domenica 23 settembre 2007

No alla barbarie


Con l'esecuzione per impiccagione, con l'avallo di fatto degli americani, di Saddam lo situazione in Irak è grave, le fazioni ed i clan sono ormai sul punto di non ritorno della guerra divile (e naturalmente i paesi limitrofi non potranno non risentirne) e la stessa unità del paese è in pericolo. Ma il punto è se la pena di morte sia ancora accettabile nel XXI secolo. E' usata in Asia, Africa, e in America. Posso capire i regimi autoritari e dittatoriali ma gli USA che si fanno baluardo della democrazia e che mettono il naso negli altri paesi come difensori dei dirtti umani no, perchè essi per primi hanno la pena di morte nel loro ordinamento. Nessuno che si ritenga davvero una persona civile può giustificare che un paese che si ritiene la demcrazia di punta del pianeta che abbia questa barbarie e la usi. Spesso è stato dimostrato che molti che sono stati condannati erano innocenti e/o non in grado d'intendere e di volere e soprattutto fanno parte dei ceti "esclusi" dalla grande mangiatoia del consumismo americano. Non c'è più giustificazione, ritengo che i paesi democratici non possono non esecrare i loro consimili che continuano ad usare la barbarie come vendetta di Stato come unico mezzo per eliminare la criminalità: è il sistema sbagliato, o meglio è il sistema che non va più che crea criminalità ed invece di eliminare le cause che si fa si "ammazzano" gli effetti.
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