martedì 20 novembre 2007

Finanziaria 2007: per le donne? pannicelli caldi

L'ennesima delusione, contrariamente a quanto affermato dalle Ministre, aspetta le cittadine italiane in questa Finanziaria. I tanto sbandierati "provvedimenti" che avrebbero dovuto aiutare le donne che si dividono fra lavoro e famiglia si sono ridotti a veri e propri pannicelli caldi visto che sono solo di facciata mentre la realtà lavorativa è molto più dura e critica per coloro che si trovano in questa condizione. Il programma della maggioranza è ormai carta straccia anche sotto questo punto di vista; tutta la materia riguardante l'armonizzazione del lavoro femminile alle esigenze della conciliazione fra lavoro e famiglia trova (come peraltro per i precari che sono il vero "lumpenproletariat" stile XXI secolo al soldo dei ceti imprenditoriali) ostacoli, che con maggioranze siffatte, insormontabili, per fare due esempi: asili nido e congedi parentali siamo sempre al palo rispetto a Paesi coem la Svezia che investono nel sociale ben l'1% del PIL. Insomma, mentre si sbandiererà come finanziaria "sociale" in realtà saranno solo cosette di sostegno che non disturbano troppo in realtà i manovratori dell'industria che non vogliono "buttare" soldi in maternità e perdere qualche € in ore di lavoro non lavorate: in pratica saranno elargizioni a chi ne avrà davvero bisogno (dicono) di qualche centinaia di € senza nessuna programmazione nè intervento reale a sostegno dei diritti delle donne: apnnicelli caldi appunto sennò qualche partitino centrista s'inkazza e subito minaccia di votare contro perchè i referenti economici non ne vogliono nemmeno sentire parlare. A parole sono tutti preoccupati del cosiddetto calo demografico ma quandi si tratta di mettere mano al portafogli fanno tutti le manine e soffrono di accorciamento delle braccia improvviso e repentino: ecco perchè è sempre più necessario che invece vengano fatte risaltare queste contraddizioni oggi che c'è un governo come questo perchè domani con la grande ammucchiata che si sta prospettando sarà molto più difficile poterlo fare. In tutto ciò quelle che mancano nel rivendicare i loro diritti sono prorpio le donne che non fanno sentire la loro voce in questa società egoista e machista che è l'Italia oggi. Quella che doveva essere una choc terapy si sta rivelando per quella che è: una bufala. Infatti, come anche denuncia Silvia Ferreri nel film documentario "uno virgola due", ci sono condizioni e situazioni dove sembra di essere in un paese preda della barbarie e non uno che si considera civile, dove la maternità e tutto quello ad essa correlato viene ostacolato in tutti i modi ricorrendo al mobbing pre e post parto se non addirittura scoraggiando le gravidanze: e magari sono gli stessi che la domenica vanno in Chiesa o che votano contro, o si astengono sul referendum che riguardava la fecondazione assistita, oppure sono contrari all'aborto: perchè i nostri cari amici globalizzati (non tutti sia chiaro ma il film documentario da uno spaccato di certa realtà) finchè si tratta di principi, idee e profitti sono liberali fino all'osso, quando invec si parla dei diritti altrui allora alzano un pelo sullo stomaco alto un metro e se ne fregano letteralmente degli altri arrivando a suggerire di abortire se non si vuole perdere il posto.
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