giovedì 7 aprile 2011

Il paese dei balocchi ... e dei baloccati.

Devo ringraziare Adler SSL per avermi, involontariamente, dato l'idea per il post di stasera. Perché nel paese dei balocchi la gente vive un sogno, noi invece un incubo; incubo nato nel '92 con il centrosinistra (che ancora oggi continua) che, imbevutosi degli ideali reaganiani, s'innamorò (dei soldi.. ricordate le pezze al sedere?) del liberismo e decise che doveva assumersi il ruolo "storico" di modernizzare (leggasi rompere il patto sociale per esaltare l'individualismo dell'arricchitevi ... se potete) e ottimizzare (leggasi eliminare un pò alla volta quel pò di controllo sociale che c'era e che stava crescendo con il popolo dei fax) il paese. Da allora di passi avanti ne abbiamo fatti eccome, tutti in un senso: dare sempre alle categorie forti il peso dovuto e chiedere a chi era già debole di sobbarcarsi gli oneri del fare le cicale, come? Eliminando un pezzo alla volta il welfare (che era largamente assistenziale ma non completamente, eppure degli invalidi si sono fatti dei mostri) ad esempio; rompendo le garanzie che dopo anni di lotte dei lavoratori erano assurte a leggi dello Stato (guarda caso proprio da dalla cosiddetta "sinistra" arrivano gli attacchi più duri a queste conquiste, Ichino é solo l'ultimo per fare un nome) per fare un altro esempio; "riformando" il mercato del lavoro (Legge Treu) e dando il là allo sfruttamento a basso costo dei giovani e degli inoccupati senza dargli alcuna prospettiva di futuro e creando un lumpenproletariat nel XXI secolo che porta il paese non sulla strada dei più civili paesi europei ma sulla china degli, allora, Stati latinoamericani puntualmente falliti nel corso degli anni successivi (e come se non bastasse le leggi successive non hanno fatto altro che aggravare la situazione non solo nel cosiddetto mercato del lavoro ma anche nella scuola e nella università); allora nasceva anche l'idea di un partito che raccogliesse sia il personale politico che l'elettorato in libera uscita dal morente pentapartito e qui cadde l'asino perché nasceva non un partito di stile tradizionale ma una macchina da guerra per un one man show che dura ancora oggi: c'era un piccolo "ma", costui non aveva un passato charissimo (la prima indagine risale agli anni '80) e "doveva" assolutamente entrare nell'agone altrimenti si sarebbe ritrovato nelle peste e probabilmente fallito come imprenditore; aveva tante di quelle magagne da risolvere che solo andando al vertice del potere politico poteva sperare di salvare capre e cavoli, soprattutto i propri cavoli. Cosa accadde? Che l'allora centrosinistra sottovalutò l'avversario e, soprattutto, pensò (sbagliando) di poter negoziare con costui e, quindi, controllarne gli eccessi personalistici e le tendenze autoritarie da padrone del vapore (condividendone il quadro economico e sociale di fondo non poteva essere diverso perché come mi disse una volta uno che era un vero comunista "guarda che non siamo all'epoca del PCI, qui non è la lotta di classe ma una lotta feroce fra ricchi e straricchi, sia fra loro sia all'interno delle due categorie): fu allora che nacque il Dalemoni. E' un gioco che descrisse benissimo Sabrina Guzzanti, lo ricordate? Quel gioco lo stiamo ancora giocando solo che stavolta il pallino non ce l'ha più il centrosinistra ma proprio colui che si pretendeva essere al centro del giochino. Costui fu furbo e imparava in fretta; aveva soldi e nulla da perdere e quindi poteva permettersi di osare: se sfondava meglio sennò ricominciava a lavorare sottotraccia e a fare terra bruciata. In più usava alcune tecniche di comunicazione che rendevano credibile l'incredibile (se ci fossero media liberi e indipendenti non avrebbe funzionato e invece un pò per controllo politico e un pò per acquisizioni successive di uomini e mezzi é riuscito a far passare il messaggio che c'é l'uno contro tutti e quell'uno era la vittima, insomma una pecora.. peccato che quella pecora sotto il pelo era uno squalo tigre vorace e onnivoro che per raggiungere lo scopo non esita a mandare 60 milioni di persone al macero pur di ottenere quanto agognato facendo e sdoganando tutto e tutti, ivi compresi razzisti, secessionisti e quant'altro) senza nemmeno porsi il problema se le conseguenze fossero state deleterie o meno per la comunità: ecco allora che solleticando la pancia si governa la testa. Sapete qual'é il problema vero? Che nell'opposto schieramento c'é gente che "tifa" (in nome sempre del negoziato a tutti i costi e quindi dello scambio reciproco di convenienza) proprio per il nostro: fior di esponenti di questo schieramento ancora oggi ti fanno stralunare gli occhi quando concedono interviste che in nessun altro paese sarebbero date da un partito dell'opposizione, nemmeno, nelle quali danno mostra di credere all'avversario concedendogli il cosiddetto onore delle armi e avallandone i teoremi e le iniziative, in uno stato latinoamericano o in africa. E allora ti chiedi: ma finora abbiamo davvero vissuto nel paese dei balocchi? Oppure il paese é esattamente questo e noi siamo i baloccati (stiamo attaccati alla tv e ci beviamo quello che ci propina) che crediamo di vivere altrove perché é questo "altrove" che ci hanno messo davanti?
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