lunedì 3 dicembre 2007

demagogia e plebiscitarismo.................

Continuano i bagni di folla per il futuro, acclamato a furor di popolo, Capo del "Popolo delle libertà", così si chiamerà il nuovo partito, e continua la campagna acquisti di elettori e personaggi degli altri partiti ex alleati. In puro stile aziendalista l'azione è chiara e lucida (quasi pianificata a tavolino): fagocitare gli altri partiti e se proprio non ci si riesce togliergli di sotto il terreno elettorale facendoli sparire dal panorama politico. E mentre incessante è il lavorio, i bagni di folla (ora dal predellino ma domani da quale Palazzo?) continuano a ritmo serrato come una mediatica marcia di avvicinamento al potere certo e consapevole che anche dall'altra parte della (ex) barricata il lavorio è uguale e altrettanto incessante, anche se meno esposto alle folle cui sembrano diventati allergici, per creare il necessario "spazio vitale" alle legioni nuoviste e riformiste: tutti e due nella speranza che la gente non si svegli dal sonno mediatico e guardi la realtà dura e pura dei due poli, o i due partiti che si stanno costruendo, sono l'uno la fotocopia dell'altro e pochissime sono le divergenze reali fra le due oligarchie se non appunto quella di perdere o acquisire il potere. Si ci sono delle sfumature: chi si appoggia di più all'Europa liberista e chi guarda al vassallaggio verso l'impero americano; chi guarda alla Russia come astro nascente da usare come carta sui tavoli negoziali e chi aspetta sull'attenti gli ordini da oltreoceano, in ogni caso siamo sempre lì al centro dell'immobile panorama politico mentre la società va a rotoli completamente lasciata a se stessa tanto il mercato selezionerà i più forti e i meritevoli; tanto ci sono le formiche che tirano la carretta perchè le cicale possano vivere beatamente il loro sogno. E' il mercato liberista il loro ideale nella intepretazione italiana dove tutto è permesso se te lo puoi permettere e tutto è negato se non hai soldi; dove ti viene dato il minimo vitale per sopravvivere e i sindacati sono addomesticati e ingoiano tutto quello che gli viene proposto in nome della concertazione e della partecipazione alla tavola imbandita. Il sistema è morto, si potrebbe dire, da un pò ormai e noi staimo cedendo gli ultimi conati di vita quelli più pericolosi in quanto pur di restare dove sono la maschera la butteranno in un battibaleno: basti pensare alla balla del "siamo in guerra". Ogni giorno ci abituano all'idea di una guerra che loro vogliono ma che i nostri figli dovranno combattere (non i loro sia chiaro) ed i giornali si sono trasformati in bollettini di guerra che ci danno le notizie embedded così come i vari intellettuali (ricilati dal '68 in vario modo) ci spiegano come e perchè dovremmo accettare il messaggio i nome di valori che servono solo da paravento per la peggiore macchina di sfruttamento che l'uomo abbia mai inventato, il mercato appunto. Esso prima si è rivolto ai 3/4 dell'umanità e l'ha asservita politicamente ma soprattutto economicamente sfruttandola e titillandola con sogni che non esistono se non in tv e poi il mostro si è rivolto verso i paesi che ne sono propugnatori togliendo agli stessi Stati il controllo dell'economia e della società e mascherando questo processo come "modernizzazione" mentre invede è puro e semplice uso di risorse pubbliche per fini privati. L'unica speranza che rimane ai "n.i.p." è quella che alla fine il treno contro il muro ci sbatta quanto prima per evitare danni ancora maggiori a chi non ne ha colpa ma ne subirà maggiormente le conseguenze: per esempio, l'annuncio continuo di aumenti e inflazione che sale non fa altro che ridurre non le risorse generali che ci sono e abbondanti (dato che i profitti, il vero indicatore economico da tenere d'occhio, aumentano costantemente) ma scarseggeranno quelle per la collettività, come dire meno soldi per i servizi ma soldi a palate per chi investe nello Stato bancomat.
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