domenica 23 settembre 2007

Governo: aumentano le tariffe ma nulla cambia per chi non paga


Come da copione degli ultimi 40 di vita repubblicana, anche quest'anno assistiamo ad un'aumento delle tariffe, sia pubbliche che controllate, ben al di là di quella che è l'inflazione programmata stabilita per meglio ridurre gli stipendi di chi lavora davvero e deve tirare fino alla fine del mese. Niente di nuovo avveniva sotto il pentapartito, avveniva con il polo, avviene con la cosiddetta sinistra alleata con il centro oggi. La cosa che è bella (in senso lato) è la rincorsa all'aumento da un lato e l'opposizione del momento che strilla e strepita che sono ingiustificati e bla bla (mentre qualche mese o anno prima ha fatto esattamente la stessa cosa). Certo le giustificazioni sono tante: dal pareggio di bilancio (che sono stati incapaci di raggiungerlo sono loro mica noi che paghiamo), al deficit (che sempre i nostri governanti hanno creato), alla crisi (che puntualmente arriva quando gli industriali decidono che è il momento di rialzare il tasso di profitto e scaricare un pò di persone dalla barca), ecc. Aggiungiamo che i furbi in Italia sono tantissimi e che non solo è facile evadere le tasse ma è anche facile farla franca e la frittata è fatta: pochi pagano quello che tutti dovrebbero pagare e quindi creando una casta di privilegiati e parassiti che vivono dele sfortune e onestà altrui.
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