuori dall'Italia e che ora stiamo pedestremente copiando: chi ha il coraggio si legga le statistiche degli esclusi nell'America Latina nel Terzo Mondo e negli stessi USA; e si leggano conteporaneamente le statistiche sui profitti da mercato e finanza e sul peso che hanno nella determinazione degli utili dei ceti ricchi e straricchi presenti negli stessi paesi e si facciamo le elementari quattro operazioni che abbiamo imparato a scuola e si ottengono risultati cui possiamo arrivare tutti senza grande sforzo. Massimo Fini aveva ragione nella metafora del treno in corso: corriamo contro il muro (del sistema) a 100 km all'ora contenti della nostra magnificenza e guardando con commiserazione chi si butta, o viene buttato, fuori dal treno.
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sabato 13 ottobre 2007
Primarie per il ParDem: il porcellum va benissimo è in tono con il resto
DIALOGO IMMAGINARIO
Allora ricapitoliamo: le liste? Ci sono! I candidati? Pure! IL Segretario? Gia pronto!! I seggi? Ok! Le schede? Stampate! Gli scrutatori? Si! gli € dei cittadini che si recheranno alle urne? anche (si spera)!
Insomma tutto pronto per la partenza dell'avvenimento di fine anno: la nascita del partito (ed è un record) che prima ancora di nascere rischia già di morire per inedia e per mancanza di idee e programmi, ma soprattutto per evitare l'eutanasia di due partiti sull'orlo del tramonto che non vogliono fare i conti con le mancate promesse che da un lato hanno perso il patrimonio storico/ideale/politico dall'altro il serbatoio di voti di quelli da cui discendono (PCI/PSI e DC). E se si aggiunge una classe dirigente bloccata e chiusa alle istanze di novità e tesa alla autoperpetuazione con l'ennesima fuga in avanti del ParDem allora si comprende l'importanza per loro dell'evento. C'è anche un'altro motivo: per poter stare tutti insieme (ex DC, ex PCI, EX PSI, ex di tutto di più) non devono essere nulla che li caratterizzi: nn possono essere socialdemocratici perchè gli altri spezzoni se ne andrebbero; non possono essere popolari perchè se ne andrebbe la parte meno centrista (o forse no?); possono solo dirsi Liberali (liberisti) perchè essendo questa una categoria generale e generalista (oggi sono TUTTI liberali anche i dittatori) che gli consente di tenerli insieme; non possono essere "troppo" laici perchè sennò la parte integralista cattolica li abbandonerebbe all'istante e viceversa: non possono essere nulla; anzi NO una cosa possono esserlo: ebbri di potere per il quale farebbero il patto con chiunque, destra inclusa. Si, ci sono le primarie e ci sono le liste e ci sono pure i candidati "indipendenti" o quelli alternativi fra loro come i due ticket principali: c'è tutto insomma, ma cosa ci manca? La democrazia; questa manca. Soprattutto in un partito che vuole dialogare con la società anzi essere "nella" società e parte di essa. Dove, a dispetto della competizione elettorale, il futuro segretario si conosce già e gli altri fanno solo la parte dei comprimari o come si dice dei candidati alla sconfitta. E poi che vogliamo dire del sistema elettorale? Hanno tanto criticato il porcellum e poi se lo sono costruito in casa uguale uguale, per scongiurare sorprese, con le liste bloccate ecc.: come si dice in questi casi il bue che chiama c*****o l'asino. E che dire dei primi frondisti? Dini (tra i saggi del nuovo caro defunto che sta per nascere) che si chiama fuori poi va da Ferrara e spara a zero sia sul Governo che sulla nuova entità facendo chiaramente capire che se non ci sarà spazio per lui (e non c'è stato sennò non se ne usciva) lui prende altre vie (le stesse che indicava Berlusconi quando diceva che c'erano deputati e senatori che erano vogliosi di fare il salto della quaglia trasformista tanto da lui deprecata nella precedente legislatura?) ci saranno problemi per il Governo e la maggioranza; e che dire del dove mettiamo gli ex DC e Rutelli? Che gli facciamo fare? e dall'altra parte (leggasi Ds) la nuova cosa rossa chiamata "sinistra democratica"? Cos'è? il pensare socialdemocratico (cito Pasquino), viste le varie provenienze dei loro maggiori esponenti, non gli si addice molto nè gli addice una improbabile alleanza con pdci e prc anch'essi in crisi perchè troppo burocatizzati e lontani dalla piazza che ritenevano poter controllare e che gli esplosa davanti con Grillo e co; anche lì la classe dirigente stenta a farsi da parte lasciando spazio a qualche faccia realmente nuova e i risultati si vedono eccome se si vedono.... in negativo. La vedo male molto male
Allora ricapitoliamo: le liste? Ci sono! I candidati? Pure! IL Segretario? Gia pronto!! I seggi? Ok! Le schede? Stampate! Gli scrutatori? Si! gli € dei cittadini che si recheranno alle urne? anche (si spera)!
Insomma tutto pronto per la partenza dell'avvenimento di fine anno: la nascita del partito (ed è un record) che prima ancora di nascere rischia già di morire per inedia e per mancanza di idee e programmi, ma soprattutto per evitare l'eutanasia di due partiti sull'orlo del tramonto che non vogliono fare i conti con le mancate promesse che da un lato hanno perso il patrimonio storico/ideale/politico dall'altro il serbatoio di voti di quelli da cui discendono (PCI/PSI e DC). E se si aggiunge una classe dirigente bloccata e chiusa alle istanze di novità e tesa alla autoperpetuazione con l'ennesima fuga in avanti del ParDem allora si comprende l'importanza per loro dell'evento. C'è anche un'altro motivo: per poter stare tutti insieme (ex DC, ex PCI, EX PSI, ex di tutto di più) non devono essere nulla che li caratterizzi: nn possono essere socialdemocratici perchè gli altri spezzoni se ne andrebbero; non possono essere popolari perchè se ne andrebbe la parte meno centrista (o forse no?); possono solo dirsi Liberali (liberisti) perchè essendo questa una categoria generale e generalista (oggi sono TUTTI liberali anche i dittatori) che gli consente di tenerli insieme; non possono essere "troppo" laici perchè sennò la parte integralista cattolica li abbandonerebbe all'istante e viceversa: non possono essere nulla; anzi NO una cosa possono esserlo: ebbri di potere per il quale farebbero il patto con chiunque, destra inclusa. Si, ci sono le primarie e ci sono le liste e ci sono pure i candidati "indipendenti" o quelli alternativi fra loro come i due ticket principali: c'è tutto insomma, ma cosa ci manca? La democrazia; questa manca. Soprattutto in un partito che vuole dialogare con la società anzi essere "nella" società e parte di essa. Dove, a dispetto della competizione elettorale, il futuro segretario si conosce già e gli altri fanno solo la parte dei comprimari o come si dice dei candidati alla sconfitta. E poi che vogliamo dire del sistema elettorale? Hanno tanto criticato il porcellum e poi se lo sono costruito in casa uguale uguale, per scongiurare sorprese, con le liste bloccate ecc.: come si dice in questi casi il bue che chiama c*****o l'asino. E che dire dei primi frondisti? Dini (tra i saggi del nuovo caro defunto che sta per nascere) che si chiama fuori poi va da Ferrara e spara a zero sia sul Governo che sulla nuova entità facendo chiaramente capire che se non ci sarà spazio per lui (e non c'è stato sennò non se ne usciva) lui prende altre vie (le stesse che indicava Berlusconi quando diceva che c'erano deputati e senatori che erano vogliosi di fare il salto della quaglia trasformista tanto da lui deprecata nella precedente legislatura?) ci saranno problemi per il Governo e la maggioranza; e che dire del dove mettiamo gli ex DC e Rutelli? Che gli facciamo fare? e dall'altra parte (leggasi Ds) la nuova cosa rossa chiamata "sinistra democratica"? Cos'è? il pensare socialdemocratico (cito Pasquino), viste le varie provenienze dei loro maggiori esponenti, non gli si addice molto nè gli addice una improbabile alleanza con pdci e prc anch'essi in crisi perchè troppo burocatizzati e lontani dalla piazza che ritenevano poter controllare e che gli esplosa davanti con Grillo e co; anche lì la classe dirigente stenta a farsi da parte lasciando spazio a qualche faccia realmente nuova e i risultati si vedono eccome se si vedono.... in negativo. La vedo male molto male
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domenica 23 settembre 2007
Ma noi non decidiamo mai?

Cosa accade quando i cittadini esprimono sfavore ad una proposta accolta dal consiglio comunale? Di solito in democrazia si fa esprimere il "popolo" sovrano e poi si prendono le decisioni definitive. A vicenza, dove dovrebbe essere "allargata" la già esistente base americana tutto ciò non accade. Della questione il governo nazionale (più per timore di scivolare sulla buccia di banana che per reale convinzione) se ne è lavato le mani e ha mollato la patata bollente ai Comuni della zona, dei quali alcuni di essi avevano votato favorevolmente altri no. Ma con le contestazioni in corso mi chiedo visto che si tratta di qualcosa che s'innesta su quella economia (che io sappia mai gli americani hanno portato valore aggiunto allo sviluppo di una certa zona dove installano una base, anzi di solito si fanno arrivare tutto, ma proprio tutto, dalle madrepatria) non è il caso di chiedere cosa ne pensino i cittadini? Si fa un bel referendum e dall'esito di esso, qualunque sia, se ne traggono le conseguenze. In una democrazia normale questa dovrebbe essere la regola e non la eccezione. Ma in Italia invece questa è una utopia soprattutto quando (in particolare per quanto riguarda i liberisti del partito democratico) c'è da fare bella figura con l'imperatore....
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Pensioni e Co.: la vittoria di Pirro della sinistra

Cosa accade nel mondo variegato della politica? Mentre c'è chi ha le prescrizioni su reati (anche se era tutto da dimostrare perché nel nostro paese vige la regola che si è innocenti fino a condanna definitiva) grazie a leggi che si è fatto fare su misura, il Governo, zoppo dalla nascita, si rode sulle tematiche scottanti nel perenne scontro fra liberisti e sinistra, scontro malcelato, che si avrà soprattutto sulle liberalizzazioni, in generale, e le pensioni in particolare. Ma perchè ritoccare le pensioni? La risposta ovvia è perchè lo prevede la Riforma Dini ossia quella legge barbara che in un colpo solo ha ridotto del 25% le nostre pensioni future mentre quelle dei nostri figli di circa il 40% il tutto in nome del risparmio e dell'equità malintesa (malintesa perchè non è per niente equa dato che al taglio nel passaggio da retributivo a contributivo si è aggiunta una bella sforbiciata anche sui rendimenti) e presentata come egoismo generazionale. Non a caso una legge fatta dal centrosinistra di allora, ossia dalle stesse persone che oggi vogliono "riformare" in senso ancora peggiorativo. Più volte ho espresso la contrarietà perchè in realtà se si separa la assistenza dalla previdenza si nota subito che i fondi pensionistici non sono malconci anzi al contrario godono di ottima salute (e se lo Stato facesse il suo dovere nel reprimere l'evasione contributiva starebbero anche meglio), cui si aggiunge gli appetiti del mondo finanziario assicurativo che alla torta del tfr ci vuole partecipare per prendere molto e dare poco (si perchè essendo la maggioranza dei fondi vincolati al mercato ci scommetto la tasca che poco prima della restituzione dei soldi il mercato andrà malissimo......). Ma è davvero necessaria la riforma? Secondo molti no. In realtà l'orientamento è quello, come al solito liberistico, di uno Stato che assicura un minimo mentre il resto è lasciato al mercato e alla fortuna: una edizione in piccolo della ownership society che tanto piace ai liberisti americani e che tanti danni e miseria creerà nella gente comune. Il vero problema e che la sinistra, o meglio il residuo della sinistra storica, non ha idee sul come mantenere lo status quo e usa l'arma soprattutto del compromesso il che significa che le riforme ci saranno anche se diluite ma comunque i danni saranno fatti e i nostri figli pagheranno lo scotto dei nostri errori. Lo stesso ragionamento si può fare sul resto delle liberalizzazioni esse ci saranno e saranno frutto di compromessi e come chi pagherà di più saranno i cittadini che si troveranno a fronteggiare corporazioni agguerrite da soli. Salvo poi, come è già accaduto per i precari, il pianto del coccodrillo quando ci si accorge che "quelle" leggi hanno danneggiato anzichè aiutare ma, come si dice in un film, "ormai è fatta" e si cerca di correggere (vedi riforma cosiddetta Biagi) sostituendo al danno la beffa. Sanità, acqua, lavoro, istruzione, tutto è privatizzato o in procinto di esserlo solo i cittadini non hanno diritto di parola nè sono consultati anche se saranno loro a pagare in prima persona e di tasca propria le fesserie dei nostri politici.
Quando la politica è millenni indietro
fonte: http://www.la7.it/news/textnews/dettaglio.asp?cat=1&id=32590 ) Oggi è stato pubblicato, come da link su riportato, il sondaggio dell'eurobarometro che da un'idea di come la società italiana sia molto più avanti della politica, anzi almeno nelle percentuali si da una radiografia dei cittadini che fa capire che il mondo politico non è più in sintonia con noi elettori. Cosa emerge lo leggete al link ma il quadro è di quelli che dovrebbero far riflettere quei leader che inaspettatamente hanno preso posizione su alcune tematiche in maniera non consona a quello che era probabilmente il comune sentire dei loro elettori; la velocità della trasformazione sociale nel nostro paese, pur essendo inferiore e di molto a quella di altri nostri vicini, è pur ssempre maggiore di quella della politica troppo ancorata a tatticismi, strategie, e al mondo d'oltretevere; così delle due l'una o si capisce che la maggioranza delle persone ha una apertura mentale maggiore di quello che si crede (e si spera) o i politici vivono su un'altro pianeta ed in'altra dimensione nella quale ormai sono incapaci di capire le correnti profonde di una società sì in parte legata a certi valori (ma in una percentuale minoritaria), sì è una sorta di maionese impazzita nella parte che vive nelle grandi aree metropolitane, ma è anche capace di dire la sua quando glielo chiedono: e questo è il problema "quando" glielo chiedono.
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Fischi di Bologna e quelli di Mirafiori
E' un periodo che tutto quello che accade nel centro sinistra sia preso a fischi, ma però non tutto il male viene per nuocere; quelli di Bologna erano strumentali, sia chiaro, ma sono anche un segnale per questo Governo che quello che ci si aspettava non è accaduto. Cosa ci si aspettava? Non interessa a molti che facciano o meno il Partito Democratico (a me no, non votavo per loro prima e non li voterei adesso) in quanto è un questione elitaria e di semplificazione politica, quello che alla gente comune, come me, interessava era che ci fosse una politica di redistribuzione della ricchezza verso i ceti meno abbienti della società, di non sentire più parlare di tagli ai servizi sociali, di eliminare l'evasione e l'elusione fiscale, e come ha fatto il Governo Berlusconi che ha rimodulato a favore dei "ricchi" l'IRE così avrebbero dovuto fare realmente anche questo ma più equamente e non dare quattro euro da una mano e poi riprenderne il triplo fra tagli, tasse locali, contributi e quant'altro: NO, questo è prendere per i fondelli la gente e la gente non dimentica facilmente: in particolare gli elettori di sinistra dello schieramento che, a detta degli esperti di scienza e comunicazione politica, sono quelli che maggiormente sono informati e seguono le vicende della politica (lo stesso non pare che sia per quelli di centrodestra che invece "si accontentano" di saperne sui generis e lasciano essa ai vertici dello schieramento). Per quanto riguarda i fischi di Mirafiori anche questo è un brutto segnale per i sindacati ed è meglio che ne tengano conto nelle prossime tornate contrattuali perchè sennò si vedrà anche la fine del sindacalismo confederale e dei partiti di riferimento perchè dal 1990 in poi la ventata liberista che ha percorso il mondo ha colpito anche in Italia, in particolare, e ne è stata influenzata soprattutto la "sinistra" che se ora può annoverare i boss della finanza fra i suoi estimatori (ne parlava oggi su Repubblica Lerner in un commento), ha perso fra i ceti "storici" che erano il proprio elettorato ed a cui non frega una bella cippa delle segate dei rassemblement prefigurati ma che qualcuno faccia qualcosa di sinistra: è mai possibile che Di Pietro, che di sinistra non è, faccia la faccia feroce con un apotente famiglia industriale e nessuno dei Ds )primo partito della sinistra o presunta tale) si accodi? o che, come nel caso Welby, Fassino la prima cosa che fa è di rassicurare le gerarchie ecclesiastiche anzichè dirgli d'impicciarsi dei fatti interni e non di quelli italiani? E' mai possibile che mentre nel resto d'Europa la Chiesa sia una voce fra tante e qui un bisbiglio provoca uno tsunami? No così non va proprio, o si decidono o la gente abbandonerà costoro che fanno gli equilibrismi e i salti mortali: erano meglio i democristiani che pur essendo i portatori degli interessi cattolici d'oltretevere sapevano anche dire di no, per non parlare del PCI di allora che sapeva piegarsi al vento forte ma poi riusciva a portare avanti grandi battaglie sociali e politiche di libertà, altri tempi ed altri uomini probabilmente; allora facciano pure tutti i giochi e i partiti che vogliono ma poi dovranno presentarsi al voto e vedranno che sorprese.... qui l'unico che ride è il Signore di Arcore cui almeno va riconosciuta la coerenza con quello che dice e che fa e che in soli 14 anni ha cambiato tutti, compresi i suoi avversari, oggi più berlusconizzati dell'originale, poveri noi!!
sabato 22 settembre 2007
Va o non va?
Dopo un lancio di Libero in cui faceva capire che, pur restando in politica, non si sarebbe ricandidato a capo dellaCdL; poi la cosa è stata smentita (e contro smentita da Libero, che oggi ha annuciato la seconda parte). Siamo al solito giro di valzer, per attirare, e valutare se l'opinione pubblica e i media ne parlano (e di conseguenza se sale l'attenzione), e se si apre il dibattito sulla propria agenda politica che prevede la mai abbandonata spallata al Governo, l'attacco all'UdC, il rafforzamento dell'asse con la Lega (sempre più riottosa visto che il suo unico obiettivo è il federalismo e ha fatto capire, che nonostante il referendum fallito, se ottiene quel che chiede non ci sarebbero problemi a forme di convergenza con l'attuale maggioranza), e, come credo veritiero anche il polverone del suo abbandono, così tanto per vedere chi si fa avanti: tanto credo che tutti sanno che An e Fini sono i candidati e successori naturali. Sempre che non si verifichino "eventi" quali la nascita del partito democratico (Ds+Margherita+cespugli) con l'uscita verso destra degli scontenti e dell'Udeur (e verso sinistra del correntone Ds+PRC e l'inizio di un cammino verso un nuovo soggetto politico che si ponga a sinistra) che farebbe da contraltare al centro della CdL(UdC+centristi di FI e altri) che ci ridarebbero un surrogato di balena bianca (forse un balenottero) che davvero avvererebbe la "profezia" di Montanelli di morire democristiani, chiaramente all'attuale Capo della CdL questo non può essere l'orizzonte davanti (e nemmeno all'asse, dell'altro schieramento, D'alema-Prodi i quali per motivi opposti e contingenti si troverebbero ancora una volta schierati con l'avversario a difesa dello status quo) che di fatto l'escluderebbe dai giochi e lo relegherebbe sempre di più su posizioni populiste: ecco quindi la pensata di far filtrare l'idea che potrebbe lasciare la leadership a qualcun'altro e poi vedere, appunto, cosa accade per poi bruciare i candidati: questo scenario non è nuovo nel panorama italiano (sempre bizantino), nulla di nuovo,il solo problema è che avviene tutto alle nostre spalle, e soprattutto chi ha votato per gli attuali schieramenti voglio proprio vedere come riuscirà a turarsi il naso e continuare a votare per loro......
martedì 18 settembre 2007
Movimenti o nuovo partito?
Pancho PArdi ha annunciato dia ver dato vita insieme ad altri la "libera cittadinanza - rete dei girotondi" che si muoverà per mantenere l'tuale assetto istituzionale e riformare l'art.138 della Costituzione prevedendo una maggioranza qualificata per le modifiche costituzionali. (fonte: http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/girotondi1111.html ); ora se dev'essre un nuovo partito con l'inflazione di partitini che c'è ora è maglio di no, ma se deve diventare il punto di aggregazione della sinistra scontenta dell'attuale situazione alora ben venga perchè nel nostro paese di sinistra se ne sente il bisogno, è necessario che chi non si riconosce in questi partiti possa avere la possibilità di dare un senso alla propria partecipazione alla vita italiana. So che molti nelle elitès temono e demonizzano questi discorsi per vari motivi, uno dei tanti è quello di perdere voti, un'altro è quello della mancanza di una sinistra sociale che finchè rimane magmatica consente ad esse di sopravvivere e di giocare sul malinteso, nascendo il nuovo soggetto queste forze neo centriste sarebbero costrette a scegliere e son sicuro che questa scelata sarà più dolorosa se avverrà in seguito a spaccature al loro interno: è la volta buona che se riesce a nascere un soggetto di sinistra sociale avremo ancora la possibilità di mantenere il paese nell'ambito dello spirito con cui chi la scrisse prevedeva dovesse svolgersi l'attività istituzionale e e il gioco dei partiti senza inciuci e accordi sotobanco. Non si può continuare a vedere che mentre un Governo ed una maggioranza, sia pur composita, lavorano ci sono al suo interno forze che lavorano per farlo cadere e allearsi con gli avversari: non è corretto per chi li ha votati sulla base di un programma, non è corretto dal punto di vista democratico e allontanerebbe ancora di più i cittadini dalle istituzioni, o è questo che vogliono? Spero di no, perchè significherebbe che siamo un passo prima dalla oligarchia istituzionalizzata e due passi prima dalla democrazia autritaria dove libertà, democrazia, ecc. sono parole vuote che hanno perso il loro vero significato.
domenica 16 settembre 2007
che fare?
Pur non essendo in cima alla lista delle mie preferenze questo governo purtroppo (con la sua politica di stampo moderato e di destra - ripeto il futuro ci aspetta con un partito democratico all'americana non illudiamoci -, nonostante i molti condizionamenti che vengono dalla sinistra, definita a mio parere a torto massimalista) è tutto quello che si può avere per contrastare il populismo della cdl e quindi obtorto collo ce lo dobbiamo sciroppare, ma proprio questa finanziaria così come sta uscendo proprio non mi piace: dov'è il programma da rispettare? se lo sono dimenticato? Credono davvero che la gente che li ha votati non gli volti le spalle e vada in cerca di formazioni sociali e politiche che danno maggiori garanzie?Non gli è bastato l'avviso alle ultime elezioni dove i partiti maggiori hanno preso meno voti di quanto si aspettassero?
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Basta!!!
Nato più per mandar via Berlusca che per volontà unitaria questo Governo - e la sua coloritissima e raffazzonata maggioranza - è la dimostrazione di come è impossibile mescere l'olio con l'acqua .Se analizziamo l'andamento dei cosiddetti primi 100 gg vediamo che:a) la linea economica (spillare soldi ai soliti noti su cui caleranno le mannaie dei tagli) continua, a parte qualche sfumatura, sulla falsariga del precedente, sulla via, quindi, del vento in poppa del liberismo spinto che favorisce, per ovvie ragioni, le categorie autonome e mercantili (le stesse che a detta di studi riportati dai giornali evadono ed eludono il fisco costringendo le altre a pagare anche per loro) e spinge ai limiti della povertà le altre, e nonostante delle proposte alternative: il rigore ricadrà come al solito su quest'ultime; b) il livello politico è un pianto con i vari saltafossi (è di pochi gg fa il distacco dall'IdV di una costola che mette al Senato la maggioranza a rischio) pronti ad annusare il vento per cambiare al volo il treno, per non parlare dei partiti maggiori che mentre parlano di creare un nuovo soggetto politico (da cui polemiche e discussioni sull'anima del "nascituro" se socialista o liberale ecc. con un teatrino a dir poco stomachevole ) non attendono che di commissariare Palazzo Chigi per far passare la loro di linea; con quelli minori che per ragioni di visibilità su ogni questione fanno fuoco e fiamme badando più alla pubblicità che alla necessità di governare (perchè ivi mandati dagli elettori, non per grazia ricevuta..... almeno da questa parte politica non vi sono unti del signore);c) Il Governo che, a differenza di come in teoria dovrebbe essere espressione della linea scelta ed approvata dagli elettori, è poco più che un coacervo di persone che fanno gli interessi di pochi e non dei molti che li hanno votati senza nessun coordinamento di azione;d) Un Capo del Governo, che non fidandosi dei partiti tende a emarginarli, che fa dei passi falsi - forse mal consigliato - che hanno incrinato e di molto la coalizione.A mio parere ha ragione chi, come Flores d'Arcais, afferma che la parte che appoggiava questa maggioranza e che si richiamava ai movimenti della società civile deve rimettersi in moto e tornare ad essere fattore di cambiamento e proposta appoggiando le forze che sono d'accordo o anche creandone di nuove ma che pongano il problema di una diversità rispetto al passato (se vi sembra poco....).E', inoltrre necessario che al primo punto di ogni eventuale iniziativa ci sia sempre la pregiudiziale che: non abbiamo bisogno di berlusconismi post Berlusconi da un lato e dall'altro dei comunisti al caviale.Credo che sia il momento di operare delle scelte democratiche differenti: tornare a votare (con sistema elettorale diverso), cominciare a discriminare - non votando - coloro che corrispondono ai due requisiti su esposti e spingere per un cambiamento vero sia in materia economica che politica con maggiore riguardo a coloro che sono danneggiati dalle politiche attuate dal precedente come da questo Governo che nessuno mi toglie dalla testa essere di destra, altroché sinistra, in Italia una sinistra moderna (non modernista) non esiste e non esisterà di questo passo: ad esempio un modello cui riferirsi è quello scandinavo.All'estero l'opinione sugli italiani (io sono in contatto con molti compatrioti in varie parti del mondo via icq, msn ecc.) non è cambiata anzi rimangono fermi al concetto che quando si crede che abbiamo toccato il fondo del barile siamo capaci di attraversarlo e raschiare la terra che vi è sotto
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