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domenica 28 gennaio 2018

Inps ancora in rosso: nel 2017 buco da 6,3 miliardi di euro

Fonte: WSI 25 gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Ennesimo buco nel bilancio per l’Inps. L’istituto nazionale di previdenza sociale guidato da Tito Boeri potrebbe chiudere il 2017 con un rosso da 6,3 miliardi di euro.
Come scrive Fabio Pavesi per La Verità i dati sono peggiori rispetto alle stime negative fatte a settembre scorso, pari a circa -5,5 miliardi. A causare il rosso il divario insanabile tra contributi incassati dall’Inps e pensioni da pagare.
“La classica forbice tra entrate e uscite che produce perdite miliardarie ogni anno e che divora il patrimonio. Con lo Stato che non potrà che ricapitalizzare, iniettare denaro via anticipazione di cassa che diventano debito per l’Inps. Un debito che non verrà mai ripagato. Il film dell’agonia dell’Inps del resto è nei numeri. L’ente disponeva di oltre 40 miliardi di patrimonio nel 2011″.
A ciò si aggiunge un altro ente malato caricato sulle spalle dell’Inps, l’ex Inpdap, che paga le pensioni dei lavoratori pubblici incorporata nel 2012, e che ha portato 20 miliardi di deficit nei conti dell’Inps e continua a cumulare passivi e solo nel 2017 le previsioni stimano che il divario tra contributi versati dalle PPA e le pensioni da pagare sarà di quasi 8 miliardi di euro.
A vedere buchi la gestione degli artigiani (4,6 miliardi), quella dei coltivatori diretti e agricoltori (3,2 miliardi) e l’ex Inpdai, l’ente dei dirigenti d’azienda che tocca  ogni anno in media un rosso di 3,8 miliardi. E il peggio deve purtroppo ancora venire.
“Nel bilancio tecnico predisposto dagli attuari si paventi una situazione da brividi. Le perdite si cumuleranno anche nei prossimi anni a ritmi tra gli 8 e i 12 miliardi e questo vuol dire che nel 2023 il passivo patrimoniale dell’Inps arriverà a valere oltre 56 miliardi. Pagherà come sempre Pantalone la lunga traversata nel deserto dell’ente pensionistico italiano”.

lunedì 11 luglio 2016

L’Italia 2.0 è questa: salari fermi e produttività al palo (Marco Maroni)

09/07/2016 di triskel182
LO DICONO OCSE, INPS E ISTAT. Riforme inefficaci e povertà in aumento, siamo nella “trappola della bassa crescita”.
La produttività è piatta da 15 anni, i salari sono praticamente fermi, l’ineguaglianza dei redditi è in aumento e come tasso di occupazione siamo al terzo valore più basso tra i paesi sviluppati, dopo Grecia e Turchia. Inoltre, in Italia più di un giovane su quattro non lavora, né studia, né segue corsi di formazione, una categoria di disoccupati con scarsissime prospettive di lavoro, che è aumentata del 44% negli anni della crisi. Questa cruda descrizione della situazione italiana viene dall’Ocse, organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha presentato ieri l’analisi annuale sul mercato del lavoro.
La stagnazione salariale e la bassa produttività sono problemi che affliggono un po’ tutti i paesi sviluppati. Il fatto è che mentre alcuni stanno recuperando il terreno perso dal 2007, altri, come l’Italia, rimangono indietro. “Quasi 10 anni dopo l’inizio della crisi”, scrive l’Ocse dell’Italia, “la crescita dei salari in termini reali è debole, evidenziando il rischio di una stagnazione salariale duratura”. È la cosiddetta “trappola della bassa crescita”: i salari e l’occupazione sono bassi, le famiglie spendono meno, le imprese vendono meno e investono meno. A risentirne alla fine è anche la produttività. Perchè assumere lavoratori poco costosi e flessibili diventa spesso più conveniente che fare efficienza spendendo capitali in macchinari.
Le recenti riforme del lavoro, Jobs act in testa, non sembrano in grado di cambiare in meglio il quadro. La lieve crescita dell’occupazione è infatti legata agli incentivi degli sgravi contributivi e le nuove assunzioni a tempo indeterminato (ma interrompibili in qualunque momento, anche senza giusta causa) sono in buona parte la trasformazione di contratti a termine.
Ieri ha pubblicato il suo rapporto annuale anche l’Inps. I dati mostrano che quasi la metà dei contratti attivati con le decontribuzioni sono “stabilizzazioni di lavoratori all’interno della medesima impresa”. Inoltre, la stabilizzazione dei contratti di lavoro spesso non è accompagnata dal tempo pieno: “quattro lavoratori su 10 assunti con contratto a tempo indeterminato – segnala l’Inps – hanno impeghi part time”. Il risultato è sempre che le famiglie faticano ad arrivare a fine mese.
Che la trappola della bassa crescita sia particolarmente insidiosa in Italia e abbia costi sociali alti lo si è capito ieri anche dalle parole del presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, in un audizione al Senato, convocata in relazione al disegno di legge sul contrasto alla povertà presentato da Stefano Lepri(Pd). Alleva ha spiegato che oltre la metà delle famiglie italiane nel 2015 ha limitato le spese per il cibo e una su cinque ha provato a risparmiare anche sulle spese sanitarie. Il 63% cerca di fare economie su abbigliamento e calzature, uno dei settori di punta del made in Italy. Grandi sono le differenze tra regione e regione. La Calabria risulta essere la regione con la spesa mensile familiare più bassa, 1.729 euro, mentre Lombardia, Trentino – Alto Adige ed Emilia – Romagna sono le regioni con la spesa mensile più elevata, tutte e tre attorno ai 3mila euro.
A questa crisi finora non si è risposto in modo adeguato: “gli interventi sociali a sostegno delle Famiglie – ha spiegato Alleva – in Italia pesano per il 4,1% della spesa totale per le prestazioni sociali. Un valore tra i più bassi in Europa”. Va ricordato peraltro che l’Italia, a differenza di tutti gli altri paesi europei, eccetto la Grecia, non ha alcuna forma stabile di sostegno al reddito, il cosiddetto reddito di cittadinanza. Uno strumento che in tempi di crisi argina la caduta dei consumi.
Per gli analisti dell’Ocse, la via d’uscita dalla trappola sono politiche strutturali, che portino a una crescita sostenibile, in grado di assicurare benefici più equamente distribuiti, incluso un più ambizioso uso delle politiche di bilancio. E anche ulteriori riforme strutturali.
Dopo anni di catechismo neoliberista, dunque, l’ufficio studi dei paesi ricchi riconosce che senza mettere in campo l’intervento pubblico, dalla stagnazione secolare non si esce.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 08/07/2016.
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.. anche se non è l'intero articolo mi pare che dica molto sullo stato dell'arte nel quale si trova questo paese dopo anni di austherity, tagli, ritagli, frattaglie, malversazioni, evasione, elusione, clientelismo, corruzione, politici inetti, opposizioni incapaci di fare proposte e, nel caso dei 5STAR, afflitti dalla sindrome del conte ugolino, ecc. ecc. insomma siamo nei guai e siamo senza soldi: non tutti però perchè c'è chi ci sta bene in questo tempo di ladri legalizzati e farà di tutto affinché nulla cambi... a meno che.. ma è molto 'a meno che'...

martedì 5 aprile 2016

Scattano le prime indagini L’Agenzia delle entrate a caccia dei nomi italiani (FILIPPO SANTELLI)

05/04/2016 di triskel182
In Islanda manifestazioni di piazza contro il governo Putin contrattacca: “E’ solo una montatura della Cia”.
ROMA – Le prime indagini dei governi, dall’Australia all’Europa, con l’Agenzia delle Entrate pronta ad acquisire i nomi dei cittadini italiani coinvolti. L’Islanda che scende in piazza contro il premier Gunnlaugsson. Putin che grida al complotto occidentale. Una raffica di smentite (Montezemolo), minacce di querela (Leo Messi), imbarazzati “no comment” (David Cameron). È un’onda d’urto che si allarga e aumenta di intensità quella dei Panama Papers, il giorno dopo la diffusione degli 11,5 milioni di file dello studio legale Mossack Fonseca.

La boutique fiscale al centro di una giungla di società offshore, scatole cinesi e prestanome, con fronde nei paradisi fiscali ma radici ai quattro angoli del globo, e legami con politici di ogni regime e colore. Pratiche non sempre illegali, ma che secondo il Consorzio internazionale di giornalisti investigativi (Icij) che le ha analizzate, potrebbero nascondere episodi di elusione, evasione fiscale o riciclaggio.
MESSI: “A MIA INSAPUTA”
Ne sono convinte anche le autorità di mezzo mondo. Le prime a muoversi ieri sono state quelle australiane, seguite poi da India, Stati Uniti, Israele e da diversi governi europei. La Svezia ha chiesto al Lussemburgo notizie sull’attività di Nordea, prima banca del Paese, la cui filiale locale avrebbe facilitato l’evasione fiscale dei clienti. Dopo le parole del presidente François Hollande, «tutte le informazioni daranno luogo a inchieste», la procura nazionale francese ha aperto un’indagine preliminare per frode fiscale aggravata. Le autorità tributarie inglese e olandese hanno chiesto all’Icij l’intero database di dati. E nella stessa direzione si sta muovendo anche l’Agenzia delle Entrate italiana, che in queste ore sta mettendo a punto le strategie per ottenere i documenti e attivare le relative indagini. In Spagna sono al lavoro sia la Procura nazionale che il Tesoro, per analizzare le denunce dei redditi dei cittadini che compaiono nei documenti dell’inchiesta. Compresa quella di Leo Messi, che nel 2013, dopo l’accusa di frode fiscale, avrebbe acquisito una società a Panama, la Mega Stars Enterprises, girando lì i proventi dei suoi diritti di immagine: «Esiste, ma non per fini fiscali», ha risposto il calciatore, annunciando querele. «Io non guardo, firmo quello che papà mi dice di firmare ». Il governo panamense, intanto, si è detto «pronto a cooperare ».
DIFESA E CONTRATTACCO
In attesa di quelli giudiziari però, i primi verdetti saranno politici. Giovedì il parlamento islandese voterà la mozione di sfiducia promossa dalle opposizioni contro il premier Sigmundur David Gunnlaugsson, che insieme alla moglie controllava fino al 2009 una società offshore mai dichiarata, la Wintris delle Isole Vergini, che vantava dei crediti nei confronti delle maggiori banche del Paese, nazionalizzate dopo la crisi finanziaria. «Non mi dimetto per questo», ha dichiarato ieri, dopo che venti giorni fa, a domanda sul tema, aveva abbandonato lo studio dell’emittente Svt. Migliaia di persone si sono radunate nel centro di Reykjavik, proprio come ai tempi del collasso del sistema creditizio, per chiedergli di lasciare. Nessuna protesta invece in Russia, dove i media hanno silenziato le rivelazioni sulla rete di società offshore da 2 miliardi di dollari riconducibile, secondo il Guardian, a Putin in persona. «Montature della Cia per destabilizzare il Paese», ha replicato il Cremlino, parlando di «Putinofobia» dell’Occidente. Mentre il blogger anti corruzione Alexei Navalny ha annunciato di voler promuovere «azioni legali concrete» contro il presidente.
DALL’UCRAINA AL MESSICO
Sono 140 i politici coinvolti nell’inchiesta, in 50 Paesi. Il presidente ucraino, il filo occidentale Petro Poroshenko, accusato di aver creato una società offshore alle Isole Vergini evadendo milioni di dollari di tasse, si è difeso dicendo di aver abbandonato la gestione diretta dei propri affari dopo essere stato eletto, nel 2014. Ma proprio su di lui il quotidiano russo Novaia Gazeta ha annunciato nuove rivelazioni, mentre le opposizioni chiedono una procedura di impeachment. Negano illegalità anche il presidente argentino Mauricio Macri (una società alle Bahamas) e quello messicano Enrique Pena Nieto. Mentre la liquida, o almeno ha tentato di farlo, come «una questione privata» il portavoce del premier inglese David Cameron, coinvolto per le società offshore del padre finanziere Ian, deceduto nel 2010. Regolarmente denunciate, conferma la Ue, le attività nei paradisi fiscali della moglie del Commissario all’Ambiente Miguel Arias Canete.
IMPRESE IN LISTA NERA
Smentite arrivano anche dall’Italia. Il presidente di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo ha negato di possedere società offshore e il pilota Jarno Trulli ha spiegato che Baker Street, sede alle Seychelles, è regolarmente registrata.
Articolo intero su La Repubblica del 05/04/2016.



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insomma, a voler fare a tutti i costi ... è un complotto secondo molti, tutto normale secondo altri e non se ne parla secondo alcuni!!! Tutto come prima visto che gli Stati hanno le armi spuntate e chi li guida per primo nasconde qualcosa?

lunedì 24 giugno 2013

tremate tremate .... le entrate son tornate

Innanzitutto diamo la "news" principale: l'amato capo s'è beccato 7 anni di carcere e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici; in un paese normale a ciò, e dopo 20 anni, non ci si sarebbe nemmeno arrivati ma qui... nonostante le leggi a personam ecc. eppure alla fine ci si è arrivati, l'armageddon è prossimo: che farà il Governo che ha nella sua maggioranza un personaggio siffatto certificato dalla Magistatura ufficialmente? Personalmente credo che non accadrà nulla: i meccanismi oliati e sempre funzionanti dei veti e dei ricatti reciproci funzionerà ancora in attesa della buriana o ... di una qualche amnistia, indulto, ennesima legge, un senatorato a vita o chissà... una Presidenza della Repubblica? Chissà.. di sicuro se il sistema che ora è chiuso a riccio, causa arrivo pentastellati che non hanno morso affatto anzi sono stati praticamente sbranati, si difenderà eccome: ma solo perchè altrimenti il crollo sarebbe disastroso... per loro.
Perchè il titolo del post?
Perchè da oggi le Entrate entreranno nel vivo della lotta all'evasione: tutti i dati, dai conti correnti ai depositi a qualunque titolo accesi, dei cittadini saranno accessibili al Fisco.... immagino gli evasori preoccupatissimi, nascosti nei loro appartamenti, ufficialmente non loro, a fare conti per vedere come uscirne visto l'arrivo delle giacche blu dello Stato!!! E invece.... invece no: perchè credere che il sistema evasivo, legale e (soprattutto) illegale, ha altri canali e altre soluzioni per nascondere o far girare i propri soldi.. figuriamoci se temono il moloch delle entrate, anzi ne studieranno le mosse pe capire dove sono le falle e tapparle. Fra scudi fiscali, condoni, leggi dolci (che fanno la faccia feroce solo a parole), elimininazione dei reati come il falso in bilancio ecc. sarà tutto fatto si a morsi.. ma senza denti.. nemmeno di latte!
Chi ne sarà colpito allora?
I soliti: coloro che avranno messo da parte qualche soldo; i piccoli artigiani che magari decidono di non fare qualche fattura pur versando soldi e pagando i fornitori con bonifici bancari o postali; i dipendenti che sanno come si risparmia al centesimo; e tutti coloro che hanno fatto debiti per vivere e sopravvivere e gli altri che hanno una casa a qualunque titolo avuta: tutti costoro saranno COLPITI e duramente l'esser bravi a far soldi.... Reagan diceva che il problema non era nello Stato ma proprio lo Stato e che solo affamando la bestia si poteva sperare che fose efficiente: bene l'hanno affamata e fra entrate ed equitalia nei prossimi mesi ne vedremo delle belle e, mentre i veri evasori si godono i soldi con carte di credito anonime emesse da trust dei paradisi fiscali, i comuni mortali si ritroveranno a fuggire disperatamente mentre un branco di iene li inseguiranno.... qualche numero?
  1. 500 mld di evasione/elusione fiscale e contributiva;
  2. altrettanti, se non di più, i proventi dalla illegalità mafiosa;
  3. 150-200 totali dal lavoro nero a qualunque titolo fatto..
e credono davvero che controllando a tappeto li si fa cadere nella rete? Non è che si faccia tutto ciò solo per colpire nel mucchio (come facevano i "liberatori" americani che bombardavano a tappeto le città italiane per distruggere ..... qualche cannone e terrorizzare, era il vero obiettivo dei bombardamenti) la gente per acchiapparne .. uno da immolare sull'altare mediatico?

domenica 24 febbraio 2013

.. mentre aspettiamo la buona novella, il redditometro vien bocciato





e mente aspettiamo l'esito elettorale con non eccessiva ansia, quache parola perché una news mi ha colpito:  al Tribunale civile di Napoli, sezione distaccata di Pozzuoli, dove un Giudice ha accolto in 9 pagine un ricorso di un avvocato in nome di un contribuente che non voleva che "l'Agenzia venisse a conoscenza di ogni singolo aspetto della propria vita privata" il che significa che le Entrate NON potranno entrare nella nostra vita impunemente e con l'onere a carico nostro di dimostrare quanto loro sostengono noi si debba guadagnare perché si rifanno a uno ..... studio di settore perché é esattamente questo il punto, ossia che le Entrate sulla base di indici "regionali", creati sulla falsariga degli studi di settore per gli autonomi, stabiliscono quanto tu puoi gudagnare, quanto possa spendere ecc. e non gli importa nulla se poi i redditi son bassi e le entrate son quel che sono e magari la famiglia in questione magari ha risparmiato per dare al figlio una settimana bianca o un pc o un cellulare o quant'altro, non conta: dovevi guadagnare e in base a questo dovevi spendere quest'altro ma soprattutto dovevi spendere nonun cent in più perché se lo fai significa che hai guadagnato qualcosa a nero o chissà cosa... e l'evasore vero, seppur scoperto, ha quasi la certezza di passarla liscia il poveraccio non sfugge, sia che sia artigiano che dipendente; un meccanismo facile facile che colpisce il solito mucchio in nome di quel princpio di reaganiana memoria "affama la bestia così azzannerà la prima preda che gli capita a tiro...." un sano principio egualitario, democratico, progressivo, moderno.
Non posso che dar ragione a quel contribuente che ha fatto ricorso perché questa invasività "fiscale" mi ricorda tanto quell'altra follia delle cartelle pazze che venivano mandate a milioni di cittadini che si rivelavano tutte fasulle e chi non pagava se la cavava mentre chi pagava per vedere il rimborso, quando c'era un rimborso, aspettava mesi e mesi e subito c'erano solo le scuse pubbliche. Ora può uno Stato civile trattare così i propri cittadini, dando per scontato che son tutti potenziali evasori mentre, consapevolemente, a volte gira la testa dall'altra parte quando banche, società concessionarie, ecc. evadono con artifici contabili perché sanno che se va bene pagheranno in "ravvedimento operoso" una infima somma rispetto al dovuto?
Facciamo qualche esempio:
  1. le società concessionarie delle macchinette mangiasoldi devono la "piccola somma" di 98 mld di euro, poi quasi tutti "condonati" dal Parlamento.... se la caveranno con poco;
  2. banche e finanziarie che per anni hanno, con artifici contabili e operazioni estero su estero o simili, eluso il fisco per diverse centianaia di milioni...... qualcuna ha patteggiato, altri hanno resistito in giudizio altre ancora aspettano.... le elezioni, per tacere di MPS (la storia dell'attuale disastro non risale alla antonveneta ma addirttura alla banca del salento, pensate un pò.. se qualcuno vuole scavare dove dirigere le indagini fin lì indietro nel tempo).
  3. e che dire dei tassi libor ed euribor di cui non si parla qui ma che hanno costretto firo di banche internazionali a pgare multe salatissime alle autorità di controllo anglo americane e sono esposte a class action delle organizzazioni dei cittadini perché agivano con funzionari compiacenti sui tassi per fare, ulteriori, profitti dato che questi tassi influiscono su prestiti e mutui?
.... per fare un esempio di come é difficile questo mondo e di quali muri i cittadini hanno intorno per essere davvero liberi, globali, democratici e ciò spiega anche perché erano in malafede coloro che sostenvano che "mercato=democrazia" e quanto fossero in malafede coloro che sostenevano che senza mercato non c'è crescita, felicità, futuro.... erano in malafede e noi tutti eravamo truffati, il classico parco buoi.

domenica 26 agosto 2012

chi evade non vota? magari

Sono stati in molti a proporlo: chi evade non vota. Certo ora fa maggior colpo perché il problema dell'evasione/elusione comincia, con questi chiari di luna che chi paga le tasse sente sulla propria pelle mentre vede magari il proprio vicino di casa andare che so alle maldive mentre il resto dell'anno piange miseria, ad essere seriamente sentito. Son anni che se ne parla in rete, e fuori, ma ora anche i media mainstream se ne accorgono, magari per aumentare l'audience con un pò di "grillismo montiano", perché la rabbia monta .. e tanta. Sarebbe bello un provvedimento del genere se fosse attuato: dato che son sicuro che i partiti ne risentirebbero rimane, come dire, una chimera pura e semplice. Ora il punto é: siamo sicuri che partiti siffatti come li abbiamo nel nostro paese accettino di emanare un provvedimento del genere? Io mica tanto dato che un buon terzo dell'elettorato di questo paese ha questo "vizietto" e nessuno é così folle da tagliarsi da solo i gioielli di famiglia così come possiamo esser certi che mai vedremo, sempre con questi partiti, l'approvazione di un sistema elettorale che tenga conto delle società che cambia e non delle esigenze dei notabili e dei loro lacché....... l'idea, il pensiero stupendo, rimane; la sua approvazione, no... nel frattempo sorbiamoci l'ennesima discesa in campo di un depresso e le schermaglie fra i soliti noti per farsi dare il voto per poi stare tutti nella stessa vasca da bagno certi come sono che gli italiani son proprio così: incapaci di scegliere per il meglio capacissimi di piangere lacrime di coccodrillo quando capiscono che, per l'ennesima volta, son stati fregati.....

martedì 24 maggio 2011

Siamo già in default, 2° parte: Corte dei Conti dixit

E dopo l'Istat tocca alla Corte dei Conti: il quadro fatto è impietoso dato che senza nominare direttamente il Governo, e anche quelli precedenti, la Corte annuncia quello che i nostri politicanti non hanno il coraggio di dire: serviranno a partire da quest'anno manovre di soli tagli pari al 3% del PIL pari a 46 miliardi di euro (Tremonti ormai non può più negare che siamo nei guai e si sta dando una mossa, sempre a scapito dei soliti noti), a crescita pari a zero come l'abbiamo ora. Senza siamo spacciati e dovremo rassegnarci a stare a far compagnia ai paesi che già sono crollati economicamente e finanziariamente per ripagare i soldi franco-tedeschi. Ma non basta: è necessario, mai come ora, combattere incisivamente l'evasione/elusione che nel nostro paese è la norma e non l'eccezione rispetto al resto della UE perché anche in questo caso se fosse realmente combattuta potremo sperare di usare questi soldi per ripagare il debito contratto in precedenza: tenendo presente che questo Governo l'ha nei fatti incentivata con scudi fiscali, allentamento nei controlli, redistribuzione verso il basso del peso fiscale, e tentazioni di tagli alle tasse fittizi dato che appena partirà il c.d. federalismo fiscale le tasse aumenteranno ...... eccome se aumenteranno e saranno tutte pagate da chi già paga e non da chi ne ha beneficiato che avrà gioco facile nel pretendere maggiore produttività in completa assenza di investimenti. Non basta dire: abbiamo già fatto perché questo Governo a aprte tagliare non ha saputo far altro che negare l'evidenza del paese fermo e teso solo a mantenere lo status quo senza incidere per nulla il bubbone affaristico che ci sta affamando. Da bravi tenutari del mandato elettorale ricevuto non hanno fatto nulla se non spingere dal lato dell'offerta nella speranza che la gente, rimbecillita dalla propaganda televisiva, si facesse infinocchiare e s'indebitasse fino al collo in nome del consumo di massa. Ma è proprio quest'impostazione sta mostrando i propri limiti, peraltro già noti, perché si basano su presuposti errati fin dalle premesse: siamo nel sistema del debito e solo indebitandoci il volano economico riparte. Nei paesi dove finora si é fatto così i risultati si son visti eccome: gli USA stanno per chiudere bottega a livello federale perché hanno raggiunto il limite oltre il quale la legge prevede che si debba chiudere bottega ed eliminare le spese verticalmente; Grecia, Portogallo, Islanda, Spagna sono già crollati semrpe in nome dello stesso principio, l'indebitamento. Ma come mai nessuno si è mai peroccupato d'incentivare la domanda? Semplice perchè farlo significherebbe prendere atto del proprio fallimento e perché farlo comporterebbe la caduta dell'alibi del produttivismo a ogni costo e sul cui altare i governi tutti stanno sacrificando non solo il welfare ma intere genrazioni che stanno andando perdute: le nostre comprese. Visto che tutto si basa sugli spiriti selvaggi del libero mercato perché mai dovrebbero preoccuparsi di chi, e sono la maggioranza, rimane indietro? Che gli frega a loro se ragazzi, uomini, donne, extracomunitari, artigiani e piccoli imprenditori vedono ridursi gli spazzi e perdono il treno? Non è loro problema immediato: semmai lo possono diventare dovessero essere chiamati al voto ..... ma per quello c'è la propaganda televisiva e il miraggio che è capace di creare, quel mondo di plastica digitale dove tutto è come nel mondo dei sogni e prima o poi c'è il principe azzurro, magari ricco sfondato (l'età non conta), che viene a prenderti per portarti in ...... a fare il .... bè lasciamo stare. Ecco perché i segnali di voto che stanno arrivando dalla società reale italiana dovrebbero essere presi sul serio da chi aspira a essere maggioranza alternativa rispetto a quell'attuale e spingerla a fare davvero opposizione e non solo testimonianza. Ecco perché condivido la definizione che dà Grillo del PD definendolo pdmenoelle: aspirano a essere quello che a parole combattono, perché in realtà sanno che se vogliono essere parte della riforma in senso spenceriano del pianeta devono per forza accettarne le regole: non possono proporre altre ricette perché ciò comporterebbe la loro sparizione immediata: perferiscono fare i tafazzi della situazione anziché programmare per le prossime generazioni un futuro diverso; ed ecco perché io bnon li votoe non li voterò in futuro e comprendo chi vota per Pisapia e De Magistris.....

lunedì 13 dicembre 2010

Soldi, soldi, soldi

Il 54% del reddito imponibile (esclusi contributi previdenziali, iva, ecc.) viene evaso felicemente dagli italiani: il Governatore Draghi affermò che se solo la metà di quanto evaso fosse pagato noi saremmo nelle condizioni della corazzata tedesca o poco sotto; inutile dire che questo paese sarebbe diverso. Ma come far rientrare questi "birbaccioni" nell'alveo? Mica con i condoni, o almeno non solo con quelli: abbiamo la Guardia di Finanza o no? Si reintroduce il falso in bilancio; si elimina per il segreto bancario e si reintroduce la tracciabilità degli check; e via continuando e se iniziassimo questa strada non faremmo altro che rientrare in quel fiume civile che nel resto d'europa fa sì che l'evasione sia appena il 3%, disdicevole quanto si vuole, del totale... ma si sa che gli italiani sono di sinistra con la testa e berlusconiani con latasca e finché sarà così................

questo canzone fu fatta quando esisteva un altra italia e la lira veniva premiata in quell'anno come la moneta migliore (non erano rose e fiori perché, come hanno dimostrato i fatti c'erano tanti problemi nascosti e tante trame e intrecci che hanno rovinato il paese e portato all'attuale situazione) e oggi una canzone suona ironica e beffarda verso chi la vita se la suda, ma prendetela come ironia e basta..

sabato 22 agosto 2009

affama la bestia: diceva Reagan il profeta del liberismo.....

Premettendo che il sistema occidentale è basato sul debito (individuale e collettivo) e quindi c'è chi si arricchisce su esso e chi ci s'impoverisce non suona "singolare" la campagna antievasione di questi tempi? E' vero che gli vogliono fa ingoiare lo scudo fiscale versione 2.0; è vero anche che con la precedente versione a detta delle fonti giornalistiche di allora molti li fecero rientrare per farli ri-uscire poco dopo e ricomincaire il tran tran ma nulla di tutto ciò giustifica l'aspetto non secondario che quando vuole lo Stato ha uomini, strumenti e mezzi per acchiapparli e levargli il dovunto anche con mezzi coercitivi, la domanda è: perchè lo si fa eccezionalmente e non quotidianamente, cosa manca? Sicuramente la volontà politica. Poi il fatto culturale che i cosiddetti italiani (in tempi di leghismo e riscoperta di localismi il mettere il termine "cosiddetti" è d'uopo) non hanno mai brillato per fedeltà fiscale (dallo scontrino alla fattura); considerando infine che il fenomeno è stato anche invogliato quando: si sono levate le manette agli evasori: quando il falso in bilancio è diventato tutto tranne che una sanzioe penale; quando si sono tagliati fondi alle forze di sicurezza; e si potrebbe continuare all'infinito........ il punto allora mi pare uno solo: è immagine, impressione di far qualcosa perchè si sa benissimo che delle somme accertate dopo circa dieci anni (e se non ci sono condoni nel frattempo o leggi simili) lo Stato incassa fra l'1 e il 5% dell'accertato, un pò troppo poco per dire che si fa la lotta all'evasione, non vi pare?

domenica 2 agosto 2009

Allarme dall'Istat: 2.9 milioni di poveri......

Lessi la news e di primo impulso pensai: faccio il post, poi ci ho riflettuto e mi sono venute in mente alcune notizie di cui ricorderete almeno i titoli: scoperti falsi poveri che usavano la social card (riassumo), ecc. Ora non dico che nel nostro paese, potenza del G8, non ci siano poveri nè dico che sono tutti evasori ma il sospetto mi assale se mi ricordo di un'altro dato ossia che nel nostro paese felix ogni anno non vengono dichiarati al fisco 115 miliardi di euro (cito un titolo a caso): e vengono anche premiati con lo scudo fiscale. Ora il punto è semplice: in Italia ci sono milioni di poveri e nessuno lo mette in dubbio, ma una domanda la voglio porre .... al netto di evasori ed elusori il numero di quanto cambia?

lunedì 20 luglio 2009

meno tasse per tutti? forse .....

E' di questi giorni la pubblicazione dei dati sulle dichiarazioni dei redditi del 2007 fatte nel 2008 e sono sconcertanti. I lavoratori dipendenti sono i ricchi e gli autonomi sono poverissimi: un caso sono i ristoriatori che pare abbiano meno soldi dei pensionati "medio-basssi", forse si dovrebbe fare una colletta? Qualcuno è mai andato a mangiare fuori e ricorda quanto ha pagato? Non tutti, come sempre, lo sono ma la percentuale aumenta vertiginosamente con il passare del tempo e lo stimolo a farlo è fortissimo visto che il Fisco ne morde qualcuno ma l'area è vasta ed è difficile prenderli tutti, è una questione di cultura se non cambia il modo di vedere lo Stato (e se lo Stato non si mette seriamente a dargli la caccia) difficilmente cambierà la situazione e sempre di più saranno i soli lavoratori a pagare: da dati facilmente reperibili in rete si stima che l'evasione/elusione ammonta a ben 10 finanziarie di media entità; non male. Se si potrà andare ancora avanti così per molto non lo sa nessuno, una cosa è certa: il paese dei furbi fregati lo hanno creato da noi ma non si accorgono che prima o poi della società civile non rimarrà nulla se non le macerie di quello che fu l'Italia.

domenica 17 maggio 2009

Bassi salari: che facciamo?

Il nostro è il paese maglia nera in molte cose (libertà d'informazione, istruzione, ecc.) e lo è anche per i salari. L'OSCE ci mette al 23° posto sui trenta paesi che ne fanno parte. In media guadagniamo 21 e rotti euro all'anno e riusciamo a vivere. Ricordate quando, fino a qualche mese fa, si parlava di costo del lavoro troppo alto? Ricordate quando si diceva che bisognava ridurre i salari per essere competitivi? Dove sono queste persone? E se è vero che la pressione fiscale è al 46% è anche vero che essa pesa su chi al fisco non può sfuggire: i lavoratori, appunto. Sarebbe altrettanto "oppressiva" la pressione fiscale se la base imponibile si allargasse agli evasori/elusori? Temo di no perchè ci sarebbe ampio spazio non solo per ridurre le tasse ai lavoratori ma anche per ridurle in generale: ma invece proprio per l'egoismo imperante (troppo spesso favorito dai politici dell'una e dell'altra - quale altra poi - parte) di non dare nulla o il meno possibile (i parziali evasori di solito parlano di "giusto" da dichiarare ergendosi a giudici e valutatori di se stessi) tutto ciò non accade e la spina dorsale, i lavoratori, è sempre più in sofferenza, e si vede. Ora un Governo che tenga al benessere dei cittadini dovrebbe fare il suo dovere e ridurgliele perseguendo chi non le paga, invece....... ci si limita al gioco delle parti favorendo la imperante confusione. ...... E io pago, come diceva Totò!

mercoledì 11 marzo 2009

Un'imperativo: meno tasse da pagare .... per chi già ne paga poche

Raggiunto uno degli obiettivi: alleggerire lo Stato. Infatti si registra uno srtiminzito +1.1% per le entrate statali. C'è però un ma: le tasse che sono drasticamente sono IRES (- 6%) mentre a salire (+6.7%) è l'Irpef; ciò significa che le società ne stanno pagando meno e che i lavoratori stanno compensandone il calo. Signifca anche che quando si dice "questa crisi è una opportunità per tutti noi" chi lo dice non pensa alla totalità dei cittadini ma ad una parte di essi: cioè chi ha modo di trarne profitto sia pagando meno tasse, sia mantenendo bassi i salari (che grazie anche alla lungimiranza di una parte del sindacato è ora molto meno difeso di prima dall'inflazione e dalla crisi), sia evadendo quello che si può evadere nel pagarle, sia disinvestendo in ricerca e sviluppo. Contemporaneamente può contare su una classe dirigente attenta moltissimo a negare investimenti sociali a chi perde lavoro mentre "dona (è proprio il caso di chiamarla così)" miliardi in grandi opere pubbliche (di cui alcune praticamente inutili se non dannose, si pensi al ponte sullo stretto di messina) e in soldi a vario titolo a chi ce li ha già contando anche sul piccolo, ma non meno importante particolare, che la maccina fiscale è fortemente inefficiente (e deponteziata visto che molti reati che prima erano penali o sono, dai vari governi succedutisi, stati resi reati amministrativi o completamente depenalizzati. insomma il liberismo nostrano è molto annacquato visto che lo è con gli altri mentre non lo è per se stesso difendendolo a denti stretti: altro che ascensore dall'alto verso il basso........

venerdì 28 novembre 2008

Eccoli gli 80 miliardi di euro

La solita minestra? Nuovi provvedimenti? Ecco la manovra anticrisi del Governo che dovrebbe mettere al riparo gli italiani dalla crisi. Dalla lettura dei media (Repubblica, La Stampa, il Corriere della sera) e dai tg (a parte i soliti noti schierati a priori) si evince che si sono limitati al minimo indispensabile varando misure di cui si parlava da tempo e che rispetto agli altri partner europei non smuovono molto le aspettative dei cittadini (loro parlano di consumatori io parlo di cittadini e la differenza non credo la debba spiegare....), in particolare di quei cittadini che davvero risentono dei morsi della crisi. Formalmente sembrerebbero ineccepibili: si bloccano alcune tariffe (autostradali per esempio); si danno sgravi a famiglie fino a una certa quota (22 mila per i bassi redditi e 35 mila per chi ha in casa un portatore di handicap); riduzione alle imprese ecc., ripeto formalmente sono inattaccabili. Però non tengono conto di un piccolo aspetto: molti in quelle fasce NON sono realmente poveri ma evasori ed elusori che si nascondono dietro la inefficienza dello Stato nello scovarli. Bisognava fare molto di più perchè il vero problema non sono gli sgravi ma i soldi reali (tralascio di parlare della social card perchè la ritengo una sconfitta dello Stato che non è capace - o non vuole? - di assicurare il benessere dei propri cittadini) che entrano nelle tasche dei cittadini che non ci sono perchè non ne hanno dati e questo è un'aspetto; poi ci potete scommettere che la fascia dei lavoratori dipendenti sarà toccato solo marginalmente da queste misure dato che dichiarando TUTTO non sfuggono alla mannaia dei controlli perchè essi sono fatti alla fonte e non possono bleffare. Ce n'è anche un'altro però: hanno pensato di aumentare i controlli sulla speculazione finanziaria e sulle corporazioni che approfitteranno di questa manovra per aumentare i prezzi dei prodotti a prezzi di mercato (si fa per dire naturalmente; penso ad esempio al "piccolo" particolare del petrolio greggio sotto i 50 $ mentre la benzina rimane a livelli inaccettabili), e quelli che normalmente compriamo nei negozi e nei supermercati, ecc.? Sono controllati? Sono sanzionati i comportamenti speculativi e i rialzi dei prezzi ingiustificati? E che provvedimenti sono stati presi per fermare quelle piccole speculazioni che avvengono tutti i giorni? Se mercato ci dev'essere proprio ci sia ma REGOLAMENTATO e controllato per evitare arricchimenti facili (come accade sempre in questi casi) a scapito della generalità dei cittadini? Si può parlare di un pannicello caldo che non aiuta ma serve a far vedere che "si fa qualcosa" rivolto più all'interno del paese che all'estero dove invece sono prese cure da cavallo per aiutare chi non ce la fa realmente (ripeto, è questo il punto mancano i sostegni per i cittadini cash!!). Ci dobbiamo congratulare con questo governo solo per la pornotax prevista da anni ma mai regolamentata? Pare di sì. Che anche i fabbricanti di sogni "hard" paghino la loro parte? E' auspicabile dato che questo floridissimo settore fattura da anni somme a molti zeri e quindi anch'esso dovrà pagare le tasse. Volevano fare i keynesiani? Usassero il bilancio pubblico! In realtà proprio questa manovra è una presa d'atto: si prende atto che la classe dirigente non è in grado di assicurare il benessere dei propri cittadini e si limita a gestire l'esistente.

sabato 29 marzo 2008

I 390 evasori: e tutti gli altri?

Suona male la pubblicazione della lista di presunti evasori (presunti pe3rchè anche se lo avessero davvero fatto è molto probabile che fra scudo fiscale tremontiano, condoni e indulti vari non siano più punibili quindi a che pro?) quando si riflette sui paradisi fiscali presenti in giro per il mondo e dove ci sono soldi anche italiani che hanno evaso bellamente le tasse nostrane infischiandosene del fatto che quel mancato introito fiscale ha comportato un'aumento della pressione fiscale3 su chi le tasse le paga davvero e fino all'ultimo cent. E' una storia vecchia quanto la Repubblica italiana questa dell'evasione e mai l'Amministrazione finanziaria ha realmente combattuto per risolverla per almeno due motivi: uno è la propria inefficenza dovuta però a leggi poco incisive e ad una mancanza di volontà politica reale di frenare e invertire il fenomeno rendendolo di livello europeo (lo sapevate che il nostro paese ha pochi record di cui vantarsi ed uno di questi è proprio il livello di evasione ed elusione fiscale); l'altro è la mitizzazione del costume sociale di chi evade/elude che è visto come un "ganzo" uno che è furbo insomma un modello da imitare naturalmente complici i politici della I° e della II° Repubbllica (non tutti ma basta guardare le leggi e ci si fa un'idea e soprattutto i comportamenti "elettorali" degli elettori che fanno il paio con essi per capire un pò come va e quale mandato si da ad essi). Quindi molto probabilmente ha ragione chi oggi afferma che la questione "lichtenstein" è una bufala vera e propria e si sgonfierà dopo le elezioni e la magistratura potrà condurre le indagini. Quello che fa male davvero al cittadino onesto è un'altra cosa: la comprensione che, in mancanza di reali iniziative contro il fenomeno evasivo/elusivo fra cui non escluderei a priori le manette, è solo questo il motivo per il quale lo Stato mantiene alta la pressione fiscale anche se contemporaneamente taglia i servizi essenziali perchè la coprta è sempre più corta e non può coprire tutto e tutti. molto probabilmente se si riuscisse a recuperare solo il 40%, reale e non annunicato, delle somme evase e si riducesse il fenomeno ad una dimensione europea la pressione potrebbe scendere di un bel pò dato che la platea contributiva si allargherebbe: naturalmente, a parte i proclami e le sparate della campagne elettorali e le promesse mai mantenute, se la politica lo volesse.................

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