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mercoledì 28 agosto 2019

Fare quel che ci pare ci porta davvero alla libertà?

Fonte: Il Fatto Quotidiano Diego Fusaro Società - 27 Agosto 2019

La società cosmopolitica no border a forma di merce assume sempre più le sembianze dell’abbazia Thélème descritta da Rabelais nel capitolo 57 di Gargantua et Pantagruel: in questo monastero capovolto, i reclusi vivono all’insegna di un edonismo integralmente deregolamentato, la cui essenza è racchiusa nel nome stesso dell’abbazia.
Thélème, infatti, deriva dal greco thélema, “volontà”: se nel monastero cristiano vige l’annullamento della volontà individuale, a Thélème, per converso, regna sovrana la volontà dell’indviduo, che solo deve rispondere ai propri desideri. La Legge è annullata o, più precisamente, riassorbita nel Desiderio deregolamentato e anomico dell’individuo. Per questa ragione, l’unico vero articolo di fede dell’abbazia Thélème e, per estensione, dell’odierna “notte del mondo” del cosmomercatismo, è condensato da Rabelais nell’imperativo “fa’ ciò che vorrai” (fais ce que voudras).
Il godimento individuale disinibito e trasgressivo si erge a sola legge nel tempo dell’oblio di ogni argine e di ogni misura. La libertà decade, in tal guisa, al rango del capriccio individuale senza limitazioni di sorta. Scrive Rabelais a proposito dei Telemiti: “la loro vita non era governata da leggi, statuti o regole, ma secondo il loro volere e franco arbitrio”.
Rabelais sottolinea come questa libertà, coincidente con l’arbitrio individuale, tenda a rovesciarsi dialetticamente nella figura opposta rispetto al libero sviluppo dell’individuo libero e autonomo, che pensa con la propria testa. Dà, infatti, vita a una sorta di grigia morale del gregge, in cui tutti finiscono per fare, pensare e volere le stesse cose: “Grazie a quella libertà invece, erano presi da emulazione di fare tutti ciò che ad uno vedevano piacere. Se alcuno o alcuna diceva: beviamo! tutti bevevano. Se alcuno diceva: giochiamo! tutti giocavano. Se alcuno diceva: andiamo pei campi a divertirci! tutti vi andavano”.
L’individualismo libertario, in cui il desiderio occupa integralmente gli spazi della legge, si pone così come nemico dell’individuo nell’atto stesso con cui afferma di promuoverlo: si capovolge in un’omologazione di massa, in cui gli individui si piegano in maniera acefala al conformismo. Diventa, come a Théléme, una religione a tutti gli effetti.
Insomma, in queste pagine, che segnano la genesi del moderno, troviamo un identikit insuperabile dell’odierna massa solitaria dei consumatori e dei plusgaudenti, di quanti innalzano il proprio capriccio a sola legge e, senza accorgersene, annichiliscono il proprio io nel conformismo di massa della civiltà dei consumi

sabato 13 ottobre 2007

Primarie per il ParDem: il porcellum va benissimo è in tono con il resto

DIALOGO IMMAGINARIO
Allora ricapitoliamo: le liste? Ci sono! I candidati? Pure! IL Segretario? Gia pronto!! I seggi? Ok! Le schede? Stampate! Gli scrutatori? Si! gli € dei cittadini che si recheranno alle urne? anche (si spera)!
Insomma tutto pronto per la partenza dell'avvenimento di fine anno: la nascita del partito (ed è un record) che prima ancora di nascere rischia già di morire per inedia e per mancanza di idee e programmi, ma soprattutto per evitare l'eutanasia di due partiti sull'orlo del tramonto che non vogliono fare i conti con le mancate promesse che da un lato hanno perso il patrimonio storico/ideale/politico dall'altro il serbatoio di voti di quelli da cui discendono (PCI/PSI e DC). E se si aggiunge una classe dirigente bloccata e chiusa alle istanze di novità e tesa alla autoperpetuazione con l'ennesima fuga in avanti del ParDem allora si comprende l'importanza per loro dell'evento. C'è anche un'altro motivo: per poter stare tutti insieme (ex DC, ex PCI, EX PSI, ex di tutto di più) non devono essere nulla che li caratterizzi: nn possono essere socialdemocratici perchè gli altri spezzoni se ne andrebbero; non possono essere popolari perchè se ne andrebbe la parte meno centrista (o forse no?); possono solo dirsi Liberali (liberisti) perchè essendo questa una categoria generale e generalista (oggi sono TUTTI liberali anche i dittatori) che gli consente di tenerli insieme; non possono essere "troppo" laici perchè sennò la parte integralista cattolica li abbandonerebbe all'istante e viceversa: non possono essere nulla; anzi NO una cosa possono esserlo: ebbri di potere per il quale farebbero il patto con chiunque, destra inclusa. Si, ci sono le primarie e ci sono le liste e ci sono pure i candidati "indipendenti" o quelli alternativi fra loro come i due ticket principali: c'è tutto insomma, ma cosa ci manca? La democrazia; questa manca. Soprattutto in un partito che vuole dialogare con la società anzi essere "nella" società e parte di essa. Dove, a dispetto della competizione elettorale, il futuro segretario si conosce già e gli altri fanno solo la parte dei comprimari o come si dice dei candidati alla sconfitta. E poi che vogliamo dire del sistema elettorale? Hanno tanto criticato il porcellum e poi se lo sono costruito in casa uguale uguale, per scongiurare sorprese, con le liste bloccate ecc.: come si dice in questi casi il bue che chiama c*****o l'asino. E che dire dei primi frondisti? Dini (tra i saggi del nuovo caro defunto che sta per nascere) che si chiama fuori poi va da Ferrara e spara a zero sia sul Governo che sulla nuova entità facendo chiaramente capire che se non ci sarà spazio per lui (e non c'è stato sennò non se ne usciva) lui prende altre vie (le stesse che indicava Berlusconi quando diceva che c'erano deputati e senatori che erano vogliosi di fare il salto della quaglia trasformista tanto da lui deprecata nella precedente legislatura?) ci saranno problemi per il Governo e la maggioranza; e che dire del dove mettiamo gli ex DC e Rutelli? Che gli facciamo fare? e dall'altra parte (leggasi Ds) la nuova cosa rossa chiamata "sinistra democratica"? Cos'è? il pensare socialdemocratico (cito Pasquino), viste le varie provenienze dei loro maggiori esponenti, non gli si addice molto nè gli addice una improbabile alleanza con pdci e prc anch'essi in crisi perchè troppo burocatizzati e lontani dalla piazza che ritenevano poter controllare e che gli esplosa davanti con Grillo e co; anche lì la classe dirigente stenta a farsi da parte lasciando spazio a qualche faccia realmente nuova e i risultati si vedono eccome se si vedono.... in negativo. La vedo male molto male

domenica 23 settembre 2007

Epifania tutte le feste porta via e Sanremo?


Già anche quest'anno ci tocca o meglio Vi tocca sorbirvi Sanremo o meglio il sonno indotto anche a coloro che della'insonnia ne hanno fatto uno stile di vita. Quest'anacronistico festival che ormai è diventato una passerella delle major più che della canzone italiana ha ormai debordato da quelli che erano i suoi "confini" naturali e comprende di tutto (comprese comparsate di nome noti e non solo della canzone, che si fa per acchiappare un pò di audience) sembra sempre esalare l'ultimo respiro ma ogni anno ce lo troviamo redivivo di fronte con annessi forzati che lo guardano avidamente per carpire le noiosissime canzoni sciorinate. Volete vincere? Cuore, amore, gioia, dolore ecc. la ricetta è sempre la stessa e le canzoni sono sempre quelle servite in mistura percentuale a seconda del cantante e degli autori che le scrivono. Le solite polemiche prefestivaliere giusto per riscaldare l'atmosfera, il solito show con i soliti presentatori, le vallette (come saranno quest'anno ossigenate? ancora non si capisce.....), in una parola la solita solfa che una parte di pubblico si dovrà sorbire e un'altra, come me, tenterà accuratamente di evitare (programmazione permettendo) sapendo che comunque ne subirà l'influsso nefasto dato che molte altre trasmissioni vi si appenderanno disperatamente per sfruttare l'effetto di trascinamento nell'audience così come vi si dedicheranno le retrospettive e i commenti sia in ufficio che sui treni pendolari (e quest'ultima è l'unica cosa che giustifico dato che la mattina con gli effetti ancora evidenti della levataccia una dormita ad occhi aperti non guasta

Saldi !!

Partono i saldi invernali con promesse di sconti che vanno dal 10% al 40% e a guardare le persone che fanno la fila mi vien da pensare come è facile per i venditori togliersi i capi, e a volte i fondi di magazzino, che non sono riusciti a vendere a prezzo pieno nei tempi normali, invece com'è difficile per noi che, con i soldi contati che abbiamo (visto che ormai le tredicesime servono per pagare tutt'altro) scegliere quali capi ci possono servire e sono da comprare lasciando stare le sirene del superfluo. Non si può non essere d'accordo con le associazioni dei consumatori che consigliano prudenza e di diffidare di saldi con sconti oltre il 50%, così come non si può non essere d'accordo con chi sostiene che in realtà essi sarebbero inutili in presenza di un mercato non viziato da interessi particolari; infatti penso che se un capo costa in questo periodo il 20% in meno non sarebbe, forse, il caso che il negoziante lo vendesse ad un prezzo inferiore tutto l'anno assicurandosi in questo modo l'afflusso della clientela tutto l'anno?

I consigli delle star

C'è stata una vera levata di scudi da parte degli scienziati contro le affermazioni di alcune star e delle loro affermazioni. Infatti alcune loro dichiarazioni (come ad esempio Elle Mac Pherson che ha dichiarato che ai suoi figli da solo "cibi non trattati" o come Madonna che afferma di avere un rimedio contro le radiazioni) vista la loro esposizione al pubblico sono dannose perchè la gente li starebbe a sentire. Non mi stupisce che esistano a questo mondo esistano persone che fanno, vestono, crescono i loro figli, mangiano ecc. secondo quello che è il loro modello ideale che, di solito, corrisponde a questa o quella star e in gregge ne segue le mode e le tendenze proprio perchè la mamma degli stolti è sempre incinta e quindi se al mondo ci sono stupidi che crescono i loro figli sulla base di quanto affermato da qualche stella dello spettacolo è un conto. Quello che mi stupisce è che gli scienziati avvalorino questo trend dandogli, sia pur criticandolo aspramente, visibilità e di conseguenza una qualche credibilità ulteriore rispetto a quello che già esse hanno, come l'associazione britannica che sente il dovere di contraddire queste affermazioni è un'altro conto perchè in questo modo gli da l'onore delle cronache e una credibilità che non meritano minimamente..........

Reality: siamo alla follia o solo allo scoop a tutti i costi?

L'ultima trovata in tema di reality (ora che sembravano finalmente in via di estinzione senza grandi pianti da parte mia e spero di molti altri) è quello della disabilità. Vero proprio la disabilità, perchè i concorrenti di quello che è solo meno che cattivo gusto, è avere come caratteristica principale è di essere disabili "visibilmente" (non mentali) per poter partecipare. Cosa non si fa per acquisire un pò di audience in più ed attirare gli sponsor per guadagnare un pò di bei dollaroni..... il problema è che ormai in questa maionese impazzita che è la nostra società occidentale, dove tutto ha un prezzo ed un costo, nulla più ferma la mente dei cosiddetti creativi nonchè dei politici e benpensanti vari che magari, come da noi, fanno fuoco e fiamme se due omosessuali vogliono mettere su famiglia o se un cittadini in base alla Costituzione (art.32) decide di morire dignitosamente, ma spariscono o non mostrano di battere ciglio di fronte a scempi del genere: sia chiaro qui nessuno pone in discussione il fatto che un disabile possa andare in tv e partecipare alla trasmissione che maggiormente gli aggrada (purchè vi aderisca in piena coscienza) anzi al contrario nè ha pieno diritto come tutti gli altri cittadini al di là di tutto, ma quello che mi fa girare i c******i è che pur di metter su uno spettacolo e di far soldi si usi di tutto dal chirurgia fino alla disabilità, e che parole come dignità umana e diritti siano ormai vuote e prive di qualunque significato etico e sociale....come libertà e democrazia hanno fatto la stessa fine.........

Natale: fra consumo, tradizione e grande abbuffata

I giorni che precedono la ricorrenza del natale mi hanno fin da bambino incuriosito sia perchè vedevo i grandi affannarsi per comprare i regali farsi gli auguri ecc. e a casa mia madre che dalle 6 del mattino si preparava per cominciare a cucinare il pranzo natalizio spandendo per casa profumi ed odori che dire facevano venire l'acquolina in bocca è poco. Crescendo mi sono reso sempre più conto che questa festa (ritualizzata su una pagana precedente, ma questa è un'altra storia) era più un'affare per i commercianti che per le famiglie (visto che i prezzi aumentavano per magia poco prima) dato l'affannarsi delle persone io invece da laico mi sono sempre limitato a fare dei regali utili che cose che non servivano e ho qualche volta riciclato quelli ricevuti che non mi servivano, lo so è dissacrante ma le condizioni di vit così come si sono evolute da quand'ero piccino ad ora mi confermano sempre di più nella convinzione che a parte l'orgia consumistica (per chi se lo può permettere) e il baccanale prandiale (a cui invece non mi nego) hanno molto poco di religioso e di ritrovo della comunità ma tanto della illusione che almeno in questi giorni vuoi non pensare alle tante cose critiche e problematiche che ci affannano di solito: in pratica si riduce in una bella tirata di fiato, magari un pò costosa, e una frenata della frenetica vita che facciamo di solito; un saluto caloroso alle persone che invece lavoreranno in questi giorni permettendo il funzionamento dei servizi che neanche in questi giorni si possono fermare: auguri a VOI.

Quando la politica è millenni indietro

fonte: http://www.la7.it/news/textnews/dettaglio.asp?cat=1&id=32590 ) Oggi è stato pubblicato, come da link su riportato, il sondaggio dell'eurobarometro che da un'idea di come la società italiana sia molto più avanti della politica, anzi almeno nelle percentuali si da una radiografia dei cittadini che fa capire che il mondo politico non è più in sintonia con noi elettori. Cosa emerge lo leggete al link ma il quadro è di quelli che dovrebbero far riflettere quei leader che inaspettatamente hanno preso posizione su alcune tematiche in maniera non consona a quello che era probabilmente il comune sentire dei loro elettori; la velocità della trasformazione sociale nel nostro paese, pur essendo inferiore e di molto a quella di altri nostri vicini, è pur ssempre maggiore di quella della politica troppo ancorata a tatticismi, strategie, e al mondo d'oltretevere; così delle due l'una o si capisce che la maggioranza delle persone ha una apertura mentale maggiore di quello che si crede (e si spera) o i politici vivono su un'altro pianeta ed in'altra dimensione nella quale ormai sono incapaci di capire le correnti profonde di una società sì in parte legata a certi valori (ma in una percentuale minoritaria), sì è una sorta di maionese impazzita nella parte che vive nelle grandi aree metropolitane, ma è anche capace di dire la sua quando glielo chiedono: e questo è il problema "quando" glielo chiedono.

Manuale del perfetto gestore di azienda pubblica

Come già scritto in altri post Alitalia, Fs, Arcus (cosa? è una società interamente partecipata dallo Stato che gestisce Beni culturali) ecc. sono sull'orlo del fallimento, già e questa non è una notizia visto che il Paese da anni gioca pericolosamente sul baratro "argentino"; la vera notizia è che per "invogliare", ad esempio, la gente ad usare di più il treno che pensano di fare i "cervelloni" aumentano le tariffe di Eurostar e intercity così tutti correranno a prendere questi treni contenti di contribuire al loro risanamento, già perchè è così che funziona la cosa pubblica anzichè pensare a valutare i veri motivi per cui le ultime aziende pubbliche (o quasi) stanno andando a fallire e curarne le cause che si fa? Si aumentano le tariffe e i biglietti: ganzo come dicono in Toscana. Stipendi e liquidazioni troppo alte per i manager? No problem si mette un tetto mica si dice che dovranno essere buttati fuori per aver malgestito la cosa data loro in gestione, no gli si danno anche liquidazioni d'oro. La mia imressione e che si è già deciso che lo Stato deve svendere e quindi si nominao coloro che ne saranno gli esecutori materiali della morte per eutanasia nonchè i curatori fallimentari: il tutto con il corollario di coloro che prima magnificheranno le doti benefiche del mercato liberistico dicendoci che così avremo la concorrenza che le tariffe si abbasseranno, che ci sarà un diverso modo di gestire e così via dicendo, in realtà andrà a finire come per Telecom, ENEL, e tutte le altre dove ad un epriodo che passeranno di mano in mano e, naturalmente con forti riduzioni di personale, poi approderanno epr 4 euro in qualche società multinazionale o nazionale, non c'è differenza tanti i referenti economico-politici sono gli stessi ossia le elitès, che le terrà in vita a forza di co.co.pro o chissà cos'altro saranno capaci d'inventarsi salvo poi scoprire fra dieci anni che sì si è fatto un'errore (è stato detto a proposito delle precedenti privatizzazioni ma ormai il danno è fatto) che forse bisognava vigilare di più, il che significa che fatto il mea culpa si comincerà a vendere i prossimi pezzi di Stato che ancora ci saranno..... se ci saranno. E' proprio vero che siamo un popolo di mercanti e venditori di "fontane di trevi" ma ormai fra poco da vendere non ci sarà più nulla e allora mi chiedo il "genio" italico cosa s'inventerà per pagare il debito delle future generazioni? le sedie?

Desperate housewives: la saga continua

Riprende Desperate Housewives (già a volte ritornano, non bastava sex and the city, cone le sue snobissme e ripassatissime ragazze) la saga delle casalinghe inconsolabili e represse ognuna in cerca di un qualcosa, ognuna con il suo piccolo dramma familiare, con il suo amore, i suoi scheletri nell'armadio, le sue paure ed incertezze: tutte a rappresentare la middle class americana, e perchè no, italiana, anche se da noi il provicialismo grettone ci mette un passo indietro (vedi commesse o Dr.ssa Giò), miseria e nobiltà di una società che ha perso i valori solidali della comunità, e della amicizia, e non ne trova di nuovi richiudendosi in piccoli mondi interiori condivisi con i/le compagni/e di sventura: prepariamoci ad altre sonnolenti serate davanti alla tv nella speranza che Crozza Italia non finisca mai. Ormai l'alluvione è inarrestabile: ogni resistenza è inutile tanto vale arrendersi (e addormentarsi) o soccombere.

sabato 22 settembre 2007

Paura?

La mancanza del capo è il dramma psicosociale che vivono i popoli immaturi; negli Stati Uniti la costituzione da alla figura del Presidente dei poteri particolari ma soprattutto una forza particolare: l'espressione fisica dell'unità nazionale. Con l'avvento dei mass media questa figura si è venuta con il tempo personlizzandosi fino ad impersonificarsi nella persona fisica che ricopre la carica, grazie anche all'uso che degli stessi media fanno gli spin doctor (professionisti della comunicazione politica, che di solito vengono dal mondo dei media, e che mettono a disposizione del politico la loro professionalità), in un mutuo scambio nel quale entrambe le parti ci guadagnano, chi è invece a perderci è il popolo ed il diritto all'informazione che esso ha, perchè se è vero che nella società mediatizzata siamo letteralmente sommersi dalle news è vero anche che le stesse news sono "filtrate" dai media stessi e per chi vive di politica (e di immagine) l'avere i riflettori addosso è fondamentale: infatti in quel paese si parla di democrazia mediatizzata (videocrazia), e questo fa capire quanto sia potente il mezzo meidatico.Nel nostro provincialissimo paese, ai margini dell'impero americano, questa tendenza si è affermata con la discesa in campo di Berlusconi e del suo partito Forza Italia (all'inizio vero e proprio partito di "plastica" mediale e leggero, poi nel corso degli anni istituzionalizzatosi), supportato da un battage pubblicitario e mediale enorme, che ha creato aspettative e ansie (a seconda degli schieramenti) nonché ha dato lustro all'antipolitica (il "popolo della destra è tipicamente antipolitico) che è stato uno dei cavalli di battaglia vincenti di questo schieramento che negli anni ha saputo coagularsi attorno alla figura del leader carismatico (e qui Weber ci viene in soccorso quando ci parla del potere carismatico e di come si evolve, quando il leader viene a mancare, o in autocrazia o in una istituzionalizzazione che alla fine riporta a somma zero la situazione politica del paese) che ne impersonificato le idee e le proposte; o meglio il leader ne ha sentito, e stuzzicato, sia la mente di questa parte della società italiana, sia la pancia che col tempo ha avuto il sopravvento. Ora a parte i problemi di salute, che qui non m'interessano (nemmeno al mio peggiore nemico auguro la morte o altro, immaginate qualcuno che ho visto solo in tv e che personalemente non mi ha fatto nulla, non sono d'accordo con il suo modo di fare politica e il resto ma da qui ad augurare del male la strada è praticamente infinita), lo psicodramma vissuto (anche sul sito online del suo partito, peraltro rivissuto da me quando ad avere un malore fu Enrico Berlinguer, altri tempi ed altra statura di politico) dal popolo della destra ancora una volta mi fa capire come noi italiani siamo ancora immaturi e impreparati rispetto alle sfide che una moderna democrazia ci pone davanti, e alla prima difficoltà o smarrimento ci rifugiano nella figura "paterna" del leader: per carità nell'altro schieramento non sono andati più leggeri, anzi la figura di Prodi e degli atri leader di questo schieramento rappresentano il necessario contraltare e contrappeso fondamentale in una democrazia bipolare, si dice, ma in realtà espressione entrambi della stessa realtà sociale, ossia noi che non siamo in grado di giudicare criticamente una proposta di governo (qualunque sia) e nell'ignoranza politica che ci distingue non sappiamo fare di meglio che dividerci, e quindi far parlare la pancia e non la testa nostra. Se sia un bene ne dubito davvero perchè non credo debbano essere gli istinti di base a guidarci nelle scelte ma bensì la nostra parte razionale che, in base alle informazioni date, sceglie "cosa è meglio"; e questo è il problema che ci troviamo di fronte dopo tangentopoli (e dopo la sparizione dei partiti tradizionali), da un lato abbiamo un classe politica che era la seconda fila dietro i grandi leader di prima (eletta in maniera proporzionale) che è più legata all'oligarchia economico-sociale che ad una ideologia e dall'altro una società che con gli anni (venendo meno i punti di riferimento ideologici) si è imbarbarita (colpa anche della scuola e della caduta dei valori morali e sociali tipici di un contratto sociale moderno e civile) che di riflesso agisce, nella confusione generale, più d'istinto che razionalmente in un meccanismo di azione/reazione che mette a rsischio sia la convivenza pacifica che il futuro democratico del paese. Ecco perchè dico che siamo immaturi ed ecco perchè sostengo che ci siamo imbarbariti, ed ecco, soprattutto, perchè ritengo che di questo passo il nostro futuro potrebbe pìù assomigliare alla Cina (dove a parte l'ideologia e tutte le altre menate, è un'oligarchia a comandare ed anche legittimata dal voto, pensate un pò) che ad un Inghilterra (patria del pensiero democratico e liberale), chiunque sia al potere: destra o presunta sinistra che siano, in realtà sono solo due facce della stessa medaglia (può suonare qualunquistico lo so) i cui componenti fisici siamo noi ma le due facce ce le mettono altri su nostro mandato ..... e si sa quando si sta "stretti" ci si sta male tutti e qualcuno sgomita per respirare.......Dovremmo prendere atto che la nostra Costituzione "materiale" non prevede più la Repubblica democratica fondata sul lavoro (art.1) ma la Repubblica oligarchica fondata sul denaro..... di chi può riuscire, soprattutto a scapito altrui, a scalare i gradini del consenso e della parte della società che conta: Paura? Lo scenario non piace? bè qualcuno mi dimostri il contrario e io su questo blog ritratterò.
ciao

Un'altra trovata......

http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl5506.phtml
http://liberoblog.libero.it/economia/bl5500.phtml
Prendo spunto dai link sopra per dire la mia su l'ultima trovata del Ministro Turco, ossia quella di sanzionare chi fa abuso di fumo e alcool e chi è troppo grasso; a parte i discorsi sulle tare che ci potrebbero essere sul discorso "grasso" e le patologie ad esse correlate ma pensa davvero il Ministro di risolvere in questo modo problemi che hanno a che fare proprio con lo stile di vita indotto dai tempi del mercato e del lavoro? facciamo un'esempio: io sono un lavoratore dipendente che fa il pendolare (circa 100 km al giorno fra massa la città dove abito e lucca dove lavoro) e treni permettendo (quando non sono in ritardo o rotti o chissà cos'altro è in grado di inventarsi trenitalia, anche questa è un'eredità da sanzionare caro Ministro perchè non introdurre una bella multa alla società ogni volta che un treno è in ritardo e fa saltare la coincidenza? Oppure è un'argomento tabù?) esco alle 6.30 e torno alle 15.30 (quando lavoro di pomeriggio esco alle 11.30 e torno alle 21.30 (treni permettendo), che faccio mangio alle 16 a casa e quando ceno a mezzanotte? E sarebbe logico che dire che faccio uno stile di vita sano è dire che sono folle, giusto? Invece cosa accade che mangio il "classico" panino alle 13.00 e alle 19.00 faccio una cena buona; so anch'io che in questo modo non va, non ci volva mica un Ministro per capirlo, e quindi si dovrebbe consentire sia ai lavoratori pubblici che a quelli privati di vivere e lavorare nella propria città, in barba a tutti i bei discorsi sulla mobilità sociale con i quali sia questa "sinistra" liberista (o destra, come dico io) e la destra populista ci hanno propinato in questi anni; mi si dirà che non è un problema dello Stato se io faccio un tal tipo di vita, ma è compito dello Stato curare e allora è un mio problema se il lavoro è da un'altra parte, ok sono d'accordo ma è però compito dello Stato assicurare una (cito a memoria dalla Costituzione e mi chiedo se il Ministro lo voglia applicare) vita libera e dignitosa ai propri cittadini e consentire la partecipazione dei lavoratori alla vita economica, sociale, politica ecc. del nostro paese: in che modo? semplice, non dando: stipendi da fame (fra i più bassi dell'occidente); serivizi socio-sanitari scadenti; condizioni di lavoro sicure (morti bianche non si contano più, i numeri sono da guerra da bassa intensità) e controlli profondi sugli imprenditori che violano la legge (la 626 prevede poche sanzioni per gli imprenditori e pochissime sono quelle penali); possibilità di maggior tempo libero da usufruire in maniera sana (e maggior tempo libero significa anche lavoro in città non in un'altra provincia o regione); cure termali (se necessarie) fornite a compartecipazione; prospettive future migliori di quella della generazione precedente; pensioni adeguate a non morire di fame (io più o meno se vado con la riforma Maroni prendo circa 900 euro di pensione, se invece ci vado con le ipotesi in corso con 800 con 40 anni di lavoro e a 65 anni di età, la fame vera e propria; ponendo in essere tutta una serie di controlli sugli abusi delle tariffe (pubbliche e private) che si pagano sulle bollette, perchè circa un terzo dello stipendio va via in queste cosucce...; vietare le pubblicità sulle sigarette, sugli alcolici, sui cibi ad alto contenuto proteico (hamburger, merendine, hot dog, ecc.); ecc.. se si fa questo (e molto altro l'elenco era a puro titolo esemplificativo) si potrà cominciare a parlare di sanzioni per coloro che fumano, bevono, e sono ciccioni, sennò è solo aria fritta e ci si bassa sull'effetto annuncio e basta per farsi un pò di pubblicità (com'è accaduto con la legge sul divieto di fumo dei locali pubblici che nessuno rispetta a partire proprio dai parlamentari e dai ministri, e affini di livello regionale ecc. che dovrebbero dare l'esempio); così come è facile parlare di droga (a proposito i parlamentari "beccati" dalle iene? sono stati sanzionati? quali pene sono previste per loro? e il servizio delle iene è stato trasmesso o no?) e hiv due materie scottanti dove basterebbe più che proibire (o variare le dosi accettabili a seconda della maggioranza al governo in quel momento) fare delle campagne di prevenzione attiva, informando i cittadini dei rischi che si corrono al di là dei condizionamenti della Chiesa, sarebbe più logico invece che lasciare tante persone cadere in queste trappole e poi tutti ne paghiamo il costo sociale. Se fossimo in uno Stato civile allora potrei dire che Il Ministro ha ragione e visto quanto mi offre lo Stato (e quanto costo alla società in cure) lo stolto sono io a fumare o bere o altro, ma invece non siamo in un paese civile non siamo in un paese dove tutto funziona in maniera accettabile, dove per un'esame clinico non devo aspettare minimo 1 mese (ma se pago di tasca mia il giorno dopo la richiesta), dove i ragazzi vengono lasciati a loro stessi da famiglie in cui i genitori devono entrambi lavorare sennò non arrivano nemmeno al 10 del mese dopo, e dalla scuola dove gli insegnanti hanno come scopo (con sempre più rare eccezioni) il 27 e il progetto per i salari accessori, ecc. E' proprio vero questo Governo, come tutti gli altri che l'hanno preceduto, è bravo solo ad abbaiare alla luna e a fare proclami che sa benissimo di non poter mantenere: in pratica non ne azzecca una che sia una, che delusione.

Che cosa vogliamo di più dalla vita?

http://liberoblog.libero.it/politica/bl5502.phtml Continua la serie "positiva" Italia 34° in quanto paese a democrazia difettosa come da link sopra. Infatti anche per quanto riguarda la pienezza della nostra democrazia siamo piazzati benissmo e possiamo andare fieri di essere l'unica democrazia occidentale a mostrare problemi di democraticità tali da consentire una piccola considerazione: ossia quando cresciamo e diventiamo adulti? Quando impareremo a fare nostra l'idea che se lo Stato funziona e la società ha dei valori stabili il resto poi viene dalla nostra capacità di essere all pari con gli altri.Tutto qui. In 5 righe ho detto la storia del nostro paese e non nascondo che da un lato mi vergogno di questa serie negativa dall'altro non me ne meraviglio e me ne faccio una ragione pensando a chi eleggiamo, con che sistema elettorale, e come siamo bravi a lamentarcene un secondo dopo che lo abbiamo votato. W l'italia.

Shopping !!

Shopping ! E' questa ormai la parola d'ordine dei consumatori, altro che crisi della terza settimana, stipendi da fame, droga o altro. Siamo malati di shopping, addirittura in certi casi la compulsività è tale che ci vuole lo psichiatra per passare. Che volete farci la società occidentale, ormai, è sulla china delle cicale anzichè delle formiche, e quindi invece di essere la gratificazione del lavoro stressante è diventata una malattia a pieno titolo in cui ci guadagnano solo le agenzie pubblicitarie, le aziende, e i gestori dei circuiti delle carte di credito. Consacrato al grande pubblico dalla serie "Sex & the City" (che ha fatto impallidire la fiera delle vanità della letteratura visto che ha creato un nuovo tipo di essere umano: quello con due neuroni) vero e proprio tempio dell'incosistenza del vivere moderno dove fra lasciati e persi, sesso complulsivo, storie d'amore che farebbero ridere i più grandi comici e suicidare i poeti, tragedie personali e squallore delle vite che s'incrociano per attimi fuggenti, la principale attività era quella di spendere dollaroni in scarpe e altro in barba ai problemi, e molto spesso le tragedie del genere quarto mondo (che la cinematografia e la fiction americana ci hanno propinato per anni raccontando la realtà quotidiana) reali che poco fuori Manhattan avvengono giornalmente mentre le nostre eroine dell'american way's life style no brain, vivevano (se vita si può chiamare) le loro inutili esistenze. In italia, società ormai più simile alla maionese americana che alla tradizionale società postindustriale europea, lo shopping è passato rapidamente da passatempo con le/gli amiche/ci a ricerca spasmodica dell'inutile e del superfluo fino, appunto, a diventare compulsività e malattia. Le cifre uficiali parlano dell'8% della popolazione mentre in realtà è vastissimo intorno al 20% è attraversa la società nel suo complesso, e le donne ne soffrono in misura di dieci a uno rispetto agli uomini.

Come ti costruisco Winston Smith

La società mediatizzata dove tutto è fonte informativa, e dove tutto è mercato delle idee ci pone di fronte ad un problema che oggi non è più rimandabile oltre: le scienze sociali hanno ormai individuato il problema, che da anni, è al centro della società postindustriale ossia la formazione dei futuri cittadini-elettori-consumatori. Solo in questo modo si potrà garantire la continuità sociale del sistema. Il punto principale è la socializzazione ossia la capacità prima di studiare i comportamenti e le influenze che fin da bamibini si ricevono dal cosiddetto "gruppo primario (famiglia ed ambiente vicino che per loro è facilmente riconoscibile", poi di fascia d'età in fascia d'età si valutano le varie influenze che il futuro cittadino assorbe e con le quali interagisce, man mano che si rapporta sial al mondo degli adulti che ai suoi coetanei. Qui il ruolo delle cosiddette "agenzie primarie" (famiglia, scuola, gruppi di coetanei, e media) è fondamentale perchè come si afferma da più parti che gli stessi non conoscano la storia istituzionale, politica, sociale del loro paese dal punto di vista nozionistico, è un problema non di primo piano, se attraverso le stesse agenzie si riesce a renderlo partecipe della società che gli sta intorno, ponendo accanto alla sua visione del mondo i "contributi" che vengono dalla interazione con essa attraverso il diluvio informativo,: questa è la socializzazione. Esempi sotto gli occhi ne abbiamo molti: infatti se vedono "Re leone" comprendono la gerarchia, se guardano i Simpson conoscono i valori e disvalori della società in cui interagiscono, se guardano i vari relity comprendono il giochi di ruolo che poi adotteranno nella società, se guardano i talk show si fanno un'idea della conflittualità interpersonale, se vedono gli spot ed i dibattiti politici (soprattutto in tempi elettorali) comprendono la competizione politica fra partiti e, rapportandoli ai valori di cui singolarmente sono portatori (ma anche i disvalori), hanno la coscienza dello schierarsi. Tutto dalle scienze sociali è stato studiato e predeterminato da quasi un 50ennio (all'inizio tali scelte così come il marketing politico erano figlie dirette della ricerca di nuove tecniche di vendita per prodotti commerciali, poi mutuate in altri campi, ma la base è questa), quello che però nessuno ha mai osservato (o volutamente o non volutamente) è come, come qualunque prodotto umano, tutto quanto sopra abbia anche un risvolto della megalia piuttosto inquietante: attraverso gli stessi studi sull'effetto dell'interazione socio-politica si possa predeterminare la scelta dei futuri cittadini alla gamma delle offerte presentate. Questo è il punto, se è vero che col nozionismo i giovani (intendesi tali la fascia che va dai 16 ai 29 anni) assorbivano una serie di concetti senza metabolizzarli e riusarli nella socializzazione una volta adulti, lo sbilanciamento all'opposto comporta per essi la "non" conoscenza dei meccanismi sociali, politici, culturali di base (nonchè la loro storia), è il vuoto lasciato da questa informazione di base non viene colmato se non da quello che si vuole fornire attraverso le "agenzie secondarie (scuola superiore, università, mondo della comunicazione, interazioni personali) porta ad un livello altissimo il tasso d'influenzabilità e di permeabilità a modelli deleteri e dannosi sia pure a lungo termine. Se poi mettiamo in conto anche la onerosità dell'accesso alle fonti di comunicazione, il ritratto è completo perchè davvero a questo punto chi ha i mezzi può avere un panorama completo davanti a sè chi invece no deve attingere alle singole informazioni di base e parziali che i media di solito danno senza poter approfondire gli aspetti più particolari: quindi come affermava J. Rifkin il problema è l'accesso ed il costo sociale e politico che la comunicazione pubblica dovrebbe fornire gratuitamente a tutti e nela quale è gravemente carente in quanto spesso le elitès al potere sono colluse con quelle economiche e finanziarie e quindi creano "un'imbuto" che non soddisfa il requisito base della moderna democrazia ossia la conoscenza perfettibile dei problemi.

meglio: ottimisti o pessimisti che guardano la realtà?

Mi perdonerà l'amica "thebonnie" se prendo spunto da Lei per questo post, ma la sua esortazione all'ottimismo mi spinge a riflettere su tante cose, compresa la visione del mondo, e del loro evolversi. Iniziamo con quello che abbiamo sotto gli occhi, alla società, cosa ci spinge all'ottimismo? analizzando a fondo cosa vediamo? le disparità al suo interno si stanno accentuando fra straricchi da un lato e ricchi, benestanti, mediamente benestanti, impoveriti, poveri, affamati dall'altro, si dirà è tipico della nostra società competitiva, ok e allora? chi nasce in basso si deve rassegnare perchè non è trendy invidiare, sperare in una società migliore, lottare per migliorarsi? in una parola dovrebbe restare dov'è e accettare quello che il destino, cinico e baro, gli ha mollato come posizione sociale, oppure, accettando in pieno le regole (arricchirsi subito e senza scrupoli, senza badare ai morti che sono sul suo cammino, colpendo a destra e a manca, sgomitando per una boccata d'aria) sociali integrarsi nel sistema e salire di grado sociale turandosi il naso? Altro esempio, come si fa ad essere ottimisti se gli esempi di chi si è arricchito facendo la velina, il calciatore, il raider senza scrupoli, il tycoon dagli inizi non chiarissimi, il finanziere con i soldi degli altri (tipico del capitalismo nostrano e familiare), il legislatore ad personam (che pur di salvarsi impone delle leggi che farebbero uscire anche Hitler di galera giacchè non sarebbe provato il genocidio mancando i testimoni diretti e le carte non debitamente bollate e protocollate, oppure perchè i giudici, giustamente, sono prevenuti), la politica indultista, l'imprenditore rampante, il finanziere d'assalto, l'evasore fiscale, ecc. E come si fa ad essere ottimisti se il capitalismo divora se stesso restingendo la sua base produttiva, e chi dovrebbe acquistare i beni di consumo non ha i soldi nemmeno per sopravvivere? E come si ad essere ottimisti se ogni 5 secondi nel mondo muore un bambino, una donna viene violata, un ragazzo muore in una delle tante guerre dimenticate, 2 persone diventano sieropositive, e una sviluppa l'AIDS? Se, a causa di un sistema che deve crescere in eterno (capitalismo liberista) che non è in grado di pianificare uno sviluppo sostenibile, che pensa al profitto del giorno senza preoccuparsi dei danni del domani? Se in seguito allo sviluppo senza limiti e regole, il clima è cambiato e corriamo allegramente verso una glaciazione (con annesso oscuramento globale) che ci riporterà in sol colpo a diecimila anni fa (sempre che non ci estinguiamo prima per altre cause)? Se le risorse si stanno esaurendo ed i nostri figli avranno dalla Terra meno (per la prima volta nella storia dell'umanità) di quanto avevano i loro padri? Se l'acqua, bene primario per eccellenza senza la quale non si vive, è sempre più appannaggio dei pochi che la possono pagare e i tanti ne sono privi (anche in Italia la privatizzazione dell'acqua, considerata bene di consumo e non bene di primissima necessità se non paghi le esosissime bollette te la staccano, notare proteste della gente e indagini sugli affari poco chiari in corso)? Come essere ottimisti viste le sfide, alcune su elencate ma potrei continuare all'infinito, che abbiamo di fronte (sentendo poi persone che pur non appartenendo al ceto straricco ne prendono le difese con servilismo fare, senza capire che i primi ad essere danneggiati son proprio loro presi in giro due volte anche perchè credono in quello che dicono) ci sarebbe davvero da rimboccarsi le maniche e lavorare in maniera indefessa per migliorare le cose, ma poi ti guardi intorno e vedi gli sguardi di sufficienza di chi non aspetta altro "che qualcuno faccia qualcosa" mentre si fanno già i conti in tasca di quello che guadagnerebbero se ti incitano a fare se sono maggiori o minori se ti criticano e ti fermano. No non credo nell'ottimismo, in quanto è un sentimento assoluto che non ammette obiezioni, preferisco i pessimisti che ritengo ottimisti che, criticamente, guardano la realtà e cercano di modificarla senza però sprecare energie che in caso di problemi serviranno di sicuro e permetteranno di evitare guasti peggiori: un caso per tutti, ieri sera sulla La7 ho visto l'infedele di G. Lerner sul caso del "baco del Corriere" avidamente, come avidamente stamattina ho comprato il libro del giornalista M. Mucchetti "il baco del Corriere" ed in meno di due ore (il mio tempo di trasferta dal lavoro a casa) l'ho letto e mi son venute le nausee per lo scenario (tutto da verificare è ovvio, no problem tutti innocenti fino a condanna definitiva) che vi è delineato in maniera molto moderata, una volta tanto.Ditemi voi, come si fa ad essere ottimisti?

martedì 18 settembre 2007

Meno male...

E' finita anche l'isola dei famosi è finita, finalmente direi. Il penultimo dei reality (l'ultimo è quello della politica ma putroppo questo non finisce mai), ha ormai chiuso i battenti , l'Italia può riprendere la sua normale attività, i cervelli possono tornare a riposo, gli italiani ricominciare a sognare per il prossimo - ammesso che si fà - e commentarne l'esito.... Lo spettacolo della nostra pochezza chiude i battenti. Fuori, lì nel mondo c'è gente che muore, un paese in crisi, una guerra che si combatte nello scacchiere mediorientale, un'Amministrazione americana in crisi, ma ..... nulla di cui preoccuprarsi è solo realtà: dormi Italia dormi fino al prossimo reality.

lunedì 17 settembre 2007

Libertà stampa

http://vistidalontano.blogosfere.it/2006/03/freedom_of_the.htmlsopra c'è il link, a cui suggerisco di andare e leggere, che tratta di come il nostro paese sia l'unico nell'europa occidentale aessere definito d Freedom of the press "parzialmente libero". L'UNICO, anche questo è un record, negativo ma pur sempre record, di cui andare fieri?Non credo. Se in un paese non c'è la libertà di stampa e di informazione non c'è la possibilità di potere essere sicuri che quanto le elitès al potere fanno sia nell'interesse dei cittadini.La libertà di pensiero ha valore costituzionale ma molti sembrano essersene dimenticati, i giornali per la maggior parte non sono di editori puri ma o appartengono a patti di sindacato dove il salotto buono dell'imprenditoria tiene il piedino, o sono di proprieità di famiglie potenti, per non parlare dei giornali di partito (ma lì almeno lo sai).La tv, un duopolio fra tv di Stato e Tv commerciale, con un minore terzo incomodo, se analizziamo da cittadini presenta questa caratteristica: quella pubblica mai resa autonoma dai partiti e di cui ne risente le influenze e quella commerciale creata, inventata ed usata come una cassa di risonanza (con vari gradi è ovvio) di quello che il loro editore vuole. Nel corso degli anni si sono riavvicinate, a differenza di una iniziale e blanda concorrenza, e in pratica possiamo dire che i programmi fotocopia sono la norma: Sparita la satira, spariti i personaggi scomodi, le tv hanno solo veicolato quello che volevano i manovratori; per il terzo incomodo, pur registrando una certa diversità nei programmi e nelle conduzioni giornalistiche dei tg e dei programmi d'informazione, non ha mai veramente inciso candidandosi a diventare terzo polo tv. Al momento, è almeno la mia impressione, la situazione non cambia molto, nè cambierà anche se ci sono delle inziative legislative, perchè in fondo alla politica fa comodo così: non è vero che la tv non icida sul favore della gente, e sui voti e i conseguenti loro spostamenti, incide eccome e lorssignori lo sanno, ecco sarà difficile che mollino l'osso. Se la politica è spettacolarizzata, e noi ad essa ci siamo così abituati da non comprenderne l'importanza, allora il reality della politica è l'unico che non chiuderà mai....

PUPE E SECCHIONI post scrittum

Ora che è passata la tempesta e ci sono solo "reflui" di venticello , si può riprendere con il "normale" tran tran" della vita del perfetto blogger moderno.Qualche considerazione aggiuntiva la vorrei fare, e visto che questo blog è mio la faccio, chi nn vuole nn la legga è libero, sul c.d. "popolo dei reality"; a mia impressione, naturalmente, è una composita compagnia che spazia da colui che torna a casa e nn vuol sentire parlare di politica, o altro, ma solo rilassarsi con trasmissioni del genere, appunto, reality; a colei che invece li guarda per convinzione (come una volta si leggevano i fotormanzi, o si guardavano le soap, e si commentava con le amiche il belloccio di turno, ecc.) ai ragazzi che li commentano fra loro (la mattina in treno di commenti ne sento e son di tutti i generi credetemi.. un vero spaccato del modello culturale che sta emergendo in questa generazione e lo dico senza esprimere un giudizio, come si dice "lo annoto e basta"), alle signore che ne fanno commento nelle serate fra amiche e si potrebbe continuare all'infinito ma mi fermo qui xhè nn m'interessa il fenomeno in sè ma il costume come viene a modificarsi quando c'è interazione fra media, c.d. newsmedia, e pubblico: questo è per me il c.d. "boccone ghiotto" . Nessun lancio di complotti demopluto"qualcos'altro", ma 2+2 lo so ancora fare (vista la veneranda mia età )e registro da quando dagli anni '90 si è cominciata a liberalizzare la ns società (mi chiedo se prima vivessimo in regime totalitario, vi prego se era così ditemelo che nn me ne ero accorto ) si è anche detto che, oltre alle istituzioni (che dovevano aprirsi), alle aziende pubbliche (vendute, ma più spesso svendute, senza mettere paletti sulle garanzie dei cittadini e tutelarli adeguatamente, anzi tutte messe "fuori" concosti pagati SOLOdai cittadini, come avvenuto in altri paesi a democrazia matura e avanzata che hanno fatto esattamente il percorso opposto, nn male per noi nn c'è che dire andiamone orgogliosi), al mercato (entità astratta nel ns paese), alla RAI (che dopo la stagione dei "professori" nella quale emerse finalmente un'azienda, di cui pago il canone come tassa e quindi mi sento in diritto di parlare, nella quale si facevano satira,informazione,cultura,spettacolo nazional-popolare e di qualità senza la pastoie partitocratiche che dopo di essi - professori intendo - è riemersa qual'era prima) in cui sono ritornati i "vecchi tempi" della partitocrazia cui tutti contribuiscono, al di là degli schieramenti politici, perchè una rai siffatta è nelle mani dei partiti e quindi depotenziata nelle sue capacità di fronte alle corazzate commerciali sue cocorrenti nominali e alle quali è stata adeguata onde evitare una"spiacevole concorrenza di mercato" che le danneggerebbe, il tutto naturalmente a ns danno (bella l'italia, eh?) e dulcis in fundo le istituzioni scolastiche che dovevano anch'esse aprirsi al mondo del lavoro, aggiornare i programmi, passare dal puro nozionismo (almeno se ad un ragazzo una volta chiedevi in che data fosse il natale di Roma, una volta su due nn sbagliava, oggi invece è un pianto _"greco" ) alla preparazione minima di base (es. tutta la storia dell'Impero di Roma nel libro del I° anno della scuola superiore di mio figlio è di 20 pg nel mio alla sua età 30 anni fa 70 pg, "capit'u'concett?, quella istruzione in + a qualuque livello la paghi nn foss'altro il materiale di cancelleria), passata attraverso la Riforma Berlinguer (presunta aziendalizzazione brutalizzo naturalmente), quella Moratti (depotenziamento di quella statale a favore di quella privata, con annessi finaziamenti contra constitutionem) a questa controcontroriforma , che nulla aggiunge ma molto toglie....il tutto condito con tagli quarantennali alle spese, nessuna politica di supprto alla famiglia e ai ragazzi e con un solo obiettivo, la socializzazione: come ho già scritto saranno "socializzati bene" ma nn sanno chi è il Capo dllo Stato: l'università idem con soldi in più da cacciare per noi. L'innesto in questo humus dei media ha provocato la nascita di generazioni X cresciuti davanti al televisore assorbendone fin da piccini i contenuti del genere se sei griffato sei ganzo ecc. e crescendo se sei calciatore o velina vai in tv: in pratica nn conta se sai chi era Platone, conta se sai come vincere a chi vuol essere milionario.Non è, come credo sia chiaro, un problema di tv, ma di contesto in cui la tv agisce ed interagisce entrando nelle nostre case, in pratica siamo noi ad averla plasmata in un certo modo (come ho spiegato per tutto il post), ora è Lei che plasma Noi restituendoci il favore: in fine credo chedopotutto nn sia colpa di nessuno in particolare ma di noi tutti, perchè il vero scandalo è l'altro reality: QUELLO DELLA POLITICA e da lì nn se ne esce con il numero per decidere chi è out e chi è in anzi di loro meno ne parliamo meglio è.

Pupe e secchioni III/P la fine, spero

.......E' permesso? si può? è finita? Oh, bene, "passata è la tempesta odo augelli far festa" scriveva il Grande Poeta. Cosa dire dopo l'indicazione di "blog del giorno" su questo modestissimo (e secondo qualcuno sgrammaticatissimo) blog forse ritorna la calma, la tranquillità, la serenità, la pacatezza. Ricostruendo gli avvenimenti si nota subito (ed è lapallissiano) un'invasione di nick, di commenti, di tutto. C'è stata discussione accesa, insulti, arrabbiature, e spesso a mio parere si è perso di vista addirittura l'oggetto della discussione, o meglio ci si è fermati a particolari della cosa (e nn è la stessa cosa me ne rendo conto) più che a guardare quello che è lampante, che qualcuno ha colto, e cioè che quello che vediamo in tv siamo noi, che essa (e l'ho già detto lo so) trasmette ponendoci di fronte allo specchio.... ci piaccia o meno è così: sia quelli che, come me, non gli piace il genere, quello che rispecchia, la deriva che comporta nel dare alle generazioni future un modello che, credo (nn sono un tecnico della telecomunicazione) nn sia proprio "il meglio"; sia quelli (che per evasione o altro) che li vedono. Rileggendo, con calma, i msg ho visto che c'era di tutto (anche trackback che ho accettato anche se nn erano pertinenti alla cosa proprio perchè credo negli spazi democratici di espressione sia individuali che collettivi), da chi sembrava che parlasse solo per "esserci" a chi esprimeva la propria opinione, a chi per confutare rispondeva soffermandosi su alcuni aspetti, a chi, infine, dava lezioni di grammatica, semantica, e psicologia che poco, credo, c'entrassero con l'argomento. Dopo qualche ora in pratica si sarebbe (e lo dico con ironia senza voler offendere e insultare nessuno lo giuro ) sarebbe bastato scrivere "SI" o "NO" a mò di referendum tanto mi è sembrato si fosse ingarbugliato il discorso; per gli habituè del blog (i pochi che resistono ai "mattoni" che posto sul blog), hanno detto la loro, quelli che sono passati naturalmente, ma a un certo punto, come me, altri sono stati fuori per tanti motivi, mi piace pensare che nn cercassero l'arena gladiatoria, ma è una figura retorica che dico io, senza avere la minima idea di cosa hanno fatto che sia chiaro (tranne un'Amica che ha rintuzzato le cose poco carine dette da qualcuno - "qualcuno" - e che era presente nel blog, credo per caso); per quanto mi riguarda anche se nn richiesti e, citando, (e parafrasandolo) immeritatamente Warhol, "ho avuto i miei 30 secondi (nn un quarto d'ora per me sono pure troppi 30 secondi) di notorietà" e ora per le prossime vite ed eoni spegnete le luci lo spettacolo è finito.........

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