martedì 9 ottobre 2007

Ernesto Guevara de la Sierna


Visto che odio le semplificazioni tipiche dell'attuale pensiero debole e flessibile dominante nella nostra società voglio spendere un pò di parole. 40 anni fa Ernesto Guevara de la Sierna veniva ucciso da militari e agenti della CIA americana sulle montagne della Bolivia: moriva la speranza di una diversa visione dell'America Latina e moriva anche il sogno di una unificazione del subcontinente americano che potesse contrastare lo strapotere del Norte. Cosa rappresentava il sogno di Guevara, medico argentino, che in gioventù idealizzò e teorizzò tale idea? Fu l'ultimo idealista, a partire da Simon Bolivar in poi ce ne sono stati molti, a continuare a credere di poter conquistare il sogno dell'autonomia continentale; era marxista? Si nel senso che aveva adottato quel modello alternativo a quello americano, ma sono convinto che era soprattutto un nazionalista che credeva in un'America diversa, con un diverso modello di sviluppo centrato sull'uomo e non sul profitto, e che fu spinto dalla logica della guerra fredda e dalla divisione del mondo in due blocchi nelle braccia dei sovietici (insieme a Castro e ai cubani): e di certo non ci si poteva aspettare che fosse un filoamericano visto i guasti e le nefandezze fatte dagli americani in questi paesi che egli potè osservare da vicino sia in gioventù che durante la lotta armata. Era un rivoluzionario? Il Nostro era argentino eppure lottò per Cuba e per l'America latina (ma non si risparmiò in Africa) quindi era da considerarsi un rivoluzionario a tutto tondo ma solo se lo inquadriamo nella prospettiva storica sudamericana; ma è anche, nella sua aspirazione a cercare un diverso modello politico, un'osservatore: è l'ultimo figlio dato che al momento non se ne vedono altri all'orizzonte e difficilmente ne usciranno altri se si continua sulla strada della massificazione orizzontale; e date le condizioni in cui sono stati ridotti i cittadini di quei paesi dalle dittature e dai governi liberisti che gli sono succeduti non c'è da sperare che si cambi strada: tutt'al più ci si dovrà acontentare di un Lula o di un Kirchner, poca cosa. Come tutti ha conosciuto amore e morte, gioie e sconfitte: ma è l'unico sconfitto che io conosca che è sopravvissuto ai suoi vincitori; anzi il suo mito è diventato addirittura marketing commerciale e punto di riferimento per i giovani di qualunque latitudine ma in particolare per quelli che non riescono spesso a mettere il pranzo insieme alla cena: ma c'è anche un'altro risvolto, è amato anche dai mollicci figli di papà che si atteggiano a duri e che invece piangono se gli fai buh (LEGGI I BAMBOCCIONI NOSTRANI DI PADOA SCHIOPPA). Chi ricorda invece i soldati della libertà che lo uccisero? Nessuno
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