martedì 26 febbraio 2008

Rottura fra il ParDem e oltretevere: fu vera gloria?

Sembra acclarata la rottura fra oltretevere e il ParDem veltroniano: in batteria da combattimento l'intero schieramento ufficiale è schierato contro di esso come conseguenza dell'entrata dei radicali nello schieramento pardemino. Fossero altri tempi e altre ideologie sarebbe stato un punto d'onore una cosa del genere ma oggi dove si bada solo all'immagine qualche vena ai polsi dei centristi, disegnati come laicisti a tutto tondo, dev'essere tremata. Ora come ora una situazione del genere se "copre" sulla sinistra togliendo voti e consensi alla cosa rossa, scopre completamente a destra e provoca le reazioni interne di chi come i cattolici presenti in questo partito sentono di fare un pò la riserva indiana un la quinta colonna. Ma è lecito che giornali e istituzioni che fanno chiaro riferimento ad uno Stato straniero possano entrare così pesantemente nella campagna elettorale di uno Stato sovrano? Ed è ammissibile che una gerarchia religiosa anzichè fare l'attività "istituzionale" scende in campo per fare blacklist di buoni e cattivi trattando gli italiani come un branco di scolari? A queste domande forse una volta la risposta sarebbe stata scontata ma oggi invece no: si mettono in bocca il discorsetto che "siamo" liberali e che quindi, in base al principio (violato più volte da parte ecclesiastica) del "libera Chiesa in libero Stato, esse possano entrare pesantemente in affari interni e condizionare l'elettorato che fra poco più di un mese dovrà eleggere l'elitè che la governerà (non potendo scegliere "il" candidato) nei prossimi anni nel bene e nel male. Mi chiedo se abbia ancora un senso parlare di Stato e laico per giunta in un paese come il nostro dove appunto ci troviamo ostaggio di terzi referenti che hanno fatto dell'Italia il terreno di scontro fra secolarizzazione e integralismo e ciò soprattutto per non perdere le proprie posizioni di potere e ricchezza. Già perchè temo che sia solo una questione di potere: o meglio di controllo sulla società che deve sottostare a volontà altrui che però non fanno riferimento ad espressione democratica ma ad uno Stato autocratico e molto poco liberale al suo interno, un vero residuato dei secoli precedenti che dovrebbe essere oggetto di studio e di interessamento per coloro che aspirano a portare la democrazia ovunque mentre invece sembra essere cosdesto che guida la volontà terza dei cittadini italiani. Credo che una buona arma potrebbe essere, se ci fosse una classe dirigente all'altezza, la revisione o la cancellazione del Concordato e soprattutto della Convenzione finanziaria ad esso allegata che da al Vaticano dei privilegi che in tempi di vacche magrissime è oltremodo generosa: ma questo almeno per ora è nel libro delle favole mentrela dura realtà è quella che dobbiamo tenerci le cenciate che arrivano da oltretevere e sorridere perchè lo spettacolo possa continuare.......
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