martedì 5 febbraio 2008

Marini molla e il paese pure

Com'era prevedibile Marini ha rimesso l'incarico esplorativo per indisponbilità di alcune forze politiche a fare un percorso comune almeno per cambiare la legge elettorale: c'è qualcuno che si meraviglia? I destroidi sentono l'odore del sangue e non vogliono perdersi l'occasione di aggiungere il danno alla beffa: dopo i danni di Prodi e dei centristi ora ci aggiungono i loro (come se non fossero bastati i precedenti cinque anni) e altro che miracoli ci aspettano, sarà tutto una discesa verso l'inferno della finanza creativa e degli scudi fiscali. Mi sarei meravigliato di più se avessi sentito l'incaricato dire che "viste l'età vetusta della classe politica abbiamo deciso di scegliere con un sorteggio un cittadino al sotto dei 40 anni che abbia certe capacità e abbiamo anche deciso che non potrà nominare ministri al di sopra dei 50, ma siamo nel mondo dei sogni: naturalmente il tutto condito da certificato penale immacolato!!. Ad un 70 enne succederà...... un 70 enne, quindi un notevole passo avanti: ci si chiede dove sarà la differenza fra i due? Il primo era un democristiano tecnocrate l'altro un padrone delle ferriere che bada agli interessi di bottega: a proposito si accettano scommesse su quale saranno i primi provvedimenti che prenderà (niente a che fare con le tv immaginano gli osservatori e accetterà quanto stabilito dalla corte europea di giustizia senza batter ciglio...). Dice che stilerà un programma in dodici punti, mah temo che i dei dodici punti la metà saranno a riguardo di evidenti risoluzioni urgenti non tanto per il paese ma per lui stesso. E del paese? Ci sarà ancora un paese doo la cura? Come il pendolo oscillerà verso la destra in cerca di una via di fuga dal marasma di cui invece è il solo responsabile il corpo elettorale: se li continuiamo a votare al potere ci andranno anche in carrozzina e nulla cambierà. Qualche idea in giro c'è: le liste civiche di Grillo e quelle dei girotondini ma è poca cosa: servirebbe ben altro, molto altro in realtà. Non un messia nè un nonno simpatico e bonaccione ma una classe dirigente capace di farci uscire dal pantano e dare slancio alla nazione: e per farlo ci vuole sicuramente un'idea forza che non può essere "solo" il taglio dei servizi pubblici a favoer del privato e il gioco delle tre carte ma politica con la "p" maiuscola e capacità di capire che gli schieramenti, quando il paese affoga, sono anacronistici e obsoleti: invocare un Sarkozy o uno Zapatero non cambia e non serve dato che è il substrato culturale degli italiani ad essere marcio non i personaggi. Infatti se abbiamo la classe politica che ci ritroviamo e perchè noi ne abbiamo fatto il nostro specchio nelle nostre virtù e nei nostri mali, null'altro. Strano destino quello italiano: famosi per la capacità di adattamento e ancora più famosi per assumere sempre di più tratti "sovietici" nemmeno mascherati bene piuttosto che liberali come negli altri paesi avanzati.
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