Fonte: Il Fatto Quotidiano Mondo - 21 Ottobre 2019 Riccardo Noury
Domani Ahmed Mansoor compirà
50 anni e, per la terza volta, trascorrerà il compleanno in carcere.
Per la precisione, nella prigione di al-Sadr, negli Emirati Arabi Uniti: un paese dove occuparsi di diritti umani è un reato.
Mansoor, insignito nel 2015 del premio Martin Ennals per i difensori dei diritti umani, ha a lungo collaborato col Centro per i diritti umani del Golfo
e Human Rights Watch. Arrestato il 20 marzo 2017 e detenuto per sei
mesi in isolamento senza poter contattare un avvocato, il 29 maggio 2018
è stato giudicato colpevole di “offesa allo status e al prestigio
degli Emirati Arabi Uniti e dei suoi simboli, compresi i suoi leader”,
“pubblicazione di notizie false per screditare la reputazione degli Emirati Arabi Uniti all’estero” e per aver descritto lo stato come “una terra senza legge”.
La condanna, confermata in appello sette mesi dopo, è stata pesante: 10 anni di carcere seguiti da tre anni di libertà vigilata, oltre a una multa di un milione di dirham (circa 250.000 euro).
Quest’anno, a maggio e a settembre, ha intrapreso scioperi della fame per
protestare contro le condizioni detentive. La seconda volta l’hanno
picchiato duramente. Resta in isolamento, in una cella priva di acqua
corrente e di un letto, da cui può uscire solo in occasione delle visite
familiari.
Di questa storia, così come delle leggi liberticide degli Emirati Arabi Uniti e del ruolo di primo piano di questo stato nel conflitto dello Yemen, la comunità internazionale si disinteressa. Gli Emirati Arabi Uniti sono un generoso acquirente di armi, un vantaggioso partner per investimenti economici e uno scintillante esempio di modernità e globalità: tanto che ospiteranno addirittura Expo 2020. Con Mansoor, probabilmente e purtroppo, ancora in carcere.
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
Visualizzazione post con etichetta armi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta armi. Mostra tutti i post
martedì 22 ottobre 2019
lunedì 25 marzo 2019
Yemen, quattro anni di guerra. E non se ne vede la fine
Fonte: Il Fatto Quiotidiano Mondo | 25 Marzo 2019 Riccardo Noury
Il 25 marzo 2015 la prima bomba della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti cadeva sullo Yemen. Da allora, questa scena si è ripetuta migliaia di volte, portando distruzione e devastazione nel paese più povero del mondo arabo.
L’obiettivo della coalizione, sostenuta sul terreno dalle forze leali al presidente ‘Abd Rabbih Mansur Hadi, era e resta quello di sconfiggere le forze huthi, pro-iraniane, che nel settembre 2014 hanno preso il controllo della capitale Sana’a e di altre zone dello Yemen.
Di questo nuovo capitolo dello scontro tra Arabia Saudita e Iran per la supremazia nel Medio Oriente stanno pagando il prezzo milioni di civili yemeniti, vittime di una gravissima catastrofe umanitaria provocata dalla guerra.
In questi quattro anni, tutte le parti in conflitto hanno inflitto sofferenze inimmaginabili alla popolazione civile.
Il catalogo degli orrori, gravi crimini di diritto internazionale se non veri e propri crimini di guerra, comprende attacchi aerei indiscriminati (contro centri abitati, scuole e scuolabus, mercati, moschee, ospedali, banchetti nuziali), detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, maltrattamenti e torture, aggressioni sessuali, arruolamento di bambini soldato e l’imposizione di restrizioni all’ingresso e alla circolazione di beni e aiuti essenziali.
Di tutto questo non si vede la fine: il numero delle vittime civili aumenta e la situazione umanitaria peggiora di giorno in giorno.
Diversi Stati occidentali – tra cui Usa, Regno Unito, Francia e anche Italia – continuano a fornire armi agli stati membri della coalizione nonostante vi siano prove schiaccianti che esse sono state usate per commettere crimini di guerra. Solo una manciata di Stati – Olanda, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Svizzera – hanno sospeso questi trasferimenti.
La vita dei civili yemeniti non vale niente rispetto ai lucrosi commerci di strumenti di morte.
Il 25 marzo 2015 la prima bomba della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti cadeva sullo Yemen. Da allora, questa scena si è ripetuta migliaia di volte, portando distruzione e devastazione nel paese più povero del mondo arabo.
L’obiettivo della coalizione, sostenuta sul terreno dalle forze leali al presidente ‘Abd Rabbih Mansur Hadi, era e resta quello di sconfiggere le forze huthi, pro-iraniane, che nel settembre 2014 hanno preso il controllo della capitale Sana’a e di altre zone dello Yemen.
Di questo nuovo capitolo dello scontro tra Arabia Saudita e Iran per la supremazia nel Medio Oriente stanno pagando il prezzo milioni di civili yemeniti, vittime di una gravissima catastrofe umanitaria provocata dalla guerra.
In questi quattro anni, tutte le parti in conflitto hanno inflitto sofferenze inimmaginabili alla popolazione civile.
Il catalogo degli orrori, gravi crimini di diritto internazionale se non veri e propri crimini di guerra, comprende attacchi aerei indiscriminati (contro centri abitati, scuole e scuolabus, mercati, moschee, ospedali, banchetti nuziali), detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, maltrattamenti e torture, aggressioni sessuali, arruolamento di bambini soldato e l’imposizione di restrizioni all’ingresso e alla circolazione di beni e aiuti essenziali.
Di tutto questo non si vede la fine: il numero delle vittime civili aumenta e la situazione umanitaria peggiora di giorno in giorno.
Diversi Stati occidentali – tra cui Usa, Regno Unito, Francia e anche Italia – continuano a fornire armi agli stati membri della coalizione nonostante vi siano prove schiaccianti che esse sono state usate per commettere crimini di guerra. Solo una manciata di Stati – Olanda, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Svizzera – hanno sospeso questi trasferimenti.
La vita dei civili yemeniti non vale niente rispetto ai lucrosi commerci di strumenti di morte.
Mondo | 25 Marzo 2019
Etichette:
Arabia saudita,
armi,
blog,
Emirati Arabi,
esteri,
geopolitica,
guerra,
USA,
Yemen
giovedì 7 febbraio 2019
YEMEN, LA RIVELAZIONE DELLA CNN: 'Arabia Saudita ed Emirati passavano armi Usa a gruppi legati ad Al Qaeda'
Fonte: Informazione Consapevole Di Salvatore Santoru
Una recente inchiesta della Cnn ha rivelato che armi statunitensi sono finite nelle mani di diversi gruppi impegnati nel conflitto dello Yemen, tra cui quelli jihadisti legati ad al Qaeda. Come riporta un articolo di Remocontro, la Cnn ha spiegato che le armi sono state fornite volontariamente dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti.
In tal modo, l'Arabia e gli Emirati hanno cercato di conquistare la fedeltà di milizie e clan locali e di aumentare la propria influenza geopolitica nell'area, tenendo anche conto che gli stessi gruppi e Al Qaeda risultano essere impegnati nella lotta contro i ribelli Houthi.
Su ciò c'è anche da dire che comunque, sempre secondo l'inchiesta, armi USA sono finite anche nelle mani del fronte antisaudita rappresentato dagli stessi Houthi.
Una recente inchiesta della Cnn ha rivelato che armi statunitensi sono finite nelle mani di diversi gruppi impegnati nel conflitto dello Yemen, tra cui quelli jihadisti legati ad al Qaeda. Come riporta un articolo di Remocontro, la Cnn ha spiegato che le armi sono state fornite volontariamente dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti.
In tal modo, l'Arabia e gli Emirati hanno cercato di conquistare la fedeltà di milizie e clan locali e di aumentare la propria influenza geopolitica nell'area, tenendo anche conto che gli stessi gruppi e Al Qaeda risultano essere impegnati nella lotta contro i ribelli Houthi.
Su ciò c'è anche da dire che comunque, sempre secondo l'inchiesta, armi USA sono finite anche nelle mani del fronte antisaudita rappresentato dagli stessi Houthi.
Etichette:
Al Qaeda,
Arabia saudita,
armi,
blog,
CNN,
Emirati Arabi,
esteri,
geopolitica,
guerra,
news,
USA,
Yemen
giovedì 1 novembre 2018
L’Italia ripudia la guerra, ma non gli affari che le girano attorno
Fonte: Il Fatto Quotidiano Economia & Lobby | 30 ottobre 2018 Sostenitore
di Maurizio Donini
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”, recita la Costituzione Italiana all’articolo 11.
Diciamo che la rifugge ufficialmente, se la coinvolge alla luce del sole, ma si può fare per guadagnare crediti con grandi paesi (Berlusconi ai suoi tempi con gli Stati Uniti), magari facendo lucrosi affari. Perché l’Italia rigetta la guerra, ma di fronte agli affari ripone pizza e mandolino, toglie la mano dal cuore per metterla sul portafoglio e vende quasi 15 miliardi di euro di armi all’estero, Esattamente sono stati 14,6 nel 2016 i miliardi incassati dal bel paese per esportare morte, un aumento del 85,7% rispetto i 7,9 del 2015, non è dato sapere se anche i morti provocati siano aumentati in misura equivalente.
Siamo presenti in ben 20 paesi con 29 missioni in cui abbiamo speso 826 milioni di euro nel 2016, 58 più del 2015. Questo malgrado i soliti fastidiosi pacifisti si siano messi di traverso in questo lucroso mercato portando a bandire le mine anti-uomo (Convenzione di Ottawa) e le munizioni a grappolo (Convenzione di Oslo) con i trattati entrati in vigore nel 1999 e 2010. In teoria le armi per essere vendute devono sottostare a tutta una serie di restrizioni che dovrebbero garantire una serie di diritti su uso e riuso, in pratica il mondo è pieno di trafficanti, una volta uscite dal paese di costruzione verso un altro ufficialmente autorizzato all’acquisto, si apre la zona grigia delle triangolazioni, ed i risultati non sono difficili da vedere.
L’ultima sorpresa è venuta alla luce a seguito di un’inchiesta del NYT, portando alla luce che l’azienda sarda RWM, terza industria di armi del nostro paese, ha venduto, con tutte le autorizzazioni del caso, bombe Mk-80 da 250 kg. che hanno ucciso, con il sigillo dell’Arabia Saudita, circa 10.000 yemeniti. D’altronde per questi 10.000 morti abbiamo incassato la notevole cifra di 440 milioni di euro, armi che vanno a distruggere altre case in paesi lontani, come ebbero a dichiarare l’ex-premier Gentiloni e l’ex-ministra Pinotti, “nel pieno rispetto delle leggi nazionali ed internazionali”.
I governi Renzi e Gentiloni un risultato sicuramente l’hanno raggiunto, portare il nostro paese al nono posto nel mondo nella classifica degli esportatori di armi stilata dal SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute). Per l’esattezza l’Italia esporta il 2,5% delle armi di tutto il mondo, al primo posto ci sono gli Usa (34%), poi seguono Russia (22%), Francia (6,7%), Germania (5,8%), Cina (5,7%), Regno Unito (4,8%), Spagna (2,9%) e Israele (2,9%). Chiude la classifica l’Olanda (2,1%). La top 10 dei produttori di armi riguarda le cosiddette “major weapons”, vale a dire quelle pesanti (aerei, navi, sottomarini, carri armati e sistemi missilistici), e si riferisce al quadriennio 2013-2017.
I nostri maggiori clienti sono Emirati Arabi, Israele, Turchia, Algeria, Marocco, Taiwan, almeno per quello che è dato sapere, visto che sono ben 9 anni che l’Italia non invia informazioni all’Unroca, cioè al Registro delle Nazioni Unite sulle armi convenzionali. La metà del valore delle esportazioni del 2016 (7,3 miliardi di euro) arriva dalla fornitura al Kuwait di 28 aerei Eurofighter della Leonardo. Un golfo dove si fanno affari d’oro, come quelli che prevedono la vendita di sette navi di superficie di oltre 100 metri (di cui 4 corvette), una nave anfibia Lpd (Landing Platform Dock) e due pattugliatori Opv (Offshore Patrol Vessel) al Qatar, stato accusato spesso di armare i terroristi.
D’altronde, “si vis pacem, para bellum dicevano i latini, se vuoi la pace, prepara la guerra”.
di Maurizio Donini
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”, recita la Costituzione Italiana all’articolo 11.
Diciamo che la rifugge ufficialmente, se la coinvolge alla luce del sole, ma si può fare per guadagnare crediti con grandi paesi (Berlusconi ai suoi tempi con gli Stati Uniti), magari facendo lucrosi affari. Perché l’Italia rigetta la guerra, ma di fronte agli affari ripone pizza e mandolino, toglie la mano dal cuore per metterla sul portafoglio e vende quasi 15 miliardi di euro di armi all’estero, Esattamente sono stati 14,6 nel 2016 i miliardi incassati dal bel paese per esportare morte, un aumento del 85,7% rispetto i 7,9 del 2015, non è dato sapere se anche i morti provocati siano aumentati in misura equivalente.
Siamo presenti in ben 20 paesi con 29 missioni in cui abbiamo speso 826 milioni di euro nel 2016, 58 più del 2015. Questo malgrado i soliti fastidiosi pacifisti si siano messi di traverso in questo lucroso mercato portando a bandire le mine anti-uomo (Convenzione di Ottawa) e le munizioni a grappolo (Convenzione di Oslo) con i trattati entrati in vigore nel 1999 e 2010. In teoria le armi per essere vendute devono sottostare a tutta una serie di restrizioni che dovrebbero garantire una serie di diritti su uso e riuso, in pratica il mondo è pieno di trafficanti, una volta uscite dal paese di costruzione verso un altro ufficialmente autorizzato all’acquisto, si apre la zona grigia delle triangolazioni, ed i risultati non sono difficili da vedere.
L’ultima sorpresa è venuta alla luce a seguito di un’inchiesta del NYT, portando alla luce che l’azienda sarda RWM, terza industria di armi del nostro paese, ha venduto, con tutte le autorizzazioni del caso, bombe Mk-80 da 250 kg. che hanno ucciso, con il sigillo dell’Arabia Saudita, circa 10.000 yemeniti. D’altronde per questi 10.000 morti abbiamo incassato la notevole cifra di 440 milioni di euro, armi che vanno a distruggere altre case in paesi lontani, come ebbero a dichiarare l’ex-premier Gentiloni e l’ex-ministra Pinotti, “nel pieno rispetto delle leggi nazionali ed internazionali”.
I governi Renzi e Gentiloni un risultato sicuramente l’hanno raggiunto, portare il nostro paese al nono posto nel mondo nella classifica degli esportatori di armi stilata dal SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute). Per l’esattezza l’Italia esporta il 2,5% delle armi di tutto il mondo, al primo posto ci sono gli Usa (34%), poi seguono Russia (22%), Francia (6,7%), Germania (5,8%), Cina (5,7%), Regno Unito (4,8%), Spagna (2,9%) e Israele (2,9%). Chiude la classifica l’Olanda (2,1%). La top 10 dei produttori di armi riguarda le cosiddette “major weapons”, vale a dire quelle pesanti (aerei, navi, sottomarini, carri armati e sistemi missilistici), e si riferisce al quadriennio 2013-2017.
I nostri maggiori clienti sono Emirati Arabi, Israele, Turchia, Algeria, Marocco, Taiwan, almeno per quello che è dato sapere, visto che sono ben 9 anni che l’Italia non invia informazioni all’Unroca, cioè al Registro delle Nazioni Unite sulle armi convenzionali. La metà del valore delle esportazioni del 2016 (7,3 miliardi di euro) arriva dalla fornitura al Kuwait di 28 aerei Eurofighter della Leonardo. Un golfo dove si fanno affari d’oro, come quelli che prevedono la vendita di sette navi di superficie di oltre 100 metri (di cui 4 corvette), una nave anfibia Lpd (Landing Platform Dock) e due pattugliatori Opv (Offshore Patrol Vessel) al Qatar, stato accusato spesso di armare i terroristi.
D’altronde, “si vis pacem, para bellum dicevano i latini, se vuoi la pace, prepara la guerra”.
Economia & Lobby | 30 ottobre 2018
giovedì 6 luglio 2017
Lo Stato dei segreti
06/07/2017 di triskel182
Ma tutti gli altri poteri, dentro le istituzioni, hanno fatto anche loro tutto quanto possibile?
Ilaria stava indagando sui traffici sporchi tra Italia e Somalia, cammuffati da operazioni di aiuti umanitari, in cui erano coinvolti servizi e l’esecutivo.
Possiamo accettare che sia morte per un tentativo di rapina finito male?
E allora chi ha fatto sparire i video della giornalista girati in Somalia, mentre spostavano le salme su una nave militare?
Archiviato il caso Alpi.
Archiviato lo strano suicidio di David Rossi (MPS).
Altri misteri che si aggiungono alla lunga lista dei misteri d’Italia: piazza Fontana, piazza della Loggia, il caso Moro, Pasolini, le stragi di Falcone e Borsellino (solo mafia? E i mandati esterni?) ..
Misteri che non sono segreti, visto che per molti di essi conosciamo il contento, conosciamo parte dei colpevoli.
Il primo mistero d’Italia però, visto che oggi è proprio il 5 luglio, rimane quello sulla morte del bandito Salvatore Giuliano. Il primo segreto di Stato.
Anche qui, un mistero che non è segreto:
Questa è una storia di bugie.
La storia, anche quella con la esse maiuscola, è sempre piena di bugie, ma quella dell’Italia del dopoguerra a oggi lo è particolarmente. E’ per loro che i misteri che ci accompagnano da più di cinquant’anni di Prima e Seconda Repubblica sono misteri, per le bugie, tanto che quasi non dovremmo neanche chiamarli misteri, ma segreti.
La verità è lì, potremmo prenderla, guardarla, toccarla, leggerla, ma sopra c’è qualcosa, una menzogna, una deviazione, una bugia che ce la nasconde, la fa sparire, la rende segreta.
Questa è una storia di bugie. E’ la storia di un uomo, di un bandito così inafferrabile e astuto che nessuno riusciva a trovarlo. così potente sanguinario e feroce che faceva soltanto paura sentirne il nome. [..] Questa è anche una storia di carabinieri e poliziotti, di altri banditi, di confidenti e di spie, di giornalisti, di uomini politici, di sindacalisti e di povera gente.
Questa è la storia del bandito Giuliano.
Per noi adesso inizia dalla fine.
E inizia con una fotografia e una bugia.
Da “Nuovi misteri d’Italia” Carlo Lucarelli, il capitolo sulla storia di Salvatore Giuliano.Siamo lo stato dei misteri e dei segreti di Pulcinella.
Lo Stato che, mistero dopo mistero, archiviazione dopo archiviazione, ha perso pezzi di credibilità.
Nei confronti dei tanti che, ancora, nonostante tutto, ci credono in questo stato.
Da unoenessuno.blogspot.it
Etichette:
armi,
blog,
Ilaria Alpi,
mercato,
Milan Hrovatin,
politica,
servizi deviati,
Somalia,
terrorismo,
trame
mercoledì 21 settembre 2016
Servono i cuori, non i muri (BARACK OBAMA)
21/09/2016 di triskel182
MI RIVOLGO a questa assemblea da presidente degli Stati Uniti per l’ultima volta.
CITERÒ
alcuni dei progressi fatti negli ultimi otto anni. Eravamo negli
abissi della più grande crisi finanziaria dei nostri tempi, ma abbiamo
reagito in modo coordinato per far ripartire l’economia globale.
Abbiamo strappato ai terroristi le loro roccaforti, risolto la
questione del nucleare iraniano per vie diplomatiche, aperto le
relazioni con Cuba.
Nonostante ciò, oggi
quelle stesse forze dell’integrazione globale che ci hanno resi così
dipendenti gli uni dagli altri, ci espongono anche a profonde
lacerazioni dell’ordine internazionale. I rifugiati varcano in massa le
frontiere per scappare da un conflitto brutale. Perturbazioni
finanziarie continuano a pesare su intere comunità. In ampie zone del
Medio Oriente la sicurezza e l’ordine vengono meno. Troppi governi
tuttora reprimono con la violenza il dissenso. Reti terroristiche
mettono in pericolo società aperte e alimentano la rabbia nei confronti
di immigrati e musulmani innocenti. Questo paradosso caratterizza il
mondo di oggi.
Un quarto di secolo
dopo la fine della guerra fredda, il mondo è di gran lunga meno
violento e più prospero che mai, eppure le nostre società sono piene di
incertezza, disagi e ostilità. Io oggi vorrei invitare noi tutti a
fare un passo avanti, invece di regredire. Per riuscirci dobbiamo
ammettere che la strada da noi imboccata, quella dell’integrazione
globale, richiede ora un cambiamento di rotta. Chi sbandiera i vantaggi
della globalizzazione troppo spesso non ha voluto vedere le
ineguaglianze tra le nazioni e al loro interno.
Mentre
i problemi reali venivano negati, visioni alternative prendevano
piede, in Paesi ricchi come in quelli più poveri: il fondamentalismo
religioso; le politiche etniche, tribali o settarie; un nazionalismo
aggressivo, un becero populismo. Non possiamo ignorare queste idee,
perché riflettono insoddisfazioni. Non credo che sul lungo periodo
possano garantire sicurezza o benessere, e credo che falliscano perché
non riconoscono la nostra comune umanità. Una nazione che si circonda
interamente di muri non farebbe che imprigionare se stessa. La risposta
quindi non può essere un semplice rifiuto dell’integrazione globale,
ma anzi far sì che i vantaggi dell’integrazione siano il più condivisi
possibile.
Credo che la strada della
democrazia continui a essere la migliore: chi crede in ciò, deve farsi
sentire a gran voce. La Storia e i fatti sono dalla nostra parte. Ciò
mi porta a parlare del terzo obbligo che ci spetta: respingere ogni
forma di fondamentalismo, di razzismo, o di ideologia legata a una
superiorità etnica che rende le nostre identità tradizionali
inconciliabili con la modernità. Al contrario: dobbiamo abbracciare la
tolleranza che nasce dal rispetto per tutti gli esseri umani.
Che
l’integrazione globale abbia portato a uno scontro di culture è
lapalissiano. In un mondo che si è lasciato alle spalle l’era degli
imperi, assistiamo ai tentativi della Russia di recuperare la gloria
perduta attraverso la forza. In Europa e negli Usa vediamo la gente
scontrarsi su immigrazione e cambiamenti demografici, come se la
presenza di chi sembra diverso potesse corrompere il carattere dei
rispettivi Paesi. Non credo che il progresso sia possibile, se il
nostro desiderio di tutelare le identità dà il via alla disumanità e
agli istinti di dominare su altri gruppi. Il mondo è troppo piccolo e
noi siamo troppo connessi perché si possa tornare a mentalità di così
vecchio stampo. In troppe zone del Medio Oriente vediamo accadere
proprio questo. Lì buona parte del declino in atto è alimentato dal
fatto che i leader, invece di fondare la propria legittimità nelle
politiche o nei programmi di governo, hanno fatto ricorso alla
persecuzione dell’opposizione politica o alla demonizzazione delle
altre correnti religiose, circoscrivendo lo spazio pubblico alla
moschea, laddove in troppi luoghi venivano tollerate perversioni in
nome di una grande fede.
Tutte queste
forze hanno preso piede e si sono rafforzate nel corso degli anni, ora
entrano in azione rinfocolando sia la tragica guerra in Siria sia la
scriteriata e medievale minaccia dell’Isis. Perché si arrivi a vincere
l’ultima battaglia militare, è indispensabile per noi portare avanti
con determinazione il duro sforzo diplomatico che ambisce a fermare la
violenza,a soccorrere chi ne ha bisogno, a sostenere coloro che
aspirano a un accordo politico. Nei conflitti dell’intera regione
dovremo insistere affinché tutte le parti coinvolte riconoscano la
nostra comune umanità e le nazioni pongano fine a guerre per procura
che alimentano sempre più il caos. E ciò mi porta infine alla quarta,
imprescindibile questione che credo dobbiamo affrontare insieme:
sostenere l’impegno alla cooperazione internazionale, quello fondato
sui diritti e sulle responsabilità delle nazioni.
Credo
che l’America fino a questo momento sia stata una superpotenza rara
nella storia del genere umano, in quanto è stata capace di pensare al
di là dei suoi interessi immediati. Ma so anche che non possiamo
riuscire in simili intenti da soli. Se la Russia continuerà a
interferire negli affari dei suoi vicini, potrà forse essere popolare
in patria, ma col passare del tempo perderà autorevolezza. Siamo tutti
portatori di interessi e siamo tutti coinvolti, in questo sistema
internazionale, perciò sta a noi tutti saper investire nel successo
delle istituzioni alle quali apparteniamo.
Mentre
era in prigione, da giovane, Martin Luther King Jr scrisse che “il
progresso umano non corre mai sulle ruote dell’inevitabile, ma passa
attraverso gli sforzi senza tregua di tutti gli uomini che vogliono
collaborare con Dio”.
Articolo intero su la Repubblica del 21/09/2016.
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Bé.. perchè deludere il Nobel per la Pace nel suo ultimo discorso in un Assemblea come quella dell'ONU?
Se,
come oggi accade a chi ha sotto i 30 anni cui non hanno spiegato quante
mani in pasta e cos'hanno combinato, non li conoscessimo potremmo anche
versare una lacrima di cmmozione per questo campione americano della
democrazia del liberalismo e del ..... socialismo: si proprio questa
parola avete capito bene secondo lui servirebbe un nuovo socialismo che
mitigasse gli estremismi della globalizzazione: manco fosse
Savonarola!!!
In realtà la cosa è un tantino diversa: fermamdoci agli anni di Obama vogliamo farlo un bilancio?
- Iraq. Il suo dotto e degno perdecessore ha infognato gli americani in quel paese (governato da Saddam messo lì dalla Cia e buttato giù dalle bombe degli americani), che ha fatto il Nostro? Ce li ha lasciati...... sia come contractor (leggi mercenari) siamo come consiglieri militari. Il terrorismo? Una chjimera: non passa giorno che in quel martoriato paese non esploda una bomba.
- Guantanamo. Tutto come prima..... è sempre lì nonostante le promesse fatte.
- Afghanistan. No lì non ci sono... ufficialmente. Business as business e volete che lascino il controllo del crocevia del petrolio e del gas siberiano? Nemmeno per sogno: continuano a sostenere un regime ultra corrotto (il Brasile impallidisce al confronto, per fare un caso recente) non rappresentativo di nessuno e niente se non di quegli interessi 'strategici' termine con il quale gli americani definiscono che vogliono rimanere dove sono senz'apparire: loro sfaciano e gli altri rimettono a posto....
- Russia e Cina. Mentre la seconda, patria del sottopagatissimo esercito di operai che lavorano per i contractor delle anziende americane (e non solo) penetra in qualunque angolo del pianeta, fa il bello e il cattivo tempo nel terzo mondo; difende il giocoliere, mucleare, della Corea del Nord; si arma; fa spionaggio, ecc. che fa il nostro? Se la prende con .... Putin cui prima ha soffiato da sotto al naso l'Ucraina, nonostante ci fossero state elezioni legittime internazionalmente riconosciute, e vi installa, è proprio il caso di dirlo, un regime fantoccio completamente dipendente dagli interessi occidentali; e se non bastasse allarga i confini del suo braccio armato, la NATO, fino ai confini del 1917 (violando il patto stipulato con Eltsin; patto con cui quest'altro fantoccio americano pensava di esserseli fatti amici): ossia in bocca ai russi!! Ora non è che Putin sia un santo o un suo stinco ma se ne stava lì buono buono a pensare ai suoi, non pochi, problemi interni e a tenere a bada gli islamici 'interni' e invece... si ritrova con una guerra ai propri confini: guerra aizzata dagli occidentali che si sono anche premurati di 'circondarlo' di missili e carri armati e altro: che doveva fare il nostro? Conosciamo benissimo l'orgoglio del popolo russo: ne ha dato ampia prova sia con Napoleone che con Hitler, no? Si sono raccolti attorno al caro leader e hanno riscoperto valori che erano stati dimenticati: fra cui un certo sovietismo.... non marxista nè leninista sia chiaro (sono meno ipocriti dei cinesi) ma sicuramente 'orientale' che li spinge a risentire sia il rumore delle sciabole che quello del fumo dei cannoni più nolenti che volenti.
- Libia. Ha fortemente aiutato a tirar giù l'unico baluardo contro l'emigrazione di massa dall'Africa verso l'Europa.... un momento: ma gli americani ce lo avevano messo proprio loro lì o sbaglio? Peccato che Muhammar el Gheddafi non avesse imparato nulla della lezione irakena: avrebbe dovuto capire che gli occidentali sono degli ingrati.
- Turchia. Ha fatto lo gnorri con il satrapo turco. Si ha proprio fatto lo gnorri perchè mentre l'alleato con il secondo esercito più potente della NATO faceva le fusa con la Russia in risposta al tentato golpe (agevolato da ....... si accettano scommesse) ha permesso che trucidassero non i terroristi dell'Isis ma i curdi che sono alleati degli americani contro l'Isis!!!! Triplo salto mortale carpiato!!! Nemmeno un giocoliere professionista potrebbe fare di meglio... tollerando anche il fatto che i turchi facevano affari proprio con i terroristi smaltendo petrolio di contrabbando: arrivato in quasi tutti i paesi occidentali a prezzi di favore: strani questi terroristi, vero? Fanno scoppiare bombe in America ma alla fine gli danno, per terza fonte, petrolio, gas ecc. ecc.: questa fa il paio con l'11/9 dove anche a fronte di due aerei schiantatisi contro due grattacieli, che avrebebro dovuto restare su perchè costruiti con certi criteri, nessuno ha saputo spiegare come avesse fatto crollare la terza torre, la n°7, senza che nessun aereo, nemmeno di carta, vi si fosse schiantato contro... fra l'altro quella torre era lontana ben oltre cento metri dalle altre due!
- Siria. Ha finanziato qaedisti e Isis contro il dittatore Assad il siriano...i quali, ingrati, gli si son rivoltati contro: ma che si aspettava? Che gli corressero incontro e facessero tutti insieme un bel girotondo? Ora la Siria è completamente distrutta. La terza società più laica del mondo arabo (le altre due erano l'Irak e il territorio amministrato dall'OLP) oggi è preda di fazioni religiose che, oltre a fare la guerra al laico Assad (anche lui o meglio il di lui padre.. ha molto a che fare con gli americani), si ammazzano fra loro mentre gli occidentali motteggiano piani di pace, incontri con i 'moderati' e altre balle del genere.... gli unici a combattere sul serio i terroristi ... sono proprio i russi e ci stanno anche riuscendo con grande dispetto dei nostri sacerdoti della democrazia.. parola di cui si rcordano solo quando la devono sventolare contro gli arabi e tutti i non occidentali mentre se la dimenticano quando gli stessi finanziano paesi e gruppi che di democratico non hanno nulla!!!
- Gli USA hanno il Muro. Si forse non lo sapete o lo sapete ma vi fa piacere dimenticarvelo... ma hanno 'il' Muro più lungo, meglio armato, vigilato, sorvegliato, dell'intero pianeta: al confine con il Messico c'è questo Muro al cui confronto quello israeliano e quello di Berlino sono pallide imitazioni.... ma come, i campioni della democrazia e dei valori del libero mercato e della libera circolazione delle cose e delle persone fanno una cosa del genere? Bé che vi aspettavate: qui si parla di USA mica di Italia o altro? E quando si parla di loro afffari non sono mica tanto democratici e liberisti... meglio milioni di clandestini sottopagati, sfruttati e ricattati che lavoratori regolari che devono vedesi pagati non solo il salario ma pure la pensione.. sennò la competitività va a farsi fottere... scusate il francesismo. E il nostro mica l'ha abbattuto, anzi.. milioni di $ vengono ancora investiti in quella parte del loro paese: e poi viene a dire a noi che dobbiamo 'accogliere' e 'tollerare'!!!!
- Dentro gli USA. Bè ormai è chiaro: la vera guerra gli americani ce l'hanno in casa: se la son creata a casa loro; un paese dove tutti hanno un arma e il diritto di suarla la polizia, e la altre forze di sicurezza, mica potevano essere da meno no? E' di tutti i giorni la news di uno, preferibilmente di colore.. ma andranno bene anche ispanici ecc... ci stannno lavorando, sparato per strada senz'alcun motivo apparente. Dove non c'è un palazzo pubblico dove non ci sia esposto un simbolo massonico; dove chi perde o non ha lavoro non ha diritto al fondo sanitario (nonostante l'Obamacare.. regalo per le assicurazioni); dove ci sono almeno 60 mln di persone che vivono allo stesso livello dei loro consimili del terzo e del quarto mondo; dove ci sono i giovani più ignoranti, insieme agli italiani coetanei (e si vede), dell'intero mondo occidentale; dove una ristretta élite ha trovato il modo di far soldi a spese della generalità delle persone loro connaizonali e ora a livello mondiale cerca d'imporre lo stesso modello anche sulla punta delle baionette laddove non bastassero le parole e gli affari....
A me la risposta mi pare più che ovvia e a voi?
domenica 31 luglio 2016
Salve ragazzi... sono tornato
Allora.. the end of time, la fine del mondo, non c'è stata però,
spero, abbiate seguito i miei suggerimenti e ora siate belli pimpanti e
in forma: proprio come ci vogliono coloro che decidono del nostro
destino prossimo e lontano.
La prossima fine del mondo ci sarà con un asteroide che si abbatterà sul nostro pianeta per il mese di settembre... prearatevi: si suggerisce di acquistare mazze da baseball, non si sa mai funzioni, vero? Eppoi anche se fosse inutile, perchè non c'è nessun asteroide, l'uso che di esse se ne può fare è molto più che sportivo.
In questo periodo molte cose sono accadute, e qui si che si può parlare di 'fine di.. un qualcosa', e quel qualcosa si chiama fine di un ipocrisia ossia quella che siamo inclusivi e possiamo accogliere chiunque che, felice e contento, subito adotterà i nostri usi, costumi e religioni abbandonando la propria storia e le proprie tradizioni: non è così e non sarà mai così per milioni di motivi che conosciamo tutti, almeno spero: a me ne interessa uno in particolare ossia quello che riguarda 'chi o cosa' finanzia l'esodo dei migranti: mica crederete che questi davvero vengono con soldi propri? Che migranti sarebbero.. certo fanno dei debiti ma l'economia che si basa sul migrante è molto più vasta e floridissima!!!! Il Guardian, come riportai tempo fa, ha provato senza tema di essere smentito che per passare per irakeno, quindi in cerca di asilo e con tanto di passaporto, bastano duemila steriline cash o a rate: ma qualcuno sti soldi, nel secondo caso, li anticipa, chi? E perchè? Qual'è lo scopo recondito e finale?
Facciamo alcune ipotesi:
La prossima fine del mondo ci sarà con un asteroide che si abbatterà sul nostro pianeta per il mese di settembre... prearatevi: si suggerisce di acquistare mazze da baseball, non si sa mai funzioni, vero? Eppoi anche se fosse inutile, perchè non c'è nessun asteroide, l'uso che di esse se ne può fare è molto più che sportivo.
In questo periodo molte cose sono accadute, e qui si che si può parlare di 'fine di.. un qualcosa', e quel qualcosa si chiama fine di un ipocrisia ossia quella che siamo inclusivi e possiamo accogliere chiunque che, felice e contento, subito adotterà i nostri usi, costumi e religioni abbandonando la propria storia e le proprie tradizioni: non è così e non sarà mai così per milioni di motivi che conosciamo tutti, almeno spero: a me ne interessa uno in particolare ossia quello che riguarda 'chi o cosa' finanzia l'esodo dei migranti: mica crederete che questi davvero vengono con soldi propri? Che migranti sarebbero.. certo fanno dei debiti ma l'economia che si basa sul migrante è molto più vasta e floridissima!!!! Il Guardian, come riportai tempo fa, ha provato senza tema di essere smentito che per passare per irakeno, quindi in cerca di asilo e con tanto di passaporto, bastano duemila steriline cash o a rate: ma qualcuno sti soldi, nel secondo caso, li anticipa, chi? E perchè? Qual'è lo scopo recondito e finale?
Facciamo alcune ipotesi:
- Qui noi costiamo troppo, come fare? Creiamo una manodopera bassissimo costo che fa concorrenza a prezzi più che stracciati in modo che o i governi si adeguano (e lo stanno facendo eccome..in Francia grazie agli attentati le proteste contro il Job Act alla francese si son fermate o quasi e la legge è passata in sordina grazie anche ad un escamotage procedurale) o le attività vanno via insieme ai soldi degli speculatori finanziari.... inutile dire che il termine esatto è 'lumpen proletariat' di marxiana memoria.
- Siamo davvero capaci di 'assorbire' la spinta di questi arrivi? Si, eccome; se avessimo un economia come quella che gli Stati, a guerra fredda, e la paura del comunismo avevano messo su dal 1945 al 1979-80 circa ossia fino a quando gli USA non hanno abbandonato ufficialmente il cosiddetto ' gold standard' ossia la convertibilità in oro del dollaro; moneta cardine, il dollaro, per l'intera economia occidentale e Nixon facendo quella mossa ben sapeva che da quel momento in poi la moneta americana era alla mercè dei mercati: e con il dollaro tutte le altre... con gli esiti che ben conosciamo. Ma non ce l'abbiamo e quindi l'unica cosa che si avrà in realtà è che le masse in arrivo, nella loro gran parte, non faranno che porsi nei gradini sociali bassi e che alla lunga saranno terreno di coltura non solo disagio sociale, con annessi costi, ma pure di terrorismo e criminalità che si sommeranno con quella già esistente: questo per i macro-trendo socio-economici ma in realtà il vero pericolo sarà la spinta centrifuga delle generazioni successive a questi arrivi che si potebbero, come intravedeva Toynbee, saldare con i ceti sconfitti e/o esclusi locali o di precedenti migrazioni.... dando vita a un brodo di coltura di future rivolte e movimenti sociali che non credo saranno molto pacifisti: diversa la cultura e meno dominanti i nostri background a fronte dell'orizzonte di nuovi credi che si affermeranno fra queste generazioni... e non è detto che il 'credoì nuovo sia proprio quello islamico, anzi penso proprio che saranno altri e molto più pericolosi.....
- chi soffia sul fuoco degli attentati e quindi sul terrorismo? La ripsosta è difficile e non chiara: stanti, se accertati e realizzatisi, i punti sub 1) 2) ci sono diversi fattori che concorrono, li vediamo? Il primo è l'antico sogno, tutto americano e tutto finanziario (i secondi sono i veri padroni degli USA... Basta andare sulla hilaryclinton.org - in inglese - per sapere, senza ombra di dubbio chi ha messo mano alla tasca; vi interesserà sapere.. che ci siamo anche noi, gli italiani.. ossia 'italian ministry for....' ecc. ecc. ebben si signori avete finanziato una vera e propria guerrafondaia che fa sembrare un angioletto Donald Trump cui vanno le mie simpatie e la mia solidarietà... vista la sua rivale sembra quasi un outsider con le sparate, wuello sono sparate; a sua rivale no: scommetterei che l'sse con la finanza mondiale darà presto frutti in funzione anti-iranaiana... si accettano scommesse) di 'unire tutto il pianeta in un unico grande società di mercato' e si sa che il mercato con la democrazia e tutte queste cosette non incontrano le simpatie dei mercati: i popoli che hanno il vizio di decidere con la prorpia testa sono molto malvisti da chi non sopporta tasse, regolamenti, ecc. per far girare, in modo speculativo, i propri soldi.... un secondo fattore è, così chiamato, il 'complesso militare-industriale' una lobby sovranzionale che vive della disperazione altrui e, della guerra: nulla da aggiungere mi pare chiaro, no? Il terzo fattore è l'economia della paura: soprattutto in occidente è floridissima!!!! Fra matti che si mettono a sparare; terroristi improvvisati; cellule organizzate dai servizi segreti occidentali, e da loro finanziati e addestrati (salvo poi ritorcerglisi contro), di terroristi 'veri' che fanno il lavoro sporco che noi, intesi come occidentali, non possiamo e non vogliamo fare.... per poi ritrovarceli qui in casa (Afghanistan/AlQaeda, Irak-Siria/Daesh-ISIS, ecc. ecc.... tutte operazioni 'flase-falg' occidentali per levarci dalle scatole dittatori e simili che noi stesso abbiamo messo lì): alla faccia dei valori giudaico-cristiani e/o occidentali di cui si beano tanti sacerdoti della mitica terra promessa quale ci fanno credere di essere.. qui i valori sono altri e tutti stanno altrove: dal medio al lontano oriente dal punto di vista culturale, storico e ... religioso.
- Turchia. Che c'azzecca, direte, questo paese a metà strada fra occidente e oriente? Perchè è un crocevia fra tutto, da qualunque punto di vista la si guardi: è fondamentale per tutto e tutti: l'unico problema della Turchia, e dei suoi 'ammiratori' si chiama Erdogan, si il satrapo... non ce lo vogliono lì e non lo nascondono. Il golpe vero l'ha fatto lui: la pistola fumante invece gliel'hanno data coloro, qui in occidente, che hanno fatto l'operetta chiamata 'ce proviamo' a farlo saltare? Non poteva funzionare ma a provare non costa nulla...i risultati li abbiamo sotto gli occhi... c'è da scommetterci che ci riproveranno: tutti ne hanno interessi a partire dagli europei che 'credono' nel mercato globale e che vogliono un europa che vada da Parigi a Tel aviv.. passando per Ankara: per me un incubo per altri un sogno. E anche gli americani lo vogliono: sanno benissimo che la Turchia sta sterzando, o fa mostra di farlo, verso oriente: Cina ma, soprattutto, Russia cui potrebbe dare l'uso della parte turca della mega base di Incirlik da cui far partire attacchi ai terroristi in Siria, Irak e... Iran: ma non il Daesh, o almeno non solo visto che i turchi ci fanno affari con questi qui, ma contro i curdi: la cosa andrebbe così i russi si concentrano su Daesh e li tengono buoni, senza distruggerli, mentre i turchi si prendono cura dei curdi; andrà così? Si se lo scenario qui disegnato si rivelerà vero... in ogni caso per la Turchia, comunque vada, si aprono scenari del tutto nuovi e non sempre favorevoli per noi, anzi decisamente pessimi perchè rischiamo di ritrovarci non un guardiano delle nostre frontiere ma una porta aperta attraverso cui far passare, in mezzo a frotte di profughi, anche terroristi e altro di cui non sentiamo proprio la mancanza. Qui si dovranno aspettare gli eventi e vedere chi riuscirà a difendere o scalzare il satrapo di cui sopra....
martedì 31 maggio 2016
dove finiscono le nostre tasse?
a volte basta un foto più di qualunque post scritto...... trovata su facebook
mercoledì 4 maggio 2016
Armi, triplica vendita del made in Italy. E tra gli intermediari spunta Banca Etruria
di Enrico Piovesana | 4 maggio 2016dal Fatto Quotidiano
Nell’ultimo anno è triplicata la vendita di armi italiane all’estero e sono aumentate le forniture verso Paesi in guerra: in particolare quelle verso l’Arabia Saudita, condannata dall’Onu per crimini di guerra nel conflitto in Yemen e per la quale il Parlamento europeo ha chiesto un embargo sulla vendita di armamenti. Cresce anche l’intermediazione finanziaria delle principale banche italiane, Intesa e Unicredit, e tra i piccoli istituti coinvolti compare ancora Banca Etruria e una banca libica.
La relazione annuale del governo sull’export militare italiano 2015 – appena trasmesso al Parlamento e il cui contenuto è stato anticipato da Nigrizia – mostra un aumento del 200% per le autorizzazioni all’esportazione definitiva di armamenti il cui valore complessivo è salito a 7,9 miliardi dai 2,6 miliardi del 2014. Un dato senza precedenti che, come osserva il governo nel documento con soddisfatto understatement, testimonia la “consolidata ripresa del settore della Difesa a livello internazionale”.
Come si legge nella relazione, “i settori più rappresentativi dell’attività d’esportazione sono stati l’aeronautica, l’elicotteristica, l’elettronica per la difesa (avionica, radar, comunicazioni, apparati di guerra elettronica), la cantieristica navale ed i sistemi d’arma (missili, artiglierie), che hanno visto, nell’ordine: Alenia Aermacchi, Agusta Westland, GE AVIO, Selex ES, Elettronica, Oto Melara, Intermarine, Piaggio Aero Industries, MBDA Italia e Industrie Bitossi ai primi dieci posti per valore contrattuale delle operazioni autorizzate. La maggior parte di queste aziende sono di proprietà o in varia misura partecipate dal Gruppo Finmeccanica”.
Ma il dato politicamente più importante è il boom di vendite verso Paesi in guerra, in violazione, attraverso escamotage, della legge 185/1990 che vieta l’esportazione e il transito di armamenti verso Paesi in stato di conflitto e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Un sotterfugio che un ex ministro della Difesa di nome Sergio Mattarella denunciò anni fa come “un grave svuotamento delle disposizioni contenute nella legge 185”: il governo può aggirare il divieto di forniture militari a un paese in guerra se con esso ha stipulato un accordo intergovernativo nel campo della difesa e dell’import-export dei sistemi d’arma. Il caso più grave riguarda le forniture belliche alle forze aeree del regime Saudita, che da oltre un anno conducono bombardamenti indiscriminati su città, scuole e ospedali in Yemen che finora hanno provocato almeno 2mila morti civili, per un quarto bambini. Crimini di guerra ripetutamente condannati dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, che a febbraio hanno spinto il Parlamento europeo ha chiedere un embargo sulla vendita di armi a Riyad.
Il valore dell’export di armi ‘made in Italy’ verso l’Arabia Saudita autorizzato nel 2015 è salito a 257 milioni dai 163 milioni del 2014. Un aumento del 58% attribuibile in gran parte alle tonnellate di bombe aeree prodotte nello stabilimento sardo di Domusnovas della Rwm Italia S.p.a. e spedite via aerea e navale da Cagliari tra le proteste e le denunce – anche alla magistratura – di parlamentari e pacifisti. Consegne confermate dalla relazione: 600 bombe Paveway da 500 libbre (per 8,1 milioni di euro), 564 bombe Mk82 da 500 e 2000 libre (3,6 milioni), 50 bombe Blu109 da 2000 libre (3,6 milioni) e cento chili di esplosivo da carica Pbxn-109 (50mila euro).
A questo si aggiunge il forte incremento del valore delle esportazioni italiane verso l’Arabia Saudita che rientrano tra i programmi intergovernativi di cooperazione militare, saliti nel 2015 a 212 milioni dai 172 milioni del 2014. Il principale programma riguarda i cacciabombardieri Eurofighter usati ogni giorno dalla Royal Saudi Air Force nei suoi raid in Yemen. La fornitura, iniziata anni fa, riguarda l’Italia non solo per la sua partnership industriale nel consorzio europeo (con Finmeccanica), ma anche perché questi aerei, assemblati negli stabilimenti inglesi della Bae System, vengono consegnati facendo scalo all’aeroporto bolognese di Caselle. Nonostante la legge 185/90 vieti anche il transito di armi destinate a Paesi in guerra.
Anche le forniture belliche italiane verso gli altri paesi che partecipano alla guerra in Yemen a fianco dei sauditi sono proseguite o aumentate: gli Emirati si confermano il principale cliente mediorientale (con 304 milioni come l’anno prima), mentre c’è stato un forte incremento di vendite al Bahrein (da 24 a 54 milioni) e soprattutto al Qatar (da 1,6 a 35 milioni). Il Kuwait, nel 2015 ancora tra i clienti minori, è destinato a scalare la classifica dopo la firma, poche settimane fa, di un contratto multimiliardario per la fornitura di 28 cacciabombardieri prodotti da Finmeccanica.
Ma è boom di export verso tutti i Paesi in guerra, a cominciare da un clamorosa new-entry: l’Iraq, finora mai comparso tra i clienti italiani, esordisce nel 2015 con vendite per 14 milioni (armi leggere e munizioni, quindi Beretta). Impennata di vendite verso la Turchia (da 53 a 129 milioni) che bombarda i curdi fuori e dentro i suoi confini con gli elicotteri T129 costruiti su licenza Finmeccanica; verso la Russia (da 4 a 25 milioni) che continua a ricevere blindati Lince della Fiat-Iveco nonostante l’embargo post-Ucraina, verso il Pakistan (da 16 a 120 milioni) in perenne conflitto con talebani, indipendentisti baluci e con l’India (anch’essa con forniture belliche italiane in aumento da 57 a 85 nonostante la crisi dei marò e la guerra contro la ribellione contadina naxalita). Nota a margine: nel 2015 sono incrementate le vendite all’Egitto pre-caso Regeni (da 32 a 37 milioni), comprese le armi leggere e i lacrimogeni usati dalla polizia del Cairo nelle repressioni di piazza.
Ultimo dato importante che emerge dalla relazione è l’aumento del ruolo d’intermediazione finanziaria delle banche italiane nel business delle forniture belliche. Se la parte del leone rimane alle banche straniere (Deutsche Bank e Crédit Agricole sopra tutte) si fanno strada sia Unicredit (passata dal 9 al 12% delle operazioni) che Intesa Sanpaolo (dal 2 al 7,4%) che Unicredit (dal 9 al 12%). Seguono con percentuali minori Bnl, Ubi (Banco di Brescia, Popolare Commercio e Industria, Regionale Europea) e una sfilza di “popolari” in ordine discendente (Emilia Romagna, Carispezia, Banco Popolare, Valsabbina, Sondrio, Carige, Etruria, Parma e Piacenza, Credito Cooperativo Cernusco S.N. e Versilia e Lunigiana, Spoleto, Friuladria, Bpm) e perfino Poste Italiane.
Nonostante pochi milioni di euro di operazioni, comunque in aumento rispetto all’anno precedente, merita una menzione particolare Banca Ubae: istituto controllato dalla Libyan Foreign Bank (banca offshore specializzata in esportazioni di petrolio dalla Libia) e nel cui azionariato figurano Unicredit, Intesa Sanpaolo, Montepaschi ed Eni.

(Foto – Aeroporto di Cagliari 29 ottobre 2015, carico di bombe prodotte dalla Rwm Italia S.p.a. destinate all’Arabia Saudita – di Massimo Manca)
La relazione annuale del governo sull’export militare italiano 2015 – appena trasmesso al Parlamento e il cui contenuto è stato anticipato da Nigrizia – mostra un aumento del 200% per le autorizzazioni all’esportazione definitiva di armamenti il cui valore complessivo è salito a 7,9 miliardi dai 2,6 miliardi del 2014. Un dato senza precedenti che, come osserva il governo nel documento con soddisfatto understatement, testimonia la “consolidata ripresa del settore della Difesa a livello internazionale”.
Come si legge nella relazione, “i settori più rappresentativi dell’attività d’esportazione sono stati l’aeronautica, l’elicotteristica, l’elettronica per la difesa (avionica, radar, comunicazioni, apparati di guerra elettronica), la cantieristica navale ed i sistemi d’arma (missili, artiglierie), che hanno visto, nell’ordine: Alenia Aermacchi, Agusta Westland, GE AVIO, Selex ES, Elettronica, Oto Melara, Intermarine, Piaggio Aero Industries, MBDA Italia e Industrie Bitossi ai primi dieci posti per valore contrattuale delle operazioni autorizzate. La maggior parte di queste aziende sono di proprietà o in varia misura partecipate dal Gruppo Finmeccanica”.
Ma il dato politicamente più importante è il boom di vendite verso Paesi in guerra, in violazione, attraverso escamotage, della legge 185/1990 che vieta l’esportazione e il transito di armamenti verso Paesi in stato di conflitto e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Un sotterfugio che un ex ministro della Difesa di nome Sergio Mattarella denunciò anni fa come “un grave svuotamento delle disposizioni contenute nella legge 185”: il governo può aggirare il divieto di forniture militari a un paese in guerra se con esso ha stipulato un accordo intergovernativo nel campo della difesa e dell’import-export dei sistemi d’arma. Il caso più grave riguarda le forniture belliche alle forze aeree del regime Saudita, che da oltre un anno conducono bombardamenti indiscriminati su città, scuole e ospedali in Yemen che finora hanno provocato almeno 2mila morti civili, per un quarto bambini. Crimini di guerra ripetutamente condannati dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, che a febbraio hanno spinto il Parlamento europeo ha chiedere un embargo sulla vendita di armi a Riyad.
Il valore dell’export di armi ‘made in Italy’ verso l’Arabia Saudita autorizzato nel 2015 è salito a 257 milioni dai 163 milioni del 2014. Un aumento del 58% attribuibile in gran parte alle tonnellate di bombe aeree prodotte nello stabilimento sardo di Domusnovas della Rwm Italia S.p.a. e spedite via aerea e navale da Cagliari tra le proteste e le denunce – anche alla magistratura – di parlamentari e pacifisti. Consegne confermate dalla relazione: 600 bombe Paveway da 500 libbre (per 8,1 milioni di euro), 564 bombe Mk82 da 500 e 2000 libre (3,6 milioni), 50 bombe Blu109 da 2000 libre (3,6 milioni) e cento chili di esplosivo da carica Pbxn-109 (50mila euro).
A questo si aggiunge il forte incremento del valore delle esportazioni italiane verso l’Arabia Saudita che rientrano tra i programmi intergovernativi di cooperazione militare, saliti nel 2015 a 212 milioni dai 172 milioni del 2014. Il principale programma riguarda i cacciabombardieri Eurofighter usati ogni giorno dalla Royal Saudi Air Force nei suoi raid in Yemen. La fornitura, iniziata anni fa, riguarda l’Italia non solo per la sua partnership industriale nel consorzio europeo (con Finmeccanica), ma anche perché questi aerei, assemblati negli stabilimenti inglesi della Bae System, vengono consegnati facendo scalo all’aeroporto bolognese di Caselle. Nonostante la legge 185/90 vieti anche il transito di armi destinate a Paesi in guerra.
Anche le forniture belliche italiane verso gli altri paesi che partecipano alla guerra in Yemen a fianco dei sauditi sono proseguite o aumentate: gli Emirati si confermano il principale cliente mediorientale (con 304 milioni come l’anno prima), mentre c’è stato un forte incremento di vendite al Bahrein (da 24 a 54 milioni) e soprattutto al Qatar (da 1,6 a 35 milioni). Il Kuwait, nel 2015 ancora tra i clienti minori, è destinato a scalare la classifica dopo la firma, poche settimane fa, di un contratto multimiliardario per la fornitura di 28 cacciabombardieri prodotti da Finmeccanica.
Ma è boom di export verso tutti i Paesi in guerra, a cominciare da un clamorosa new-entry: l’Iraq, finora mai comparso tra i clienti italiani, esordisce nel 2015 con vendite per 14 milioni (armi leggere e munizioni, quindi Beretta). Impennata di vendite verso la Turchia (da 53 a 129 milioni) che bombarda i curdi fuori e dentro i suoi confini con gli elicotteri T129 costruiti su licenza Finmeccanica; verso la Russia (da 4 a 25 milioni) che continua a ricevere blindati Lince della Fiat-Iveco nonostante l’embargo post-Ucraina, verso il Pakistan (da 16 a 120 milioni) in perenne conflitto con talebani, indipendentisti baluci e con l’India (anch’essa con forniture belliche italiane in aumento da 57 a 85 nonostante la crisi dei marò e la guerra contro la ribellione contadina naxalita). Nota a margine: nel 2015 sono incrementate le vendite all’Egitto pre-caso Regeni (da 32 a 37 milioni), comprese le armi leggere e i lacrimogeni usati dalla polizia del Cairo nelle repressioni di piazza.
Ultimo dato importante che emerge dalla relazione è l’aumento del ruolo d’intermediazione finanziaria delle banche italiane nel business delle forniture belliche. Se la parte del leone rimane alle banche straniere (Deutsche Bank e Crédit Agricole sopra tutte) si fanno strada sia Unicredit (passata dal 9 al 12% delle operazioni) che Intesa Sanpaolo (dal 2 al 7,4%) che Unicredit (dal 9 al 12%). Seguono con percentuali minori Bnl, Ubi (Banco di Brescia, Popolare Commercio e Industria, Regionale Europea) e una sfilza di “popolari” in ordine discendente (Emilia Romagna, Carispezia, Banco Popolare, Valsabbina, Sondrio, Carige, Etruria, Parma e Piacenza, Credito Cooperativo Cernusco S.N. e Versilia e Lunigiana, Spoleto, Friuladria, Bpm) e perfino Poste Italiane.
Nonostante pochi milioni di euro di operazioni, comunque in aumento rispetto all’anno precedente, merita una menzione particolare Banca Ubae: istituto controllato dalla Libyan Foreign Bank (banca offshore specializzata in esportazioni di petrolio dalla Libia) e nel cui azionariato figurano Unicredit, Intesa Sanpaolo, Montepaschi ed Eni.

(Foto – Aeroporto di Cagliari 29 ottobre 2015, carico di bombe prodotte dalla Rwm Italia S.p.a. destinate all’Arabia Saudita – di Massimo Manca)
di Enrico Piovesana | 4 maggio 2016
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Etichette:
Arabia saudita,
armi,
Banca Etruria,
blog,
Costituzione,
economia,
Finmeccanica,
guerra,
terrorismo,
Unicredit
mercoledì 21 ottobre 2015
legittima difesa: a volte si e altre no...
del fatto del giorno (solo l'ultimo in ordine di tempo) ne parlano tutti e spesso a sproposito e quando si parla di sproposito il sottoscritto non si tira indietro.... allora:
ha fatto bene o male a sparare al ladro che stava entrando in casa sua avendo subito altri furti?
E' mai possibile che nemmeno nella propria proprietà si è sicuri?
Che fa lo Stato per impedire l'epidemia dei furti oltre che depenalizzarli assicurando impunità a chi li commette?
Perchè mai l'aggredito spesso diventa il criminale e il vero criminale diventa vittima?
Nessuno tocchi Caino: giustissimo! Ma a Caino nessuno ha spiegato che rubare è reato e che a forza di entrare e uscire dalle case altrui prima o poi qualcuno s'inkazza?
al sottoscritto sono entrati in casa tre volte..... e alla seconda si son portati via un bel pò di roba: risultato? Fatta denuncia: diventata una delle tante denunce ma nessuna notizia nel del quantum rubato nè dei ladri. Non hanno preso roba di valore (non ce n'era) ma hanno portato via due cose (oltre a un pc portatile di 200 euri, peraltro già con due anni alle spalle quindi effettivo valore circa 50 euro) cui tenevo tantissimo: un anello di famiglia che ci passavamo di padre in figlio (valore effettivo 50 euri) e la fede di mia madre (valore affettivo enorme; valore effettivo come prima poco più di 50 euri); volte poi mettere il senso di violenza personale che si prova, per tacere dello smarrimento con annessa problematica psicologica del vedere l'appartamento quasi buttato per aria? Sono entrati dalla porta principale senza scasso, pur essendoci una porta blindata (sono in affitto ma nel condominio ce l'hanno tutti; io ce l'ho trovata), con quella che mi spiegò il fabbro che ci cambiò la serratura (operazione costosa ma, come mi fu detto, inutile ai fini della difesa ma utile ai fini psicologici), che vien chiamata "chiave bulgara": un passepartout che non conosce codici e, pare, mi è andata anche bene perchè se avessero usato azoto sarebbe stata l'intera porta da cambiare!!!!!
Domanda: li avessi beccati come sarebbe andata a finire? Non amo le armi e non ne posseggo ma le mani sono altrettanto utili... se anzichè avere la peggio ne avessi mandato qualcuno all'ospedale il giorno dopo cosa avrebebro scritto i giornali? Molto probabilmente qualcosa di questo genere: giovane sorpreso a rubare finito con fratture multiple al pronto soccorso perchè sorperso a rubare...... poi tutta la tiritera buonista sul disagio o sulla povertà; infine.. una bella intervista al tuttologo di turno che spara a zero sul cattivo che, avendo sorpreso il furfantello a rubacchiare, l'ha ridotto maluccio e che chiude il discorso sulla necessità di "non alzare i toni" (di napolitana memoria e proprio in quel senso) e di evitare che i cittadini si facciano gistizia da soli e bla bla bla: questo nella cosiddetta sinistra (buonista); a destra: molto probabilmente, se conveniva, toni accesi, statistiche ecc. ecc. insomma un bel coro di anime belle, che però se si trovano in quelle condizioni ululano alla luna, meglio di un numeroso branco di lupi, e chiedono leggi rigorose e quant'altro: e ci potete scommettere che in quei casi lo Stato si muove... indagini e tutto l'armamentario, per loro non ci sono remore: si spende e si spande!
Rimangono le domande:
che cosa avrei fatto?
Li avrei suonati e mi sarei fatto suonare perchè erano in troppi?
Mi sarei fatto problemi del dopo (denunce, contro-denunce, querele, esposizione mediatica ecc.)?
Bè mi conosco.. di sicuro non avrei detto "prego" fate pure ripasso dopo!!! Personalmente sono stufo di leggere di persone sorprese in casa terrorizzate, menate, se non uccise, costrette a dare tutto quel che hanno come sono stufo di leggere, o di sentir raccontare da chi magari l'ha vissuto, che il tal negoziante viene ad aprire e trova l'attività sottosopra o viene aggredito con pistola, giocattolo o meno non cambia perchè in quei momenti mi si dice non pensi ad altro che a evitare problemi o come fare qualcosa per farli andar via o altro ancora, per vedersi prendere il guadagno della giornata ecc. ed essendo stufo comincio anche a capire quelle persone, ormai stufe, che se posseggono un arma ..... la usano.
Al di là di tutto qui ci si deve intendere:
se la sicurezza è PREROGATIVA DELLO STATO allora le forze di sicurezza devono avere la certezza che se beccano uno che commette reati va in galera e ci rimane per il tempo che il reato stesso, in base alla sua gravità, prevede;
se la sicurezza è problema tuo allora devi dare la possibilità alle compagnie di polizia privata di poter agire e assicurare alla giustizia i malviventi come al sub 1);
ma se la sicurezza è un "fatto economico (le carceri costano e costa anche il personale quindi si taglia anziché assumere o costruirne di nuovi)" e "politico (una legge che dice "se rubi hai 5 anni di carcere VERI può non solo valere per un ladro ma pure per un truffatore o un politico") e quindi: si aggiornano le statistiche; si dice che le denunce sono diminuite (e perchè mai farle visto che la fanno franca sempre..); che è un reato minore; ecc. ecc. ....... non si venga a fare le anime belle se il "privato" si organizza in proprio e si difende da se, chiaro? E se ci scappa il morto allora evitiamo ipocrisie, pianti antichi, voli pindarici, analisi psico-sociologiche che non servono a nulla!!!!
E' sempre un problema di scelta: se da un lato è vero che se vai al mulino t'infarini dev'essere anche vero che ci può essere la possibilità che chi con quel mulino ci vive s'inkazza che ti sei infarinato e magari non alla prima ma alla terza volta che ti sei infarinato te la fa pagare!
Ora quando c'è uno che ti assiste non c'è motivo di uscire fuori dai canoni della normale "inkazzatura" perchè hai tutti gli strumenti, preventivi e repressivi, affinché chi ci va a quel mulino non invitato venga preso, giudicato e, se colpevole, condannato.. ma se tutto quest'impianto non c'è per i motivi suindicati allora.... evitiamo le lacrime di coccodrillo per piacere quando la vittima si ricorda che, essendo stufo, reagisca pur sapendo che passerà dalla parte del torto a priori.
ha fatto bene o male a sparare al ladro che stava entrando in casa sua avendo subito altri furti?
E' mai possibile che nemmeno nella propria proprietà si è sicuri?
Che fa lo Stato per impedire l'epidemia dei furti oltre che depenalizzarli assicurando impunità a chi li commette?
Perchè mai l'aggredito spesso diventa il criminale e il vero criminale diventa vittima?
Nessuno tocchi Caino: giustissimo! Ma a Caino nessuno ha spiegato che rubare è reato e che a forza di entrare e uscire dalle case altrui prima o poi qualcuno s'inkazza?
al sottoscritto sono entrati in casa tre volte..... e alla seconda si son portati via un bel pò di roba: risultato? Fatta denuncia: diventata una delle tante denunce ma nessuna notizia nel del quantum rubato nè dei ladri. Non hanno preso roba di valore (non ce n'era) ma hanno portato via due cose (oltre a un pc portatile di 200 euri, peraltro già con due anni alle spalle quindi effettivo valore circa 50 euro) cui tenevo tantissimo: un anello di famiglia che ci passavamo di padre in figlio (valore effettivo 50 euri) e la fede di mia madre (valore affettivo enorme; valore effettivo come prima poco più di 50 euri); volte poi mettere il senso di violenza personale che si prova, per tacere dello smarrimento con annessa problematica psicologica del vedere l'appartamento quasi buttato per aria? Sono entrati dalla porta principale senza scasso, pur essendoci una porta blindata (sono in affitto ma nel condominio ce l'hanno tutti; io ce l'ho trovata), con quella che mi spiegò il fabbro che ci cambiò la serratura (operazione costosa ma, come mi fu detto, inutile ai fini della difesa ma utile ai fini psicologici), che vien chiamata "chiave bulgara": un passepartout che non conosce codici e, pare, mi è andata anche bene perchè se avessero usato azoto sarebbe stata l'intera porta da cambiare!!!!!
Domanda: li avessi beccati come sarebbe andata a finire? Non amo le armi e non ne posseggo ma le mani sono altrettanto utili... se anzichè avere la peggio ne avessi mandato qualcuno all'ospedale il giorno dopo cosa avrebebro scritto i giornali? Molto probabilmente qualcosa di questo genere: giovane sorpreso a rubare finito con fratture multiple al pronto soccorso perchè sorperso a rubare...... poi tutta la tiritera buonista sul disagio o sulla povertà; infine.. una bella intervista al tuttologo di turno che spara a zero sul cattivo che, avendo sorpreso il furfantello a rubacchiare, l'ha ridotto maluccio e che chiude il discorso sulla necessità di "non alzare i toni" (di napolitana memoria e proprio in quel senso) e di evitare che i cittadini si facciano gistizia da soli e bla bla bla: questo nella cosiddetta sinistra (buonista); a destra: molto probabilmente, se conveniva, toni accesi, statistiche ecc. ecc. insomma un bel coro di anime belle, che però se si trovano in quelle condizioni ululano alla luna, meglio di un numeroso branco di lupi, e chiedono leggi rigorose e quant'altro: e ci potete scommettere che in quei casi lo Stato si muove... indagini e tutto l'armamentario, per loro non ci sono remore: si spende e si spande!
Rimangono le domande:
che cosa avrei fatto?
Li avrei suonati e mi sarei fatto suonare perchè erano in troppi?
Mi sarei fatto problemi del dopo (denunce, contro-denunce, querele, esposizione mediatica ecc.)?
Bè mi conosco.. di sicuro non avrei detto "prego" fate pure ripasso dopo!!! Personalmente sono stufo di leggere di persone sorprese in casa terrorizzate, menate, se non uccise, costrette a dare tutto quel che hanno come sono stufo di leggere, o di sentir raccontare da chi magari l'ha vissuto, che il tal negoziante viene ad aprire e trova l'attività sottosopra o viene aggredito con pistola, giocattolo o meno non cambia perchè in quei momenti mi si dice non pensi ad altro che a evitare problemi o come fare qualcosa per farli andar via o altro ancora, per vedersi prendere il guadagno della giornata ecc. ed essendo stufo comincio anche a capire quelle persone, ormai stufe, che se posseggono un arma ..... la usano.
Al di là di tutto qui ci si deve intendere:
se la sicurezza è PREROGATIVA DELLO STATO allora le forze di sicurezza devono avere la certezza che se beccano uno che commette reati va in galera e ci rimane per il tempo che il reato stesso, in base alla sua gravità, prevede;
se la sicurezza è problema tuo allora devi dare la possibilità alle compagnie di polizia privata di poter agire e assicurare alla giustizia i malviventi come al sub 1);
ma se la sicurezza è un "fatto economico (le carceri costano e costa anche il personale quindi si taglia anziché assumere o costruirne di nuovi)" e "politico (una legge che dice "se rubi hai 5 anni di carcere VERI può non solo valere per un ladro ma pure per un truffatore o un politico") e quindi: si aggiornano le statistiche; si dice che le denunce sono diminuite (e perchè mai farle visto che la fanno franca sempre..); che è un reato minore; ecc. ecc. ....... non si venga a fare le anime belle se il "privato" si organizza in proprio e si difende da se, chiaro? E se ci scappa il morto allora evitiamo ipocrisie, pianti antichi, voli pindarici, analisi psico-sociologiche che non servono a nulla!!!!
E' sempre un problema di scelta: se da un lato è vero che se vai al mulino t'infarini dev'essere anche vero che ci può essere la possibilità che chi con quel mulino ci vive s'inkazza che ti sei infarinato e magari non alla prima ma alla terza volta che ti sei infarinato te la fa pagare!
Ora quando c'è uno che ti assiste non c'è motivo di uscire fuori dai canoni della normale "inkazzatura" perchè hai tutti gli strumenti, preventivi e repressivi, affinché chi ci va a quel mulino non invitato venga preso, giudicato e, se colpevole, condannato.. ma se tutto quest'impianto non c'è per i motivi suindicati allora.... evitiamo le lacrime di coccodrillo per piacere quando la vittima si ricorda che, essendo stufo, reagisca pur sapendo che passerà dalla parte del torto a priori.
Etichette:
armi,
blog,
crimine,
delinquenza,
legislazione,
legittima difesa,
prevenzione,
rapine
domenica 28 aprile 2013
una domenica ..... bestiale
Che domenica, vero?
Andiamo per ordine:
Andiamo per ordine:
- Il Letta I° ha giurato, l'inciucio è istituzionalizzato.... rimboccarsi le maniche e studiare le mosse che stanno per fare. Sono proprio curioso di sapere se il maggior azionista del governo, quello che doveva andare in pensione ma è diventato (nonostante tutto ... anche i suoi "problemi") il perno di tutto, otterrà quanto chiede perchè gli altri gli hanno firmato una cambialona e prima o poi va onorata, sobriamente parlando devono pagà e con gli interessi l'accordo sottoscritto senza se e senza ma.
- Ad oggi la vera opposizione non otterrà le commissioni di garanzia com'è d'uso; nè il copasir nè la vigilanza rai nè altro .... insomma il voto di 8 mln di italiani non ESISTE; poi ci sono le altre opposizioni ossia quelle "a sistema" che vanno da un 2-3 virgola qualcosa (SEL) al 4% (lega) che saranno elette opposizioni ufficiali delo paese e si vedranno premiate per il duro lavoro che si accingono a fare con le suddette commissioni ........ sennò che foglia di fico sono?
- La lista dei Ministri l'ho pubblicata ieri, ci sono, è vero, alcune, interessanti novità (come il Ministro di origine congolese la vera, unica, novità del governo, con buonapace della Lega) ma anche incongruenze come il prof della treccani a Ministro per i Beni culturali (e ancora una volta Settis è messo in panchina) ..... o chi inventò il "silvio ci manchi (o qualcosa del genere)" alle politiche agricole o una diplomata (ma la prosopopea sulla meritocrazia e la competenza dove la mettiamo?) alla Salute (il ministerro per eccellenza più importante di tutti) che sicuramente non impedirà alle regioni, vero buco nero della democrazia sanitaria del paese, di continuar a pompare soldi per i sistemi rtegionali facendo poi pagare a noi il conto, ma sono politici quindi tuttologi e tutto fa brodo. Interessante è la Bonino agli esteri; ha esperienza ed autorevolezza ma anche un tantino liberista e certo non credo che farà molta resistenza allo strapotere della eurocrazia ma devo anche riconoscere che, a differenza di alcuni suoi predecessori che manco sapevano l'italiano, lei parla molte lingue l'arabo incluso... e questa è sicuramente una buona notizia, quanto durerà? Per il resto la solita solfa con una eccezione.. il numero dei cattolici, vicini più o meno a CL, percentualmente alta rispetto alla loro, una volta tanto, ristretta presenza parlamentare il che non fa ben sperare per il tasso di laicità .. ma a questo ci avevamo rinunciato da anni.
- sparatoria davanti a Palazzo chigi intorno alle 11,45. Un disperato (due separazioni, debiti fino agli occhi, anche per giocate abnormi con il videopoker di Stato in concessione, nessun lavoro nè prospettiva) che pensa di fare? Va sotto il "Palazzo" e, non trovando un politico, si mette a sparare sui Carabinieri che erano lì a fare la vigilanza...... SIA CHIARO UNA VOLTA PER TUTTE CHE IL SOTTOSCRITTO E' CONTRO LA VIOLENZA, SINGOLA O DI MASSA NON CAMBIA, E CONDANNA FERMAMENTE ATTI DEL GENERE SENZA SE E SENZA MA ma non si può non sottolineare che atti del genere ricadono tutti sotto la voce del "me ne frego del paese reale ... o altro cui pensare (massimi sistemi, grandi numeri, leggi a personam, aiutini a banche e finanziarie amiche, esaltazione del modello furbetto italico, leggi rientra-debito estero spacciate per Salva Italia e Cresci Italia, ecc. ecc. mentre la frustrazione cresce proprio in quel mondo reale con cui hanno perso contatto da oltre 20 anni... SAPETE NON E' UN CASO CHE L'ITALIA E' IL PAESE PIU' AMERICANIZZATO D'EUROPA.... E NON E' UN CASO CHE COSE DEL GENERE CAPITINO PROPRIO QUI E DI QUESTI TEMPI... secondo me), ecc." che la politica italica ha assunto come proprio dogma attenta com'è a "farci credre quanto sia ineluttabile la sua presenza, della politica partitica, e quanto sia importante che i cittadini vedano in essa la loro punta di diamante" perchè il, cito a memoria Lippman, popolo non può governare da solo ... ci vogliono i migliori (chi, come, come mai, ecc. non è dato sapere) fra esso per farlo, per indirizzarlo e fargli scegliere per il bene (di chi non si sa)" ... eppure la corda s'è rotta perchè quello accaduto oggi non è il primo e non sarà l'ultimo degli atti folli ..... ricordate quella impiegata uccisa da un tizio qualche mese fa? Ci si dovrebbe preoccupare non solo di interrompere la possibilità di reperire armi facilmente ma anche dando risposte chiare alle aspettative dei cittadini, particolarmente quelli che si son trovati e si troveranno nelle peste come questo tizio oggi che, non potendo sparare a un politico, ha quasi ammazzato, come dicevo, un Carabiniere che era lì per lavorare e fare il suo dovere (se rimarrà invalido mi chiedo se la riforma Fornero consentirà di mandarlo in pensione... m'informerò perchè non vorrei che oltre al danno ci sia anche la beffa....) come tanti, a volte anche controvoglia e per mettere in tasca qualche soldo in più a fare da scuso a gente di che nemmeno lo conosce e, forse, nemmeno ne conosceva l'esistenza se non come uniforme.... vecchia storia questa.
- questa è una chicca che dimostra quanto gli esseri umani sono autolesionisti... in Islanda si è votato e, indovinate un pò, i partiti che hanno portato al fallimento quello Stato (dopo una breve parentesi democratica) hanno RIVINTO; l'errore fatto dal governo precedente è stato quello di riformare, ma senza lacrime e sangue, l'economia salvando le banche nazionali e di NON, pur non essendo l'alleanza social-verde al potere d'accordo, PAGARE gli interessi sul debito estero (cosa questa ratificata da ben due referendum popolari) e concentarsi sull'economia interna facendo sia una forte svalutazione della Krona che dando la stura a investimenti locali e infatti il paese cresceva al 2 e rotti % (rispetto al -6% ben 8 punti di salto in poco tempo... non male), un fatto rivoluzionario; l'errore è stato di appoggiare la richiesta di entrare nella UE a farlo perdere e anche di cercare di far rientrare dalla finestra quella che il popolo aveva buttato fuori dalla porta, il debito estero, in un modo molto italiano direi... e sono stati puniti dal voto: il bello è che, anzichè votare per altri partiti, gli islandesi si son ributtati nelle braccia di chi li aveva rovinati fino al fallimento dello Stato; del genere dalla storia e dagli errori commessi non s'impara mai, vero? C'è da scommettere che in quel paese ci sarà un altra ventata liberista e fra qualche tempo saremo punto e a capo, come in Italia...... e noi? Bè non possiamo che "rallegrarci" del non essere buoni ultimi nella moda del tafazzismo.
Etichette:
armi,
blog,
cronaca,
debito pubblico,
elezioni,
esteri,
follia,
governo,
inciucio,
islanda,
partitocrazia,
politica,
videopoker
martedì 2 aprile 2013
traffico d'armi: nulla di diverso rispetto al solito tran tran
Nulla di fatto all'onu con il traffico d'armi non ci son santi cui
votarsi quando si tratta di affari da fare sulla pelle della gente: per
sfruttare le risorse; per mantenere regimi impresentabili ma che sono
amici dell'occidente (i paesi "moderati" è la formula buonista); per
difendere stati creati sulla carta senza riconoscere ad altri popoli lo
stesso diritto .. e si potrebbe continuare all'infinito ma al centro c'è
sempre la stessa cosa: chi produce armi poi le deve vendere a qualcuno e
per farlo s'inventano triangolazioni, quadrangolazioni, e quant'altro
ma l'economia deve girare e le aziende, anche pubbliche, hanno profitti
da fare e investimenti da fare.... infatti all'onu è stato fatto un trattato sul commercio delle armi convenzionali
ed è l'accordo che avrebbe, dico AVREBBE, dovuto regolamentare, una
volta e per tutte, il traffico d'armi: passerà all'assemblea generale ma
rimarrà come una raccomandazione e ogni singolo paese farà come gli
pare pur mantenendo le forme ufficiali: tutto come prima perchè ogni
singolo stato dovrà ratificarlo e possiamo essere sicuri che ... ognuno
farà proprio come prima, nulla di più e.... molto di meno soprattutto.
E' contento Obama che potrà dire che questa, non, decisione impedirà di
vendere armi ai cattivoni (ma ai dittatori amici dell'occidente si); è
contenta la UE che potrà continuare a fare i propri affari (non è un
caso che la rete per il disarmo denuncia proprio l'ignavia europea che
vede aumentare le esportazioni in questo campo); son contenti i vari
dittatorelli, o aspiranti tali, che potrano armarsi ma .... sempre
salvando le forme sia chiaro. E l'Italia? Bé, l'Italia ripudia la
guerra, no?
Eppure, guardate qui:

le esportazioni vanno a gonfie vele e non c'è crisi che tenga, anche noi abbiamo imparato ad esportare sulla punta delle baionette la nostra democrazia.... non solo con i soldati sul posto ma .. soprattutto con le armi a quei famosi "regimi moderati" che tanto cari ci sono.... arabi, africani, centramericani, e questi sono i dati ufficiali: ma del commercio di armi "grigio o illegale" cosa se ne sa? Perché il punto è esatamente questo: poco ci vuole a vendere ad un paese che poi rivende ad altri, un giochino facile facile che crea anche grandi imbarazzi, un esempio per tutti: durante la guerra di corea, anni '50 del '900, si scoprì che i soldati occidentali che vi combattevano per difendere l'occidente e su mandato onu ... morivano con armi inglesi chissà come arrivate in mano ai cinesi; stessa cosa durante la decennale guerra iraq-iran dove entrambi si scannavano con armi europee e americane (anche i gas usati erano occidentali); e si potrebbe continuare all'infinito sia andando indietro nel tempo che arrivando all'oggi... insomma non se ne esce e finchè esisterà una cosa chiamata dividi et impera e 1/6 della popolazione mondiale continuerà a vivere sulla pelle dei restanti 5/6 non cambierà nulla... ma si sa se le'conomia gira la gente lavora e sta meglio, forse..
Eppure, guardate qui:

le esportazioni vanno a gonfie vele e non c'è crisi che tenga, anche noi abbiamo imparato ad esportare sulla punta delle baionette la nostra democrazia.... non solo con i soldati sul posto ma .. soprattutto con le armi a quei famosi "regimi moderati" che tanto cari ci sono.... arabi, africani, centramericani, e questi sono i dati ufficiali: ma del commercio di armi "grigio o illegale" cosa se ne sa? Perché il punto è esatamente questo: poco ci vuole a vendere ad un paese che poi rivende ad altri, un giochino facile facile che crea anche grandi imbarazzi, un esempio per tutti: durante la guerra di corea, anni '50 del '900, si scoprì che i soldati occidentali che vi combattevano per difendere l'occidente e su mandato onu ... morivano con armi inglesi chissà come arrivate in mano ai cinesi; stessa cosa durante la decennale guerra iraq-iran dove entrambi si scannavano con armi europee e americane (anche i gas usati erano occidentali); e si potrebbe continuare all'infinito sia andando indietro nel tempo che arrivando all'oggi... insomma non se ne esce e finchè esisterà una cosa chiamata dividi et impera e 1/6 della popolazione mondiale continuerà a vivere sulla pelle dei restanti 5/6 non cambierà nulla... ma si sa se le'conomia gira la gente lavora e sta meglio, forse..
Iscriviti a:
Post (Atom)
test velocità
Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL |