domenica 23 settembre 2007

Iraq: come ne uscirà il Presidente Bush dal pantano?

Ad oggi più di tremila morti, 20 mila feriti e circa un migliaio di suicidi fra gli americani; fra gli irakeni decine di migliaia di morti (i conti è impossibile farli con esattezza) centinaia di migliaia di feriti. E' questo il bilancio della libertà in Irak. Siamo sempre più di fronte ad un Vietnam del XXI secolo per gli USA e una chiara errata valutazione delle conseguenze dell'invasione/aggressione di questo paese. Il rapporto sull'Irak della Commissione Baker che auspicava da un lato un "tavolo regionale" con i paesi della Regione è stato affossato così come l'uccisione di Saddam gli si sta ritorcendo contro come immagine di una vendetta degli sciiti che hanno preso sul loro oppressore (con l'allora indifferenza ameircana), stanno dando sempre di più il segnale della mancanza reale di valutazione e di vedute sulla realtà di quest'area da parte dell'Amministrazione americana che a quanto si apprende dalle indiscrezioni starebbe valutando, come già affermato in atri post precedenti, di inviarvi da un minimo di 20 mila soldati ad un massimo (con un calcolo basato sulla rotazione del personale) di 70 mila da un lato e dall'altro le pressioni sul governo irakeno (pressioni che lasciano il tempo che trovano visto che questo governo cadrebbe 48 ore dopo la partita dell'ultimo soldato americano) affinchè si assuma responsabilità che non si capisce come possano essere ottemperate dato che il peso reale è prossimo allo zero. Se tutta qui sarà la pianificazione allora saremo lontani dal risolvere il problema in quanto non serve solo dire, come fumo senza arrosto, che la democrazia è un seme che gli americani hanno piantato perchè manca tutto il resto: investimenti, strade, ospedali, scuole, vivibilità, sicurezza, scorte economiche e finanziarie, ecc. Come si pretende che con le parole si dia da mangiare e vivere alla popolazione ancora nessuno l'ha spiegato, mentre tutti hanno capito che le risorse petrolifere, come pagamento della guerra non fatta dagli irakeni, se le stanno "puppando" le multinazionali del settore, così come l'unico che davvero ci ha guadagnato, e continuerà a guadagnarci, sarà l'Iran, come la Siria, ha visto accrescere il proprio peso politico-militare e religioso (realizzando dopo tanti secoli la grande regione dello sciismo che va dall'Iran appunto fino al Libano): fu vera gloria? Non dico che lo diranno i posteri perchè suonerebbe come una beffa verso i morti di quest'assurda guerra visto che fino dal giorno successivo alla dichiarazione (sputtanata subito dai fatti) della fine delle ostilità ha visto scoppiare la "vera" guerra.................A proposito, per quanto riguarda i Nostri morti a quando il riconoscimento del nostro Stato di essi con la medaglie al valor militare? L'hanno data a un security privato ucciso dai terroristi perchè non a coloro che sono stati mandati per ordine del Governo? Cosa sono morti di serie B? O non hanno diritti?
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