sabato 24 novembre 2007

L'Italia che si rimette in moto?

L'ultima, come dicono i cabarettisti è sempre la migliore.... Da quando è partita la transizione, 1992, non si sente altro: l'Italia si deve rimettere in moto! Però, come? Lo Stato ha privatizzato e qualcuna svenduto le aziende che aveva, due esempi: Telecom e FS. La prima abbiamo seguito con preoccupazione, e rabbia, le vicissitudini che ha avuto visto che è passata da una mano all'altra senza soluzione di continuità diventando un pozzo di debiti per le speculazioni su essa fatte (dalla razza padrona a oggi) mentre i dividendi erano stellari per chi giocava (ha ragione Grillo!!, purtroppo) a fare il capitalista di ventura con i soldi degli utenti e sulla pelle dei lavoratori che vi lavoravano; la seconda, le FS, è diventata anch'essa un carrozzone, ferroviario, dove si scaricano le contraddizioni delle privatizzazioni all'italiana: servizio scadente come strutture, biglietti e abbonamenti in continuo rialzo senza miglioramento del resto anzi, se lo Stato taglia i fondi si è prontissimi a tagliare i treni pendolari e regionali come accadrà l'anno prossimo, personale "normalizzato" da accordi e compiacenze sindacali (molti attuali dirigenti dell'azienda sono ex boss del sindacato, niente conflitto di interesse per essi?); salvo poche eccezioni i treni pendolari fanno ritardi e igiene e pulizia lasciano un pò a desiderare; non va meglio per il segmento dei TAV, dove a parte carrozza vecchie riciclate, al costo del biglietto non fa da contraltare un servizio adeguato. Insomma in questi due esempi (ma si potrebbe parlare dell'ENEL o delle Poste ecc.) c'è tutto il pressapochismo italiano e della sua classe dirigente che ha fatto le cose in fretta e male rispondendo più agli ordini dei padroni del vapore che alle esigenze dei cittadini, i quali letteralmente "rinko" dalla suadenza della tenaglia che vede media e politica da un lato e allarmi ingiustificati che periodicamente vengono lanciati per tenerli in un continuo stato di allarme sfibrante e distorcente la realtà (in questo siamo americanizzati al 100%) che ci rende preda facile di tutto quello che viene detto, ormai sono rassegnati e frustrati e si avvitano sempre di più nella spirale rassegnazione, frustrazione, rabbia inespressa, depressione, alienazione, violenza hanno perso la capacità di discernere fra le panzane e le cose serie e si appassionano per le vicende di un rality ma accettano passivamente le fregature ammollategli così come seguono il primo che si alza la mattina e gli parla di amore/odio e abolizione dell'invidia e poi si fa i stramaledetti affari prpri sulla loro pelle: ma altrettanto sono pronti a credere in chi prende un vecchio vestito lo riporta in tintoria gli da un colore diverso e gli riammolla le stesse cose, con parole diverse, di 20 anni prima e poi si risvegliano dalla sonnolenza solo, e dico solo, quando la banca si prende la casa o perdono il lavoro o guardano i quattro ricconi fare shopping mentre il loro stipendio non vale la carta su cui è stampato! Un'esempio ulteriore? C'è già l'allarme (e la richiesta, implicita, di interventi di sostegno al settore del commercio) perchè da qui a Natale, e oltre, gli italiani spenderanno pochissimo la loro tredicesima che sarà impegnata tutta fra tasse, mutui, risparmi ecc. e poco per la spesa e i regali: insomma la categoria che ha molte responsabilità nell'aumento della vita repentina che abbiamo avuto con il passaggio da lire a € (tutti sappiamo il cambio, dalla sera alla mattina, avenuto in spregio di qualunque legge di mercato con la proporzione 1 € = 2000 o per meglio dire £ 10.000 = 10 €) ora piange perchè gli stessi consumatori, ridotti al lumicino nei loro guadagni, non spendono più: e cosa si aspettavano? forse come negli USA dove la gente vive di carte di credito a rate per il consumo? Se invece riducessero i prezzi o si attenessero alle leggi del mercato non ci guadagneremmo tutti? E di cosa si meravigliano se poi tutti in massa corrono a comprare dai cinesi manufatti che comprati da quest'ultimi costano 10 € e nei negozi italiani (stessa provenienenza) 50 o più €? E per dare il là al post ne dico un'altra: hanno approvato la cosiddetta class action (di cui tutti parlano come della panacea di tutti i mali) in un ramod el Parlamento: ultime novità sapete quali sono? Ieri la Confindustria, non paga di tutti i soldi che si è messa in tasca nei precedenti 50 anni come solid pubblici sotto varia forma dati, ha fatto sapere che se il Governo non la eliminerà (o riformerà perchè ritenuta impresentabile ma in realtà non differisce da altre leggi di altre paesi dove esiste da anni a tutela dei cittadini) "ci saranno conseguenze": quali non è dato capire però come minaccia niente male, vero? Ora mi aspetto che il Governo tengfa duro e non dia ragione a questa lobby e una volta tanto difenda chi lì ce lo ha mandato per governare e fare gli interessi generali e non quelli di lobby, ma non credo che sarà così se è vero che chi ha inventato le "lenzuolate" (altra bufala come stanno dimostrando i fatti che si leggono dai giornali) ha detto che può essere "migliorata": MI SA CHE POSSIAMO DIRE ADDIO ANCHE ALLA CLASS ACTION. Facile parlare di rimettere il paese in moto: a parole è tutto facile ma per prima cosa chi si deve rimettere in moto è lo Stato, e la sua classe dirigente, che deve smetterla di badare agli interessi delle varie corporazioni che li finanziano o li condizionano e badare a coloro che sono i veri, loro, datori di lavoro ossia noi cittadini di questo depresso e sfigato (per la maggior parte dei suoi appartenenti) paese........................ allora non è meglio per le corporazioni e la varie caste che i cittadini continuino a dormire sonni drogati di veline, pubblicità e truffe, dei vari reality ecc? Se si dovessero svegliare e notare le macerie che VOI avete fatto non credete che ci potrebbe essere una, adir poco, SOLENNE INKAZZATURA potrebbe riportare in auge proteste sociali di massa? Vi conciene?
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