martedì 20 novembre 2007

Mai così giù gli stipendi: -1900 €

Secondo l'Ires della Cgil gli stipendi in soli 5 anni hanno perso 1900 € che è un'enormità rispetto agli altri paesi dell'area OSCE soprattutto se si tiene conto della crescita reale del costo della vita: significa che sempre più famiglie faticheranno a pagare bollette prestiti e mutui. Il tutto grazie alla cosiddetta politica dei redditi inaugurata dai Governi del centro sinistra e dall'abolizione della scala mobile e a cui non ha fatto fronte interventi calmierativi sul lato del costo delle tariffe e dei prezzi. Quindi mentre la corporazione industriale/bancaria/assicirativa incamerava profitti stellari le gente che lavora e si guadagna la vita vede sempre di più restringersi il livello economico e l'avvicinarsi della povertà che, bontà dei politici, può essere rinviato ma non fermato nel suo approssimarsi. Quali sono le risposte del mondo politico/economico? Le solite:
1.legare parte dello stipendio alla produttività (con maggiori profitti per gli imprenditori e poche briciole per i loro lavoratori che però vedono scaricarsi subito su di essi in negativo, quando il suindicato imprenditore fa kazzate o entra in crisi);
2.allungare la vigenza contrattuale da due a tre anni per diluire gli "stellari" aumenti concessi (così si lavora un'anno gratis e lo stipendio in termini reali si restringe ancora di più);
3. maggiore flessibilità de lavoro (leggasi maggiore precarietà, tutto dire);
4. politica dei redditi (e non dei profitti guarda caso).Sul fronte fiscale poi il disastro è continuo perchè il fiscal drag non viene restituito e quindi i lavoratori (e solo essi) si trovano a dover pagare due tasse: la prima è l'inflazione la seconda le tasse alla fonte: il tutto condito da voci del "sociale (pensioni, assistenza, maternità, cassa integrazione che pesano sulla contribuzione e non sulla fiscalità generale)" che continuano ad essere pagate da essi e solo da essi.
E le OO. SS. che fanno? A parte firmare a ripetizione (gli verrà venuto il callo dello scrittore a forza di scrivere) accordi e contratti poco o nulla anzi spesso si assiste alla migrazione di interi ceti dirigenti sindacali o nel Governo o nell'imprenditoria tutti improvvisamente votati al liberismo e alla fregatura, l'ennesima, da ammollare ai lavoratori che ssi avrebbero dovuto tutelare!! Non è di ora la denuncia che in molte O.S. ci sono iscritti Dirigenza e lavoratori e di conseguenza il sindacato si trova a dover gestire, pappa e ciccia con le varie dirigenze, situazioni scabrose e non sempre si schierano dalla parte dei meno forti. Insomma i lavoratori italiani, come quelli latino americani, cinesi, statunitensi ecc. si trovano nella non invidiabile situazione di essere sempre più l'anello debole della catena economica o per meglio dire la fogna dove vengono scaricate le iniziative liberiste che sono i soli a pagare mentre altri si fanno le ville costoro non riescono nemmeno a dare un futuro ai loro figli visto che i giovani non hanno futuro se non quello di precario a vita e senza possiblità di riscatto: è sotto gli occhi di tutti come in Parlamento e nel Governo sono state trattate le "timide" proposte per alleggerire il precariato da parte della cosiddetta sinistra: centristi che minacciano di far cadere il Governo ecc. il tutto sempre in nome del laissez faire che arricchisce chi è già ricco e da, a chi spera solo di non affogare, una bella spinta verso il basso..............
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